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Letture Incrociate - Racconti : Canto gregoriano
Inviato da Autie76 il 12/4/2004 22:20:31 (1783 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Il cielo era appesantito da un calderone di nubi e il tepore primaverile guastato da un vento freddo che scendeva da monti, per la maggior parte, ancora innevati.
Mi apparve una piazza, la cui geometrica perfezione, contrastava con il senso d’afflizione che mi pervadeva.

Non riuscivo a scacciare alcune visioni della mia gioventù, alcune sensazioni fugaci di ricordi ormai incartapecoriti.
Mi strinsi nella giacca per cercare un misero tepore, che non avrebbe mai saputo darmi, così me l’aggiustai trattenendola con i pollici appena sotto al mento.
“ Il museo è aperto” recitava il cartello; finalmente l’avevo trovato, non prima d’essermi perso un paio di volte in quegli stretti vicoli, che s’assomigliavano un po’ tutti.
Entrai e subito sentii il freddo di quei luoghi penetrarmi nelle ossa.
E’ facile capire che intendo se solo siete stati, almeno una volta, in una di quelle vecchie cantine interrate col soffitto a botte e le mura spesse un metro, tipiche delle tenute medioevali.
Li vidi seduti dietro un vecchio tavolo in noce.
Mi chiese se volessi visitare le stanze, o almeno credo, visto che ne uscì un suono disarticolato e per certi versi incomprensibile.
Grazie al cielo la donna al suo fianco, una signora sui cinquanta vestita di una vecchia pelliccia lisa color terra umida, intervenne gentilmente togliendomi d’impaccio.
Si offrì di farmi da Cicerone.
Era minuta, arrivava all’incirca all’altezza delle mie spalle, “ Ho messo la pelliccia, sa? Fa un freddo terribile le mura sono spesse, mi sono presa un brutto raffreddore l’ultima volta, sa? Ah ma questa volta non me la fa, proprio no”, mi disse sorridendo.
Sentivo delle voci provenire, rimbombando, dalla scalinata che conduceva al piano superiore.
Le stanze al piano terra erano tristemente vuote, si affollarono in me un paio di sensazioni contrastanti.
Da una parte tristezza: mi dispiaceva che ci fosse così poca gente, sentivo l’entusiasmo che la mia guida metteva nel descrivermi gli stupendi arazzi di Bruxelles e i vecchi testi miniati da mani pazienti e i corredi sacri finemente cesellati e tante altre superbe meraviglie.
Ero solo e provavo compassione per lei così piccola e dolce, avvolta nella sua pelliccia: gentile orsetto senza seguito.
Dall’altra mi pervase un sottile senso d’inquietudine: sentivo il soffio dei secoli aleggiare sulle mie spalle, gli spifferi di tempi lontani evocavano dentro me scene terribili e i ritratti mi fissavano al contempo, li sentii penetrarmi e chiamare con mille voci, all’unisono.
Il rettangolo di luce imperfetto e obliquo che concludeva la scalinata mi permetteva di scorgere sul soffitto del piano superiore altre tele perfettamente allineate, intravidi figure che spiccavano diafane su uno sfondo nero tenebra.
Salii velocemente quei gradini lasciando interdetta la donnina, che si stava accaldando sull’importanza della precisione nella tessitura per ottenere arazzi tanto stupendi.
Giunsi in cima ansimante per lo sforzo e loro mi guardavano.
Erano scheletri eburnei: uguali e dissimili.
Alcuni indossavano elmi, altri mitrie, altri ancora reggevano attrezzi da lavoro, ma tutti stavano sogghignando, lo potrei giurare.
“ Cosa fa! Aspetti! non ha visto l’ostensorio d’oro” disse l’orsetto sbuffando.
E poi ancora: “ Non perda tempo con quelli, sono solo dipinti di poco pregio, venivano posti sulla sommità delle colonne della basilica nei giorni del triduo dei morti. Sa, servivano per impressionare i villici mentre il prete ricordava loro la sorte che attende tutti: il dotto e il semplice, il ricco e il povero l’onesto e il furfante. Ma mi ascolta? Ehi, parlo con lei!”




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Autore Albero
matemati
Inviato: 13/4/2004 10:14  Aggiornato: 13/4/2004 10:20
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Canto gregoriano
Bene, la descrizione della visita al convento è perfetta sotto tutti i punti di vista; l'atmosfera, gli oggetti, i personaggi, il freddo, l'inquietudine: tutto si percepisce profondamente.
Il finale non mi è stato chiaro subito (anche se la tecnica di spezzare nettamente la narrazione è efficace, riconosco), ho dovuto pensarci un po' e ancora non sono sicuro dell'interpretazione: la medium era già lì, il narratore è la stessa persona sepolta nel convento o no? Scusa la mia ottusità...
cristina
Inviato: 13/4/2004 20:58  Aggiornato: 13/4/2004 20:58
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 29/2/2004
Da: Giulianova (TE)
Inviati: 198
 Re: Canto gregoriano
Ma io non ho capito.........

Grazie a Mate ho scoperto che c'è la medium.... Cos'è, una scena alla "The Others"..? Allora meriterebbe una seconda lettura.....

Purtroppo inoltre non sono portata per le descrizioni troppo lunghe.... L'ipotassi è un pò dura da reggere fino in fondo, Autino...
Però le immagini che dài scaturiscono da belle idee.....
Autie76
Inviato: 14/4/2004 6:21  Aggiornato: 14/4/2004 6:21
L'iscritto più vecchio di OZoz
Iscritto: 18/8/2003
Da: Far West
Inviati: 600
 Re: Canto gregoriano
Mamma, non pensavo di aver scritto una cosa così complessa!
I casi sono 2: o va riletta o non si capisce proprio. eheh
A Mate ho già inviato in pm ragguagli.
Dico solo che può essere letto da tre diverse prospettive che ne modificano completamente il senso, vediamo se qualcuno saprà trovarle ( evidentemente Mate sarà il giudice visto che sa già la soluzione).
Per capirci le scene sono quattro in altrettanti luoghi diversi e la parte conclusiva si discosta per protagonisti e luogo dalle precedenti.
Si capisce che c'è una medium perché un personaggio afferma: " lo stato di trance la lascia spossata".
Grazie Cristina.
Ciao.
vasco
Inviato: 16/4/2004 8:52  Aggiornato: 16/4/2004 8:52
Just popping in
Iscritto: 6/4/2004
Da:
Inviati: 21
 Re: Canto gregoriano
Nel racconto è evidente un impegno psicologico che va al di là del semplice svolgimento narrativo.
Se non ho travisato le tue intenzioni, insisti molto sul senso di confusione e di incertezza associato a un ricordo che non può essere ricostruito con chiarezza.
Lo stato di trance, o di ipnosi, che viene rivelato alla fine, è annunciato dal racconto, in cui è prepotente il richiamo a una nebbiosità, che credo sia alla base della tua ispirazione.
Fai un uso appropriato di molte espressioni come <il soffio dei secoli>, che si inseriscono bene nel quadro del racconto, ma che sarebbero invece inutilizzabili in altri contesti.
Ho apprezzato particolarmente la scelta dei termini, nomi e aggettivi, ( nubi, scheggiate, disarticolato), e di immagini, come i monaci che reggono i lumi, che rimandano perfettamente al tema del nebuloso, dello sfuocato, che è la traccia migliore del racconto.
Autie76
Inviato: 16/4/2004 13:22  Aggiornato: 16/4/2004 13:22
L'iscritto più vecchio di OZoz
Iscritto: 18/8/2003
Da: Far West
Inviati: 600
 Re: Canto gregoriano
Grazie Vasco per l'analisi dettagliata.
Come ho già detto altre volte non mi piace parlare dei miei testi, ma in questo caso devo fare un pò di chiarezza.
E' vero che si può vedere il racconto da diverse prospettive, a seconda dell'interpretazione personale, ma credo non si sia capito il punto fondamentale.
Indizio 1: "Fu allora che la vidi e probabilmente quella vista mi aiutò a capire, finalmente", il protagonista vede una bara trasportata dai monaci.
Indizio 2: La scena finale ha come protagonista una giovane medium che sente la voce dell'io narrante raccontare gli avvenimenti che l'hanno visto protagonista, anche se, egli stesso, non riesce a capire bene cosa stia succedendo e se per caso non sia impazzito.
Indizio 3: L'io narrante vive l'incubo di essere preso per defunto nonostante la sua anima non riesca a staccarsi dal corpo senza vita, cioé è sepolto vivo per l'eternità, riuscite ad immaginare niente di più sconvolgente?

Scusate le precisazioni e la nebulosità del testo.
Un saluto.
criscia
Inviato: 16/4/2004 15:44  Aggiornato: 16/4/2004 15:44
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 1/1/2004
Da:
Inviati: 349
 Re: Canto gregoriano
ciao Autie,
ho trovato il racconto veramente ben scritto e suggestivo. Sei veramenta bravo nel riuscire a fare entrare il lettore nelle descrizioni dei luoghi, riesci a creare bene la situazione; come se ci fossi stata io in quel posto.
Ammetto che anche io ho trovato difficoltà nel capire tutti i passaggi. Per esempio, senza leggere il tuo commento, non avrei mai pensato all'indizio 3: non ho colto il fatto che fosse sepolto vivo.
ciao cri
Eagle
Inviato: 18/4/2004 20:27  Aggiornato: 18/4/2004 20:27
il pennuto di OZoz
Iscritto: 27/12/2003
Da:
Inviati: 977
 Re: Canto gregoriano
Non vorrei esserci io la'anche se non soffro di claustrofobia. Non faccio un commento vero e proprio adesso, perche' da un po'di tempo non leggo la storia e dovrei rileggerla per dare un commento piu'dettagliato. Ma ti dico solo questo, la tua tecnica si sta raffinando piano piano, ora su questo, ora su quel genere di argomento, bravo continua cosi', affina, affina.
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