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Letture Incrociate - Racconti : Un Difficile Rapporto
Inviato da piso il 19/2/2004 19:41:40 (1913 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Nell’amore ho cercato il sonno dell’oblio,
ma l’amore un giaciglio d’aghi m’è soltanto,
fatto per dar da bere a queste femmine crudeli!

(Charles Baudelaire)

/ ------------------------/

Robert aveva afferrato la sua preda. La teneva stretta con la forza delle sue poderose braccia.

Cercare di divincolarsi era completamente inutile, non c’era verso di liberarsi dalla presa di due braccia di ghisa; quegli arti sarebbero stati in grado di immobilizzare anche un toro inferocito.

Questa volta la preda era davvero qualcosa di prezioso, una bellezza faraonica, un monumentale esempio di perfezione corporea, la personificazione dei desideri peccaminosi di un uomo arrapato.
E Robert se ne era accorto: eh sì, la caccia era andata davvero bene.
Già mentalmente fantasticava sul turbine di sensazioni che avrebbe travolto i suoi sensi; sentiva di poter raggiungere finalmente il piacere nella sua forma suprema, un piacere di una intensità così folgorante da farlo giungere con un sol colpo sul green livellato del suo Eden immaginario.
Stava così accarezzando il suo sogno proibito, gli era apparentemente vicinissimo…l’orgasmo definitivo…lo sentiva, ne era convinto…la preda era così bella…non c’erano dubbi.

Ed era stata colpa della cruda realtà dei fatti se il nostro tenero amico era diventato uno stupratore. Con quale illusoria speranza poteva pensare di veder realizzato il suo sogno perverso ? Con quale utopistica presunzione poteva pensare di raggiungerlo rispettando le regole? Nessuna.
Povero Robert, sicuramente prodigandosi in un pressing asfissiante nei confronti di tutte le creature femminili della città sarebbe riuscito a rimediare qualche specie di elettrodomestico dal respiro affannoso, ma egli era alla ricerca di una venere in carne ed ossa e non sarebbe riuscito a sedurla ricorrendo al suo fascino.
Purtroppo il suo aspetto fisico era un handicap che lo penalizzava terribilmente, lo rendeva materiale di seconda scelta, uno scarto di magazzino, un fottutissimo freak.
Bastava guardarlo un attimo. La sua paleontologica acconciatura la diceva lunga sull’attenzione e sull’importanza che riservava per il suo aspetto esteriore: una distesa incerta e irregolare di ciocche ondulanti che prendevano le direzioni più disparate e casuali, pilotate unicamente dalla fantasia passiva e artigianale del cuscino del suo letto.
Probabilmente Robert considerava uno specchio alla stregua di una spazzola per la pulizia del water e ne centellinava l’utilizzo limitandolo ai non quotidiani momenti di rasatura e a qualche minuto passato sull’ascensore del suo condominio.

Non aveva una ragazza Robert, e del resto mai aveva desiderato di vivere la sua vita al fianco di una donna: era un tipo di situazione che non trovava spazio nei suoi progetti.
Nessun aspetto della personalità femminile poteva scuotere la rigidità radicata del suo ego insensibile; non c’era un prototipo di donna in grado di suscitare in lui dei sentimenti diversi da quelli legati al puro desiderio di scopare.
L’epilogo della sua ultima relazione bastava a dare un’idea molto precisa sul cinismo spietato che caratterizzava i suoi rapporti con l’altro sesso.
La sua donna lo aveva scaricato con tutta la correttezza ed il tatto che una situazione di quel genere richiede.
Aveva esposto le proprie motivazioni attraverso una scelta di parole oculata e saggia, riuscendo a rendere la notizia più dolce ed ovattata, per quanto fosse possibile neutralizzarne la natura violenta e gli effetti traumatici che ne sarebbero derivati.
La reazione di Robert fu sconcertante nella sua schiettezza acida :
- Non puoi lasciarmi così! Sei l’unico punto di riferimento del mio uccello! -.
Fu questo l’epitaffio scolpito sulla pietra tombale di quella storia morta e sepolta.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Principe
Inviato: 20/2/2004 10:44  Aggiornato: 20/2/2004 10:44
Just can't stay away
Iscritto: 14/11/2003
Da: La Svizzera Verde
Inviati: 305
 Re: Un Difficile Rapporto
ehy Piso, sei micidiale, me gusta lo style che hai... complimenti...
Un tocco di splatter, psicologia sessuale, violenza anzi ultra-violenza degna di Kubrick, scorre il tuo racconto tra brividi carnali e caldi sospiri bravo!

"Ohy Gevalt!
Inaudita violenza
la violenza di farmi non violento."

Rientra nel dicorso come Arancia Meccanica, qual'è la violenza più atroce? la violenza della società che subisce tutti i giorni Robert (che sembra giustificare altra violenza) o la violenza carnale di Robert (appunto spinto dall'esasperazione e dal realismo che gli fa crollare ogni illusione (di un amore sognato...)?

Una cosa sola: La violenza come l'odio è una palla al piede!

viva Gandhi!
matemati
Inviato: 20/2/2004 20:41  Aggiornato: 20/2/2004 20:41
Home away from home
Iscritto: 13/1/2004
Da: Firenze
Inviati: 1790
 Re: Un Difficile Rapporto
Direi che la storia è scritta nel modo adeguato: crudo e sgradevole come le vicende che racconta. Il ritratto del protagonista è reso bene. Non servono motivi psico-sociologici sul perché Robert è un maniaco stupratore: lui è così e basta, non è colpa sua né di nessun altro, peggio per lui perché il suo destino e la sua fine sono segnati. Fa pena in fondo.
Come la sua vittima, che si salva ma non si libera, giustamente.
Lupa
Inviato: 23/2/2004 6:43  Aggiornato: 23/2/2004 6:43
Quite a regular
Iscritto: 15/2/2004
Da:
Inviati: 139
 Re: Un Difficile Rapporto
come fanno a non capire che dietro alla violenza c'è nel tuo racconto una struggente, disperata richiesta d'amore?

Lupa
martino
Inviato: 24/2/2004 17:03  Aggiornato: 24/2/2004 17:03
Just popping in
Iscritto: 23/2/2004
Da:
Inviati: 38
 Re: Un Difficile Rapporto
Un racconto forte e potente, non c’è che dire. Ho alcune perplessità, tuttavia, che prescindono dal genere. Mi permetto di esportele.
La prima riguarda il personaggio Robert. C’è qualcosa che mi sfugge. A volte pare essere un disadattato, quasi mostruoso (“le braccia di ghisa” fanno pensare ad arti artificiali mezzo uomo e mezzo cyborg), uno scarto umano o sub-umano, la cui violenza è insita nel suo essere “ai confini” della naturalità. In altri momenti sembra soltanto un pover’uomo un po’ rozzo, così lontano dalle luci cupe della cibernetica, violento per storia o per dramma, chissà.
Anche il fatto che avesse avuto una donna fa pensare ad un passato “normale”, vagamente felice. Cosa che, ancora, contrasta con la sua apparente natura extra-umana.
La seconda riguarda invece alcuni passaggi della storia. Forse mi sfugge, ma resta nell’ombra la mano del rasoio. E’ quella di lei? E quella di un altro? Nell’uno e nell’altro caso non è così chiaro. “Una figura che in quel momento era impossibile e superfluo distinguere”, scrivi. Non credo sia una figura secondaria, nell’equilibrio della storia e del suo senso. C’è come una ambiguità, insomma, forse voluta, non so. Mi pare tuttavia che sia un punto di fragilità. E non perché sia assolutamente necessario sapere con certezza a chi appartenga il rasoio (anche se non sarebbe male, in fondo). Solo perché il modo in cui la cosa viene liquidata è, a mio giudizio, troppo rapida, come a dire: “non è importante, segui la storia, non ti curare del resto”.
E poi: perché lui, poco prima dell’orgasmo, esce dal corpo della sua preda? Uno stupratore assassino che si preoccupa di non eiaculare dentro? Mah. Una ulteriore perversione di cui non siamo a conoscenza? Forse. Non sarà che (scusa la malizia) ai fini del racconto “ti serviva” che lui lo estraesse “un momento prima dell’orgasmo”?
Sia chiaro, caro piso, non sto sfogando la mia aggressività critica sul tuo racconto... Mi sono iscritto solo ieri. E solo oggi ho cominciato a fare commenti. E il tuo scritto mi ha colpito. E’ pur sempre un buon segno, no?
Auguri, comunque. Se e quando leggerai qualcosa di mio, massacra pure...
arzy
Inviato: 28/2/2004 9:07  Aggiornato: 28/2/2004 9:07
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 10/12/2003
Da: Piacenza
Inviati: 1917
 Re: Un Difficile Rapporto
di regola (guarda altri miei commenti) non sono mai parco di parole e logorroicamente commento perfin le virgole ma qui son senza parole

pur nell'argomento delicato, il racconto è equilibrato, addirittura elegante, crudo e dolce, intenso, duro e vellutato

si, ammissibili alcune puntualizzazioni già evidenziate negli altri commenti, ma l'insieme è talmente equilibrato da non meritare altro giudizio che "bello, mi piace"

con ciò contravvvengo alle regole di Mauriela, sgnora e signore del Regno che vorrebbe approfondimento

ciò significherà che non userò questo commento per pubblicare cose mie, ma qui davvvero non ci sono altre parole

complimenti, registro ed imparo una lezione
piso
Inviato: 2/3/2004 15:12  Aggiornato: 2/3/2004 15:12
Just popping in
Iscritto: 18/2/2004
Da:
Inviati: 12
 Re: Un Difficile Rapporto
ringrazio tutti per i commenti e le critiche, apprezzo molto ogni vostro intervento.

Per arzy:
credo che la falsa modestia sia ancor più irritante della vanità, per cui confesso di essere piuttosto soddisfatto del mio racconto, ma forse i tuoi complimenti sono davvero un tantino esagerati…
Eagle
Inviato: 24/3/2004 13:50  Aggiornato: 24/3/2004 13:50
il pennuto di OZoz
Iscritto: 27/12/2003
Da:
Inviati: 977
 Re: Un Difficile Rapporto
Nel profilo psicologico di Robert, intravedo nella sua adolescenza le frustazioni sessuali recategli dalle ragazze, forse che lo evitavano per un qualche suo rilevante difetto fisico, forse per una debolezza interiore che lo rendeva incompatibile con qualsiasi esponente del gentil sesso "di amore parliamo".
Un´ottima meta versione piu´sessualmente macabra di Basic Instinct, un uomo meno Terminator e piu´debole alla carne. Un poveraccio, che cede alla violenza dopo la non violenza, paga l´unica sua colpa, non viene premiato per tutte le precedenti non colpe!
Poi non dobbiamo riflettere su questa macchina chiamata societa´che produce mostri, finiti nell´autodistruzione morale. Piso, hai reso molto bene l´idea e metti in chiaro cio´che accadde quando viene commesso il primo errore contro queste regole. Pero´non capisco, ma che diavolo di adolescenza puo´aver vissuto per possedere delle perversioni cosi´strane? Magari potresti trasformalo in futuro in un buon romanzo psico-thriller, l´idea c´e´, ma occorrono i tasselli mancanti.
senza
Inviato: 14/5/2004 18:31  Aggiornato: 14/5/2004 18:31
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Un Difficile Rapporto
ho trovato il tuo racconto molto interessante, ironico, quasi simpatico.
stranamente non ci ho visto la violenza che dovrebbe suscitare una simile storia...
beh, però mi hai colpita!
forse riuscirò ad esprimere un giudizio migliore tra qualche tempo
complimenti!

senza
zizou
Inviato: 15/5/2004 19:33  Aggiornato: 15/5/2004 19:33
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Iscritto: 28/12/2003
Da:
Inviati: 10
 Re: Un Difficile Rapporto
io credo che l'argomento trattato avrebbe necessitato di un linguaggio più crudo, diretto. Stiamo parlando di un evento fulminante per una donna scaturito da chissà quale istinto animalesco. Mi sarei aspettato un Robert sgradevole, odioso con modi e pensieri spregevoli. Non ho odiato Robert e questo mi fa capire che secondo me non era il modo giusto di affrontare l'argomento. Inoltre non capisco l'uso della parola pene e rompicoglioni. La prima è diciamo educata la seconda molto meno allora o usi termini sgradevoli oppure no non entrambi. Lo rivedrei in chiave più cruda.
piso
Inviato: 19/5/2004 6:54  Aggiornato: 19/5/2004 6:54
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Iscritto: 18/2/2004
Da:
Inviati: 12
 Re: Un Difficile Rapporto
sai zizou, mi sono autocensurato...
grazie del tuo intervento.
però lo spirito giusto del racconto devo dire che lo ha centrato "senza".
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