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Camminare lungo le strade della Mosca rivoluzionaria
dove Bianchi e Rossi si combattono con feroce accanimento.
Svegliarsi poi in un ospedale pschiatrico degli anni '90 dove il puzzo
dei medicinali stravolge lo stomaco e toglie il respiro, finché
il sonno non libera dall'incubo e riporta nuovamente ai giorni rivoluzionari
dell'Ottobre Rosso.
Ma l'incertezza e l'inquietudine sono in agguato e così basta addormentarsi
di nuovo per tornare nel regno degli psicofarmaci e delle camicie di forza.
Queste sono le giornate di Petr Pustotà, o meglio, così
sono le ultime ore della sua esistenza. Una vita spesa a credere d'essere
un poeta pietroburghese dei primi del '900 ma con l'incertezza forse di
non esserlo mai stato!
E dunque chi é stato Petr, o meglio chi è?
In questo straordinario intreccio onirico fatto di paure e amore, filosofia
e buddhismo si snoda lo shakespeariano dilemma dell'essere o non essere,
a cui Pustotà, grazie anche all'aiuto del mitico comandante Capaev,
troverà una religiosa risposta sullo sfondo magico e fantasmagorico
delle infinite steppe dell'Asia centrale.
Viktor Pelevin - Il mignolo di Buddha - Mondadori,
pp 371, € 14,98
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