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Spider

di Luca Barbareschi

Grigio!
E' questo il colore dominante in questo romanzo di Patrick McGrath, un grigio che pervade i cinque sensi del lettore, portandolo, pagina dopo pagina nella mente malata del protagonista.
Sembra di vedere scorrere le immagini come in un vecchio film in cui tutto è ricoperto dal color seppia del tempo.
Si ha la sensazione che tutto avvenga al rallentatore, c'è tanta nebbia, tanto fumo, tante nuvole e tanta pioggia, quella pioggia che ha una funzione purificatrice, quante volte Dennis passeggia sotto la pioggia, quante volte rincasa fradicio di pioggia!
E poi gli odori, l'odore del gas innanzi tutto: anche il gas a pensarci bene è grigio! Ed esce dalle pagine l'odore del gas, e il lettore finisce per sentirlo continuamente nel naso come avviene a Dennis Cleg!
E poi c'è l'odore della terra che è sporca, in decomposizione, l'odore dei corpi in decomposizione e degli insetti che vivono nella terra corrotta dall'uomo.
Ci si cala nella mente malata di Dennis, vittima della sua famiglia, vittima dei dottori, vittima della pensionante dove vive mentre racconta la sua storia, ma mai, nemmeno in una delle pagine di questo romanzo, siamo certi che ciò che ci viene raccontato dai ricordi di Dennis sia vero o, perlomeno, sia realmente accaduto in quel modo.
E così il lettore non riesce a rilassarsi, la lettura lo mantiene costantemente con i sensi allerta, le prime pagine sono di una bellezza estrema proprio per la tensione che le accompagna parola per parola.
Il romanzo può idealmente essere diviso in due parti, delle quali la prima, nella quale Spider racconta la sua infanzia e gli avvenimenti che l'anno portato in manicomio, è più scorrevole mentre la seconda è via via sempre più spezzettata, interrotta, a mano a mano che l'autore fa scendere il lettore nella profondità della mente schizofrenica del protagonista la cui vita interiore, a sua volta, si spezzetta in mille direzioni diverse.
Il finale, a sorpresa, è sconvolgente e sorprendente è il modo in cui McGrath ci porta a conoscenza di qualcosa di tanto sconvolgente: con estrema semplicità, all'interno di un paragrafo in cui, apparentemente si narra di altro, senza enfasi.
E' un romanzo bellissimo "Spider" e anche se, cronologicamente, in Italia è uscito per ultimo, non bisogna scordare che in realtà è il primo romanzo scritto da McGrath e che quindi precede quel capolavoro che è "Follia".
In Spider c'è forse un soffermarsi maggiormente su qualche aspetto horrorifico, macabro, ma sempre funzionale al racconto, mai fine a se stesso né tantomeno fatto con compiacimento.
Ed è bellissimo l'uso della punteggiatura alquanto semplificato all'interno di uno stesso paragrafo per passare dal passato al presente e viceversa: il paragrafo diventa, così, schizofrenico proprio come la mente del protagonista.
Per quanto mi riguarda questo romanzo è da leggere e, se possibile, leggerlo prima di Follia.

Patrick McGrath - Spider - Bompiani, Narratori stranieri, pp. 251,     € 14,50