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Normalmente in libreria scelgo
i libri da acquistare dal titolo o dalla copertina,
perché c’è qualcosa che mi incuriosisce o mi attrae.
Raramente conosco gli autori e nella mia libreria
personale raramente si trovano più libri dello
stesso autore. Perciò con lo stesso criterio che
ormai mi appartiene, curiosità nata dal titolo,
ho letto "Tra le braccia sue".
Il libro inizia con la vista di un uomo, bello,
interessante, che attrae la protagonista. Bello
e romantico l’affiancamento che nasce tra i nomi
e cognomi che la protagonista legge sulle caselle
della posta durante la ricerca dell’uomo e l’immagine
di quell’uomo che è rimasta nella sua mente. Tra
tutti i nomi lei sceglie Armand, che significa
"nato per essere amato". Quale nome migliore per
un uomo che entra nei sogni di una donna per una
semplice casualità? Attende invano di incontrare
nuovamente quell’uomo sconosciuto, l’attesa finisce
non per stanchezza quanto per l’incontro che la
protagonista ha col suo editore. Nel tempo che
la separa da quell’appuntamento professionale
nella mente della protagonista il progetto per
il suo nuovo libro prende forma, si fa reale:
scrivere degli uomini della sua vita non in senso
esclusivamente sentimentale come tendenzialmente
ognuno di noi tenderebbe a pensare ma degli uomini
che tutti i giorni ci riempiono la vita, il capo,
il collega, l’amico, perché ogni uomo nella vita
di una donna ha il suo ruolo, la sua parte, un
periodo più o meno importante. L’unire più figure
maschili, in vari periodi della vita, aiuterebbe
a capire l’uomo sotto ogni sua sfaccettatura.
"Le donne che parlano di uomini" questo incuriosisce
la protagonista nient’altro.
Sino ad oggi non conoscevo Camille Laurens: il
suo modo di scrivere è semplice, lineare, chiaro,
un linguaggio alla portata di tutti e che invita
a proseguire la lettura. Camille è descrittiva
nella giusta misura, si trovano descrizioni semplici
che aiutano il lettore ad immaginare la situazione
in cui la protagonista si trova e che non diventano
prolisse annoiando il lettore in parti descrittive
troppo lunghe. Inoltre si trova una buona dose
di ironia nel passaggio dove descrive i suoi interessi:
uomini solo uomini, qualsiasi altra conversazione
è noiosa, superflua, una perdita di tempo persino
i grandi viaggi perdono valore o interesse ai
suoi occhi e la sua conoscenza geografica è strettamente
umana! Niente può essere più interessante o vitale
per lei che parlare di uomini. In questa autrice
ho trovato il modo di scrivere che più preferisco,
il modo di scrivere che mi invita a leggere dall’inizio
alla fine un libro e che alla fine della mia lettura
me lo fa definire un buon libro.
Camille Laurens - Tra le
braccia sue - Einaudi, Supercoralli, pp 230, £
26.000, € 13,43
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