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| Autore | Albero |
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| senza | Inviato: 8/7/2004 14:17 Aggiornato: 8/7/2004 14:17 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 4/4/2004 Da: venezia Inviati: 3123 |
mi riesce difficile commentarti: suggerisci un luogo desolato e spettrale, non si sa per quale motivo attraversato, sembra di essersi persi senza un senso, ma qualcosa non mi convince... ci sono delle belle cose, come le immagini che si fondono, o il fatto di essere già pazzi e le pianure, intrise e gonfie
forse il titolo, poichè la fine, essendo fine, è per forza una e una sola, e non ci vedo nulla di così 'terminale' in questa poesia, che a volte pare quasi un grido disperato, pauroso è carina, in finale ( ehehe ) senza |
| post-arte | Inviato: 8/7/2004 15:34 Aggiornato: 8/7/2004 15:34 |
Quite a regular ![]() ![]() Iscritto: 6/7/2004 Da: Lady Musgrave Island Inviati: 125 |
Bella, mi comunica il tentativo di fuggire a qualcosa che ci ha già vinto, appunto la pazzia. il titolo "Una fine", che dice che c'è n'è una sola, epoi cosa c'è...la fine non ha fine dici tu.
Senza speranza come la pazzia. |
| daniel | Inviato: 8/7/2004 16:01 Aggiornato: 8/7/2004 16:01 |
Sostenitore di OZoz ![]() ![]() Iscritto: 28/6/2004 Da: Inviati: 779 |
Meno male che non sai scrivere! E' bella e molto cruda. per poco che ti conosco, riflette bene le tue angosce. Una sola cosa non mi piace: la frase finale.
A me ha dato l'idea che questa persona preferibbere "la fine", a questo sogno-incubo dal quale non può (o non vuole uscire). Baci D. |
| mauraga | Inviato: 8/7/2004 16:22 Aggiornato: 8/7/2004 16:22 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 26/1/2004 Da: Sicilia/Lombardia Inviati: 1001 |
Carina, molto. Solo, sono d'accordo con daniel sulla fine...e poi, secondo me avresti fatto meglio a descrivere qualche particolare del luogo...mi riferisco alla tecnica dell'oggettivo correlativo...oggetti o paesaggi che riflettono le emozioni del protagonista. cmq bravo!
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| solaris | Inviato: 8/7/2004 16:58 Aggiornato: 8/7/2004 16:58 |
Sostenitore di OZoz ![]() ![]() Iscritto: 4/4/2004 Da: Alcadia Inviati: 2416 |
caro lonewolf..
eccomi qua. ![]() ti ho letto e visto e questo non è poco quando gli occhi sono solo due e il cuore uno. Ti dico le poesie si bagnano di un rumore che brilla di possesso come se la testa fosse tra due dita quelle dita le conosco dispensano parole pesanti la cui luminanza toglie respiro e copre il suono io ti dico caro amico allarga con sforzo tenace la morsa della lingua e costringi il passo a un irrequieta terribile sosta che quelle dita accettino il tuo rallentare e possa un tuo sguardo sopravvivente descrivere spazi di silenzio guardandosi intorno. Un'invenzione di nuovi spazi che saranno dirompenti e familiari insieme di oggetti noti che sopiti indugiano al silenzio sotto pelle e usali per alleviare la stretta avara del corpo-mano poetico.. Ho sentito una tensione sincera, una disposizione amabile, un ansia tagliente. se potessi tener fermo tutto solo un attimo e guardare la tua stanza prima di scrivere chissà.. spero di non averti deluso, lonewolf. ho provato come sempre a fare del mio meglio per dare un qualcosa di me. molto felice di questa reciproca conoscenza, e ti auguro un buonissimo tempo ![]() A. |
| daniel | Inviato: 8/7/2004 18:00 Aggiornato: 8/7/2004 18:00 |
Sostenitore di OZoz ![]() ![]() Iscritto: 28/6/2004 Da: Inviati: 779 |
Caro solaris, mi metti in crisi! non so se è più bella la poesia di lone, o il tuo commento.
Dimostri sempre una sensibilità fuori dal comune! Con affetto Daniel |
| lonewolf | Inviato: 9/7/2004 13:00 Aggiornato: 9/7/2004 13:00 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 4/7/2004 Da: Roma Inviati: 2283 |
Innanzi tutto volevo ringraziarvi tutti per l'attenzione e per i commenti.
Come alcuni di voi già sanno è una poesia con oltre quindici anni di vita, scritta di getto in un momento di alienazione e mai più ritoccata. Per senza. la spiegazione l'ha data post-arte la fine non è una sola perchè a mio modo di vedere la fine non si limita da sola e quindi non ha fine. E' come pensare alla morte che si suicida mi capisci??? Spero di si, e ti ringrazio tanto per il tuo commento. Per daniel e mauraga. Ci siamo già 'sentiti' in privato ma ci tenevo comunque a ringraziarvi per i vostri commenti. La fine è così proprio perchè in quel momento non sentivo la speranza in me. Farò tesoro dei vostri consigli. Per solaris. Che dire... gratitudine e ammirazione, ed un pizzico di bonaria invidia per una penna felice. Il dolore crolla in cateratte e travolge tutto. E'difficile frenare, fermarsi. Ci proverò a vincere la paura di guardare bene. Anche quando fa male. |
| lonewolf | Inviato: 19/7/2004 20:11 Aggiornato: 19/7/2004 20:11 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 4/7/2004 Da: Roma Inviati: 2283 |
Adesso che ci conosciamo un po' di più forse puoi capire meglio cosa mi turbava quindici anni fa, al momento di scrivere questa poesia.
Avevo un paio di anni più di quanti ne abbia tu ora, e venivo travolto dalle emozioni, non riuscivo ad arginarle ed ero impaurito e disperato dalla mia impotenza. La luce e i colori che vedevo erano accecanti, i suoni assordanti e il mondo che mi circondava sembrava dovesse e volesse soffocarmi. E desideravo fuggire. Non trovando mai la strada. Avevo paura di guardare. Avevo paura di capire. Ero certo non sarebbe mai finita. E' per questo che è 'una fine'. Avevo tutta la vita davanti. Ne ero consapevole, eppure... La mia fine era già lì. Non poteva essere l'unica ero troppo giovane. Per finire davvero. A presto. |
| senza | Inviato: 20/7/2004 10:35 Aggiornato: 20/7/2004 10:35 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 4/4/2004 Da: venezia Inviati: 3123 |
l'ho riletta, ora, e, mi tocca
bisogna capirle le cose prima di commentarle capisco capisco senza |
| riana | Inviato: 27/7/2004 19:30 Aggiornato: 27/7/2004 19:30 |
Just can't stay away ![]() ![]() Iscritto: 26/1/2004 Da: Inviati: 491 |
Quando si prova una sensazione di disagio, l'impulso ci porta a volercene liberare al più presto. Io vedo un uomo incatenato che non riesce a liberarsi di problemi quasi ossessivi. Forse per non essere ancora nella piena maturità di saper affrontarli, o di avere la calma sufficiente a sdrammatizzare la realtà.
A volte nulla ci conforta e riportare i propri pensieri sulla carta è come prendere le distanze da essi, esorcizzarli, renderli magari , anche patetici e ridicoli. Ma questo lo apprendiamo dopo. Prima è l'esoerienza che ci segna, che lascia quelle cicatrici indelebili nell'anima. In fondo è così: la stanchezza si sente dopo aver camminato a lungo, ma anche la forza di ricominciare perchè si pensa: "Se ho subìto tanto, posso fare questo ed altro!" La sensazione di essere impotenti, pazzi. Ebbene, io penso che i pazzi, sono quelli che accettano di lottare contro se stessi e non hanno paura di essere sconfitti; sono quelli che capiscono di più gli altri, anche solo da uno sguardo perchè enormemente sensibili e sono quelli che provano gioia nel vedersi cambiati. Le persone piatte che non hanno un pizzico di pazzia (quella buona), sono molto monotone e si spaventano di fronte al niente. Non so se ti soddisferà ma è ciò che mi ha ispirato la tua poesia. Un saluto, Riana |
| -Link- | Inviato: 11/8/2004 13:02 Aggiornato: 11/8/2004 13:02 |
Not too shy to talk ![]() ![]() Iscritto: 8/8/2004 Da: Inviati: 87 |
Quello che davvero colpisce di questa poesia è l'atemporalità, che si traduce anche in universalità di spazio e situazione. Sono versi in bilico sul limitare dell'abisso; è tuttavia, neanche alla fine, nemmeno con quel punto esclamativo - che ho trovato eccessivo, se posso fare una piccola critica - neppure allora, dicevo, la poesia precipita davvero.
Questo perchè mi sembra che, a dispetto delle pianure immense, della strada eterna, e della bella similitudine equina, tu avessi voluto rappresentare, a suo tempo, la tragica staticità dell'uomo. In questo vi trovo quasi un qualcosa di kafkiano (non certo nello stile, per carità!). In questo scenario desolato, dinamico, orribilmente vorace e instancabile, l'uomo è fermo; anche la pazzia è qualcosa di già presente, già insito nelle recon dite profondita dell'io; non è qualcosa che accade; anzi c'è da chiedersi se accada davvero qualcosa. Se proprio posso fare una critica, non mi piacciono alcuni passaggi stilistici: ottime le allitterazioni in sibilante all'inizio, ma poi alcuni passaggi, pur suggerendo un buon crescendo, appaiono un pò banale e semplicisticI. Cosa giustificata, poi, dall'età della poesia, nonchè dalla modalità - ispirazione fugace senza labor limae - che, per tuo stesso commento, l'hanno fatta nascere. A parer mio resta un ottima prova, anche per la sua sua incisività e pregnanaza. Ciao Ale Complimenti |
| oblivion | Inviato: 2/9/2004 1:26 Aggiornato: 2/9/2004 1:26 |
Just popping in ![]() ![]() Iscritto: 18/7/2004 Da: Inviati: 18 |
Ho trovato la poesia molto forte, quasi viva, pulsante, a tratti claustrofobica. Un grido di disperazione, o forse l'impossibilità di riuscire ad urlare, la rassegnazione, quando "tutto si trasforma in quiete". Sarà che conosco le sensazioni, o, quantomeno, ho rivisto momenti della mia vita attraverso le tue parole, ma ne sono rimesto davvero colpito. Complimenti e a rileggerti presto.
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| matemati | Inviato: 11/9/2004 0:55 Aggiornato: 11/9/2004 0:55 |
Home away from home ![]() ![]() Iscritto: 13/1/2004 Da: Firenze Inviati: 1790 |
Ti ho già avvertito, mi pare, che con le poesie non me la cavo tanto. Cmq ti dico che impressione mi ha fatto.
Come "ritmo" non lo sento tanto, ma come espressività mi piace davvero. Ho sentito un diluvio di informazioni ed emozioni, che crescono fino all'insopportabile, in contrasto con una solitudine di fondo che è resa bene dai primi versi. E ho sentito lo "scoppio" finale da sovraccarico. Buono! |
| Psiconauta | Inviato: 20/3/2005 14:56 Aggiornato: 20/3/2005 14:56 |
Just can't stay away ![]() ![]() Iscritto: 15/3/2005 Da: Pisa-Venezia Inviati: 245 |
E' un buon lavoro ma non mi convincono molto punteggiatura e forma del finale. Forse potresti esprimere lo stesso concetto in modo migliore.
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