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I gatti di Casanova

di Daniela A. Chimienti

Giorgio Celli

E' docente di entomologia all'Università di Bologna. Ha fatto parte del Gruppo 63 e ha collaborato a diverse riviste; ha vinto il Premio Pirandello per il teatro nel 1975 e curato una sezione sull'arte e la biologia alla Biennale di Venezia del 1986. Sono famose le sue trasmissioni Tv sugli animali. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Ecologi e scimmie di Dio (Feltrinelli 1992), Dio fa il professore (Bollati Boringhieri 1994), Etologia da camera (Rizzoli 1995), Come le vespe d'autunno (Marsilio 1995), Storie d'inverno (con Francesco Guccini e Valerio Massimo Manfredi, Mondadori 1996), Sono un gatto anch'io (Giunti 1997). Per Piemme ha pubblicato anche Vita segreta degli animali (1999), Come fu ucciso Umberto Eco e altri piccolissimi omicidi (2000) e Gatti & Supergatti (2000).

Il nuovo libro di Giorgio Celli? Centonovanta pagine di divulgazione scientifica con humor. Una ricetta che mette il buonumore.
Siamo abituati allo stile sornione che il celebre entomologo sfoggia nei suoi programmi televisivi, ebbene leggendo il suo nuovo libro sembrerebbe proprio di ritrovarselo nel salotto di casa come un ologramma, mentre ci spiega che a ben guardare non siamo tanto diversi dagli altri animali che abitano il pianeta. 
In una immaginaria conversazione con il veneziano Giacomo Casanova- che detto per inciso, scopriamo essere non solo il più celebre amante del Secolo dei Lumi, ma anche un uomo dai mille talenti e dalla vasta cultura- Celli ci stupisce mettendo a confronto la sessualità di leoni, farfalle, gibboni & co. con quella di noi uomini, figli della Tecno Era. 
E sapete cosa viene fuori? Innanzitutto che Casanova è uno che ha intuito, con almeno un secolo d'anticipo sui primi studi al riguardo, che nel corteggiamento la chimica degli odori ha un ruolo fondamentale, se è vero che sotto il naso delle dame da sedurre sventolava un fazzoletto impregnato non di profumi pregiati ed esotici, bensì del suo stesso sudore. E pare anche che funzionasse!
In secondo luogo, ma non per importanza (last but not least, come dicono gli inglesi), che nelle nostre scelte sentimentali la biologia molecolare, i nostri geni, la Natura, chiamatela come volete, dettano le regole del gioco. E noi che credevamo di essere del tutto liberi di fare quello che più ci pareva. 
Certo le regole possono essere infrante, ci mette in guardia lo stesso Celli. Per esempio il tabù dell'incesto, che per alcuni animali ha ragioni biologiche, per noi uomini è dettato da motivi di ordine culturale. In questo caso, senza saperlo assecondiamo la natura.
Assecondare. Gli animali lo fanno per istinto e non si pongono domande. Noi, "cervelluti" per dirla con Burgess, ci facciamo troppe domande, crediamo di essere diversi, ma invece siamo fatti della stessa sostanza.
Morale: osservare gli animali per conoscere se stessi.

QUARTA

Il gatto maschio è un Casanova impenitente, un emulo del grande avventuriero dell'amore. E la recita sentimentale che lo vede protagonista è uno straordinario esempio di gioco delle coppie: il canto tenorile di lui, la danza solitaria di lei, il rito che si conclude con un finto morso (o forse è un bacio?) che sa riassumere in maniera sublime quel rapporto tra eros e morte celebrato dai poeti. Il più famoso gattologo italiano evoca il più celebre dei seduttori per conversare della sessualità degli animali e di quella degli umani. Perché la natura ha le sue regole e non risparmiano, nonostante tutte le nostre arie, neanche noi figli dell'era tecnologica. Andare alla radice della gelosia, indagare sul ruolo di odori e profumi, esaminare vantaggi e svantaggi della bellezza, investigare i tabù, significa capire che noi e gli animali siamo parenti, fatti della stessa pasta molecolare.


Giorgio Celli - I gatti di Casanova - Piemme, pp. 200,     £ 30.000, € 15,49