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Letture Incrociate - Racconti : Notte di san Lorenzo
Inviato da lunagatta il 1/5/2004 22:53:45 (1856 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Bruciava. Nessuno ne parlava con onestà e non soltanto nei romanzi, ma nemmeno nelle pagine patinate di quelle riviste che promettevano di dirti tutto quello che avresti voluto sapere e non hai mai osato chiedere...

Sara si chiedeva se lei avrebbe avuto il coraggio di dirlo a sua figlia, se mai ne avesse avuta una o se era una di quelle bugie che si tramandavano di generazione in generazione, come che lo sciroppo per la tosse non è cattivo o che lo sciampo negli occhi non brucia. Si ripromise di ricordarselo, che lei avrebbe preferito aver saputo la verità da prima.
Si era aspettata un lampo di dolore, un istante lungo quanto un battito di ciglia, il tempo di stringere gli occhi e mordersi le labbra, come nei film…
Non poteva immaginare che avrebbe sentito così male, durante e men che meno era stata preparata al fatto di sentire quel bruciore aspro anche dopo, anche in quel momento, mentre camminava da sola lungo la strada buia.
Sul fondo della collina poteva scorgere le luci del locale in cui la sua amica la stava aspettando, in lontananza vedeva il paese illuminato, ma intorno a lei c’era solo la campagna dormiente e quella strada, una striscia resa argentea dal chiarore perlaceo della luna, che si snodava fino alla spiaggia.
Sara però non aveva paura, anzi, era grata di quella oscurità e di quel silenzio.
Se fosse stata fortunata, non ci sarebbe stato nessuno a chiederle dove stava andando una ragazza carina come lei, da sola, a quell’ora, nessuno a offrirsi di farle compagnia o di accompagnarla da qualche parte e soprattutto nessuno a chiederle come mai stava piangendo…
Per prima cosa non aveva nessuna voglia di rispondere a una domanda come quella e, in secondo luogo, non era sicura che avrebbe trovato una risposta, se anche l’avesse voluto.
Per ora le lacrime continuavano semplicemente a scendere, ma era certa che sarebbe riuscita a farle smettere, prima di arrivare al locale sulla spiaggia, prima di rincontrare Michela.
Per allora i suoi occhi sarebbero stati asciutti, appena un po’ più brillanti del solito, ma l’amica non ci avrebbe trovato nulla di strano in questo, visto quello che le era appena accaduto.
L’avrebbe presa in disparte e le avrebbe raccontato tutto… Bè, non proprio tutto, magari.
Le avrebbe detto della fuga in macchina, sulla decappottabile di Luca, sdraiata sul sedile posteriore, per non essere vista, e probabilmente ne avrebbero riso insieme...
Poi il suo sguardo si sarebbe fatto sognante e le avrebbe raccontato di come si erano fermati in un viottolo sterrato, vicino ad un grosso albero, in campagna.
Le avrebbe detto che aveva fatto quella cosa, per la prima volta nella sua vita, che era arrivata fino in fondo.
Michela avrebbe spalancato gli occhi e le avrebbe chiesto com’era stato e lei avrebbe risposto, con un sorriso, “bello”…
Michela avrebbe insistito, “dimmi tutto, voglio sapere i dettagli” e lei avrebbe detto qualcosa, non ci aveva ancora pensato, ma avrebbe trovato le parole giuste, era sempre stata brava a raccontare.
Sicuramente, mai e poi mai avrebbe pronunciato quella che adesso continuava a martellarle nella testa, mentre con il suo primo paio di scarpe con il tacco camminava un po’ barcollando sul bordo dissestato di quella strada e che forse era la causa di quel nodo in gola che non voleva saperne di sciogliersi…
Violentata.
No, mai avrebbe detto quella parola, mai per descrivere la sua prima volta con il ragazzo del quale sapevano tutti che si era follemente innamorata, mai.
E nemmeno lei doveva pensarci più. Socchiuse gli occhi e cercò di riascoltare la voce di Luca, mentre tornavano indietro, in macchina.
“Sei troppo dolce… Mi sa che ti amo!”
Così le aveva gridato e lei, sempre rannicchiata sul sedile posteriore, aveva guardato verso il cielo e si era incantata a guardare le stelle e tutto era tornato a sembrare bello e giusto. Le era anche parso di vedere una brillante scia luminosa attraversare la volta celeste.
Solo più tardi, quando si era trovata da sola, le era venuto da piangere, ma probabilmente era solo il frutto del sovraccarico di emozioni.
In fondo era stata lei a dirgli che voleva scappare insieme a lui, quella sera, e non ci aveva forse pensato, con una risatina maliziosa, quando aveva scelto quelle mutandine con il pizzo, prima di uscire?
E non poteva dimenticare la sensazione che aveva provato, quella sera stessa, mentre camminava a fianco della sua amica Michela lungo un’altra discesa, verso il locale dove sapeva che avrebbero incontrato Luca; quel nodo alla gola che le rendeva difficile chiacchierare, quella specie di vuoto nella pancia, quel senso di aspettativa che la induceva a cercare di fissarsi nella mente ogni particolare di quella particolare sera…




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
matemati
Inviato: 2/5/2004 22:36  Aggiornato: 4/5/2004 13:13
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Notte di san Lorenzo
Volere e disvolere, dire e non dire, amare e odiare, godere e soffrire: ci sono tutte le contraddizioni possibili in una vicenda del genere, e mi pare che sei riuscita ad esprimerle adeguatamente, sia nell'intreccio che nello stile.
Buono!
solaris
Inviato: 3/5/2004 10:11  Aggiornato: 3/5/2004 10:11
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 4/4/2004
Da: Alcadia
Inviati: 2416
 Re: Notte di san Lorenzo
che dire..
mi ha preso un po' lo stomaco.
Mi fa tremare sentire quella parte dell'amore
che è insolvenza, dissolvenza.
Desiderio di tornare a una pagina bianca per poter ricominciare a scrivere
con parole migliori il desiderio.
Quando invece, necessario è
andare avanti e continuare a scrivere un secondo capitolo e poi un altro e un altro ancora.

Hai scritto bene,
ma io forse asciugherei il testo di quelle icone che, come negli altri racconti, usi per creare una sorta di osmosi, riflessione, partecipazione tra i personaggi e il mondo intorno a loro.
Non è sbagliato, dio mio.
Ma credo che in questo caso nell'aria i pensieri li hai fatti respirare per il loro sincero fluire.
Quelli si riverberano duri, vivi.
E mi pigliano lo stomaco. Più di un po'.

Brava.

A.
lunagatta
Inviato: 3/5/2004 20:25  Aggiornato: 3/5/2004 20:25
Just can't stay away
Iscritto: 1/2/2004
Da: Monza
Inviati: 273
 Re: Notte di san Lorenzo
sola',
ma tu ti capisci quando parli?





sto scherzando, ho capito quasi tutto e sono felice che ti abbia colpito allo stomaco, perchè è più o meno quello che è capitato a me, quando l'ho riletto dopo la prima stesura di getto.
Solo, please, definisci:

"quelle icone che, come negli altri racconti, usi per creare una sorta di osmosi, riflessione, partecipazione tra i personaggi e il mondo intorno a loro."

vorrei approfondire, se ti va..
lunagatta
Inviato: 3/5/2004 20:27  Aggiornato: 3/5/2004 20:27
Just can't stay away
Iscritto: 1/2/2004
Da: Monza
Inviati: 273
 Re: Notte di san Lorenzo
grazie mate!
è sempre un piacere leggere i tuoi commenti e non solo perchè mi fanno tirare un sospiro di sollievo, rispetto a quelli di solaris...

alla prossima!
Noise
Inviato: 4/5/2004 12:00  Aggiornato: 4/5/2004 12:00
Just popping in
Iscritto: 14/4/2004
Da:
Inviati: 27
 Re: Notte di san Lorenzo
Devo dire che in questo racconto c'è tanto. C'è, in primo luogo, il coraggio di dire, di far uscire allo scoperto un esperienza simile e la vergogna mista a auto distruzione che una simile "avventura" trascina con se. Io non credo che tu questa terribile esperienza l'abbia vissuta davvero (lo spero!), perchè, altrimenti i pensieri della protagoniosta sarebbero stati molto più contorti. Hai però raccontato bene, per è facile immedesimarsi nella protagionista...davvero un pugno allo stomaco. L'amore e la voglia di "diventare grandi", la delusione, il rimorso, il dolore fisico e mentale, non maca niente...brava! Per quanto riguarda lo stile è semplice come dovrebbe essere...brava!! Noise
criscia
Inviato: 4/5/2004 20:10  Aggiornato: 4/5/2004 20:10
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 1/1/2004
Da:
Inviati: 349
 Re: Notte di san Lorenzo
ciao lunagatta, non ho molto da dirti perché mi è veramente piaciuto. sia nella forma -che è curata- sia la cura dei particolari e dei passaggi. ed in più mi è piaciuta la storia. e quel sorriso finale è dolcissimo.
veramente brava!
cri
sono_qua
Inviato: 13/5/2004 9:16  Aggiornato: 13/5/2004 9:16
Just popping in
Iscritto: 10/5/2004
Da: Cagliari
Inviati: 22
 Re: Notte di san Lorenzo
L'ho letto ieri sera, dopo una giornata anche piuttosto impegnata,e mi ha fatto ricordare tante cose, anche già scritte da me, perchè ho scritto una storia simile.
A tratti commuove. Però sono tratti, perchè l'emozione viene eccessivamente diluita.
Il monologo interiore rende meno efficace la narrazione perchè o uno è molto bravo o uno scadrà, fara sì che il suo scritto sia meno mordace. E secondo me questa storia raccontata non in monologo interiore risulterebbe molto più forte e dura e intensa.
I fatti sono così forti che già parlano da sè, tutto il pensare e riflettere della protagonista può essere reso anche con brevi accenni, tipo gocce di caldo rimorso che si scorgono, ricordo del suo vestito ben curato, dell'agitazione prima dell'incontro.
capisci?
In ogni caso io penso che affrontare questi argomenti, che normalmente non vengono affrontati così, sia una scelta bella e coraggiosa che condivido appieno.
Comunque scrivi molto bene, è molto delicato, anche se a volte vola troppo alto.
baci
sono_qua
lunagatta
Inviato: 13/5/2004 19:06  Aggiornato: 13/5/2004 19:06
Just can't stay away
Iscritto: 1/2/2004
Da: Monza
Inviati: 273
 Re: Notte di san Lorenzo x sono_qua
Ciao sono_qua e grazie per il commento!
Capisco perfettamente le motivazioni della tua critica e so che il monologo può apparire troppo "sereno", troppo controllato o, come dici tu "volare troppo alto". Il fatto è che la protagonista sono io e io sono fatta così, sono portata ad analizzare, piuttosto che a urlare o piangere o tirare calci ad un muro. Tendo a vivere ogni esperienza in modo forse fin troppo celebrale, per cui quello che ho scritto è esattamente quello che avrei oppure ho provato (non lo saprete mai...) in quella situazione. Non che con questo io voglia "giustificarmi", ma la tua critica mi è sembrata sensata e volevo darti qualche elemento in più.
A rileggerci presto!
smarty
Inviato: 14/9/2004 9:42  Aggiornato: 14/9/2004 9:42
Just popping in
Iscritto: 12/9/2004
Da:
Inviati: 39
 Re: Notte di san Lorenzo
gli occhi rimangono appesi alle parole...attimo dopo attimo...non si riesce a staccarsi finchè non arriva la fine...il tuo modo di descrivere...deve essere il tuo modo di pensare...come un giocatore di scacchi che pensa dieci mosse future prima di muovere un pezzo...il fatto in se lascia scossi, tristi...fa riflettere...ma la descrizione apre nella mente un quadro perfetto...io credo di aver visto scena per scena ciò che è accaduto

e mi sono sentito te stessa

e mi sono vergognato d'essere uomo

tutti i più profondi complimenti

di cuore

smarty
giudil
Inviato: 28/10/2004 18:17  Aggiornato: 28/10/2004 18:17
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 16/7/2004
Da:
Inviati: 201
 Re: Notte di san Lorenzo
Un due-cartelle di pezzi di vetro.
Da ingoiare uno dopo l'altro, lentamente, sentendo forte il dolore.
Ragionandoci, chiedendomi se è successo proprio questo e proprio a me.
I particolari, senza risparmiare nulla: lo squallore, la superficialità, la volgarità, la violenza. Confrontando ciascuno con l'amore. Pesandoli. Su una strada. Con in fondo una luce. Non vera come una stella. Ma confortante come i banali "migliori sorrisi" della vita di tutti i giorni.
Brava.

Non so se ringraziarti per questo peso sullo stomaco.


A presto.
Giu
dilaghi
Inviato: 11/12/2004 18:27  Aggiornato: 11/12/2004 18:27
Quite a regular
Iscritto: 19/3/2004
Da:
Inviati: 105
 Re: Notte di san Lorenzo
Pian piano credo che mi leggerò tutti i racconti che hai postato su ozoz. Scrivi bene, in modo onesto e solo apparentemente dimesso. In realtà, quasi sottovoce, quello che scrivi arriva dritto allo stomaco. Rendi bene le sensazioni, gli stati d'animo che si provano in tutti i casi di incomunicabilità fra modi di essere distanti, quando la differenza fra la realtà e le aspettative diventa delusione.
Poi ho poco da aggiungere, quando un racconto è scritto così... non trovo niente da suggerire. Complimenti.
Andrea
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