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Giuseppe Parisi - Incipit

La forma delle nuvole (Racconti)

"Carta e Penna" Editore

125 pagine, € 12

ISBN 978-88-89209-52-3

Prima edizione: Gennaio 2007

 

Questa la prima pagina del libro:

 

“”””””” Forse aveva letto la storia da qualche parte.

O forse gliela avevano raccontata. Bah!

Giorgio non lo ricordava proprio. Poteva essere una pratica indiana o buddista. Oppure poteva trattarsi di un sogno. Ciò che ricordava della storia era che, guardando

intensamente il cielo, si poteva scegliere una nuvola, fissarla,identificarsi in essa,prenderne o cambiarne la forma, vagare nel vuoto della materia.

La storia diceva, anche,che la nuvola poteva prendere le sembianze del personaggio desiderato.

Forte di questa convinzione, Giorgio si dedicava spesso a compiere tali esercizi, avvertendo la sensazione di vagare nel vuoto e nel silenzio più assoluto.

 

……C’erano molte nuvole, quel giorno, leggere bianche alte nel cielo.

Giorgio le guardò quasi ad una ad una, poi scelse………….””””””””

 

°°°°°°°°°

 

(Quarta di copertina)

“”””” Rumori e fantasmi si muovono nella stanza, ma Giorgio ormai dorme,non sente e non vede. Non prova dolore, non conosce dolcezza,non ammira la bellezza,non culla la speranza, non lo sfiora l’affanno,ignora la realtà del quotidiano…..dorme un sonno indotto,che non rilassa,che non dà riposo……russa…balbetta…scalcia….si lamenta..”””””

 

°°°°°°°°

 

( Da una recensione)

………Borges afferma che “ un libro è una estensione della memoria e della immaginazione”.

La memoria è presente nella maggior parte dei racconti del libro “ La forma delle nuvole “, perché l’Autore crede nel valore del ricordo e del ritorno ai luoghi dell’infanzia e delle proprie radici, nella convinzione che il destino irreversibile dell’uomo sia il ritorno.

L’ immaginazione, poi, è il leit-motiv di altri racconti, ma non è fine a se stessa o utilizzata per rievocare le fiabe della nonna, ma serve all’Autore per affrontare temi cogenti quali : la solitudine dell’uomo, il ruolo della famiglia e della scuola, il rapporto genitori- figli, il valore dell’amicizia, nonché quelli che discendono dall’attualità politica e sociale.

Temi , questi , che vengono affrontati non in chiave ideologica o di parte, ma solo “indicati”, anche se con quel pizzico di rabbia , mista ad impotenza, che si manifesta nell’ uomo della strada a fronte di fatti e circostanze che toccano la sua dimensione di uomo e di cittadino.

Non sempre chi scrive è tenuto a proporre soluzioni : egli è - piuttosto – la voce narrante di un popolo, di una cultura di cui sottolinea aspetti problemi situazioni.

In tutti i racconti domina , comunque, il richiamo all’importanza dei valori veri ed insostituibili……...

*************

 

( Le considerazioni dell’Autore nel corso dei lavori per la presentazione del libro, effettuata con il patrocinio del Comune di Roma e del X Municipio)

 

Il titolo di questo libro di racconti è “ La forma delle nuvole”.

Perché questo titolo?

Il protagonista del primo racconto - il più lungo, il più articolato, dal respiro quasi di romanzo - è convinto che guardando intensamente il cielo si può scegliere una nuvola, fissarla,identificarsi in essa prenderne o cambiarne la forma e vagare nel vuoto della memoria.

Forte di questa convinzione vede in una nuvola ora Pulcinella, ora la moglie morta in un attentato,ora un’aquila che lo trasporta nei luoghi dei ricordi, dell’infanzia, delle proprie radici, della propria cultura, in una particolare elegia del “ ritorno “ . Il paradigma dell’uomo moderno è la velocità del correre, il fuggire da se, l’andare oltre,il rifiutare di fermarsi o di tornare . Ma il destino irreversibile dell’uomo è il ritorno.

Ecco: nasce così il titolo del racconto, che diventa il titolo del libro che contiene 15 racconti, 15 storie ( “ l’universo è composto da storie non da atomi”), con personaggi comuni, normali, reali direi, che nella quotidianità del loro vivere devono affrontare problemi e situazioni,scontrandosi con determinate realtà.

E’ chiaro che nella vita di tutti i giorni si presentano occasioni per esprimere il proprio pensiero,il proprio giudizio, la propria posizione su fatti, circostanze, personaggi, su problemi che riguardano la solitudine dell’uomo,il ruolo della famiglia e quello della scuola, il rapporto genitori- figli, il valore dell’amicizia, scelte politiche, il successo…….

 

Solitudine dell’uomo

Si socializza con difficoltà. L’uomo tende a rinchiudersi nel suo mondo. Si è nella strada dove ognuno di noi è nessuno, stiamo dove tutti passano ma nessuno si ferma.

 

Ruolo della famiglia

Per il cattolico la famiglia è e resta un sacramento.

Sul piano generale la famiglia è la cellula dell’umanità che porta in se l’immagine della storia del mondo. Ecco perché creare una famiglia è una vocazione e un impegno.

Rapporto genitori – figli

E’ come una pagina bianca su cui scrivere le parole di un rapporto, di un colloquio, di un paradigma educativo che devono crescere, rinnovarsi, ritrovando e fortificando l’amore che è relazione. E’ chiaro che in questo tipo di rapporto si basa l’educazione che ricade sulla responsabilità di entrambi i genitori e che trova il suo habitat nella famiglia, culla e serbatoio di valori.

Valore dell’amicizia

L’amico è qualcosa di speciale, unico : è te stesso ,è la tua ombra. L’amico è più di un fratello. Un fratello te lo ritrovi accanto senza cercarlo perché è il frutto dell’amore dei tuoi genitori e lo accetti così come è . L’amico no. L’amico lo cerchi tra tanti in una selezione inconscia e quando lo trovi sai che c’è affinità, stima,rispetto, confidenza. L’amico riceve e dà in un modo disinteressato : non può tradire.

Scelte politiche

Noi viviamo in un sistema che spesso si inceppa, si spezza: è’ un male che affligge il Paese e del quale siamo ora vittime ora carnefici. C’è un groviglio di domande senza risposte o con risposte monche. Nessuno è responsabile delle sue azioni- Tutti rimandano la responsabilità a qualcun altro in una spirale senza fine. Un Paese,poi, non si governa pensando di essere “ unti dal Signore “ o ricorrendo, bofonchiando e ricattando, a tavole come un nuovo Mosè.

Il successo.

Che cosa è il successo? Come si costruisce ? Come diventa duraturo? Si può costruire il successo se alla base , oltre ai compromessi che coinvolgono la morale e la dignità della persona umana, c’è il vuoto, culturale e professionale ?

Il successo è la manifestazione del proprio valore professionale e umano ; è realizzare qualcosa con le proprie forze, sulla spinta dei propri ideali e della propria tensione morale.

Su questi temi tutti personaggi dei vari racconti dicono il loro pensiero ed esprimono il proprio giudizio ; ovviamente ogni lettore ha il dovere di dire la sua e può esercitarsi a trovare analogie, identità o altro, così come è libero di esprimere il proprio dissenso.

Chi scrive segnala, provoca, analizza,pone domande, ma non è tenuto ( non sempre almeno) a proporre soluzioni : egli è la voce narrante di un popolo, di una cultura, di cui sottolinea , identificandosi con qualche personaggio , aspetti, dimensioni, problemi.

Io – scrivendo - ho messo in fila parole nella presunzione di dare loro una vita,di farle diventare anima,colori,arcobaleni, mondi.

Io – scrivendo - mi sono augurato ( e mi auguro ) che ogni racconto incontrasse il favore del lettore : al di là della beneficenza per la quale vi rinnovo il mio grazie, mi auguro di avere suscitato il vostro interesse.

Il plauso, la condivisione, la critica sincera e costruttiva, quella che insegna a migliorare, sono come il piccone che serve -- parafrasando Kafka -- a sciogliere il mare di ghiaccio che è dentro ognuno di noi.

Non è vero che chi scrive lo fa per se : un libro aiuta a capire ciò che si pensa: un libro è una estensione della memoria e della immaginazione, come dice Borges, e i ricordi non possono essere un tabù che rovinano la vita.

Devono uscire dalla rete e formare oggetto di comunicazione e diventare parole per vivere.

 

Modalità di acquisto: Per l’acquisto del libro ( il cui ricavato è devoluto alla Federazione tra le Associazioni dei bambini colpiti dalla sindrome di Prader e Willi) rivolgersi a :
Associazione Culturale Carta e Penna Via Susa 37 10138 Torino (cartaepenna@cartaepenna.it) Telefono 011 4346813

Il libro sarà presentato alla Fiera Internazionale del Libro che si terrà a Torino dal 10 al 14 Maggio 2007.

Palcoscenico

Essegraf srl Roma - 2006

66 pagine

 

(Il libro non è in vendita. Rivolgendosi,però, direttamente all’Autore si può avere copia in omaggio)

°°°°°°

( Dalla “ Nota dell’Autore “)

“”””” Di solito quando si pensa ad un palcoscenico viene alla mente quella struttura di un edificio destinata all’azione scenica di una Compagnia Teatrale o ad un evento di Artisti, singoli o in gruppi.

Ma Palcoscenico è una piazza,una strada,una stazione ferroviaria, una spiaggia, una casa insomma, dove va in scena, come dice San Paolo, il mondo che passa,popolato da persone che interpretano un segmento della loro vita, o della società con i suoi paradigmi.

Chi crede che nelle parole ci sia l’anima delle cose, rende vivi con le parole i personaggi,che anche quando sono di pura fantasia sembrano diventare reali, e chi scrive diventa la voce narrante di un popolo, di una cultura.

I personaggi dei racconti sono immaginari, ma colti in uno spaccato della loro vita che potrebbe essere reale e realmente vissuta e – come ombre cinesi - sono proiettati sullo schermo del “ luogo dell’infanzia”, dove ogni uomo torna,perché il destino irreversibile del’uomo è il ritorno ….”””””””””

 

Il porto di Locri Epizefiri (Ipotesi sulla sua ubicazione)

Essegraf srl. Roma 2005

 

(Tiratura di N° 5000 copie , esaurite. L’autore è disposto alla ristampa ma con i tipi di un Editore)

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( Dalla prima pagina) :

“””” La domanda ormai è una sola : dove era ubicato il porto di Locri Epizefiri?

La formulazione di qualsivoglia ipotesi non può prescindere da alcune indicazioni storiche:


  • Il porto era protetto dai venti

  • Il porto era vicino alla Città

  • Il porto era invisibile a chi guardava dal mare aperto

  • Non si può parlare di porto-darsena, bensì di porto e di cantiere navale.

Se si fa una valutazione complessiva delle indicazioni di Strabone e di Tito Livio e della struttura del porto……… si desume che l’area più idonea per la sua ubicazione è lungo la Fiumara Portigliola ( sunt saepe nomina consequentia rerum), area che oggi dista dal mare due chilometri circa…….”””””


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