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Un libro che oltre a presentare
unaffascinante teoria scientifica è anche un appassionante
romanzo di storia archeologica!
Quando Heinrich Schliemann, larcheologo tedesco che pur fra
tanti errori trovò la Troia omerica, si accinse alla sua
immortale scoperta, fu oggetto di scherno da parte degli studiosi
ufficiali, non tanto perché non era un cattedratico, quanto
per la fede cieca che aveva per le cose scritte da Omero.
Era convinto che il poeta non avesse falsato con la fantasia la
verità dei riferimenti topografici che delimitavano lantica
città di Priamo, e se Omero aveva scritto che 34 sorgenti
dacqua circondavano le mura della città, bisognava
ricercare quelle 34 sorgenti e Troia sarebbe tornata alla luce del
sole.
Agli studiosi che sorridendo gli facevano notare che si trattava
di un numero generico e che essi ne avevano trovate alcune ma che
nessuna città era venuta alla luce nei loro pressi, Schliemann
rispondeva, con cocciutaggine e assoluta convinzione, che se Omero
aveva scritto quel numero, di quello si trattava e non di alcune
sorgenti.
La sua fede vinse, il suo amore e rispetto per Omero trionfarono.
Larcheologo aveva accettato in blocco, come verità
indiscusse, le indicazioni del poeta e cosí il mito di Troia
fu una realtà.
In questo libro Flavio Barbiero, ingegnere dalla vasta preparazione
scientifica, propone una teoria secondo la quale ciò che
Platone ci ha descritto di Atlantide nei suoi dialoghi Timeo e Crizia
non è frutto di pura fantasia: una delle più grandi
menti speculative della storia dellumanità come fu
quella di Platone non concedeva troppo spazio alle fantasie politiche:
dichiarò più volte di non avere eccessive simpatie
per i poeti e non si può credere che cambiasse idea soltanto
a proposito di Atlantide.
Barbiero ha accettato in blocco la descrizione di Platone e ha scelto
la strada piú difficile per dimostrare la sua teoria: quella
della sperimentazione. Il valore del metodo scientifico consiste
maggiormente nel fatto che nulla è stato distorto dal racconto
platoniano per piegarlo alla tesi di Barbiero: tutto doveva essere
dimostrato con prove scientifiche, o nulla doveva essere accettato.
Ne è uscita unopera appassionante a tutti i livelli:
la spiegazione di una teoria sconvolgente, provata con rigore scientifico,
che parte dallimmane catastrofe che rivoluzionò lassetto
ecofisico della Terra, arrivando sino alla spiegazione della diffusione
delluomo nel mondo.
Manca soltanto la prova per eccellenza, quella archeologica, che
la teoria di Flavio Barbiero sia esatta, ma linteresse che
la tesi dellautore ha suscitato (la sua enunciazione fu fatta
nel dicembre 74) è stata tale da promuovere ben tre
spedizioni scientifiche in Antartide, nel corso delle quali Barbiero
scoprì, nellisola Re Giorgio, una grande quantità
di tronchi fossilizzati che potrebbero risalire a 10/12.000 anni
fa. Questa fu la prima prova ufficiale della teoria di Barbiero,
ma successivamente furono trovati entusiasmanti manufatti (una cinquantina
di palline di sabbia e "cemento" poste su colonnine dello
stesso materiale) venuti alla luce nellisola Seymour.
Laffascinante mistero archeologico che da sempre appassiona
lumanità ora attende la verifica scientifica, e questa
si potrà trovare con una campagna di scavi nellisola
Berker, la zona che nelle precedenti spedizioni il governo argentino
vietò di visitare. Là si avrà conferma se ciò
che ci ha tramandato Platone e che Barbiero ha esaminato con grande
preparazione e serietà svelerà il più grande
mistero archeologico di tutti i tempi.
Flavio Barbiero - Una civiltà sotto ghiaccio - Casa Editrice
Nord, Realtà scientifiche, pp 276,
€ 16,53
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il primo capitolo
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