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Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal.

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Sotto certi aspetti ci sono nella vita poche ore più piacevoli di quelle dedicate alla cerimonia del tè del pomeriggio

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Era una notte che faceva spavento, veramente scantusa.

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È finita. Vacanze. Vacanze. Vacanze.

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La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo.

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Il giorno in cui arrivò la lettera il caprifoglio era dappertutto, come il caldo.

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"Sì, di certo, se domani farà bel tempo" disse la signora Ramsay. "Ma bisognerà che ti levi al canto del gallo" soggiunse.

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Trecentoquarantott'anni, sei mesi e diciannove giorni or sono i parigini si svegliarono allo squillo di tutte le campane, che suonavano a distesa nella triplice cerchia della Città Vecchia, dell'Università e della Città.

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Si affretta via di casa, indosso ha un cappotto troppo pesante per il clima. E' il 1941.

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L'aurora a primavera: si rischiara il cielo sulle cime delle montagne, sempre più luminoso, e nuvole snelle si accavallano snelle e leggere.

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Tutta colpa di Terry. E' lui il mio sassolino nella scarpa.

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Stavo per superare Salvatore quando ho sentito mia sorella che urlava.

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Chiamatemi Jonah. I miei genitori mi chiamavano più o meno così. Mi chiamavano John.

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Coraline scoprì quella porta poco dopo aver traslocato con la famiglia.

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Abito a villa Borghese. Non un granello di polvere, non una sedia fuori posto.

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