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Letture Incrociate - Racconti : Altre cose a cui pensare
Inviato da giosp il 8/5/2004 22:54:54 (1998 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Quel pomeriggio avevo in mente tante cose. Il mio gruppo, o pseudo tale, di cui io ero il chitarrista talmente pigro da non aver imparato altro che canzoni dei Ramones, si sarebbe trovato per provare qualche canzone.

Ero ansioso di arrivare in quel capannone, sperduto fra le malghe, adibito ormai a sala prove quasi ogni sabato pomeriggio; ero curioso di sentire ciò che Lele, l'altro chitarrista, fra l'altro mille volte più bravo di me, aveva annunciato, cioè una canzone, che sarebbe stata la prima composta dai Dumping Cream.
Ero ansioso anche perché Lele aveva detto che quel giorno ci sarebbero state anche Mira e Anna. Io scalpitavo dalla voglia di rivedere la mia bella di quel tempo, Mira, la sorella del mio co-chitarrista. E da quel che ne sapevo io Sid, mio fratello nonché bassista e voce, ci provava, senza mai aver avuto successo, con la migliore amica di Mira, Anna, per l'appunto.
Ero ansioso di recuperare il batterista, un altro pigrone che come me non si era mai sprecato ad imparare a picchiare su quello strumento, per annunciargli che conoscevo a memoria l'ennesima canzone dei Ramones.
Ero ansioso di mettere in moto la macchina, che ci avrebbe portati fino al capannone e ritorno, cosa che non succedeva da tempo perché, da rottame qual'era ciò che mi avevano rifilato i miei genitori, non ero più riuscito ad accenderla dal temporale del lunedì.
Ero ansioso di accendere l'autoradio, per capire se era la cassetta che avevo registrato ad essere rovinata o era proprio lui, quell'oggetto da discarica, a non funzionare.
Tante cose in mente. Mi domandavo se facevo parte del gruppo solo perché ero l'unico ad avere macchina e patente, o se era perché come chitarrista valevo quanto bastava per il nostro punk da sopravvivenza.
Mi domandavo se il mio futuro sarebbe stato dipinto di Mira per tutta l'eternità, o se nei giorni che avrei vissuto sarei salito su palcoscenici internazionali con migliaia di persone al seguito, tutte ad invocare quattro accordi che chiunque in un paio di minuti sarebbe stato in grado di suonare.
Avevo tante cose a cui pensare. Speravo di rientrare a casa e scoprire che finalmente la mamma non aveva brontolato perché io e mio fratello eravamo spariti senza averle scritto un bigliettino per informarla. Speravo di tirare fuori la mia Ibanez bianca e far sentire a tutti un assolo difficilissimo da me composto ed eseguito alla perfezione. Speravo di riuscire almeno quel giorno a dire a Mira che mi piaceva moltissimo.
Tante altre cose a cui pensare, differenti dal calcio. Sapevo perché non avevo voglia di pensare a quello: l'Inter mi aveva regalato un'altra delusione. Ci ero abituato, ormai, dopo anni senza vincere niente. C'era chi, fra gli altri Mira, mi consigliava di lasciare perdere il calcio. Ma io mai avrei abbandonato la mia squadra del cuore, neppure nella peggiore delle categorie, neppure nella stagione più buia, neppure se mi avessero costretto a scegliere fra i Nerazzurri e i Ramones.
Solo che quel pomeriggio non volevo pensare all'Inter, tutto qui. Solo alla musica e alla ragazza che credevo di amare. Tant'è vero che quando caricai Daniel e le sue bacchette nere e lui mi disse che Bobo non era della formazione alzai le spalle e commentai: "Chi se ne frega?"
"C'è da andare a prendere Lele", disse Daniel dopo qualche chilometro, quando eravamo quasi arrivati a destinazione.
"Beh, grazie di avermelo detto solo adesso", feci io.
"Mi ha mandato un messaggio ora, che ci posso fare io?"
"Come al solito dorme in piedi, quell'altro. OK, vi porto lì e vado a prendere Lele", dissi a malincuore.
Infatti scaricai Sid e Daniel, lasciando le donzellette alla mercé di questi due, per recuperare il mio chitarrista preferito.
Che non trovai. Infatti quando arrivai a casa sua trovai solo sua mamma, che mi disse che era già partito in bici, e il suo fratellino di otto anni, che mi implorò di portarlo con me.
"Sei pronto, Samuel?", chiesi al piccoletto.
"Un attimo", gridò lui dal piano superiore, e precisamente dalla stanza che condivideva ogni notte con Lele, "sto cercando la maglietta"




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
senza
Inviato: 9/5/2004 10:08  Aggiornato: 9/5/2004 10:08
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Altre cose a cui pensare
mi aspettvo un racconto sulla musica e invece ne ho trovato uno sul calcio.
un po' lento in alcuni punti, troppi nomi che non servono a nulla e sono difficili da ricordare.
scrivi comunque in modo semplice e chiaro e il racconto scorre.
bella questa frase:
Mi domandavo se il mio futuro sarebbe stato dipinto di Mira per tutta l'eternità
ma l'eternità dura sempre, è inutile dire 'tutta'
matemati
Inviato: 9/5/2004 16:54  Aggiornato: 9/5/2004 17:38
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Altre cose a cui pensare
Mi è proprio piaciuto, Giosp!
Quotidianità giovanile, con tutte le incertezze, il rimuginio e i sogni del caso, progetti per il futuro ancora incerti e volubili (mica detto che quelli finali saranno definitivi, anche xché credo che a 18 sia un po' tardi x cominciare a giocare a calcio! in quanto ad Anna...boh???)
Sei stato bravo a non mostrare subito che Luca sognava, facendogli accadere cose all'inizio abbastanza realistiche, poi gradualmente sempre più improbabili
Vivace e coinvolgente la descrizione del gioco.

Appunto grammaticale:
Citazione:
Eccomi quando ricevetti la palla da un compagno e cominciai a correre sulla fascia


forse è meglio "eccomi ricevere...cominciare..." con l'infinito come nella frase precedente.

Bravo cmq.
solaris
Inviato: 9/5/2004 17:29  Aggiornato: 9/5/2004 17:29
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 4/4/2004
Da: Alcadia
Inviati: 2416
 Re: Altre cose a cui pensare
caro giosp
il racconto nei tempi e nel ritmo mi pare ben strutturato,
meno nella forma dei periodi e nella punteggiatura (eh la virgola questa sconosciuta!).
Il modo in cui l'illusione insegue la realtà (e viceversa) risuona familiare ma questo è un bene, perchè la lettura in quei passaggi si solleva, più leggera. Forse scaricata da una tendenza alla minuzia in certi casi oppressiva (sì i nomi ma anche alcuni periodi risultano lunghi nonchè farraginosi).
Si vede che stai imparando e alla luce di questo tuo lavoro mi pare tu stia comunque imparando molto bene!

Buon tempo!

A.
fernet
Inviato: 11/5/2004 8:46  Aggiornato: 11/5/2004 8:46
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 18/12/2003
Da: Milano
Inviati: 311
 Re: Altre cose a cui pensare
non mi è piaciuto, Giosp. Sono stato a lungo indeciso se non commentare o se dirti che non mi piaceva, questo racconto. Forse, però, a dirti cosa penso ti faccio un favore, per cui alla fine te lo dico: Perchè non mi piace?
- il tema è promettente, ed anche buona l'idea di un pomeriggio "rivelatore", in cui il protagonista si rende conto di cosa vuole veramente, ma ci sono troppi particolari che soffocano il tutto, troppe cose che non aggiungono nulla alla storia e levano attenzione
- il sogno è bello, ma deve durare meno: lui dovrebbe vedersi subito in campo a San Siro
- il brocco che gioca terzino: è brocco, si vede subito, è inutile descrivere nei dettagli la singola azione che sbaglia per dire quanto è brocco. Descrivi, che so, lo sguardo di due compagni dopo il suo ennesimo errore, oppure lo sconforto dell'allenatore ... bastano
- Anna: da cosa vede che è la donna della sua vita? Detta così sembra un'affermazione un pò gratuita, no? Passa del gran tempo a guardare una partita di calcio, suona ma non gliene frega poi tanto e Anna è la donna della sua vita ... leggo e mi chiedo "perchè"? Capisco bene perchè il calcio sarà il suo destino, ma Anna non si capisce ...
Alla fine, ho scritto tanto, ma anch'io potevo essere più breve, nel commento. Come vedi, chi è senza peccato

Curiosità: questo l'hai scritto prima o dopo "la fabbrica"? Sembrano scritti da due persone diverse...
Consiglio: sul tema del "pomeriggio rivelatore" ed il calcio, c'è un racconto fenomenale di Osvaldo Soriano in Futbòl su un giocatore (di cui non ricordo il nome...) di eccezionale bravura che giocava solo nei campionati minori per indolenza e che, ricevuta la chiamata di Luis Cesar Menotti per un raduno di prospetti di interesse nazionale, non ci arriva perchè si ferma a pescare... bellissimo
Spero di non essermi fatto un nemico, ma nell'autore della Fabbrica avevo visto qualcosa di promettente ... mi scoccia non fare nulla per recuperarlo
ciao Franz
giosp
Inviato: 11/5/2004 11:58  Aggiornato: 11/5/2004 12:01
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Altre cose a cui pensare
Intanto grazie x i commenti.
Mate: grazie x l'appunto grammaticale, ci ho perso un sacco di tempo x quella frase e non mi è venuta come me l'hai proposta tu... che brocco che sono!!!

Franz: se vuoi un nemico o se vuoi offendermi, beh, devi fare ben altro... Di che ti preoccupi? Grazie, piuttosto, della tua critica, che è sì negativa, ma costruttiva, xciò va + che bene.
- Il brocco: sì, mi concentrerò sugli altri personaggi.
- Anna: xché? In fin dei conti non ho scritto xché mi piaceva Mira, né xché suonavo pur non avendo voglia di imparare... sono solo altre cose a cui pensare, diverse dal calcio.
Cmq l'ho scritto dopo La Fabbrica, anche se l'ispirazione è + vecchia. E cmq questo non è certo il mio genere, era un racconto così.
Lu^^
Inviato: 12/5/2004 16:17  Aggiornato: 12/5/2004 16:17
Just can't stay away
Iscritto: 17/8/2003
Da:
Inviati: 402
 Re: Altre cose a cui pensare
A me piace! Lo sai vero?
E' solo il finale... mi sembra un po' affrettato con quella conclusione in due righe... perchè non lo arricchisci di più?
criscia
Inviato: 15/5/2004 10:09  Aggiornato: 15/5/2004 10:09
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 1/1/2004
Da:
Inviati: 349
 Re: Altre cose a cui pensare
ciao giosp!
il tuo racconto, sinceramente, non mi ha entusiasmata, ma solo perché sono una femminella e il tema è maschile
comunque è scritto bene e i dialoghi sono efficaci... sei sempre bravo con quelli!
forse manca un pò di mordente; nel senso che manca qualcosa di significativo, finisce come un bicchier d'acqua. ma forse non deve per forza succedere qualcosa, giusto?
ciao giosp
riana
Inviato: 20/5/2004 7:04  Aggiornato: 20/5/2004 7:04
Just can't stay away
Iscritto: 26/1/2004
Da:
Inviati: 491
 Re: Altre cose a cui pensare
Ciao Giosp, il tuo racconto pulito, sincero.
Prima di cimentarsi, uno dice: - Adesso vorrei leggere qualcosa di leggero, senza sangue sparso e violenza gratuito, qualcosa di lieto ma nello stesso tempo reale che non mi angosci e rattristi. tu ci riesci! Col tuo sarcasmo, i tuoi dialoghi tra i personaggi che sembrano proprio appena pronunciati veramente, non posso fare a meno di sorridere quando leggo le tue storie... Sembra una versione moderna di "I ragazzi della via Paal", storie di giovani con tanti ideali in testa ma una voglia unica. di essere felici e realizzati un'indomani.
Ciao, a presto, chitarrista-calciatore.
P.s In effetti, è completamente diversa dalla "la fabbrica", ma in fondo, gli scrittori non dovrebbero battere il martello sempre sullo stesso chiodo, no?
Riana
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