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Letture Incrociate - Racconti : La Fabbrica / Il volantino
Inviato da giosp il 17/3/2004 18:53:02 (1968 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Mio marito fece giusto in tempo ad entrare in casa e a correre in bagno. Non ebbe neanche tempo di salutare. Vomitò dentro il water. Quel maledetto ascensore gli sconquassava lo stomaco.
"Non tirare l'acqua", gli gridai dalla cucina, dove erano già pronti due bei pezzi di pan bagnato. "Aspetta che prima faccio la pipì. È meglio risparmiare anche sull'acqua, anche se costa poco"
Corsi in bagno, abbassai la gonna, mi sedetti e lasciai che il liquido scendesse nella tazza. Paolo prese il bicchiere di plastica che avevamo vicino al lavandino, lo riempì con dell'acqua corrente e si sciacquò la bocca.

"Ciao amore, come va?", e mi baciò sulla bocca con un alito che purtroppo sapeva ancora da vomito. Anche quel giorno.
"Io? Come vuoi che vada? Aspetto ancora la risposta della Fabbrica. Oggi non abbiamo ricevuto telefonate"
"E per fortuna che non ci costa niente ricevere le telefonate. Paghiamo solo quando telefoniamo, è la Fabbrica che paga il canone"
"Per fortuna"
"Eh, già, per fortuna"
L'ascensore, anche quello era fornito dalla Fabbrica. Più che un ascensore, sembrava un reattore termonucleare, a giudicare dalla velocità con cui saliva i molteplici piani del nostro condominio.
"Dio che male che mi fa quel maledetto ascensore. Sto cominciando a pensare che i diciotto piani me li farò a piedi, la prossima volta"
"Vedrai che ti abituerai anche all'ascensore", cercai di confortarlo accarezzandogli una spalla.
L'ascensore era una cabina parecchio grande. Ci stavano dentro venti persone adulte alla volta. Venti persone che, alle 19 e qualche minuto, dopo quattordici ore di lavoro, dovevano tornare ai loro appartamenti sparsi in venti piani.
Paolo si toccò la fronte. I capelli neri erano sporchi, la faccia era parecchio dimessa e provata, il corpo alto e magro già di suo sembrava che potesse crollare da un momento all'altro. Con la tuta blu della Fabbrica tornò nel corridoio, andò verso la porta d'entrata e sollevò dal pavimento un paio di fogli, che mi consegnò delicatamente fra le mani.
"Cosa sono?"
"Ah, le solite pubblicità. Come se non si sapesse che chi abita qui non potrà mai comprare nulla di ciò che scrivono in questi fogli"
"Beh, amore, sono buone per il fuoco. Meglio tenerle, non si sa mai"
Posai i due volantini sopra al davanzale. Attraverso dei fragili vetri si vedeva quell'immensa macchia di cemento: la F.A.G., detta la Fabbrica. Era a loro che dovevamo il fatto di avere un tetto sopra la nostra testa per quando pioveva. Se io stavo prendendo due piatti contenenti del pane vecchio lo dovevamo a loro. E se la notte la passavamo sopra a delle assi di legno coperte da un lenzuolo e non in delle panchine o in qualche marciapiede, era solo grazie alla Fabbrica.
Presi con cura un piatto dal tavolino e lo passai a mio marito, che intanto si era già seduto sulle assi. Avevo una paura matta di rompere quei piatti: erano gli unici due che ci erano rimasti, gli altri li avevamo dovuti vendere per pagare alcuni debiti. Mi dispiaceva soprattutto per quel servizio che ci avevano regalato al matrimonio. Ma finalmente Paolo aveva trovato un lavoro. Avremmo rispariato qualcosa e avremmo potuto ricomprare altre cose, prima o poi. Questo grazie alla Fabbrica, che pagava con un appartamento composto da cucina e cesso e con 100 lamde al mese il duro lavoro del mio consorte. E ci dava anche la corrente elettrica e una certa quantità di gas, mentre l'acqua corrente, il cibo e tutto il resto ce lo dovevamo pagare da soli con le 100 lamde.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
matemati
Inviato: 18/3/2004 1:37  Aggiornato: 18/3/2004 1:37
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: La Fabbrica / Il volantino
Mamma mia, Giosp! Se volevi rendere al massimo la miseria e lo squallore di una società che, ahimé, potrebbe anche seguire la nostra, ci sei riuscito bene.
Complimenti per la fantasia nella scelta dei numerosi particolari tristi (la matita che sostituisce la sigaretta, le scarpe col tacco conservate, il ritrovamento dei vecchi dischi, etc.) fino a quello estremamente angosciante del finale.
Questa storia mi ha preso tantissimo, all'attenzione e allo stomaco. Non avrei critiche da fare, salvo un dubbio sulla parola "benabbiente" (esiste?), e una curiosità sul termine "lamde" (c'è un motivo per cui l'hai scelto, o ti è venuto così?)
Cmq, bravissimo!
Principe
Inviato: 18/3/2004 9:17  Aggiornato: 18/3/2004 9:17
Just can't stay away
Iscritto: 14/11/2003
Da: La Svizzera Verde
Inviati: 305
 Re: La Fabbrica / Il volantino
...descrivi, direi magistralmente, una società ormai privata della sua dignita, squallida e ormai totalmente disillusa...
,,,un mondo parellelo?..un mondo a parte però... il volto della miseria più scabroso... perchè non è la miseria del barbone che è rifiutato dalla società e viene emarginato...no... è la miseria di spirito di chi cerca disperatamente di tendere la mano alla vita... di chi continua a cadere e continuamente si rialza... ma mi chiedo se per un mondo così valga la pena lottare...

è bellissimo come riesci a portare il lettore in una realtà che potrebbe essere un ritorno all'era industriale del '600...

straziante il fatto dei bambini, forse anche troppo ma è un modo di denunciare quello che succede normalmente in una favela di Rio o per le vie Thajlandesi, etc etc...

mi piacerebbe "vedere" l'altro volto della società che descrivi... consiglio: un parallelismo tra l'uomo della fabbrica e la sua triste lotta per la sopravvivenza e l'uomo che possiede la fabbrica e si culla senza pudore nel lusso...
riana
Inviato: 18/3/2004 15:17  Aggiornato: 18/3/2004 15:17
Just can't stay away
Iscritto: 26/1/2004
Da:
Inviati: 491
 Re: La Fabbrica / Il volantino
Mamma mia! Speriamo sia stato solo un incubo!
E' tutto così crudo, violento, squallido e....purtroppo reale.
Famiglie così ce ne saranno... gente povera, immigrata dal suo paese martoriato dalla guerra.
Ci sono tutti i vizi e le cattiverie degli uomini nelle parole dell'autore.
Una carrellata di immagini scorrono davanti a chi legge, è coraggioso esprimere così tanta rabbia e impotenza per le brutture della vita, per quante cose ingiuste accadano nella società a cui apparteniamo, perchè anche se, siamo privilegiati ,non ci manca niente e godiamo di una certa tranquillità, attorno a noi c'è tanto orrore del quale non possiamo far finta di niente, di non vederlo. Purtroppo lo scrittore a volte, deve usare la sua professione e la sua arte per mettere in luce anche questi aspetti della vita, ha il duro compito di farsi testimone anche di cio' che succede nei bassifondi delle città.
goldbergVa
Inviato: 18/3/2004 17:52  Aggiornato: 18/3/2004 17:52
Not too shy to talk
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 59
 Re: La Fabbrica / Il volantino
Devo purtroppo discostarmi dai pareri entusiastici dei precedenti commentatori. La storia sta in bilico tra il drammatico (giusta collocazione di una storia simile) ed il patetico all’inizio. Ma è un equilibrio precario, evidentemente, perchè il funambolo della storia cade ben presto dal filo. E lo schianto è di quelli che non lascia scampo. Uscendo dalla metafora: hai usato una quantità di immagini tragiche che sfiora il parossismo, ed ha il solo effetto di far sembrare il tutto una caricatura. Ora, se questo era il tuo scopo, ti porgo i miei complimenti. Ma se non era questo, secondo me, hai sbagliato completamente l’impostazione. Il finale poi è svenevolmente (ed inutilmente) caricato: all’ultima riga ero saturo di scene tanto inverosimili (e non tirate fuori la storia che succedono veramente, che, seppur vera, non giustifica una impostazione tanto pesante) quanto gratuite, senza scopo. Non prendertela, anzi, accetto ben volentieri critiche alla mia lettura del tuo racconto, ma proprio non tollero patetismi gratuiti e ho espresso quella che è, in ogni caso, solamente una mia opinione.
giosp
Inviato: 18/3/2004 21:26  Aggiornato: 18/3/2004 21:26
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: La Fabbrica / Il volantino
Intanto grazie a tutti coloro che hanno scritto, e mi raccomando, continuate a commentare.

Mate, "benabbiente"... mi fai sorgere il dubbio. Io sono sicuro di averlo già sentito, xò nel vocabolario non c'è e il Word mi dice che questa parola non esiste (ma vatti a fidare dello zio Bill). In quanto a "lamda", mi ispirava, è pura invenzione, nessuna motivazione. Mi è venuta in mente la funzione Lagrangiana, ƒ(λ,x,y), solo che non mi ricordavo esattamente il nome di quella lettera greca e allora ci ho messo quella parola che almeno ci assomiglia.

Principe, probabilmente questo brano farà parte di un progetto + grande, forse un romanzo, in cui sicuramente ci saranno descrizioni sull'altro volto: la parte benestante i zio Paperone di quella società. Il padrone della Fabbrica, x esempio, ci sarà di sicuro.

Se quello che avete scritto è vero, cioè che vi ha preso allo stomaco, beh, mi fa piacere. Così vuol dire che qualcosa l'ho imbroccato...

Ditemi qualcosa sul doppio titolo.
fernet
Inviato: 19/3/2004 13:33  Aggiornato: 19/3/2004 13:33
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 18/12/2003
Da: Milano
Inviati: 311
 Re: La Fabbrica / Il volantino
... eccheccaspita!! non ho potuto fare a meno di strappare il tuo racconto appena finito di leggerlo. Non parlo di qualità letterarie (che ci sono in abbondanza): amo moltissimo i racconti "fanta-sociologici", dove si immaginano ipotesi dettagliate di mondi futuri, ma il mondo della fabbrica mi pare troppo troppo cattivo con i bambini per poter avere qualche chance di verosimiglianza. Gli altri "pezzi" delo scenario ci stanno e sono pure interessanti, ma la vendita di bambini usati e di bambini violati mi sembra troppo .. saranno tabù, saranno miei limiti mentali, ma mi leva il piacere della lettura ... scusami
matemati
Inviato: 19/3/2004 19:28  Aggiornato: 19/3/2004 19:28
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: La Fabbrica / Il volantino
Anch'io esprimo solo una mia opinione: non so cosa avesse in mente Giosp, ma io non l'ho interpretata come una storia mirata a commuovere. Io personalmente non mi sono commosso, mi sono schifato e incavolato per come può essere impostata una società che forse è esistita nel passato o magari esisterà nel futuro. Quindi non chiamerei "svenevolezze" o "patetismi gratuiti" certi particolari, semmai esagerazioni finalizzate all'indignazione.
Posso sbagliare, ma io l'ho capita così.
Lu^^
Inviato: 19/3/2004 20:07  Aggiornato: 19/3/2004 20:07
Just can't stay away
Iscritto: 17/8/2003
Da:
Inviati: 402
 Re: La Fabbrica / Il volantino
Come ho detto anche prima sei risultato veramente realista e crudo nella descrizione della situazione che hai narrato! E' stupendo come tu ti sia calato bene nella parte, questa volta ci stai proprio dentro al racconto!
Personalmente, essendo donna, avrei messo tante di quelle emozioni da parte di lei! Ma però, quando la situazione è critica si smette di pensare a come si sta e si ringrazia per quello che si ha, pensando a come sopravvivere. Hai ragione, troppe emozioni sarebbero state poco credibili.
Mi ricordi gli autori del 2 dopoguerra! praticamente scrivevano solo della difficile vita dovuta alla ripresa economica.
Sei migliorato, mon cher
criscia
Inviato: 20/3/2004 10:50  Aggiornato: 20/3/2004 10:50
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 1/1/2004
Da:
Inviati: 349
 Re: La Fabbrica / Il volantino
E' un racconto strano giosp. Io credo che tu non abbia voluto creare niente di vero, niente che avvicinasse il lettore ad una ipotetica morale, anche se fra le righe il disagio di questa società emerge in modo chiaro a definito.
devo ammettere che non mi è dispiaciuto, anche perché alla fine i bambini violati mi hanno fatto sentire un nodo in gola; cosa importantissima quando si legge.
E' solo che l'idea potresti svilupparla meglio; effettivamente ci sono delle esagerazioni troppo marcate. Potresti ampliare il racconto secondo me e forse le esagerazioni si leggerebbero con ottica diversa. Sembra come un racconto "sopra le righe", la follia pura che imperversa, ma sembra una follia pura solo alla fine perché in realtà il resto potrebbe essere una situazione qualunque di qualche famiglia nel dopoguerra. Insomma troppo stacco fra il racconto e il finale secondo me.
ciao giosp
AccaLarentia
Inviato: 20/3/2004 16:10  Aggiornato: 20/3/2004 16:10
Just can't stay away
Iscritto: 14/1/2004
Da: Perugia
Inviati: 322
 Re: La Fabbrica / Il volantino
FFFFFFFFFFFFIIIIIIIIIIIIIUUUUUUUUUUU!!!!!!!!!!!!!

Eh caro giosp, c'è voluto un pò di tempo, ma alla fine... ce l'ho fatta a terminare la lettura.

Il mio commento non si discosta di molto da quelli che mi hanno preceduto, anzi è una sorta di collage di pensieri estrapolati da essi.
Una nota personale: quanto pessimismo! E' vero che viviamo in una società in cui le situazioni da te descritte possono essere una tragica realtà, tuttavia io avrei impostato la narrazione in maniera più "soft", smussando alcuni tra i passaggi più crudi. Non sono assolutamente d'accordo con chi ha scritto che si avverte un tono al limite del patetico, io preferisco chiamare certe espressioni forti che hai usato un accentualismo un tantino esagerato.

In conclusione il tuo racconto mi è globalmente piaciuto, anche se ti suggerirei di lavorarci ancora un pò per rifinire alcuni passaggi, realizzando così un lavoro davveroben fatto.
Ciao.
Eagle
Inviato: 20/3/2004 16:50  Aggiornato: 20/3/2004 16:50
il pennuto di OZoz
Iscritto: 27/12/2003
Da:
Inviati: 977
 Re: La Fabbrica / Il volantino
Giospirit.. sono allibito e sai perche´? Innanzitutto le condizioni in cui vivono i due coniugi..brrrr.. fortuna che tengo una villa in Cinque Terre.. poi scusa, il racconto e´per caso ambientato in Giospland? Preparati per una bella bachettata, anche se la triste storia e´ambientata in un universo paralello, ci sono delle incongruenze, tipo il dover risparmiare l´acqua del cesso e il bacio di Paolo dopo aver.. ok per l´essere messi male a miseria, ma trovo la situazione gia´estrema e disgustosa. Altra cosa che non quadra sta nei cadaveri dei bambini messi li da parecchie settimane come si trattassero´ di foglie secche.. non credo che in una societa´cosi malmessa una fabbrica possa aver vita e avere un volto di democrazia. Poi, non credo ancora, che in una societa´dove il commercio degli umani e´legalizzato, occorrano le vetrine. Mi e´arrivata una grande deduzione, saranno questi gli effetti futuri da una voluta a tutti i costi con la violenza, globalizzazione americana? Venendo alla trama, anche se con tali particolari inverosimili, la trovo gradevole e precisa.
fabrizio
Inviato: 21/3/2004 17:49  Aggiornato: 21/3/2004 17:49
Home away from home
Iscritto: 23/10/2003
Da: tolentino (mc)
Inviati: 1095
 Re: La Fabbrica / Il volantino
scrivo il commento senza leggere gli altri, cosa che farò dopo.
molto buono soprattutto per lo sforzo, non facile, di calarsi nei panni di una donna: ci sei riuscito molto bene, e questo è notevole. mi è piaciuta molto la descrizione particolareggiata di quello che è un incubo per tutta la middle class occidentale.
solo alcuni dettagli:
- all'inizio parli di una telefonata che doveva arrivare dalla fabbrica senza specificare di cosa si tratti. sono arrivato alla fine con questa curiosità.
- quando la donna in pelliccia la guarda ripeti due volte occhi, cambia la frase.
-all'inizio lei specifica che è la fabbrica a pagare il canone, come dopo quando viene ricordato che avevano venduto la macchina. basterebbe, nel primo caso, eliminare quel "paghiamo solo quando telefoniamo" e lasciare "per fortuna che..."; il resto è superfluo e fa capire che vuoi dare spiegazioni. così per la macchina, sarebbe meglio un qualcosa del tipo" eh... se non avessimo dovuto venderla".
- poi alla fine, hai dimenticato di inserire qualcosa sui bambini usati per "donare" gli organi ai figli dei ricchi: vuoi che in un mondo del genere non sia un'esigenza primaria da soddisfare? potrebbero essere "bambini donatori", quelli sopravvissuti magari senza un occhio, una mano, un rene, ecc.io lavorerei un po' su questo apetto.
in definitiva, comunque, mi è piaciuto parecchio.
giosp
Inviato: 22/3/2004 11:48  Aggiornato: 22/3/2004 11:48
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: La Fabbrica / Il volantino
Sul realismo, specifico che si può scrivere anche cose che non sono reali o che hanno un piccolo velo di realtà ma poi rasentano il paradosso.

Mate, infatti non è destinata a far commuovere, interpreti bene la non-volontà mia.

Fabrizio, sulla telefonata hai ragione, sarà spiegata nella versione maxi della storia (che x ragioni di non-auto-distruzione non posterò in OZoz), come pure hai ragione sugli occhi (particolare che mi era sfuggito) e sul canone del telefono.
La macchina, invece, sei sicuro che l'abbiano venduta? Xché non ho scritto niente su una macchina.
Buona anche l'idea dei bambini donatori, ne terrò conto, grazie.
E sono contento che ti sia piaciuto questo racconto.
fabrizio
Inviato: 22/3/2004 12:14  Aggiornato: 22/3/2004 12:14
Home away from home
Iscritto: 23/10/2003
Da: tolentino (mc)
Inviati: 1095
 Re: giosp
pag. 3: vuoi proprio mettere i tacchi alti?... ti ricordo che la macchina abbiamo dovuto venderla
giosp
Inviato: 22/3/2004 13:20  Aggiornato: 22/3/2004 13:20
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: giosp
Che ebete...

Giusto x dimostrare se mai ce ne fosse bisogno che faccio acqua da tutte le parti, non ricordo neanche quello che ho scritto, letto e riletto... sono un fenomeno!

Scusa Nello.
Shelly
Inviato: 30/3/2004 0:41  Aggiornato: 30/3/2004 0:41
Home away from home
Iscritto: 3/1/2004
Da: ancona
Inviati: 1618
 Re: giosp
Ciao giospy.
Perchè non l' hai un pochino allungata la storia? Secondo me era un buon punto di partenza che andava più sviluppato.
Comunque mi è piaciuta soprattutto la tua ironia, che però devi cercare di ottimizzare ancora un pochino: ogni tanto te la scordi per strada e te la ripeschi riportando l' attenzione sul fatto che è la fabbrica che fa vivere questa coppietta...io cercherei di condurre più sottilmente il lettore perchè così il punto in cui vuoi arrivare è già ben chiaro così come è intuibile il tuo giudizio all' interno del racconto.
Comunque ti stai proprio mettendo sotto! Continua così che migliori!
Shellonza.
Shoen
Inviato: 19/7/2004 19:10  Aggiornato: 19/7/2004 19:10
La principessa dei Saiyan
Iscritto: 2/11/2003
Da: Prateria australiana
Inviati: 3529
 Re: La Fabbrica / Il volantino
Ho visto citato questo racconto tra i commenti di Postbellika, e come potevo tirarmi indietro?

Tengo presente che comunque si tratta di un'opera arretrata, e che quindi so, avendo letto Postbellika, che nel frattempo lo stile morfogrammosintattico si è evoluto. Tralascio quindi eventuali errori tecnici e passo al contenuto...
Secondo me ti sei calato bene nei panni di una donna, cosa che per un uomo credo non sia facile. A proposito... Un tacco di 13 centimetri??? Che donna masochista...
Secondo me è un buon racconto, ma credo che tu ti sia spinto troppo oltre. Hai superato una linea di demarcazione che divide la fantascienza disperata da quella esasperata, e questo racconto è un crescendo. E' come quando fai la carbonara: l'uovo deve stare in padella quel minimo che serve a diventare cremoso, ma se non lo togli dal fuoco in tempo diventa frittata!

...ho appena riletto la mia metafora... quanto sono deficiente...

Comunque... In linea di massima i tuoi racconti me gustano parecchio, quindi andrò a dare un'occhiata anche agli altri. Chissà che tra qualche anno tu non sia diventato un nuovo Orwell! Alla prossima!
senza
Inviato: 18/8/2004 18:38  Aggiornato: 18/8/2004 18:38
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: La Fabbrica / Il volantino
terribile come storia, assolutamente poco verosimile e portata all'assurdo, eppure da qualche parte si vendono anche i figli, o lameno così ho già letto in alcuni libri... hai osato su un tema deprimente e pesante, anche se scorgo una punta d'ironia appunto per certi eccessi nella descrizione della povertà di questa coppia. ma del resto tutta la città sembra degradata improvvisamente e non se ne conosce il motivo. ammetto che le prime righe mi avevano fatta anche sorridere e pensavo più ad un alcolista che ad un uomo che resta chiuso con 20 persone sudate in un ascensore. la figura della Fabbrica sembra quasi una divinità a cui la coppia è grata e devota, con una mentalità forse un po' retrograda ma non per questo sbagliata. mi ha colpita la figura del finto cieco, sopratutto se cè gente che ci crede.
scrivi bene e sembrerebbe con spontaneità, ora andrò a cena.
mauraga
Inviato: 18/8/2004 20:16  Aggiornato: 18/8/2004 20:16
Home away from home
Iscritto: 26/1/2004
Da: Sicilia/Lombardia
Inviati: 1001
 Re: La Fabbrica / Il volantino
Bello davvero.
A volte calchi troppo la mano su certi particolari, ma sicuramente è scritto molto bene.
Bella la trovata delle "lambde".
A mio avviso dovresti svilupparlo, costruire qualcosa di più articolato...approfondire la descrizione della realtà circostante, della Fabbrica...
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