Lo stramaledetto pallone

Data 23/9/2006 18:07:37 | Argomento: Letture Incrociate - Racconti

Scendeva lentamente in una stanca e vecchia auto della Fiat. L’urlare del mezzo era un fracasso che si ripercuoteva per tutta quella galleria di via ed entrava in ogni singolo spiraglio delle abitazioni.

Ogni tanto il mezzo si fermava stoppato dalle grida di donne accorse all’evento. Al fischio del freno, succedeva il patatrac dello sportello. Finalmente fermo. Il baccano comunque continuava ed era suonato dalle gallinacce che si smanicavano dal bollore, come se fossero state spennate e gettate nell’acqua bollente.In mezzo a quel bordello da pollaio, spiccava colui che chiamavano il marocchino. Scuro d’abito e di pelle, alto e snello ,aveva un portamento da nobile giaguaro. Era diverso.Tutt’intorno nuvole di confusione, eppure egli rimaneva nel suo angolo di sereno. Mostrava con disumana quiete gli abiti minuziosamente custoditi nel vecchio veicolo e con sconosciuta gentilezza trattava il prezzo. All’improvviso per un calcio sbagliato, un pallone attraversò il nuvolone e colpì fortemente un garage. Nacque un colpo di campana che divinamente fermava il beccheggiare e civettare. Le animalocce, ancora tremanti dallo spavento sonoro, voltandosi ,rimanevano sbigottite osservando il marocchino. Sul piede di questi era come incollato il pallone. Poi cominciava a palleggiare e quella stramaledetta palla si allontanava dalla lucente scarpa solo di qualche millimetro e poi ritornava. Accarezzava l’oggetto riuscendo a dosare la propria forza e a controllare quella di gravità. Restituì il pallone ad un bambino che, cercando l’emulazione, se lo fece scappare per la discesa ed accapigliandosi lo inseguiva, mentre il caos era ricominciato.



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