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vademecum per autori : La caratterizzazione dei personaggi
Inviato da vademecum il 2/5/2003 22:29:21 (14805 letture) Notizie dallo stesso autore


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vademecum per autori

I personaggi all’interno di una storia sono coloro che danno vita e colore alla storia stessa. Pensate solo per un attimo a Miss Marple oppure a Pinocchio ed a Giulietta; sono personaggi che hanno dato vita a dei veri e propri status symbol: la zitella intelligente, il bambino bugiardo, la giovane follemente innamorata. Questo solo per fare alcuni esempi di personaggi famosi appartenenti a tre diversi tipi di creazione letteraria.

Vi consiglio di fare molta attenzione a come descriverete il personaggio principale della vostra storia, se sarete voi a descriverlo oppure se sarà lui stesso a descriversi ed a svelarsi attraverso le sue parole, i suoi gesti e le sue azioni. Dovrete definirne il carattere, l’aspetto e le aspettative che ha nella vita per riuscire a renderlo reale. Inoltre, il personaggio principale, per essere definito tale, deve subire una trasformazione all’interno dell’opera; gli eventi che si susseguiranno dovranno cambiarlo, farlo crescere, rinnovare il suo modo di pensare, di rapportarsi con gli altri e con la vita. Il personaggio principale in letteratura viene anche definito round character, cioè un soggetto che viene definito in tutti i suoi aspetti e di cui sappiamo tutto e la cui cambiamento all’interno dell’opera è una delle motivazioni principali per le quali si è dato vita all’opera stessa.

I personaggi secondari, chiamati anche Flat characters (personaggi piatti) servono da contorno al personaggio principale e di loro sappiamo solo le cose che servono per lo svolgimento della storia. I personaggi secondari sono essenziali per creare un tono veritiero all’interno dell’opera, completano la storia e la rendono movimentata. Se non ci fossero i personaggi secondari ogni storia risulterebbe, noiosa, poco credibile e lenta. Quindi i personaggi secondari sono essenziali quanto quelli principali, anche se, come abbiamo visto, hanno una funzione diversa all’interno dell’opera.

A questo punto della nostra trattazione dobbiamo chiederci che relazione esiste tra i personaggi reali e quelli immaginati. Quando scriviamo la biografia di un personaggio noto ci basiamo su fatti storici, documenti, lettere personali e tiriamo fuori quello che a nostro avviso fu il personaggio in questione. Pur cercando di essere obbiettivi su quello che scriviamo non riusciremo mai a descrivere esattamente una persona nei suoi lati più nascosti perchè la storia ne ha occultato molti aspetti. Anche le autobiografie non riescono a rivelare la vera essenza della persona che scrive di se perchè instintivamente questa tenterà di nascondere alcuni aspetti del suo carattere e di esaltarne altri. Il critico francese che scrive sotto il nome di Alain per quanto concerne il romanzo osserva che ogni uomo ha due lati: uno adatto alla storia l'altro alla narrativa. Tutto quello che è possibile osservare in un uomo, ossia le sue azioni, e ciò che della sua esistenza spirituale è deducibile dalle azioni, rientra nel domunio della Storia. Ma il suo lato romantico che coprende le pure passioni cioè quei sogni, quelle gioie, quei dolori e quei colloqui con se stesso di cui l'educazione o il pudore gli vietano di fare parola, sono le funzioni principali del romanzo. In altri termini: mentre lo storico racconta il lato pubblico il romanziere racconta il personaggio privato le passioni, gli amori, i pensieri di un personaggio non reale. Attraverso il romanzo non si racconta di personaggi reali perchè la realtà esula dalle competenze del romanziere ed anche perchè la reale essenza degli uomini non è conoscibile. Lo scrittore da vita a dei personaggi dei quali lui sa tutto: passioni, pensieri, amori, speranze, vizi e virtù perchè è stato lui stesso a dargli vita mentre di un essere vivente tutti questi aspetti non sono conoscibili. Quindi, attraverso la biografia e l'autobiografia riusciamo a conoscere solo in parte i personaggi dei quali l'opera tratta.


di Luisa Tucciarelli




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