logo
 
OzBlogOz

Pubblicizza un corso o un concorso Vuoi pubblicizzare un corso di scrittura o di editoria o un concorso letterario su OZoz.it? Clicca qui!

Concorsi Letterari

Writers' Rooms



Pagina (1) 2 3 »
Evoè : Una storia dimenticata
Inviato da AccaLarentia il 28/3/2004 23:26:31 (3523 letture) Notizie dallo stesso autore


newsletter
Evoè

Umbria, cuore verde d’Italia: una terra di santi e di eroi, di poeti e di guerrieri, di nobili e plebei. Qui la millenaria vegetazione ha conosciuto lo splendore della civiltà etrusca, ha visto l’esercito di Annibale uscire vittorioso pur conoscendo la morte nelle acque traditrici del lago Trasimeno, ha ispirato le opere caritatevoli di San Francesco, S. Rita, S. Chiara, ha dato i natali ad illustri personaggi come il Perugino, Bernardino di Betto (il Pinturicchio), Jacopone da Todi, Erasmo da Narni (il Gattamelata) e tanti altri ancora. Questo suolo glorioso è stato sempre, nel corso della storia, bagnato dal sangue degli eserciti che s’affrontavano per il suo possesso, e innumerevoli sono gli erranti rimasti abbagliati dalla bellezza dei suoi paesaggi.

Sorgono tra queste valli rigogliose, sparsi come funghi in un bosco, decine e decine d’antichi castelli medievali, che all’epoca florida dei grandi comuni ogni sperduto borgo eresse per meglio difendersi dalle truppe che al passaggio l’assaltavano; mura solide che parlano latino, bizantino, e persino idiomi goti e longobardi. Al loro interno le popolazioni praticavano originariamente una economia rigidamente autarchica, volta cioè al semplice soddisfacimento dei propri personali bisogni, e solo con l’annessione dell’intero territorio allo Stato Pontificio i vari paesi iniziarono ad interagire fra loro attraverso i primi scambi commerciali, fermo restando il tributo che ogni contrada doveva periodicamente versare al signore di turno (laico o ecclesiastico che fosse) a riconoscimento della sua sovranità.
Con simili premesse, si potrebbero già narrare centinaia di aneddoti e di vicende che si sono alternate in questi luoghi nel corso dei secoli, attraversando le gesta degli umili e dei potenti che vissero l’intera esistenza legati a codesti poderosi manieri. Ed è proprio di uno di essi che vorremmo parlarvi in questo nostro immaginario viaggio a cavallo degli anni, un castello che sorge a pochi chilometri da Perugia e che domina ormai da secoli dall’alto della sua collina sulle campagne che giacciono come addormentate ai suoi piedi: Ripa.
Questo piccola frazione (non conta più di 1000 abitanti) è oggi parte integrante della Dodicesima Circoscrizione del comune di Perugia, assieme a Civitella d’Arno, Lidarno, Pianello, Pilonico Paterno e Sant’Egidio. Un’area, questa, abitata sin dagli albori: la contemporanea vicinanza dei fiumi Tevere e Chiascio ha probabilmente favorito l’arrivo dei primi coloni, al punto che attraverso i vari ritrovamenti sono state scoperte tracce che confermano una presenza umana nella zona sin dall’era preistorica. Nelle epoche successive l’agglomerato crebbe via via di numero, grazie anche alla morfologia del territorio che ne favoriva un’efficace difesa, fino a che non fu eretta la cittadina di Arna (oggi Civitella d’Arno) che venne in seguito utilizzata dagli etruschi come avamposto militare e che poi, con l’avvento di Roma, fu conquistata e promossa, attorno al 90 A.C., a Municipium romano, raggiungendo in tal modo l’apice del suo fulgore. Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, il territorio decadde a causa degli incontrollati saccheggi cui fu incessantemente sottoposto dalle orde Gote e Longobarde, trasformandosi in teatro di cruenti scontri fra i bizantini di Perugia e il Ducato longobardo di Spoleto. Alla scomparsa della potenza barbara Perugia, grazie soprattutto alle donazioni di terreno fatte dai privati agli enti religiosi, inglobò lentamente l’intero territorio Arnate che a quel punto comprendeva, oltre Civitella d’Arno, anche le contrade di S’Egidio di Colle, Castel d’Arno, Pilonico Paterno e Ripa, quest’ultima divisa a sua volta in due comunità più piccole, Villa Plebis (nella zona dell’antica chiesetta della Pieve di Santa Maria Assunta) e Villa Sancti Miliani (successivamente evolutosi in Sant’Emiliano). Nel 1266, per proteggere la popolazione dalle scorrerie di briganti e soldati, il comune di Perugia promulgò un editto in cui ordinava l’innalzamento e la fortificazione delle mura di cinta attorno all’insediamento che già dall’inizio del millennio scrutava dall’alto le campagne della futura Ripa. Dapprima eretto a scopi esclusivamente militari, grazie alla sua favorevole posizione strategica che permetteva ai perugini di ben controllare la piana assisana, questo castello (la cui caratteristica forma circolare e l’ampia viabilità interna lo rendono quasi unico nel suo genere) assistette alle imprese del controverso condottiero Braccio Fortebraccio da Montone che, dopo averlo espugnato, lo trasformò in base di partenza verso la città di Perugia, da lui sconfitta in seguito nell’epica battaglia di Ripa o Sant’Egidio in cui 300 valorosi uomini trovarono la morte e 4000 furono presi prigionieri.




newslettertwittercalendarioforumpubblicità
Pagina (1) 2 3 »
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Eagle
Inviato: 30/3/2004 13:55  Aggiornato: 30/3/2004 13:55
il pennuto di OZoz
Iscritto: 27/12/2003
Da:
Inviati: 977
 Re: Una storia dimenticata
La storia di Cinicchia?
Vai Ka, sono/siamo davvero curiosi di leggere il continuo, ci hai messo tanta passione, avanza..
La descrizione dell'Umbria, dei suoi paesaggi, della storia, della gente, e' bellissima e molto reale "anche se io in Umbria non ci sono mai stato" ma credo che sia cosi'.
Ka, questa narrazione saggistica cultural/geografico storica va benissimo per un concorso del tipo "descrivi la tua citta', regione. Non dico altro, come sempre in attesa e alla fine ti lasciero' un commento degno della portata della storia.
AccaLarentia
Inviato: 30/3/2004 21:47  Aggiornato: 30/3/2004 21:47
Just can't stay away
Iscritto: 14/1/2004
Da: Perugia
Inviati: 322
 Re: Una storia dimenticata XEagle
Dal "Dizionario universale dei miti e delle leggende", di Anthony S. Mercatante:

Ka = "doppio, nella mitologia egiziana, il doppio o personalità astratta di un indivduo. Il Ka poteva muoversi liberamente e unirsi o staccarsi dal corpo a piacimento(...)".

Bèh caro Eagle, direi un "vezzeggiativo" quanto mai indovinato!

Per quanto riguarda lo scritto che hai commentato, non è il seguito di "Ciò che videro i miei occhi" (anche se in effetti si parla dello stesso castello in entrambi), bensì un articolo che avevo pubblicato su un quindicinale e che Daniela mi ha concesso di pubblicare anche nel nostro beneamato sito. Purtroppo di fittizio c'è ben poco...


(Una conferma di quanto detto potrai averla se dai un'occhiata alla sezione in cui è inserito l'articolo: Evoè")...

Ciao!!!
Shelly
Inviato: 2/4/2004 12:25  Aggiornato: 2/4/2004 12:25
Home away from home
Iscritto: 3/1/2004
Da: ancona
Inviati: 1618
 Re: Una storia dimenticata XEagle
acca...vuoi fare concorenza al turing club?eheheh...
Comunque mi sa che sono molto belli i posti di cui parli, oltretutto li sai descrivere abilmente e si nota che sei molto legato a loro.
Che dire, faremo una scampagnata...eheheh!
Ciao Shelly.
Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Newsletter

Se vuoi ricevere la segnalazione di 1.000 bandi di concorsi letterari l'anno, iscriviti alle nostre newsletter Corsi&Concorsi!


Novità
  O  I  S 
Iscritti1655212
Oggi · Ieri · Settimana

Utenti Online 53 utente(i) online (10 utente(i) in Notizie)

Iscritti: 0
Utenti anonimi: 53

Altro...

Membri Membri:
Oggi: 16
Ieri: 92
Totale: 5473
Ultimi: AbeKoehler

Utenti Online:
Ospiti : 53
Membri : 0
Totale: 53
Lista Utenti [Popup]

Link sponsorizzati

© 1999-2017 OZoz.it