DELITTI ESOTERICI
La prima indagine del Commissario Caterina Ruggeri
Sinossi del Romanzo
Dopo aver svolto per diversi anni la funzione di Responsabile delle Unità Cinofile della Polizia di Stato, Caterina Ruggeri, laureatasi in Giurisprudenza, viene nominata Commissario ed assegnata al Distretto di Polizia di Imperia. La neo Commissario si troverà coinvolta, non appena giunta nel suo nuovo posto di lavoro, in una scabrosa indagine nel corso della quale dovrà fare i conti con personaggi legati ad una setta esoterica, in un paese luogo di streghe per eccellenza: Triora.
A partire dal rinvenimento del cadavere carbonizzato di una donna, al termine delle operazioni di spegnimento di un incendio boschivo, la Dottoressa Ruggeri, aiutata dal suo vice, l'Ispettore Giampieri, ex militare, esperto di tecnologia informatica e abile autista di auto sportive, dovrà estendere la sua indagine a fatti avvenuti in quei luoghi anche in periodi lontani nel tempo.
A fianco della protagonista dell’avventura troviamo anche Furia, il suo fedele Springer Spaniel, impareggiabile cercatore di tracce.
La narrazione vede alternarsi alcuni capitoli in cui è la nostra Commissario a raccontare in prima persona i fatti che avvengono durante l'indagine, ad altri, ai quali viene dato un taglio magico ed esoterico, dove il lettore segue le vicende degli adepti della Setta, che uno dopo l'altro, in tempi diversi, giungono a Triora, dove si trovano invischiati in situazioni complicate e rischiose per la propria vita.
La stessa Caterina Ruggeri si troverà a sua volta coinvolta in situazioni di estremo pericolo, dalle quali riuscirà a cavarsela egregiamente, grazie anche all’aiuto dei suoi collaboratori e del suo cane, e alla fine riuscirà a dare un senso logico e riportare alla razionalità anche tutto ciò che sembrava essere legato solo alla sfera del surreale e del paranormale.
Dopo aver messo insieme le tessere di un intricato mosaico, che affonda le sue radici nella notte dei tempi e nella storia del processo alle streghe svoltosi a Triora sul finire del XVI secolo, la Dottoressa Ruggeri otterrà il plauso non solo del questore, ma anche di uno scorbutico magistrato, con cui, durante il corso dell’indagine, si sarà più volte scontrata.
Un finale a sorpresa porterà il lettore stesso a decidere se aderire alle soluzioni razionali proposte dal Commissario Ruggeri, o credere ancora un po' al fatto che certi fenomeni possano essere legati solo alla magia e all'esoterismo.
Nel corso della lettura, troveremo anche situazioni rapportabili alla vita di tutti i giorni: il lavoro, la famiglia, le amicizie, l'amore. A dimostrare che il Commissario Ruggeri non è una superdonna, ma vive una normalissima vita, ricca di emozioni, di sentimenti, di piccole gioie, di delusioni e di grandi soddisfazioni. La protagonista è infatti da sempre innamorata di un suo cugino di secondo grado, che esercita la professione di Medico Veterinario, direttore sanitario di un’attrezzatissima Clinica Veterinaria, che è stato sempre il suo punto di riferimento e al quale riuscirà finalmente ad esprimere il suo amore soltanto immediatamente prima di partire per Imperia.
Durante la sua permanenza in Liguria avrà poi modo di trovare grandi amicizie, sia in ambito lavorativo, sia con una delle persone da lei stessa indagate durante l’indagine.
CAPITOLO 2. L'ARRIVO
Stavo cercando di orientarmi nella sala arrivi dell'aeroporto per capire dove fosse il nastro trasportatore da cui sarebbero arrivate le mie valige, quando un energumeno in perfetta divisa estiva della Polizia di Stato si avvicinò a me con fare deciso. Sarà stato alto almeno un metro e novanta, capelli a spazzola, occhi azzurri e barba perfettamente rasata, i bicipiti che stentavano ad essere contenuti nella mezza manica della camicia dell'uniforme. Accennò un saluto militare, poi, ripensandoci, mi tese la mano.
«Dottoressa Ruggeri immagino! Sono l'ispettore Mauro Giampieri e da questo preciso istante sono al suo servizio. Ho perentorie istruzioni da parte del questore, dobbiamo partire immediatamente per raggiungere la scena di un delitto avvenuto questa notte a Triora, un paesino nell'entroterra di Imperia. Ho già dato disposizioni ad un agente di ritirare il suo bagaglio e portarlo al distretto di polizia. Mi segua, non abbiamo tempo da perdere.»
Ero un po' frastornata e quindi lo seguii senza fare obiezioni, anche se avrei desiderato iniziare più tranquillamente, prendendo un taxi fino ad Imperia e insediandomi nel mio nuovo posto di lavoro dopo essermi data almeno una rinfrescata in un albergo. Quando poi vidi l'auto dai colori bianco e azzurro della Polizia di Stato, nel parcheggio riservato alle forze dell'ordine, verso la quale ci stavamo dirigendo, non potei fare a meno di provare un brivido: una Lamborghini Gallardo nuova di zecca. Sapevo dell'esistenza di quell'auto meravigliosa, capace di raggiungere una velocità di 320 Km orari, perfettamente attrezzata con computer di bordo dalle varie funzionalità, collegato per mezzo di un sistema satellitare agli archivi informatici della criminalpol e dell'interpol, solo per averne letto qualcosa sulle nostre riviste.
«Credevo che questo gioiello fosse riservato esclusivamente alla Polizia Stradale.» Dissi, rompendo finalmente il ghiaccio con l'Ispettore, che continuava a mantenere il suo passo deciso. Come fummo a pochi passi dall'auto, le quattro frecce lampeggiarono emanando un bip.
«Questa è diversa da quella in dotazione alla Polstrada, non come modello, ma come dotazioni e come prestazioni. Avrò modo di spiegarle molte cose strada facendo, si accomodi!»
Quando fummo in auto, inserì una card in un'apposita fessura del cruscotto e digitò un codice su un tastierino numerico. Stava per schiacciare il pulsante d'avvio del motore, ma si fermò e prese qualcosa da un contenitore.
«Il suo avambraccio destro, Dottoressa, le inoculerò un microchip, contenente alcune informazioni su di lei, dati anagrafici, gruppo sanguigno, storia clinica, ma che funzionerà anche come localizzatore satellitare, nel caso ce ne fosse bisogno. Sarà un attimo, non sentirà dolore, sono gli ordini, me ne sono dovuto inoculare uno anch'io.»
La sua pseudo disciplina militare cominciava a darmi un po' sui nervi e accennai una protesta.
«Non sono mica un cane che rischia di perdersi!»
Con rapidi movimenti, aprì una bustina sterile contenente un tampone imbevuto di disinfettante e poi, da un'altra, estrasse un iniettore con un ago piuttosto grosso. Nonostante le mie proteste, afferrò il mio braccio e fece quello che doveva fare.
«Tenga il tampone premuto per qualche istante e allacci la cintura di sicurezza, partiamo.»
L'accelerazione incollò la mia schiena al sedile dell'auto. Sfruttando le potenzialità della Lamborghini, in pochi secondi raggiunse una velocità molto superiore a quella consentita dal codice della strada, in breve infilò il casello autostradale e si mise a viaggiare ad una velocità che sfiorava i 200 km orari.
«Lei, Ispettore, sembra più un militare che un poliziotto. Non conosco il suo curriculum, ma credo che prima possibile me lo studierò attentamente. Comunque, visto che dobbiamo lavorare insieme e io ho sempre odiato i formalismi, proporrei di darci del tu e chiamarci con i nomi di battesimo, io sono Caterina.»
Mi rispose, sciogliendosi un po': «Mauro. Le confesso... ti confesso che effettivamente fino a pochi mesi fa ero nell'esercito. Sono stato con il contingente italiano in missioni all'estero in varie riprese e fino allo scorso Natale sono stato in Afghanistan, ero a Nassirya nel 2003 quando ci fu la strage di soldati italiani, e me la cavai miracolosamente senza neanche una ferita. Sono stato anche in Iraq e in Bosnia-Erzegovina. Sono ancora molto abituato alla disciplina militare. Comunque sono esperto in esplosivi, lotta al terrorismo e alla guerriglia organizzata, guida in condizioni estreme... Credo che il questore ci abbia voluto mettere insieme per risolvere un caso veramente scabroso, di cui poi ti parlerò un po'. Intanto ti illustro le caratteristiche di quest'auto, che per ora non ha paragoni in Italia. Come vedi, qui sulla plancia abbiamo al centro un display da dodici pollici, che sembra un bel navigatore GPS, ma che ha molte altre funzionalità, è un vero e proprio PC, che oltre ad avere accesso ad internet tramite connessione satellitare, ci consente di accedere alle banche dati della polizia, non solo italiana, ma di tutto il mondo. Quello è un piccolo scanner, collegato al sistema, nel quale possiamo inserire delle impronte digitali, prese direttamente con dei pezzetti di scotch, e avviare una ricerca sulle banche dati a cui ci connettiamo. Alla funzionalità touch screen, molto interessante per lavorare velocemente sul menu principale, possiamo aggiungere le funzioni di una tastiera standard, che andiamo ad estrarre da quel cassettino là sotto. Apri il vano portaoggetti, troverai una pistola, che è già assegnata a te, e un palmare. Sia tu che io abbiamo un palmare identico, con il quale ci possiamo interfacciare col computer di bordo dell'auto. Anche il palmare, come il microchip che abbiamo sul braccio, consente alla centrale, e a uno di noi dall'auto, di individuare la nostra localizzazione esatta con sistema GPS.»
«Accidenti, a giudicare da tutto ciò che mi stai dicendo, l'indagine che ci hanno assegnato dovrebbe essere rischiosa. Neanche 007 ha tutta questa tecnologia a disposizione!»
«Effettivamente non ti sbagli. Da diversi anni a Triora succedono cose strane, persone scomparse, essenzialmente. Finora hanno indagato i Carabinieri, senza venire a capo di nulla. Sulla principale indagata, una certa Aurora Della Rosa, che la gente del paese definisce come maga, o meglio, strega, non sono mai riusciti a raccogliere prove sufficienti e quindi le indagini brancolano ancora nel buio. Stanotte c'è stato un incendio nel bosco vicino Triora, che è arrivato a minacciare la casa stessa di Aurora. Al termine delle operazioni di spegnimento, i Vigili del Fuoco hanno rinvenuto il cadavere carbonizzato di una donna. Credo che già il medico legale e la scientifica siano sul posto, stavolta niente Carabinieri e RIS, l'indagine è nostra. Proprio per i tuoi studi sull'esoterismo e sulle sette, il questore di Imperia ha richiesto specificamente te e questo delitto è piovuto a fagiolo in concomitanza con il tuo arrivo. Ora dovremo darci da fare, e non poco!»
Mentre parlavamo vedevo sfilare, uno dopo l'altro, diversi caselli autostradali. In pochi minuti avevamo già oltrepassato l'uscita di Savona, per continuare a velocità sostenuta verso Imperia.
«Perché in tutto ciò gli inquirenti vedono l'ombra delle sette?» Chiesi. «Tutto sommato, se pensiamo alle famose Bestie di Satana vediamo che sono tutte montature e l'esoterismo non c'entra niente.»
«In questo caso invece ci sono fondati elementi per pensare ad una setta, anche se tutta la trama, che è iniziata parecchi anni fa, rimane particolarmente buia. Non sono mai stati rinvenuti cadaveri, fino a quello di oggi e, in base a questo nuovo elemento, si può iniziare a pensare che anche le persone scomparse in precedenza siano state uccise, ma i delitti siano stati evidentemente coperti, a suo tempo, in maniera impeccabile. Stanotte forse è successo qualcosa di imprevisto e l'assassino, o gli assassini, non ce l'hanno fatta ad occultare il cadavere, come magari è avvenuto negli altri casi. Forse hanno tentato di dare alle fiamme il corpo della malcapitata vittima, ma un cambiamento improvviso di vento, che da queste parti non è infrequente, ha scatenato un incendio non più controllabile. Consideriamo che è stata la stessa Aurora a chiamare i soccorsi, perché la sua abitazione era minacciata dall'incendio.»
«Qual è il suo alibi, sappiamo cosa ha raccontato?»
«Ha detto di essere rientrata molto tardi, per essere stata a cena in un ristorante più a valle, e che, avvicinandosi alla sua dimora, ha avvistato la luce rossastra provocata dall'incendio. Ha chiamato il 115 con il cellulare quando ancora era a un paio di chilometri da casa.»
«Bene, faremo le opportune verifiche. Ma parlami delle persone scomparse in precedenza.»
«Ci vorrebbe molto a raccontare il tutto nei dettagli. Cerco di riassumerti le cose in breve, poi avremo modo di vagliare tutto il materiale che ci hanno inviato dalla questura e dal tribunale, abbiamo un bel fascicolo da scartabellare. La prima persona di cui si sono perse le tracce è colei che abitava nella casa di Aurora prima di lei e che si chiamava con lo stesso nome. Nel 1989 questa signora sessantenne, nota come chiromante, erborista, guaritrice, veggente, maga, decise di andare nelle montagne del Nepal per raggiungere un tempio nel quale avrebbe dovuto rigenerare il proprio spirito, il proprio corpo e la propria anima. Raggiunse Kathmandu insieme ad una sua seguace, una giovane rumena di nome Larìs Dracu. Le due donne assoldarono degli Sherpa, che le accompagnarono fino ad un certo punto. Quando insistettero per andare verso una zona inesplorata, interdetta agli Sherpa per le loro credenze religiose, questi ultimi le lasciarono avventurare da sole, dicendo che le avrebbero aspettate per tre giorni, poi se ne sarebbero andati definitivamente da lì. Non si seppe più nulla delle due, ma dopo qualche mese si presentò a Triora una ventenne che sosteneva di essere la nipote di Aurora, appellandosi anche alla sua omonimia, e che si arrogò il diritto di prendere possesso dell'abitazione della nonna. Anche questa giovane Aurora sembrava avere poteri soprannaturali, ma ben più potenti di quelli della presunta ava. I pochi abitanti del posto, che avevano conosciuto Aurora in gioventù, non potevano che notare la straordinaria somiglianza della giovane con l'anziana scomparsa, tanto che in diversi si convinsero che la strega avesse trovato, nel suo viaggio in Nepal, un elisir di giovinezza e fosse riuscita a ringiovanire nell'aspetto fino a tornare ragazza. Ma, a parte questo, nei boschi intorno Triora si cominciavano a verificare strani episodi. Si diceva in paese che, nelle notti di luna piena, le streghe avessero ricominciato a praticare i loro Sabba, indetti proprio dalla giovane Aurora. A parte i Sabba, molte erano le visite che riceveva Aurora nella sua abitazione. Oltre i soliti postulanti, che richiedevano rimedi a base di erbe per vari malanni o elisir di vario tipo per risolvere soprattutto travagli amorosi, c'erano ogni tanto delle persone particolari, che venivano da lei ospitate, ed erano adepti di una setta esoterica, di cui ora non ricordo il nome. Questi soggetti, essenzialmente donne, raggiungevano quel luogo al fine di attingere il sapere nell'antica biblioteca, che era stata sempre conservata gelosamente nella casa da Aurora e dalle sue antenate, e via via arricchita dalle stesse nel corso dei secoli. Una di queste, una certa Mariella Carletti, detta La Rossa, nel 1997 partì da un paesino dell'Abruzzo, in cui era già nota come guaritrice e veggente, lasciando detto che sarebbe andata a Triora e avrebbe superato le ardue prove per diventare un'adepta del settimo livello, uno dei più elevati, e che sarebbe ritornata con dei poteri che nessuno avrebbe mai immaginato. Non fece mai ritorno. A Triora, questa bella ragazza alta, dai fluenti capelli rosso fuoco, gli occhi azzurro chiaro, la carnagione pallida e piena di efelidi, non passò inosservata. All'imbrunire del 21 giugno, data coincidente con il solstizio d'estate, si diresse nel bosco dove si diceva avessero luogo i Sabba, dopo di che non la vide più nessuno. Un particolare, quella notte ci fu un principio di incendio, ma molto limitato. Sembra si fosse incendiato un camion in disuso da tempo, ma la cosa non riuscì ad essere collegata in nessuna maniera alla scomparsa della ragazza. La carcassa del camion è ancora lì e il caso, a suo tempo, fu archiviato come opera di teppisti. Nel 2000, tre giornalisti, due uomini e una donna, di un noto mensile a tiratura nazionale che ha sede e redazione a Genova, vollero fare una loro piccola indagine sulla scomparsa della ragazza, avvenuta tre anni prima. Con la scusa di fare un reportage su streghe e stregonerie a Triora, si piazzarono con una tenda canadese proprio in quel bosco dove si riunivano le streghe, in prossimità della Fonte della Noce, con la speranza di assistere a qualche rito satanico o cose del genere.
…
Modalità di acquisto
Sul sito della casa editrice Altromondo editore – Padova
http://www.altromondoeditore.com/shop/home/detail/857
Sul sito di Magazzino 51 – Torri di Quartesolo (VI)
http://www.magazzino51.com/index.php/scheda/libro/9788862813051
Nelle librerie affiliate a Cinquantuno distribuzione libraria
http://www.cinquantuno.it/librerie.phpp
Può essere ordinato in qualsiasi libreria, indicando titolo, autore e casa editrice. Tempi di consegna: tra i cinque e i quindici giorni.
Ulteriori informazioni:
http://ilcommissariocaterinaruggeri.blogspot.com |
 |