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Evoè : Il raìs romanziere
Inviato da ozoz il 16/4/2003 11:12:11 (3980 letture) Notizie dallo stesso autore


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Evoè


Se Rumsfeld è un poeta, Saddam Hussein non è da meno. Secondo molti, vari indizi porterebbero infatti a credere che sia proprio lui l'autore del romanzo Zabibah wal-Malik (Zabiba e il re), apparso anonimo in Iraq nel 2000, e che prossimamente verrà pubblicato in Francia nella prima traduzione in una lingua occidentale.

Curiosamente, il romanzo ha avuto tra i suoi lettori più attenti nientemeno che la CIA. Pare infatti che dopo averne scovata una copia in una libreria londinese nel 2001, i Servizi americani l'abbiano analizzato a fondo per tre mesi, considerandolo una preziosa occasione di entrare nella testa del dittatore iracheno e carpirne i segreti più intimi. La loro conclusione è stata che, pur essendosi probabilmente avvalso di qualche ghost writer, nell'opera ci sia davvero lo zampino del raìs di Baghdad.
Di estremo interesse l'esegesi che la CIA ha fatto del testo, un malloppone sentimental-melodrammatico che racconta del tragico amore tra Zabiba, una bella ragazza di umili origini oppressa da un marito violento e crudele, e il re protagonista del romanzo. Secondo la critica letterario-spionistica degli esperti di Langley, c'è una chiave di lettura allegorica dell'opera: il re sarebbe ovviamente Saddam, Zabiba rappresenterebbe il popolo iracheno e dietro la figura del marito-persecutore ci sarebbero gli Stati Uniti.

Nel libro, il re ha una serie di caste conversazioni con l'amata Zabiba, a cui apre il suo cuore. In un passo, il re le chiede se secondo lei il popolo ha bisogno che il suo monarca emani leggi severe, e Zabiba risponde: "Sì, Sua Maestà, il popolo necessita di leggi severe per sentirsi protetto da tale severità."

A un certo punto Zabiba viene violentata dal marito e in una feroce battaglia che ne consegue entrambi muoiono. Il giorno in cui ciò avviene è il 17 gennaio, ovvero la data d'inizio dell'operazione Desert Storm. La metafora stupro-invasione americana è trasparente.
Un'altra curiosità: verso la fine del libro, il re cerca di introdurre riforme nel paese e crea un parlamento, per scoprire che i suoi membri sono corrotti e traditori. Il peggiore di tutti si chiama Chalabi, lo stesso nome di Ahmad Chalabi, il discusso uomo d'affari iracheno - uno dei leader dell'opposizione in esilio - a cui i falchi dell'amministrazione Bush vorrebbero affidare l'Iraq dopo la ormai imminente caduta del regime.
Il romanzo si conclude con la morte del re.

(Le fonti a cui ho attinto: 1, 2 e 3.)


di Jacopo De Michelis, curatore della collana Marsilio Black




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