 |
Nella indefinita periferia omologata che questo
libro mette in scena è sufficiente una breve oscillazione per passare
dalla banalità all'apocalisse. La miseria morale, l'egoismo, l'incoscienza
divertita in cui galleggiano i personaggi di Saunders - considerato
dal «New Yorker» la rivelazione della nuova scena letteraria americana
- ci catturano in effetti in una strana rete temporale. Siamo nel
qui e ora di un'America apparentemente immersa in una querula chiacchiera
di gente qualunque, in mezzo al brusio di un televisore sempre acceso,
e all'improvviso ci ritroviamo spettatori di uno slittamento in
un futuro prossimo come se quella realtà fosse solo un grande set
cinematografico di compensato: un mondo «vero» dentro un mondo «artificiale»
dove la finzione ha una forte valenza satirica e demistificante.
In un universo ridotto a una gigantesca provincia, dove ogni cosa
è vincolata alla decisione di un insindacabile «Ente Supremo», Saunders
allestisce una galleria dove incontriamo fasulli cavernicoli di
un parco per turisti - luogo archetipo di Saunders, vera e propria
Fabbrica dell'lntrattenimento - divisi tra presunte cacce alle cimici
e la compilazione quotidiana di questionari sul proprio rendimento;
e il giovane Neal, un tipico perdente vessato dai suoi superiori
che partecipa al raduno tenuto da un predicatore invasato che insegna
il motto per diventare un vincente: «Conosci chi ti sta fregando».
In Pastoralia, la denuncia passa attraverso le regole ferree di
un'organizzazione sociale che ha le coordinate e le inflessibili
ottusità di un orwelliano Villaggio Globale. Un mondo abitato da
una schiera di inetti soggetti al totalitarismo del «pensa-e-agisci-positivo»,
il cui sguardo ormai arreso è la piú spietata prova dei crimini
sociali commessi dalla società dell'edonismo di massa.
George
Saunders - Pastoralia - Einaudi, pp 160,
£ 16.000, € 8,26
|