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Vittorio Sartarelli - Incipit

FRANCESCO SARTARELLI

Biografia di un Campione trapanese degli Anni '50

Iniziativa personale dell'autore

103 pagine, € 30

 

PRESENTAZIONE

Quello che spinge a raccontare i tratti salienti della vita di una persona è, essenzialmente, un’intima esigenza di comunicazione, il far sapere agli altri, contemporanei o posteri che siano, le cose che quella persona di cui si parla ha fatto ma, soprattutto, perché le ha fatte e come le ha fatte.

Sicuramente nell’animo di chi scrive, si intrecciano anche altri sentimenti, come l’ammirazione, il desiderio di ricordare avvenimenti della propria infanzia e per ultimi, ma non certo ultimi, l’affetto e le profonde radici che lo legano ad una persona cara della famiglia.

La decisione di raccontare uno spaccato della vita di mio padre è scaturita sicuramente e, in parte condizionata, da tutti questi fattori di cui ho fatto cenno ma, forse anche da molti altri i quali neanch’io so connotare con esattezza,in quanto appartengono alla sfera della psiche e ai reconditi meandri dell’animo.

Una cosa ho per certa, della quale non posso dubitare: questa rievocazione sentivo, profondamente, di doverla a mio padre, anzitutto per onorarne la memoria, poi per affettuosa gratitudine per quanto mi ha dato e non solo a me, in termini d’affetto, insegnamento, esempio di onestà a rettitudine di vita e perché, anche se mio padre non ha fatto cose mirabolanti o eccezionali, le cose che ha fatto sono state caratterizzate da geniale inventiva, anticipazione tecnologica, da un grande spirito di sacrificio e abnegazione e, soprattutto, da un grande amore ed una smisurata passione per lo sport. …..

Vittorio Sartarelli



I Capitolo. “La Corsa”

In una tarda serata dell’Aprile 1948 a Trapani, per l’esattezza storica, sabato 3 Aprile 1948, la gente sciamava a frotte lungo i viali scarsamente illuminati della Via G. B. Fardella e si dirigeva verso la Piazza Vittorio Emanuele; faceva ancora freddo e le persone incappottate, o comunque ben coperte, sembravano attrezzate ed intenzionate a passare una nottata all’aperto. Alla malinconia ambientale di una fredda serata di fine inverno, faceva contrasto un’atmosfera festosa ed elettrizzante che, seppure impalpabile, si poteva cogliere facilmente ascoltando il vocio concitato di quelle persone di ogni età che appariva come il presupposto di un evento straordinario e importante che, di li a qualche ora, si sarebbe verificato nella città: quella notte, sarebbe transitato a Trapani l’ottavo Giro Automobilistico di Sicilia con in palio la famosa “Targa Florio”….

 

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VIAGGIO NELLA MEMORIA

Edizioni Il Grappolo

185 pagine, € 15

 

PREFAZIONE

Leggere “Viaggio nella memoria” equivale a fare un tuffo nel passato e, una volta accettata questa condizione psicologica retrospettiva, man mano che si procede, quasi senza accorgercene, il racconto ci prende e ci coinvolge emotivamente. I racconti del passato hanno sempre esercitato nei lettori un certo fascino ed un notevole interesse, e per la curiosità di sapere innata nell’uomo, e per una sorta di godimento intellettuale per i ricordi cari e le cose belle e antiche.

Piuttosto che leggere un libro, si ha la sensazione di assistere ad un film la cui trama, semplice e abbastanza scorrevole, finisce col catturare ed appassionare per il dispiegarsi continuo di situazioni e ricordi di avvenimenti particolari che toccano profondamente l’animo…

Tutta la narrazione è perfettamente strutturata ed integrata nel suo ambiente storico di riferimento, con annotazioni socio economiche e di costume, sorprendentemente precise e reali per la Sicilia di quegli anni. Non vi sono forzature di sorta o, situazioni improbabili e romanzate, tutto è autentico, tipico e marcatamente siculo…


I Capitolo – “L’Infanzia”


Quando si arriva ad una certa età, viene voglia di tirare le somme e fare una sorta di consuntivo, questo perché ci si rende conto che gran parte della propria vita è passata quasi senza accorgercene e, se si vuol fare questo bilancio, bisogna andare indietro nel tempo e scorrere nei ricordi quelli che, nelle tappe essenziali, sono stati gli eventi più rilevanti del proprio vissuto.

Questa esigenza di verifica si concretizza nella volontà di raccontarsi che appare sempre più sentita con il passare degli anni, non tanto per far sapere agli altri che pure, volendo, potrebbero far tesoro delle proprie esperienze quanto, piuttosto per se stessi, onde essere mentalmente presenti e constatare se la propria esistenza è stata portata avanti positivamente….

Ma, tant’è, per raccontare una storia bisogna cominciare dall’inizio:

quando tutto era pronto perché Marco nascesse, fuori, gli raccontavano i suoi genitori, infuriava una tempesta, come raramente è dato di vedere, con fulmini, tuoni assordanti ed una pioggia intensa e scrosciante. Allora si usava partorire in casa, con l’ausilio di una levatrice che, nella circostanza, nonostante la sua pluriennale esperienza, non riusciva a tirarlo fuori. Marco, aveva il cordone ombelicale attorcigliato intorno al collo, era necessario l’intervento di un medico. Suo padre, allora, si diede da fare per trovare una macchina e, non era facile a quell’epoca, si era infatti, a metà degli anni ’30; in ogni modo ci riuscì e corse a prendere il dottore, un gigante buono, alto quasi due metri che, poi, seguì la salute di tutti i componenti della famiglia, per molti anni…..

 

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CARA TRAPANI

Peppe Giuffrè Editore

Narrativa e Saggistica

192 pagine, € 15

 

PREFAZIONE- di Elio D’Amico

Cara Trapani…; ancora un libro sulla città falcata, sui miti della sua origine, gli Elimi, i Cartaginesi, Gli Aragonesi… ma non si è detto tutto su questa città di cui hanno parlato scrittori greci, latini, francesi, spagnoli e perfino arabi. Può darsi… anzi probabilmente si. Ma allora, perché un altro libro su Trapani?

Di questa città è stata raccontata la sua storia millenaria, le sue tradizioni, i suoi commerci, la sua cultura; anche dei suoi lati oscuri e negativi si è parlato a iosa, e non sempre con cognizione di causa; ma probabilmente poco si è parlato delle emozioni che essa sa dare. Emozioni che percepisce un viaggiatore di passaggio, ammirando, nel tempo, il suo mare, le sue chiese, i palazzi barocchi e liberty, le saline, i bastioni possenti; riscoprendo gli antichi artigiani del corallo, degli argenti, della tela e colla; ritrovando i sacri riti delle scinnute, della Processione dei Misteri, la più lunga del mondo; ritrovando odori e sapori che si pensava fossero andati perduti per sempre. Questo ed altro può scoprire un viaggiatore che, oggi come mille anni fa, si trovasse a passare da Trapani.

Ma, un uomo che questa città l’ha intimamente vissuta fin dalla nascita; che in essa ha trovato l’amicizia, l’amore, il lavoro; che ha amato ogni suo angolo , perché ogni angolo è un pezzo della sua vita, della sua esistenza, dei suoi ricordi; che emozioni può sentire “quest’uomo”?...


LE Origini –

Scrivere di una città non è mai facile; quando poi si tratta della propria città, l’impresa si fa più ardua. Tuttavia, poiché non è mia intenzione addentrarmi in una difficile esegesi critica, mi limiterò a scrivere lasciandomi guidare per mano dal cuore, dal sentimento, dai ricordi dell’infanzia e della prima giovinezza.

La storia di questa nostra città – e soprattutto le origini – si perdono nella notte dei tempi, per usare una frase ormai anche troppo abusata, tuttavia, nella circostanza essa calza a pennello per connotare la nascita di una città tra le più antiche della Sicilia, che sorse dopo la fondazione di Erice e Segesta e prima che avessero origine fenicia le città di Panormo, Solunto e Mothia nell’omonima isola. La sua fondazione è collocata, molto approssimativamente nel 1225 a.C. anche se su di essa non c’è accordo tra i vari storici. Trapani, originariamente un villaggio dei Sicani, chiamato Drapano(Drepanon dai Greci, Drepanum dai Romani)e fu abitato, in seguito, dagli Elimi, considerati dagli storici più accreditati, una popolazione proveniente dall’Asia Minore e precisamente dalla Troade. Gli Elimi, quindi,presumibilmente non erano altro che dei profughi provenienti dalla città di Troia o dal suo circondario, dopo l’assedio che i Greci portarono avanti per oltre dieci anni. Questi fuggiaschi, approdati sul litorale occidentale della Sicilia, avevano fondato le città di Erice e Segesta e, solo in seguito, il villaggio di Trapani che d’Erice costituiva il porto….

 

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Eventi Rimembranze e personaggi della memoria

Youcanprint –Self-Publising, 2013

94 pagine, € 11

 

PRESENTAZIONE

Il titolo di questo libro:

induce il lettore a farsi una propria rappresentazione visiva dei personaggi che via via l’autore descrive ripescandoli dalle sue memorie giovanili, quasi un album fotografico retrospettivo delle persone che più direttamente hanno interagito con la sua vita, della quale hanno contribuito a formarne il carattere e la sensibilità oltre che costituire degli esempi da seguire.

Questa caratteristica rappresentativa di ambienti, situazioni e personaggi, è quasi una costante che si riscontra nei libri e nella narrativa in genere di Vittorio Sartarelli. La cura del particolare nelle descrizioni ambientali e nelle ricostruzioni psicologiche dei vari personaggi, la dice lunga sulla sua scrupolosa attenzione e fedeltà alla reale verità delle cose. Il suo scrivere è semplice e scorrevole, senza fronzoli e, men che meno esternazione di forbita erudizione, qualcuno lo ha paragonato più al linguaggio parlato e, proprio per questo, estremamente comprensibile e immediato…


Quando nasce un amore

Si era quasi alla metà dell’estatequando, un giorno Marco si accorse casualmente che in spiaggia c’era una ragazza che lo fissava intensamente e con insistenza. All’inizio, non diede molta importanza alla cosa,, era consapevole di essere un bel ragazzo e non era la prima volta che era fatto segno dell’attenzione da parte delle ragazze, pensò che la cosa sarebbe finita lì. Constatao, invece, che anche nei giorni seguenti quella ragazza continuava a fissarlo, s’incuriosì alquanto, perché quella ragazzina lo guardava così insistentemente e con grande intensità?. Era una giovane bruna, piccolina, piuttosto rotondetta nei punti giusti, tuttavia perfettamente formata e proporzionata…

 

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Storie di una vita vissuta

Ricordi, Esperienze, Sentimenti

Auto pubblicazione con il Gruppo Editoriale l'Espresso "Ilmiolibro.it"

96 pagine, € 10,50

 

PREFAZIONE di Nicola Tortorici


Leggere i racconti di Vittorio Sartarelli, significa essere proiettati in un tempo e in una dimensione di vita che è contestuale al suo vissuto di uomo molto maturo, con un’esperienza di vita ormai consolidata. I giudizi critici sulle sue pubblicazioni hanno parlato, ripetutamente, di uno scrittore “verista” la sua prosa agile e schietta sembra una sequenza di foto d’epoca, scattate con la professionalità di un fotografo eccellente, che mette a nudo e ti fa rivivere personaggi, situazioni, ambienti e paesaggi di un passato che ti appassiona.

E’ normale e quasi inevitabile, rimanere impressionati così a lungo dai suoi scritti, dai quali traspare ineludibilmente il substrato culturale umanistico ed uno stile semplice e veritiero che rifugge da qualunque ampollosità ed esibizionismo.

Il lettore, quasi inconsapevolmente, diventa partecipe e interessato, alle sue storie che, a volte, sono raffigurate con tratti forti e scolpiti, a volte, con un’estrema delicatezza di sentimenti che sfiora la poesia.

Nutriamo la convinzione che il raccontare faccia bene sia a chi narra, sia a chi, leggendo, ne coglie il giusto messaggio, soprattutto quando le cose che vengono raccontate hanno la caratteristica della testimonianza, vera e sincera, con un linguaggio semplice e scorrevole senza alcuna evidente sovrastruttura mentale. Chi avrà la fortuna di trovarsi fra le mani un libro di Vittorio Sartarelli e di leggerlo, si renderà conto che non ha trascorso inutilmente, senza trovarne beneficio alcuno, il tempo della lettura.


Il Professore di Matematica


Fra i professori che Simone ebbe la ventura d’incontrare nei tre anni di Liceo Classico, ce n’era uno del quale, tuttora, conserva un ricordo incancellabile, era quello che insegnava Matematica e Fisica.

Alto e grosso come un armadio, con piedi e mani enormi che agitava continuamente in una pantomima che lo rendeva simile ad un pachiderma in cattività. Il suo incedere era disarmonico ed ondeggiante, goffo e sgraziato nei movimenti.

Nelle discussioni, per una sorta di esibizionismo, usava intercalare delle frasi fatte ad effetto comico, con l’intento di sdrammatizzare qualunque argomento, anche il più banale.

A Simone non aveva mai fatto una bella impressione, sin dall’inizio e, a proposito del suo aspetto, c’è da dire che il suo modo di vestire era piuttosto trasandato. Portava per mesi sempre lo stesso vestito, con delle camicie spesso sgualcite o mal stirate con i colletti che lasciavano solo immaginare il loro colore originario.

In conclusione, non aveva un aspetto gradevole: il suo cranio dolicocefalo evidenziava ancor più i capelli che apparivano sempre unti ed essendo perfettamente lisci, umidi e pettinati all’indietro senza scriminatura, sembravano quasi incollati alla cute. Durante la mattina, tuttavia, appena si asciugavano, tendevano a sollevarsi creando un curioso effetto porcospino…

 

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Una vita difficile

Albatros Editore, 2011

58 pagine, € 10

 

Presentazione di Nicola Tortorici


L’Autore in questa sua ultima “fatica” Letteraria, non finisce di sorprenderci piacevolmente con delle storie toccanti e piene di sentimenti che, nella loro particolarità ambientale, possono essere considerate storie comuni e semplici come possono esserlo tante altre, ma quello che incanta e appassiona è, soprattutto, l’autenticità dei fatti narrati che sono piene di immagini, sensazioni e sentimenti veri, ricchi di significati etici e umani che per la loro universalità sono necessariamente condivisibili. La prosa di Sartarelli è semplice e piacevole, agile e schietta, priva di fronzoli e di orpelli eruditi, perché per raccontare una storia non è necessario fare sfoggio di cultura ed erudizione, basta attenersi all’intima realtà dei fatti e cercare di farli rivivere in colui che legge, con la stessa intensità espressiva con la quale si sono manifestati all’origine.

 

Il Posto”


Marco era, a quell’epoca -inizio degli anni ’60-, un giovane studente universitario nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, aveva iniziato il terzo anno di corso quando, improvvisamente e imprevedibilmente, suo padre si ammalò di una grave forma di depressione dalla quale poi non si sarebbe più ripreso negli anni a venire. La sua famiglia da questo evento negativo, subì un contraccolpo devastante sia psicologicamente, sia finanziariamente perché l’unica fonte economica di sostentamento era sempre stata l’attività artigianale esercitata da suo padre.

Sua madre da casalinga dovette trovarsi un lavoro per tirare avanti la famiglia e si organizzò con un lavoro di cucito che poteva eseguire in casa. Marco, nonostante avesse partecipato a numerosi concorsi e le ripetute richieste di lavoro avanzate sul luogo, non riusciva a trovare un’occupazione. Erano gli anni durante i quali stava evolvendosi in Italia il famoso “miracolo economico” ma, era anche il periodo storico delle raccomandazioni, possibilmente politiche. Per trovare un posto di lavoro, non c’era niente da fare, pure facendo un concorso pubblico e superando gli esami, se non si aveva un referente politico “in vista”, non si andava da nessuna parte.

Ma, il problema era anche trovare l’uomo politico giusto, disponibile e, possibilmente, disinteressato e non era facile; dopo qualche anno Marco era riuscito a trovare lavoro, in nero, presso un settimanale politico locale, con una retribuzione minima, in aggiunta era riuscito ad ottenere la corrispondenza di un quotidiano nazionale. La sua situazione familiare non era delle più facili, ormai prossimo alla laurea, era fidanzato da diversi anni e, con quella limitata disponibilità finanziaria che gli procurava il suo lavoro, che aveva la caratteristica nefasta del precariato, non poteva certo pensare di mettere su famiglia.

Un barlume di speranza alla sua situazione venne da una reminiscenza dello zio della sua fidanzata che, un giorno, si ricordò di avere un suo vecchio amico e compagno di studi che era stato eletto onorevole presso l’Assemblea Regionale Siciliana e che rivestiva in quel periodo un importante incarico istituzionale. Si decise di andare a trovarlo insieme, forse avrebbe potuto fare qualcosa per Marco ed essere l’uomo della provvidenza. Si recarono entrambi a Palermo per incontrarlo. L’onorevole li ricevette nel suo ufficio con molta cordialità ed affabilità e li fece accomodare andando a sedersi nella sua poltrona dietro un’enorme scrivania….

 

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