La Porta Chiusa
Carta e Penna Editore Torino ( Marzo 2008)
ISBN 978-88-89209-80-6
152 pagine, € 15
LA PORTA CHIUSA è un libro di racconti diviso in due parti.
La prima include racconti i cui personaggi si muovono su quel grande palcoscenico dove va in scena la rappresentazione del mondo che passa, sullo sfondo di situazioni ed ambienti socio-economici che emergono dal territorio della memoria e si proiettano nel nostro tempo per diventare memoria delle proprie radici, testimoni di impegno civile o termine di paragone tra diversi momenti della vita. Storie in cui la vita racconta se stessa
Nella seconda parte ( "Io la penso così" ) l’Autore – richiamando alcuni eclatanti fatti di cronaca o di costume - manifesta il suo pensiero e le sue considerazioni che non vogliono avere nessun valore dogmatico, ma solo quello della riflessione, dell’approfondimento, del confronto.
Anche se il contesto è rapsodico per struttura,le storie dei personaggi trovano un unico filo conduttore nel richiamo a valori alti, primari.
Recensione
Il testo si sviluppa in un’unica inquadratura, “ una cornice” per dirla con il Boccaccio che la inventò, costituito da una storia dentro cui si inseriscono altre non sempre apparentemente interdipendenti.
Le narrazioni hanno il sapore del vissuto contemporaneo e si soffermano sui gravi problemi dell’umanità in marcia. Si va dai temi più essenziali quali l’amore, l’amicizia, la famiglia per arrivare a quelli più attuali del disimpegno, della droga, del sopruso, della corruzione, dell’alienazione.
Lo scrittore sembra particolarmente sensibile al dramma delle giovani generazioni che gli appaiono sbandate senza necessari e fermi puntelli morali ed esistenziali di riferimento. Il passo è breve per mettere a confronto i modelli del passato rispetto a quelli odierni ed il bilancio non è positivo per il presente che appare in fuga in avanti, “un giro di giostra” per parafrasare una ben nota pubblicazione del compianto Tiziano Terzani, a maggior ragione se la salute del corpo è insidiata dalla malattia che sembra voler sottrarre tutte le energie necessarie alla mente che vorrebbe crescere e irrobustirsi.
Quell’elemento di fondo che è la volontà fiacca determina una fragilità fisica da cui difficilmente si esce e costituisce il filo portante di tutte le trame che pencolano così tra due estremi in contrasto tra loro : la vita e le morte, la città e le provincia, i forti sentimenti di appartenenza ad un nucleo familiare e la solitudine estraniante che annulla ogni tentativo di ripresa. Si sa che l’uomo di oggi è in bilico come nel fortunato romanzo dello statunitense Saul Bellow, tra una sponda che sembra promettergli amore e bellezza e un’altra dove regna sovrana la pioggia, greve e persistente del nichilismo e dell’autodistruzione.
Concludono il libro alcune riflessioni personali della’autore, di carattere autobiografico, che confermano il non senso di alcuni ricorrenti costumi degli uomini contemporanei.
di
Gaetanina Sicari Ruffo
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