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Letture Incrociate - Racconti : Ciclisti
Inviato da giosp il 27/2/2004 17:32:41 (2297 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

I
"Hai visto, mamma, senza mani"
"Stai attento, Stefano"
"Ma no, mamma"
"Così cadi"
"Senza mani e senza piedi"
La ruota anteriore del triciclo si piegò bruscamente a destra e quella macchietta rossa con ruote, manopole e pedali gialli si roveciò. Il povero Stefano battè con il fianco sul pavimento bianco e nero della casa vecchia. Urlò e cominciò a piangere a dirotto. La mamma Rosy corse e lo prese in braccio sollevandolo da sotto le ascelle. Le carezzava la chiappa destra.

"Ma no, Stefano, non è successo niente. Adesso facciamo un massaggino e ti passa tutto". Da brava e premurosa mamma.
Il terapeutico massaggino aveva avuto il suo effetto: il piccolo Stefano ora stava bene. Corse verso il corridoio, vicino al suo triciclo di plastica. Si chinò e sbattè qualche volta il palmo della mano sulla ceramica: "Cattivo, pavimento, cattivo!"
Rosy non potè che sorridere. "Sempre colpa degli altri, non sei tu quello che andava senza mani e senza piedi, vero?", domandò all'ipotetico Stefano che la ascoltava dentro sé stessa.
Anche il pavimento le aveva prese, quella mattina. Stefano, soddisfatto di essersi vendicato, rimise in equilibrio il regalo più bello che il papà gli aveva fatto, si rituffò in sella e cominciò a pigiare su quei pedali. Con le mani e i piedi fermamente saldi nei loro rispettivi posti. Per quel giorno i voli erano bastati. Adesso si pedalava sicuri.
Fino a che il lego che c'era sul linoleum della sua camera da letto non lo fece alzare e non lo incoraggiò a cominciare un altro gioco. Abbandonò il triciclo e fece una superba costruzione di una casa colorata, fino a che, due minuti dopo, il babbo tornò, si lavò le mani, le lavò al piccolo e andarono tutti e tre a mangiare.

II
Una golf nera modello Pink Floyd spuntò rombante dallo scivolo dei garage. Aveva gli abbaglianti accesi e la luce finì dentro ad uno degli appartamenti del condominio di fronte, uno con la saracinesca alzata.
"Vai a cagare", pensò l'uomo che stava facendo colazione dentro a quell'appartamento. Ogni mattina, dal lunedì al venerdì, alle ore 5 e 16 minuti, lui versava il contenuto liquido della moka dentro una tazzina sopra il tavolo, mentre una luce entrava in quella stanza e andava a riflettere sullo schermo di una vecchia TV, impedendogli per un secondo di guardare la scena che reti private poco raccomandabili mandavano in onda.
L'uomo guardò fuori, attraverso la porta a vetri che dava sul terrazzo. Stefano, il ragazzo della golf, spense gli abbaglianti, attivò i normali fari e sparì dalla vista del caffeinomane che lo aveva mandato a fare i suoi bisogni poco prima. Non sentì, naturalmente, che, alitando sul vetro, l'uomo aveva detto "Sempre il solito cretino" e si riferiva proprio a lui.
Il televisore mandava in onda dei corpi di donne, assolutamente nude fino alle ginocchia. Indossavano solo degli stivali neri, molto alti, con un tacco a spillo alto anch'esso. Erano veramente provocanti: una leccava la sella di una mountain bike come se fosse l'organo maschile, mentre con la mano che non era impegnata a tenere su la bici si palpava con foga le tette. L'altra donna era seduta su una bici da corsa. Il boschetto nero, molto rado, catturò l'attenzione dell'uomo che stava sorseggiando il caffè caldo.
Sul teleschermo il messaggio era quello di telefonare a svariati numeri per sfruttare le linee calde di queste prostitute appassionate di bici. E in cima c'era il recapito telematico per ammirare meglio le forme: www.ciclisteinfoiate.com.
Poggiò la tazzina dentro al lavello e andò in bagno a lavarsi la faccia e i denti.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
matemati
Inviato: 27/2/2004 20:01  Aggiornato: 27/2/2004 20:01
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Ciclisti
Dunque, Giosp. Scusa ma questa storia nell'insieme non mi torna.
Intendiamoci, le puntate prese singolarmente sono gradevoli, vivaci e rappresentate efficacemente; bello anche questo insistere sui colori.
Credo di aver capito il senso, come si può cambiare nella vita, in questo caso da ciclista entusiasta a omicida di ciclisti. Ma l'evoluzione di questo cambiamento non è chiara. Non mi sembra che a Stefano sia successo niente di così traumatico da fargli odiare i ciclisti alla fine. Non ho visto nessun segnale premonitore, nessun indizio di follia incombente che l'avrebbe portato al gesto finale.
Insomma, anche a me danno fastidio i ciclisti quando li trovo ammassati sulla strada, ma non li investo: x fare una cosa del genere, Stefano dovrebbe avere, secondo me, qualche turba mentale che non traspare in nessuno degli altri episodi.
Il fatto che la storia proceda continuamente avanti e indietro nel tempo non aiuta a chiarire la trasformazione di Stefano.
io ti suggerirei di ridisporre gli episodi e inserirci qualche elemento più forte di disagio.
Lu^^
Inviato: 27/2/2004 20:17  Aggiornato: 27/2/2004 20:17
Just can't stay away
Iscritto: 17/8/2003
Da:
Inviati: 402
 Re: Ciclisti
Giosp! Come ti ho detto prima potevi farlo più lungo tanto che c'eri! Avevi intenzione di scrivere un libro???
Cmq ho notato che sei migliorato tanto nella descrizione dei personaggi, nella dinamica delle situazioni, io mi vedevo passare le immagini davanti perciò vuol dire che questo racconto lo hai reso reale.
Ma, mi sorge un dubbio: perchè lo hai messo tutto sottosopra? Cioè, mi ricordo poco di fabula e intreccio, però era meglio secondo me se le facevi coincidere facendo andare tutto per il suo ordine cronologico. Non capisco un'altra cosa poi: perchè Stefano alla fine li odia i ciclisti? Passa quasi tutto il racconto apprezzandoli e poi infine ne mette sotto 8... è un po' ambiguo come personaggio.
Ci sono alcuni errorini in certe frasi che non ritrovo più... cmq va beh, fino a quando si tratta ALCUNI errorini di grammatica ci puoi passare su.
Mi ha fatto ridere quando Jack ha detto "Seee" perchè da noi lo usiamo quasi sempre!
Niente, cmq sei migliorato ragazzo. Facci su un libro se ti va.
giosp
Inviato: 27/2/2004 20:59  Aggiornato: 27/2/2004 21:02
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Ciclisti
Riguardo al personaggio avete ragione: devo trovare una scusa + convincente. Ci sto già pensando su.
Riguardo all'ordine per niente cronologico, è stata una prova. Nel senso che se mai si prova qualcosa di nuovo (nuovo x me) non si saprà mai se è positivo o negativo. Evidentemente questo esperimento dell'ordine casuale (che non è proprio casualissimo ma quasi) non è riuscito, amen, l'importante è provare.
Riguardo al libro: e che ci scrivo ancora? Qualcosa lo posso aggiungere, ma non sono così bravo da riempirci 200 pagine x questi quattro ciclisti della malora!

Mate: a dire la verità non avevo intenzione di far avere uno scopo alla storia, né del tipo si può cambiare nella vita, né altro. È solo una storia.
Lupa
Inviato: 28/2/2004 11:29  Aggiornato: 28/2/2004 11:29
Quite a regular
Iscritto: 15/2/2004
Da:
Inviati: 139
 Re: Ciclisti
vorrei soffermarmi un attimo non sul contenuto ma sulla forma : è troppo sciatta e "parlata". perchè non cercare di sottrarre almeno la letteratura allo squallore del quotidiano?
giosp
Inviato: 28/2/2004 16:10  Aggiornato: 28/2/2004 16:10
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Ciclisti
Lupa, me lo spieghi?
matemati
Inviato: 29/2/2004 1:45  Aggiornato: 29/2/2004 1:45
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Ciclisti
Sì, spiegati per favore: a me lo stile non sembra sciatto, e perché non dovrebbe essere "parlato"?
Lupa
Inviato: 29/2/2004 7:04  Aggiornato: 29/2/2004 7:04
Quite a regular
Iscritto: 15/2/2004
Da:
Inviati: 139
 Re: Ciclisti
la scrittura si arrende incondizionatamente al linguaggio dei mass-media;è totalmente assente
la polifonia mentre si rileva una totale univocità(tutti parlano allo stesso modo); non c'è mediazione letteraria, ma il modello sembra quello del cinema, della televisione, dei cartoons.
Il non senso della vita diventa un puro gioco linguistico che legittima la manifestazione degli istinti più brutali in un clima di scontata normalità.
criscia
Inviato: 29/2/2004 11:06  Aggiornato: 29/2/2004 11:06
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 1/1/2004
Da:
Inviati: 349
 Re: Ciclisti
eccomi qui giosp. L'ho letto ieri sera.
Premettendo che, sicuramente, hai un'abile capacità di ricreare dei dialoghi abbastanza veritieri perché riesci a scrivere in modo sciolto, come se stessi parlando veramente, devo dire che concordo però con ciò che è stato detto dagli altri; i passaggi temporali creano confusione. Non sempre si riesce a seguire la storia. concordo anche col finale che stona e qui devo farti un appunto: concordo con te che dici che si tratta di una semplice storia e non deve avere per forza un significato. concordo nel senso che lo capisco, anche se non lo approvo perché per me, le storie, un significato, anche filtrato fra le righe lo dovrebbero avere.
Tu dici che non volevi per forza crearlo, ma hai abbandonato ugualmente il lettore. Non lo hai accompagnato: si può anche scrivere una storia solo descrittiva, uno scorcio quotidiano, si può stare pagine e pagine a descrivere minuziosamente come è fatta una montagna ma non puoi passare dalla cima alla valle e poi tornare alla cima.
Insomma va bene che il finale è fine a se stesso, ho capito che non volevi dare un senso a quel gesto, ma allora o creavi storie staccate l'una dall'altra, con una finale tragica come l'ultima parte, ma non mi accompagni nel processo di vita di un personaggio e non mi spieghi il perché di un gesto così estremo. capisci?
spero di essermi fatta capire. Per il resto ribadisco la tua particolare bravura nel rendere fluido il quotidiano. Cosa non semplice.
ciao giosp
cri
giosp
Inviato: 29/2/2004 18:28  Aggiornato: 29/2/2004 18:28
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Ciclisti
Lupa, mi disp, ma continuo a non capire. Mi potresti spiegare questo concetto facendo qualche esempio tratto dal mio racconto?
Lupa
Inviato: 1/3/2004 11:32  Aggiornato: 1/3/2004 11:32
Quite a regular
Iscritto: 15/2/2004
Da:
Inviati: 139
 Re: Ciclisti
la descrizione della donna che lecca il sellino della bici: non se ne può più...!
Eagle
Inviato: 4/3/2004 16:35  Aggiornato: 4/3/2004 16:35
il pennuto di OZoz
Iscritto: 27/12/2003
Da:
Inviati: 977
 Re: Ciclisti
I - Scritto molto bene. Buono e breve scatto iniziale per una carriera ciclistica. Mi ricorda un episodio analogo della mia infanzia, in cui non ricevetti una carezza come Stefano, ma qualche sculacciata. Per adesso vai bene, non deludermi in seguito, la storia non presenta alcun vizio nè di forma nè come trama e neppure sugli altri elementi.
II - Il sequel continua, in una sottile combinazione ironica fra attimi insignificanti e un grande futuro da campione ciclista. Così la vedo per adesso ancora, magari mi ri correggerò. Stefano cresce e il ciclismo fa sempre più breccia nella sua vita, senza aver notato nulla che non vada bene nella storia. Stiamo a vedere Giosp, che vinci un concorso? Non ho letto ancora tutto e già è chiara la tua abilità scrittorica.
III - Ottimo seguito, in cui la ricostruzione avveniristica e originale della vita di Stefano, seguendo i passi principali della sua esistenza. Ormai è ben chiaro che ci salta fuori agli occhi un bel libro biografico stile "Marco Pantani". Al termine un giudizio completo e finale.
IV - Solo perchè il papà era venticinque anni più grande dell'altro ciclista che passava per via Cavour. Via Cavour è la strada che sorge sul retro casa, ci passavo anche venti volte al giorno, possibile che non vi abbia mai visto passare in bicicletta Stefano e il suo papà? Questa non so spiegarmela. Avvicente, non c'è che dire, mi sto spassionando di questo brevissimo racconto. Sempre meglio, sempre più bello.
V - Stefano inizia a mostrare la sua profondità caratteriale a noi lettori, però non so, quel ritmo musicale nel corso della sua vita coincide con un destino da ciclista? E una voce misteriosa rimbomba nella testa di Stefano: - Sii ciclista, sii ciclista, sii ciclista -.
Giosp, sii bravo, sii bravo, il racconto ci piace, non farlo regredire, non fare un poco quella mia fine, mi raccomando, i periodi di crisi creativa sono una brutta cosa e a me sta tornando l'ispirazione, quindi sarò obiettivo e severo alla fine.
VI - Mi aspettavo di veder spuntare Pantani in mezzo alla strada che bloccava il passaggio ai quattro. Ma Sox esiste come nome? Non ne ho mai sentito uno del genere. Devo dirti caro Giosp, che il racconto continua bene, senza difetti di sorta e se devo essere sincero, mi sta venendo la voglia di prendere la bicicletta in garage e venirmene in Italia con quest'ultima! Quanto sarà fino a Como? 1200 km?
VII - Ovvio, un momento di pausa cui dedicare qualche riga anche agli altri. La biografia continua, Stefano è assente, Giosp, per caso Stefano si è rintanato in bagno a farsi una bella carica di Extra Doping? Ci crederai, ma ancora non me la sento di infilarti al dito qualche commento negativo.
VIII - Mi è piaciuto un po' meno adesso, quel sapore di tutta una tirata l'ho trovato meno coinvolgente, ma forse è Stefano che si sta deteriorando, comunque vediamo l'assoluto finale e la smetterò con questi assurdi rimandi di finale.
IX - Vi mostrerò io cosa è un ciclista - Sono queste le ultime parole famose di Stefano? Avendo già chiara un idea generale della storia posso già dire di azzardare qualcosa; sinceramente parlando una cosa non mi ha convinto, e sai quale? Nell'ultima maggioranza dei paragrafi, ti concentri interamente sull'ultimo periodo di vita di Stefano e tralasci la gradualità degli eventi principali della sua vita, epoca dopo epoca. Mi stona anche il fatto che Stefano intende diventare ciclista di punto in bianco, per un desiderio improvviso, e le esperienze da infante e da adolescente che hanno caratterizzato il suo futuro ciclistico sin dai primi giorni della sua vita? Io la vedo come una stonatura temporale. Ma andiamo avanti, prego.
X - Povero ragazzino, sette lunghi, lunghissimi mesi per vedere realizzato il sogno della sua vita, una bella mountain bike con cui far vedere quanto sarà un bravo ciclista nel suo futuro. Solo che avrei spostato queso paragrafo verso gli inizi, dopo l'incidentino con il triciclo. Ormai siamo ad una svolta epocale.
XI - Ahahahaha! Mi sono fatto proprio una macabra risata. Non pensavo si trattasse di una commedia simile a sfondo drammatico, che ironia della sorte, che ironia proprio, deve essersi divertito proprio da matti Stefano a travolgere tutti quei ciclisti sempre in mezzo alle scatole. Mi pare di aver fatto io stesso qualcosa del genere.. Ben fatto, così imparano questi ciclisti a voler invadere la carreggiata delle macchine, spero che all'altro mondo colgano l'occasione di pentirsene. Bella, bellissima la storia. Mi cogli impreparato, adesso so che non stano cronologicamente, non sospettavo certo questo rigiro improvviso della situazione.
giosp
Inviato: 5/3/2004 23:25  Aggiornato: 5/3/2004 23:25
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Ciclisti
Grazie, Eagle. Cercherò di spiegare i tuoi dubbi:

Forse non sono riuscito a far trasparire o forse bisognava arrivare alla fine x capire: quando lui decide di diventare ciclista sono cmq decisioni che lasciano il tempo che trovano, tant'è vero che lui non diventa mai ciclista.
Gli episodi di Sox (non è un nome, è un soprannome) e dell'incidente del papà contribuiscono a fargli odiare i ciclisti. La musica che ascolta, hai ragione, non è molto abbinata al ciclista. Infatti alla fine si capisce (spero).
riana
Inviato: 9/3/2004 8:04  Aggiornato: 9/3/2004 8:04
Just can't stay away
Iscritto: 26/1/2004
Da:
Inviati: 491
 Re: Ciclisti
Allora Giosp,
a me ha attirato molto il titolo ma, scusa se te lo dico, il racconto mi ha deluso un po', ti spiego perche'.
All'inizio, mi piace la cronologia con cui hai sistemato le vicende e le descrizioni dei vari personaggi, sai rendere bene il quadro della situazione (potresti fare il manager che fa il relatore davanti al suo team di dipendenti); la citazione al sito web-porno, mi sembra pubblicita' grtuita, ma c'e' nel tuo scrivere un'espressivita' e comunicativita' allarmante, (sicuramente molti ragazzettise lo saranno segnato).
IL linguaggio:
troppo scontato da bulletto diciottenne, da bar con troppe esclamazioni "all'americana", (mi ricordano molto quei filmetti per adolescenti americani dove il tema principale e' la vita sregolata, le ansie e i sogni adolescienziali, conditi da maryuana, o peggio... e poi la violenza: questo aspetto della tua storia non mi piace per niente. Perche' sfogare i propri istinti animaleschi su un gruppo di innocui ciclisti?
Comunque lodi a te perche' raffiguri bene il senso di "vuoto" che hanno i giovani di oggi, sempre alla ricerca di un ideale, come miti, i chitarristi dei gruppi rock, come dea la voglia di "sballare, non solo in discoteca!", poco amanti della semplicita' e della natura (auto super-accessoriate, riferimento alle bici costose e firmate). Sei anche un giornalista "provetto" da scoprire, perche' hai sfruttato il nome di Pantani bene per fare audience. Complimenti a te, per il senso pratico e commerciale: il tuo motto potrebbe essere -Entusiasmare per vendere e arricchirsi impegnandosi poco-
Riana
giosp
Inviato: 9/3/2004 15:58  Aggiornato: 9/3/2004 15:58
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Ciclisti
Intanto grazie x il commento, Riana. Devo dire che prima di scrivere ho controllato su internet. A meno che non l'abbiano creato da poco, il sito delle cicliste non esiste, è pura invenzione.

In quanto alle espressioni all'americana, a quali ti riferisci?
LO SPACCIATORE DI SOGNI
Inviato: 17/3/2004 22:00  Aggiornato: 17/3/2004 22:00
Quite a regular
Iscritto: 14/1/2004
Da: BUCCHIANICO(Chieti) MILANO
Inviati: 216
 Re: Ciclisti
Caro Giosp come promesso ho commentato il tuo racconto...
Ebbene sai bene che non mi piace fare commenti molto lunghi ma cercherò di risponderti con sincerità ..
Intanto dico che il tuo linguaggio all'americana o bullesco è meraviglioso , lo trovo vicino a quello della Mazzantini in Non ti muovere...
La capacità che hai di sfruttare nomi commerciali per dare forza al fenomeno descrittivo è molto intelligente permette all'autore di immedesimarsi in un mondo fantastico ma reale e concreto...
Il passo in cui parli di Pantani potrebbe essere sfruttato in due modi uno dovresti e potresti parlare più del pirata dare spazio più alla vita e alla storia del pirata come vita parallela del protagonista e punto due magari cambiando finale alla storia o al libro se credi di avere gli elementi giusti per trarne uno...
Un abbraccio tuo amico fedele Pusher
arzy
Inviato: 22/3/2004 17:36  Aggiornato: 22/3/2004 17:36
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 10/12/2003
Da: Piacenza
Inviati: 1917
 Re: Ciclisti
dunque, ce l'ho fatta, ti ho letto nonostante la lunghezza del racconto

non mi dispiace il linguaggio che hai scelto

sicuramente io non sarei capace di scrivere così ma, del resto, io non ho la tua età ed è piacevole leggere un linguaggio così come è parlato

nella letteratura ci sta tutto, per questo non condivido il giudizio negativo di Lupa

il tuo racconto è come se ti fossi dotato di una piccola telecamera amatoriale ed avessi filmato qualche scena d ivita quotidiana

efficace ed immediatamente realistica, la "sgridata" al pavimento nella prima scena

a proposito, bella l'idea di dividere tutto a scene. facilita la lettura e, in sede di pubblicazione, non vedrei male l'accompagnare ogni scena con immagini (disegni o fotografie, a tua scelta)

qualche passaggio resta un pò lezioso ("lo aveva mandato a fare i suoi bisogni"), alla DeAmicis, in contraddizione col metodo stilistico generale, appunto da parlato attuale

senza essere moralista, però quell'immagine del leccare la sella ... vero, so che c'è chi lecca le ginocchie, chi le scarpe, chi il pavimento. per parte mia, evviva i buoni vecchi sistemi tradizionali. zero in erotismo e sensualità. bella però la boutade del sito. dieci su dieci se non avessi poi letto in un tuo post di risposta che era inventato, andavo a curiosare (laido e bavante arz-yetto!)

Martin perse la capa? giuro, ho sempre saputo fosse la cappa. ma sei sicuro?

"premio nobel per la spettinatura", dieci e lode, istantaneea di grande efficacia come proteggi-pacco incorporato nella tutina extra disgustosa (alcuni tuoi passaggi mostrano una dose di ironia forse un filo casuale ma da coltivare)

"frutto del ventre della moglie"? ma che schifo! non credo ci sia modo peggiore per dipingersi e per rappresentare maternità e figliolanza insieme. forse però nel linguaggio dei miei (lontani) diciottanni l'avrei usato

rappresentazione ironica della stupidità dei padri: se il figlio ti chiede un contachilometri, il padre (sempre attento alle richieste del figlio - in realtà non gliene frega un c...., pensa ad altro, risponde al vento -) risponde chiedendogli cosa se ne fa, come se fossero milioni gli usi possibili di un contachilometri

(scena VI) Jack pigiava "sul" chiodo? io dico "vado al chiodo" ed infierisco (dopo averlo gettato a terra) sul chiodo giaccone calpestandolo senza pietà per renderlo più vissuto, vedi tu com'è giusto. ah, poi, ricorda che i nomi delle auto sono come quelli degli uomini e quelli delle squadre di calcio. Clio, non clio, come Antonio, non antonio, come GRANDE PIACENZA e come juventus

all'ennesimo rimando al "pacco", evidenziato dalle tutine strettine mega paccanti, mi par di cogliere una sottile vena ironica verso certe esibizioni pacchesche che non se ne può più. e, se dici qualcosa, ti ribattono che chi ne ha può e tu (ti fan capire esibendo) arrangiati. a quel punto gli scopi la ragazza (o la moglie, a seconda dell'età) per insegnargli che la qualità non necessariamente è legata alla quantità.

(SCENA VII) beh, qui il tuo racconto PASSA DAL RACCONTO ALLA CELESTE MELODIA, ALLA GRANDEZZA, AL CAPOLAVORO. Inutile spiegare perchè, basta leggere.

(Scena VIII) dopo il capolavoro legato alla citata vittoria del MAGICO Piacenza, è delicatissima la dizione "sgridato con metodi acustici": devi perfezionare questa tua soffusa capacità d iproporti ironicamente, ti riesce spontaneo e davvero bene.

(Scena X) devo rivedere il replay, per capire di come si faccia a pedalare "in" quella bici: d'accordo che scrivi usandoci per in seguito migliorarti, però qualche attenzione in più non stonerebbe

finale sorprendente. rinviato alle giuste osservazioni arricchenti di matemati (anche se giuste senza esagerare, risulta pur sempre interessante l'effetto inaspettato, della serie ho sproloquiato 13 pagine per farvi pensare chissà chè del mio ciclamore e in realtà, a ben guardare, era chiaro perchè dei ciclisti non ne potevo più e in un'occasione di lucida follia me li sono fatti, otto in un colpo solo) te lo commenterei con le parole di 24mila baci, sostituendo racconti a baci

il tuo racconto
è come un rock
che ti fulmina sul ring

ogni bacio è uno schock
che ti fulmina sul ring

oh, oh, oh, oh
il tuo racconto è come un rock

i tuoi racconti non son semplici racconti
uno solo ne vale almeno tre
e per questo giovane scrittore giosp tu mi piaci
e dico ra-ra-racccontami i tuoi rock
giosp
Inviato: 22/3/2004 19:27  Aggiornato: 22/3/2004 19:27
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Ciclisti
Allora Arzy, grazie di aver commentato, e beccati questa risposta.

Non ci punterei la capa, ma nelle trevisane dovrebbe essere scritto proprio capa e non cappa.
La dose di ironia di cui parli è mia, non è forzata.
Già, juventus va con la minuscola.
Sul chiodo... dalle mie parti si dice pigiare sul chiodo, non penso che sia un'espressione nazionale, ma ogni zona ha la sua.
Pedalare in quella bici: errore grammaticale ereditato probabilmente dalle mie zone.

Grazie mille x la dedica finale (ma la canzone è Il tuo bacio è come un rock...)
matemati
Inviato: 23/3/2004 0:30  Aggiornato: 23/3/2004 0:30
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Ciclisti
Confermo che Martin perse la caPPa, e soprattutto che
juventus si scrive minuscolissima
o meglio ancora non si scrive per niente!
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