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Letture Incrociate - Racconti : Postbellika
Inviato da giosp il 6/7/2004 15:06:27 (2170 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Due mani si portarono fiacche verso gli occhi chiusi. Li stropicciarono un po' con gli indici, poi crollarono di nuovo sul materasso. Una delle due, quella attaccata al polso destro, si rialzò e si costrinse a cercare un interruttore.

Il peso morto della mano finì proprio sul tasto che, accendendo una lampadina da 100 watt posta proprio al centro della stanza, illuminò ogni oggetto presente lì dentro, compreso un ragazzo, il proprietario della mano.
Non era spettinato, Giulio, ma solo perché i suoi capelli erano troppo corti per spettinarsi. Si mise seduto sul materasso coperto da una federa arancione. Posò i piedi nudi sul parquet e si toccò ancora una volta gli occhi. Non gli piaceva per niente la luce giallognola della lampadina. Ma meno ancora quella del sole.
"Oddio, il sole", pronunciò, mentre comandava al braccio sinistro di porsi in una posizione tale da permettere agli occhi di leggere l'ora dall'attrezzo che portava al polso. 11:28, diceva l'orologio.
La bocca si spalancò e ne uscì il suono di un potente sbadiglio. Poi un respiro profondo.
Cercò con gli occhi un paio di ciabatte, le sue, possibilmente, che in teoria sarebbero dovute essere vicino al letto. Solo in teoria, perché in realtà non si trovavano lì. Cercò sotto il letto che aveva di fronte, già rifatto, ma non trovò le sue ciabatte. Non le trovò neppure sotto il suo letto, riconoscendo che lo sforzo di piegare la schiena per guardare non era servito a niente.
Aveva trovato le sue scarpe, c'erano anche quelle di suo fratello, entrambe vicino all'altro letto. Dov'era lui, invece, c'erano un paio di scarpe da donna, rosse, con dei tacchi a spillo molto alti. Ne prese in mano una e perfino la sua mente ancora travolta dall'andirivieni delle fasi REM capì che erano troppo piccole per infilarle.
Non volendo mettere piedi nudi dentro le sue scarpe, rinunciò definitivamente alle calzature, mise in piedi quel corpo in perfetto peso forma e sbadigliò nuovamente. Portò più volte un piede avanti all'altro, inciampando su una delle sue scarpe blu ed evitando una mano. Trascinando con se anche la maglietta verde e i boxer grigi che aveva addosso varcò la soglia della camera da letto.
Attraversò il corridoio, le cui piastrelle di ceramica gli diedero un senso di freschezza sulle piante dei piedi, senso che non aveva potuto provare sui listelli legnosi. Finì in una cucina che sembrava più buia della camera da letto prima delle 11:28. Il che era normale, visto che suo fratello faceva sempre in modo che la saracinesca della camera facesse filtrare una riga di luce la mattina. La cucina, invece, era completamente buia, solo il display del forno brillava di luce propria, una luce verde, fra l'altro.
Ciò che bastava per fare da faro in quel mare di tenebre. Portò una mano, quella destra, sulla testa nera. La usò per grattarsi un poco il cuoio capelluto, poi la dimenticò lì sopra. Intanto le gambe cominciarono a muoversi verso il verde. Quando mise i piedi sopra un tappeto capì di essere quasi arrivato a destinazione. Fece tre passi a sinistra del forno e aprì la porta bianca del freezer e sentì un'ondata di freddo cozzare sulle gambe, pelose da tre o quattro anni. Intuì di avere sbagliato porta. Richiuse il freezer e aprì invece il frigorifero, che era subito sopra. Una luce permise agli occhi di Giulio di vedere le cibarie e le bevande. La sua mente fu per qualche secondo in ballottaggio fra la bottiglia di aranciata e la tazzina in cui stava un uovo sbattuto. Optò per la vaschetta di speck: la prese, la aprì, ne tirò fuori una fetta che ingurgitò avidamente e la ripose al suo posto. Richiuse il frigo e si diresse con insolita decisione verso il letto.
Le gambe non fecero esattamente lo stesso percorso dell'andata, altrimenti non si sarebbe trovato a calpestare un pacchetto di sigarette. Si fermò, lo raccolse e realizzò la vuotezza di quel contenitore. Lo buttò verso il salotto e ripartì. Con il braccio destro sfiorò la televisione; capì di essere troppo a destra e spostò di qualche centimetro la traiettoria del suo corpo, riportandosi nella retta via. La luce che usciva dalla stanza da letto gli permise di non muoversi a tentoni attraverso il corridoio.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
lamù
Inviato: 6/7/2004 21:30  Aggiornato: 6/7/2004 21:30
Home away from home
Iscritto: 27/10/2003
Da:
Inviati: 1409
 Re: Postbellika
lo trovo scritto bene, ho già notato negli altri tuoi racconti che hai veramente un talento particolare per la narrazione, sei diretto, non annoi, chiaro e con uno stile comunque tuo che si sente. Quindi sulla forma non ho proprio niente da dire se non bravo.
Sulla storia, non è originalissima, una storia di ordinaria follia, però è ben resa. All'inizio credevo che ci fosse stata una festa la notte prima, poi quel liquido rosso, mi ha un po' fatto immaginare di cosa si trattasse.
trovo molto ben fatta la prima parte del risveglio, dove mi sono immaginata tutte le azioni, e mi ha incuriosito facendomi leggere anche le altre parti. Mi sono piaciuti anche i dialoghi coloriti fra i due fratelli, anche se alcune espressioni sono particolari, ma va bene così.
Un buon lavoro, ma non credo che possa andare bene per il concorso di cui parlavamo prima...mi stramazza al suolo la giuria altrimenti!!
lamù
fireponrom
Inviato: 7/7/2004 13:54  Aggiornato: 7/7/2004 13:54
Just popping in
Iscritto: 30/6/2004
Da: Roma (born in Taranto)
Inviati: 28
 Re: Postbellika
Ciao,
il tuo racconto è sicuramente scritto molto bene.
L'inizio è sicuramente la parte migliore ed invita a proseguire.
Il seguito mi ha un pò deluso. I dialoghi con il fratello sono troppo coloriti e talvolta ridondanti. L'evoluzione della storia perde di originalità. Un classico di questo genere i cadaveri sparsi e l'assassino necrofilo che ne scava la fossa in campagna con fare annoiato e scostante.
Il mio umile parere è che dopo quella partenza così interessante poteva svilupparsi una storia più coinvolgente...
Shoen
Inviato: 7/7/2004 16:08  Aggiornato: 7/7/2004 16:08
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: Postbellika
Un’idea piuttosto interessante; già dall’inizio si insinua nel racconto il sentore di qualcosa di “marcio”, di oscuro, che segue il protagonista fino alla rivelazione degli omicidi. E’ elegantemente agghiacciante, perché tra un litigio e un’equazione emerge la verità, che dà una forma ai sospetti iniziali.
Non so perché appena ho iniziato a leggerlo ero convinta che fossero vampiri…
Io ti direi di fare attenzione a ripetizioni e ridondanze (vedi quante volte ripeti “suo” e “sue” all’inizio), perché a volte si ha la sensazione che tu stia dicendo più del necessario. Ci sono poi alcune piccole sporcature di stile, ad esempio

“…lo raccolse e realizzò la vuotezza di quel contenitore”

che sa proprio di nota stonata. Ah, poi occhio che i dialoghi rischiano di prendere una piega dialettale.
Beh, a parte queste piccole critiche nel complesso mi è piaciuto. Mi ricorda anche un po’ il mio amato Bukowski!
riana
Inviato: 7/7/2004 18:35  Aggiornato: 7/7/2004 18:35
Just can't stay away
Iscritto: 26/1/2004
Da:
Inviati: 491
 Re: Postbellika
Sei stato audace e furbo a celare il mistero fino all'ultimo, all'inizio pensavo ad una semplice sbornia che il ragazzo stava smaltendo dalla sera precedente invece...
Triplice omicidio in un'atmosfera apparentementemente tranquilla. Forse hai sprecato molte parole negli spostamenti delle varie braccia, mani, piedi attraverso ' appartamento degli orrori ma è stato divertente. poi il particolare che mi ha colpito è la cura maniacale e ossessiva di uno dei 2 mostri (o è solo uno e l'altro è complice?), nel svestire la vittima e nel truccarla prima di seppellirla, c'è qualcosa di sinistro che rende più credibile la scena, proprio dei serial- killer che uccidono per un preciso motivo e lasciano poco al caso nella loro turpe malvagità.
le scarpe rosse sono molto "sensuali"...è questo che mi piace, un misto di perversità e di indifferenza verso la morte come se fosse uno sport, quello di uccidere, da praticare normalmente per sentirsi più in forma o per ammazzare il tempo (nota l'analogia "ammazzare". Comunque mi ha ricordato "I racconti di Edgard Allan Poe", molto carichi di tensione e di fantasia (uno scrittore di horror non proprio contemporaneo come S. King!)
Ciao, io scendo a questa fermata, mi è piaciuto viaggiare con te!
Riana
giosp
Inviato: 7/7/2004 18:53  Aggiornato: 7/7/2004 18:53
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Postbellika
Grazie a tutti i coraggiosi che hanno letto e commentato questo racconto.
Fra l'altro mi sono divertito proprio a scriverlo, molto + di altre storie che ho scritto.

Lamù: Già, non ho la minima intenzione di trucidare la giuria, penso che questo racconto possa finire solo in concorsi specifici, non ci sono molti che apprezzano il genere, probabilmente.

Shoen: (ma anche Fire) controllerò le ridondanze, x fortuna che ci siete voi a farmelo notare altrimenti dovrei leggerlo 5000 volte x accorgermene.
Sempre Shoen: le forme dialettali fanno proprio parte di me, ce le ho dentro. Io non parlo il dialetto, solo italiano, ma il mio italiano spesso è sporco, il modo di costruire una frase a volte è veneto, mentre le parole sono italiane, viene fuori un cocktail caratteristico di me, della mia zona e della mia compagnia.
Cmq la storia dev'essere ambientata da qualche parte, xciò xché non in Veneto, dove 2 persone parlano italiano ma con le inflessioni caratteristiche proprio dei veneti?

Riana: felice di averti avuto nel mio treno. Sei sempre la benvenuta. Ho cercato di rendere molto lenta la scena iniziale, con l'uso di molte (troppe?) parole, proprio xché anche lo svoglimento delle azioni è molto lento, mi sono immaginato un ragazzo che appena alzato è talmente rimbambito da non capire xché sussiste, xciò ci mette un po' a fare le cose normali. Mah, spero che non sia troppo noioso, come inizio.
niabi
Inviato: 7/7/2004 20:34  Aggiornato: 7/7/2004 20:34
Home away from home
Iscritto: 3/7/2004
Da: dove sorge sempre il sole
Inviati: 969
 Re: Postbellika
ciao Giosp...ho avuto il coraggio di arrivare fino in fondo, non per il tuo stile o per il modo di narrare ma perchè mi ha un pò impressionato! Se era il tuo scopo con me ci sei riuscito! All'inizio pensavo anch'io come Riana ad una serata semplicemente troppo movimentata...poi dal liquido rosso ho iniziato a leggere il tuo racconto in un modo diverso e la curiosità mi ha portato alla fine...bello, per me soprattutto la prima parte! Ciao!
massy
Inviato: 8/7/2004 10:34  Aggiornato: 8/7/2004 10:34
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 7/7/2004
Da: Novara
Inviati: 299
 Re: Postbellika
Ciao Giosp.
Mi è piaciuto molto lo slang scurrile di Tia, apprezzo sempre chi scrive come si parla, e non come si dovrebbe parlare.
Occhio a qualche sbavatura, tipo 'un'ondata di freddo "cozzare" ', "nella retta via", o "prima di tornare in altre situazioni (?!?)".
Buona l'idea dei teen-killers... Bravo.
fernet
Inviato: 9/7/2004 12:32  Aggiornato: 9/7/2004 12:32
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 18/12/2003
Da: Milano
Inviati: 311
 Re: Postbellika
forse leggo troppo? Me lo sono chiesto leggendo il tuo racconto, perchè l'idea dei serial normal killer che uccidono ragazze come si mangia un panino mi sembra ormai stereotipata.. se ci penso in astratto non è affatto così, il tuo finale è originale, la storia è scritta bene (meglio delle altre, stai migliorando!!) etc ... eppure ho pensato: peccato! La solita storia pulp dei giovani indifferenti ad ogni valore, che uccidono per passare il tempo...
Credo sia soprattutto un problema mio.
Dettaglio: non c'è qualche avverbio di troppo, qua e là?
ciao F
solaris
Inviato: 11/7/2004 14:31  Aggiornato: 11/7/2004 14:31
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 4/4/2004
Da: Alcadia
Inviati: 2416
 Re: Postbellika
ciao giosp

ho letto il tuo racconto
e come al solito dimostri una penna fluida e dalle belle intuizioni formali.

Il tuo lavoro tuttavia mi sembra subire il forte peso di un'iconografia ingenua e a mio parere poco elaborata.

Guarda, te lo dico solo perchè credo che potresti fare molto di più.

Normalmente è un consiglio che non si dà,
ma ti dico..prova a scrivere maggiormente
di te,
non in senso stretto,
di te per svincolarti da un immaginario eccessivamente codificato.
E in questo, cosa riesce meglio della vita e delle sue emozioni, tensioni, fantasie?

buon tempo

A.
giosp
Inviato: 11/7/2004 18:42  Aggiornato: 11/7/2004 18:42
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Postbellika
Solaris, interessante questa storia dell'iconografia. Ma non ho capito cosa intendi x "svincolarti da un immaginario eccessivamente codificato". Potresti parlare potabile x un povero ignorante come me?
solaris
Inviato: 11/7/2004 22:09  Aggiornato: 11/7/2004 22:09
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 4/4/2004
Da: Alcadia
Inviati: 2416
 Re: Postbellika
chiedo scusa se non ti sono sembrato chiaro.

Il mio consiglio è di svincolarti da una immaginazione troppo conclusa: dentro sviluppi predeterminati alla tua intenzione di scrivere, credo si perdano le peripezie del sentire.
Ho trovato nei tuoi testi figure che operano secondo prassi circolari, tutto al suo posto, ognuno fa quello che deve fare. Personaggi nel senso più stretto e limitativo, nonostante alcuni marchi di fabbrica li rendano comunque tuoi, riconoscibili senza dubbio nelle ripetizioni di alcuni elementi in un crossover stilistico a volte molto azzeccato, a volte meno.

Provando a scrivere di te, attingendo più direttamente a delle tue esperienze emozionali, mettendo qualcosa di più intimo nelle storie che racconti, credo che potresti accorgerti di quanta materia ti si scioglierà tra le mani, quanta andrà a scivolare lungo le dita fino a colar via in un oscuro pantano da cui non potrai recuperarla più.
Prima che possa essere perso, è quello che devi provare a scrivere.

Però su non rimanerci male, se pensi che dico cazzate..legittimo fregartene..no?

Non sei un povero ignorante.

A.
Darla
Inviato: 13/7/2004 0:35  Aggiornato: 13/7/2004 0:35
Just popping in
Iscritto: 1/7/2004
Da:
Inviati: 20
 Re: Postbellika
Ancora morte,ancora, nulla;uccidere è facile,ma solo con importanza della causa.Se è sopravvivenza,la notte perdona;se è utenza,la notte rimarca.Un senso di colpa.Non solo scarpe rosse,che chi succhia vita per vivere non stringe a sè.Beve e marcisce.
ranuncolo
Inviato: 17/7/2004 18:03  Aggiornato: 17/7/2004 18:27
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 12/3/2004
Da:
Inviati: 362
 Re: Postbellika
Ciao Giosip, è da un pezzo che questo commenta aspetta ma meglio tardi che mai!
Intanto: dei tuoi racconti, pubblicati sia qui
che sul tuo sito, quello che più mi è piaciuto
rimane comunque " Il botto", che per me è
un gioiello. (Premessa, però. La Fabbrica, dopo
aver letto a suo tempo i commenti degli altri,
non ho più avuto coraggio di leggerlo...)

Visto che arrivo tardi, però, e quindi hai già
molti commenti di riferimento, aggiungo solo
quello che, a mio parere, potrebbe essere una
critica cosruttiva: mi pare che la caratterizzazione della personalità, dei personaggi sia un po' troppo
schematica e rischia, in questo modo, di farli
apparire freddi, con una conseguente " presa di
distanza " del lettore. Non so, forse in questo
modo si impedisce il tentativo di compenetrazione psicologica, che in questo
genere di racconti per me è fondamentale.
Ne " Il botto" mi pare di aver ravvisato invece
l'esatto contrario con un buon risultato.

Altro : mi è piaciuto molto l'utilizzo di alcune
locuzioni proprie della lingua parlata e dialettali,
efficaci ma non abusarne troppo perchè mi
pare possano lasciar "cadere" il climax ...
cosi come la parte in cui descrivi la "ripulitura"
del salotto ( "Fra spugne, spazzole...ecc.ecc.":
giuro che mi è venuto da pensare ai miei di
pavimenti e alle fatiche quotidiane della
casalinga... insomma, rompe con il resto e, per
così dire, distrae impropriamente l'attenzione.)

Il finale: un poco "stereotipata"
l'immagine dei tacchi rossi ma credo fosse
intenzionale, riesce ad essere molto dolce
forse proprio per questo e a riportare tutto
il racconto ad una dimensione più intima.

Conclusioni: mi è piaciuto forse meno di altri
ma credo sia solo imputabile al fatto che ti
preferisco quando scrivi narrando in prima persona, mi sembra che "escono" meglio le
tue storie così, ma forse più genericamente, sono semplicemente quelle che preferisco leggere e scrivere.

Spero di esserti stata d'aiuto, a rileggerti!!
giosp
Inviato: 17/7/2004 21:36  Aggiornato: 17/7/2004 21:36
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Postbellika
Certo che mi sei stata d'aiuto, Ranuncolo, xciò grazie.
Effettivamente l'aspetto su cui devo migliorare di + è proprio quello della caratterizzazione psicologica dei personaggi, è una cosa che non mi riesce ancora molto bene, la maggioranza delle correzioni e aggiunte che faccio di solito è di questo tipo.
Seguirò senza dubbio il tuo consiglio sul climax, neanche a me ha convinto molto quella frase delle spugne, è stata la frase che mi ha fatto perdere + tempo eppure non ci sono ancora...

Un piccolo consiglio: leggiti La Fabbrica. Riguardando tutte le storie che ho scritto quella che mi piace di + e quella in cui mi pare di aver tirato fuori il meglio di me è proprio quella.
Zerodue
Inviato: 28/9/2004 11:23  Aggiornato: 28/9/2004 11:23
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 7/7/2004
Da: Bergamo
Inviati: 374
 Re: Postbellika
Finalmente riesco a commentare!
Originale nelle descrizioni (forse qualche elemento di troppo) l'inizio è lento, come si addice alla lentezza di un risveglio. I dialoghi, sono crudi, ma sono la realtà delle discussioni tra fratelli! Che c'è qualcosa che non va l'ho capito dalle ciabatte e dal liquido rosso.
La tranquilla pulizia della casa mi ricorda Pulp fiction, quando Travolta deve liberarsi del cadavere ed arriva l'esperto di occultamenti di cadaveri (non mi ricordo come si chiama).
Ma sull'agenda sono segnati altri cadaveri di altri giorni?
L'agenda è un elemento inserito al momento giusto per incuriosire la lettura.
Che dire ancora, per la tua età sei già fin troppo avanti ed in questo racconto hai saputo inserire dialoghi appropriati e descrizioni particolari. Un appunto per il futuro, se posso. Prova anche la strada della miscelazione descrizioni-dialoghi.
Bello davvero, come già ti avevo anticipato tempo addietro.

Ciao Enrico
kakaito
Inviato: 28/9/2004 12:09  Aggiornato: 28/9/2004 12:09
Just popping in
Iscritto: 16/9/2004
Da:
Inviati: 33
 Re: Postbellika
Bene bene, giosp.
Mi piace molto il genere, che qualcuno può trovare troppo crudo, e anche se non sei stato molto originale, il racconto è ben scritto e ben congeniato. In particolare mi piace come dissemini i particolari accendendo la curiosità del lettore, e lo porti per mano fino alla fine.
Belli i dialoghi, vicini al parlato tanto che sembra di sentirli; forse però c' è troppo "dislivello" tra il primo duro dialogo tra i fratelli ( non hai fatto un cazzo etc etc ) e quello che si svolge davanti al piatto di pasta , che invece è quasi educato.

Come ti hanno già detto in molti l' inizio è lento, ma questo è perfetto per un risveglio; troppo spesso però ( ed è una cosa che faccio anche io) tendi a personalizzare una parte del corpo, in questo caso la mano.
Funziona bene se è saltuario, fatto di frequente stanca.
Ultimo appunto: non capisco molto la necrofilia, perchè secondo me rompe quella sensazione di
indifferenza dei due fratelli verso il delitto, e che è quello che secondo me spaventa, ancora più del sangue (per farti un paragone il film "Elephant", sulla strage di Columbine")
senza
Inviato: 30/1/2005 10:34  Aggiornato: 30/1/2005 10:34
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Postbellika
e finalmente senza ha letto Postbellika! sbaglio o una volta l'avevi considerato il tuo capolavoro?
come inizio mi fa già ridere l'impersonificare la mano, e come la situazione si sveli poco a poco, anticipando con una parola la frase successiva ( es: prima parli del sole e poi dici l'ora, prima parli delle sue scarpe e poi spieghi del letto di suo fratello... ), bene bene, molto divertente l'inizio, nel suo svolgersi lento e nelle sue descrizioni minuziose, mi sono piaciuti sopratutto i movimenti della mano, che viene anche dimenticata sulla testa... tutti movimenti plastici e tridimensionali,l come e fosse un film che inquadra prima un elemento lasciando in ombra il resto e poi prendesse un angolo più ampio
bene per come è scritto, gl'inizi che lasci in giro per la casa fanno intuire qualcosa ( il liquido rosso, le scarpe, il numero tre ), ma non è ancora tutto chiaro, e poi la tranquillità quasi noia è esasperante, come la dolcezza di Giulio che accarezza i capelli della morta... agghiacciante! eppure reso come se fosse normale, sarà il fatto che usi pochi aggettivi, il tuo raccontare e basta la scena che ha qualcosa di sinistro, perchè sembra estremamente leggera...
la domanda che però mi nasce da sola è: ma questi, come si procurano i soldi? li rubano alle tipe che ammazzano?
fantastico anche il personaggio del fratello, ben caratterizzato, belli gl'insulti che lancia a Giulio, forse un po' esagerati, però carichi d'amore fraterno, ancora complimenti per il protagonista che non si scompone mai!
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