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Vite notturne, complicati amori, abbandoni e tenerezza,
misteriosi delitti e un solo crimine: vivere. La voce più autentica,
fragilissima e forte, della nuova generazione dark di Pechino e
Shanghai.
«Nell'attimo in cui sento arrivare l'orgasmo, ho la premonizione
che diventerò una donna con molte storie, ma le storie hanno tutte
un prezzo».
«Io vorrei trovare una forma di scrittura il piú possibile vicina
al corpo», dice la protagonista di Amore acido, uno dei quattro
lunghi racconti che formano questo libro, il più importante nato
dalla mutazione che sta sconvolgendo la Cina, che per la prima volta
porta i giovani di Shanghai o di Pechino a essere «perfettamente
contemporaneri ai loro coetanei occidentali, a partire dalla comune
passione per la musica. In sintonia con le tendenze artistiche piú
radicali, la scrittrice Mian Mian rifiuta di «descrivere» gli altri:
ognuno parla rigorosamente per sé ormai. E proprio per questo leggendo
le sue storie, tutte a sfondo autobiografico, abbiamo la sensazione
che si stia parlando delle nostre vite, i nostri stessi tentativi
d'amore, di sesso, di piacere perseguiti anche sprofondando nel
dolore, nella certezza unica del proprio corpo e di ciò che gli
capita, in una notte qualunque, in una lunga galleria di notti.
I racconti di Mian Mian nascono da un sottobosco rock urbano e notturno,
fatto di bar discoteche e strade affollate, di amori laceranti,
incontri sessuali tormentati, identità incerte, dove si consuma
alcool e droghe (ma anche, voluttuosamente, cioccolato) e si ha
sempre la sensazione che stia per mancare il respiro, che ci sia
una cappa asfissiante appena dietro l'ostentata libertà dei comportamenti,
dietro l'orgogliosa rivendicazione di poter, finalmente, scegliere
la propria vita e scrollarsi dalle spalle il peso del passato. Con
la voglia però di non arrendersi all'autodistruzione, di riuscire
a trovare la propria strada, rimanendo fedeli a se stessi.
Mian Mian - Nove oggetti di desiderio
- Einaudi, Tascabili Stile Libero, pp. 180,
£ 16.000, € 8,26
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