Intervista a Maurizio Micheli

Data 19/9/2003 15:25:06 | Argomento: Interviste

Sorpresa , Garibaldi è mon amour!

Lui si chiama Giosuè Borghini, un nome che "va bene per un impiegato, un piccolo commerciante: merceria Borghini, salumeria Borghini, al massimo un fornaio, chiunque di noi ha comprato almeno una volta il pane da un certo Borghini". Quell’”Ini” finale va bene per uno che non potrà mai aspirare a diventare chissà che personaggio. Maurizio Micheli durante la presentazione della sua ultima fatica letteraria gioca proprio sul cognome del protagonista del libro, meglio dire del “monologo romanzato”, come ci tiene a precisare, alla presenza di una casuale spalla , ma grande amico, il giornalista barese Pasquale Bellini e di ospiti sinceramente divertiti. "Garibaldi amore mio" (sottotitolo- Storia di Giosuè Borghini che amava gli uomini ed andò con i Mille) è edito da Baldini&Castoldi, 113 pp., 12,40 Euro, da pochi mesi in libreria.
E infatti, il caro Borghini, non poteva fare che l'impiegato pontificio, a Senigallia, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, un normalissimo, insignificante, minuscolo uomo stipendiato, senza ambizioni, anzi, con l'unica ambizione di essere trasferito ad Ancona. Ma, per fortuna o per sfortuna e certamente per sbaglio, a un certo momento si trova anche a fare la storia. Anzi, la storia, con la "S" maiuscola. “Garibaldi amore mio” è il racconto di questo ligio credente che vive la propria omosessualità come una tentazione peccaminosa alla quale non cedere, anzi, come una deformità, tanto da sentirsi come il "mostro a due teste" trovato dai pescatori fra le loro prede quando lui era bambino. Giosuè si ritrova imbarcato con i Mille di Garibaldi per uno scherzo perfido di alcuni suoi concittadini che lo canzonano ogni volta che lo incrociano o lo vedono al bar, perché a quarant'anni e oltre non ha una donna e mai ne ha avute. È così incontra l'eroe dei due mondi, entra nelle sue grazie, diventandone prima il cuoco – due uova cucinate a pennello sono la valida motivazione per una promozione in campo - poi una sorta di governante, e se ne innamora.Tra alti e bassi, tra il serio e il faceto, la storia diventa Storia e poi di nuovo storia. E’ narrata da un attore, autore teatrale e personaggio televisivo come Maurizio Micheli, che l'ha pensata come soggetto cinematografico e l'ha realizzata, per ora solo per iscritto, attraverso una sorta di monologo interiore intercalato da alcune brevi frasi che si fanno largo nella coscienza del protagonista come finestre aperte sul mondo esterno. Il libro è illustrato da Domes-Domenico Meloni con tavole di ispirazione vagamente ottocentesca, davvero molto belle, che collocate nei Promessi sposi come in Pinocchio non sfigurerebbero affatto .Un romanzo leggero, che si legge in poco tempo, divertente e di facile lettura, com’ è giusto che sia per un autore comico, con in più, naturalmente, la chiara volontà di demolire luoghi comuni, di offrire spunti di riflessione: ha un suo ruolo da questo punto di vista anche il risvolto di copertina, che ci informa , attenzione: "Da studi recenti effettuati dall'Università di Toronto, risulta che su cento esseri umani di sesso maschile almeno tre sono dichiaratamente omosessuali, dieci bisessuali e gli altri ottantasette hanno un comportamento sessuale cosiddetto 'normale'. Ciò significa che su mille uomini che partirono volontari con Giuseppe Garibaldi ci sarebbero stati almeno trenta omosessuali e cento bisex". Leggere per credere. Ma di questo la Storia, quella dei grandi, non parla. Ed ecco allora che qualcuno ha pensato di scriverci una storia, piccola piccola.

di Felicita Scardaccione



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