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La New York degli anni Ottanta è una
città che risplende alla luce dei grattacieli, dei negozi d'alta
moda, dei ristoranti e dei colori notturni. Ma è anche una città
colorata dalle fosche tinte della povertà e dei quartieri degradati
dove barboni e prostitute portano avanti ogni giorno un'esistenza squallida
e miserevole. Tuttavia basta girare l'angolo o cambiare marciapiede e
l'incubo ritorna favola e ci si perde nel traffico di limousine o nei
bar dove giovani yuppie e splendide modelle conversano amabilmente di
vestiti, auto e pettegolezzi.
Patrick Bateman è uno di loro; appartiene a questo mondo dorato.
E' bello, è giovane e ricchissimo. Il suo appartamento a Manhattan
è attiguo a quello di Tom Cruise ed è molto chic; oltre
ad essere fornito di tutto ciò che ad uno yuppie può interessare
Gli amici di Bateman non sono da meno, sono anche loro eleganti ed esclusivi
come i luoghi e la gente che frequentano.
Tuttavia anche questa popolazione di eletti ha i suoi difetti e le sue
piccole paure e anche Patrick le ha, come tutti, del resto. Essere il
più <p align="right"><b>di Alex De Stefano</b></p>abbronzato
di tutti, prenotare un tavolo al Dorsia, dove cena Donald Trump, non perdere
una puntata del Patty Winters Show, usare l'AMEX di platino in qualunque
occasione, conoscere di più sul Portafoglio Fisher gestito da Owen...
Si potrebbe continuare ancora ma c'è dell'altro in Bateman che
si deve conoscere. C'è un lato oscuro che laberga in lui, è
un richiamo che dal profondo del suo animo lo porta a compiere omicidi
e torture che sfiorano l'orrore e rasentano l'incubo.
Questo è il mondo del giovane Patrick, eleganza e tortura, locali
alla moda e morte, cocaina e pazzia ed in questo universo patinato e corrotto
la cosa che lascia del tutto esterefatti è l'incapacità
degli uomini di accorgersi che l'odio, la cattiveria e la follia spesso
cenano al nostro stesso tavolo.
Bret Easton Ellis - American Psycho - Einaudi,
pp. 522, € 8,01
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