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Letture Incrociate - Poesie : Apro Gli Occhi
Inviato da AR il 23/2/2004 22:50:16 (1759 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie


Le foglie secche sotto i miei piedi non crepitano.

Percepisco solo il lamentarsi del vento tra gli alti fusti.

Un senso di malinconia pervade il mio cuore.

Lo sconforto inonda il mio volto

Mi accascio a terra.

Con le mani copro gli occhi sperando che sia un sogno.

Mi prendo a schiaffi ma non mi sveglio.

Non sento né freddo né caldo.

Non sento nulla.

Solo un cuore affranto che piange e piange.

Lacrime di sangue inondano i miei occhi tristi.

Ho visto, sono io.

Fredde lastre di granito fanno da altare a quello che sono.

A quello che sono stato.

Fiori caduchi.

L’epigrafe è ormai incisa.

La luce fioca del lume riscalda la mia gelida effigie.

Sorridevo.

Ero bello.

Ero felice.

Sono morto.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Shelly
Inviato: 24/2/2004 3:07  Aggiornato: 24/2/2004 3:07
Home away from home
Iscritto: 3/1/2004
Da: ancona
Inviati: 1618
 Re: Apro Gli Occhi
Caro AR, certo bisognerebbe sentirla letta dal vivo questa poesia, secondo me renderebbe molto di più la tensione crescente.
Inizialmente devo dire che non mi ero resa conto di ciò che trattavi, mi hai un pochino spiazzata: credevo parlassi di un senso di perdita in mezzo alla massa, non che adirittura fossi morto! A me è piaciuta molto debbo dire, secondo me stai migliorando, si vede da come ti sai muovere tra le parole...chissà forse Ozoz ti sta ispirando...
Se posso permettermi qualcosina: io avrei usato parole un pò più crude per indicare i passaggi da uno stato d' animo all' altro, avrei parlato più di smorfie che di sorriso e lacrima o magari avrei detto "gocce di sangu" per indicare una fisicità che può ulteriormente portare fuori strada chi legge.
Ma queste sono solo impressioni.
Mi è piaciuta molto la scena in cui "ti accasci stringendo gli occhi con le mani" secondo me rende molto, senza bisogno di aggiungere troppo.
Complimenti, Shelly.
xamav
Inviato: 24/2/2004 22:55  Aggiornato: 24/2/2004 22:55
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 6/11/2003
Da: Pescara - Roma
Inviati: 1328
 Re: Apro Gli Occhi
Solo qualche parola che spero caro AR coglierai nella loro essenza.
Complimenti, un brivido e un lungo sospiro mentre la leggevo.
Massimo.
arzy
Inviato: 26/2/2004 1:11  Aggiornato: 26/2/2004 1:11
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 10/12/2003
Da: Piacenza
Inviati: 1917
 Re: Apro Gli Occhi
... mah ...
della serie chi dice mah il cuor contento non ha

qualche perplessità perchè intanto l'idea non è sicuramente nuova

qualche citazione a caso: ghost, casper, beetle juice, the others, sesto senso, insomma una valanga di storia dove la gente vede la propria morte e, da lì, parte tutta una vicenda (tranne casper che va al contrario, da fantasma ricostruisce il suo essere terreno che fu)

comunque è scritta benino ma senza "calore"

domattina esco, prendo un capuccino, Baldini, il mio barista preferito, non scappa al cesso a nascondersi per i miei lazzi per via della juve che ha perso

significa che non mi vede

perchè sono morto

prendo atto, esco dal bar e mi dirigo lentamente verso il cimitero

capisci cosa voglio dire?

sul finale, poi, prima di "sorridevo", a mio parere ci starebbe bene una descrizione del contesto ambientale

troppo freddo e distaccato parlare di una tomba con epitaph

tanto quanto in precedenza avevi introdotto elementi di grande interesse come il crepitare delle foglie secche e il vento tra gli alti fusti, ora mi soffermerei sulla descrizione particolareggiata del cimiteo, dei presenti, di come son vestiti, di cosa fanno, delle loro espressioni

magari dopo aver ampliato anche la parte iniziale non limitandomi ad una superficiale ed incolore indicazione di gente triste all'interno di una casa ma, all'opposto, descrivendo un vero e proprio rinfresco, con la gente in piedi, il piattino di plastica in mano, la fetta di torta (quella di frutta, uguale a quella che avevi scelto per il giorno delle tue nozze), i salatini, il bicchiere blu sempre di plastica col chinotto e il vino bianco, il tutto tuttavia in un'atmosfera di mestizia, dove tutti parlano sottovoce

tu mi dirai: ma quanto la fai lunga, come faccio con una poesia a tirarla così lunga?

si, perchè c'è anche il fatto che trattasi di poesia

assunto indiscutibile, visto che così afferma Shelly e, come sappiamo, Shelly con quel sorriso e quegli occhi blu può dire quello che vuole e se dice che è poesia, non c'è dubbio che di poesia trattasi

se tuttavia il dubitativo fosse ammesso, allora evidentemente non è chiaro se trattasi di versi o di prosa e, qui, sarebbe interessante un parere da Massimo Xamax

io comunque, sempre Shelly permettendo, propenderei per la prosa e, allora, non ci sono problemi all'estensione del racconto

detto tutto questo, non resta che aspettarti alla prossima: ora che hai scoperto che sei morto, cosa fai, cosa ti succede?

forza, ora stupiscici con gli effetti speciali dell'aldilà.

tuo ar-zyetto
Shelly
Inviato: 26/2/2004 2:43  Aggiornato: 26/2/2004 2:43
Home away from home
Iscritto: 3/1/2004
Da: ancona
Inviati: 1618
 Re: Apro Gli Occhi
Arzy, ti permetto tutto per quello che riguarda prosa e poesia!
Eagle
Inviato: 28/2/2004 18:12  Aggiornato: 28/2/2004 18:12
il pennuto di OZoz
Iscritto: 27/12/2003
Da:
Inviati: 977
 Re: Apro Gli Occhi
Scopro piacevole l'ironia con cui affronti a tratti uno scenario considerato tutt'altro che allegro dalla cultura occidentale. La punteggiatura non rende però facile lo scorrere da un passo all'altro, con una lieve perdita della morale della favola da parte di chi legge, salvo recuperarla in un finale rivelatore. Io trasformerei quei punti alla fine delle frasi in virgole o punti e virgole, in modo da combinare e ottimizzare la mescolanza tra suspence, accrescendo progressivamente l'angoscia fino a infondere ironia e drammaticità della realtà, come accennato prima. La forma grammaticale va rivista. Il resto è piacevole, il turbinio crescente degli eventi mi ha ricondotto davanti alla tomba di un caro.
xamav
Inviato: 1/3/2004 18:03  Aggiornato: 1/3/2004 18:03
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 6/11/2003
Da: Pescara - Roma
Inviati: 1328
 Il dubbio arzylliano
Caro arzy grazie per avermi chiamato in causa...io concordo sul fatto che sia prosa ciò che abbiamo letto ma non sono convinto sul prolungamento dello stesso in quanto forse poi si perderebbe proprio sull'effetto pur trattandosi (e qui concordo ancora) non di un tema originalissimo. A me comunque già in questo modo ha fatto venire un brivido, non ho accusato la necessità di prolungare talune parti...e l'autore che ci dice di tutti questi commenti?
Ora vorrei sapere la sua, Massimo.
xamav
Inviato: 1/3/2004 18:23  Aggiornato: 1/3/2004 18:23
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 6/11/2003
Da: Pescara - Roma
Inviati: 1328
 Re: Il dubbio arzylliano
PS: ma pur trattandosi di prosa è lecito non considerarla poesia?

Massimo.
AR
Inviato: 2/3/2004 23:37  Aggiornato: 2/3/2004 23:37
Not too shy to talk
Iscritto: 20/1/2004
Da:
Inviati: 72
 Re: Il dubbio arzylliano
Ciao Ragazzi!
E' da tanto che manco da ozoz...problemi con la mia connessione internet...
ho letto con interesse i vostri commenti...

"Apro Gli Occhi" diciamo che è...prosa poetica...
non ci sarebbe stato nessun problema nell'allungare il tutto perchè non ho rispettato nessuna metrica particolare, nessuna misura o ritmo...
il tutto è nato da una domanda:
Quando morirò, se ci sarà qualcosa, se aprirò ancora gli occhi, saprò subito di essere morto? Avrò la cognizione immediata di ciò che andrò a vedere??

Nello scritto ho voluto far trasparire anche questa incertezza, questo dubbio, questa poca chiarezza.

Se, caro Arzy, avrei fatto descrizioni così particolareggiate come tu suggerisci, avrei dato l'impressione non di un'anima nell'atto di capire la sua situazione, ma tutt'altro, cioè un' anima che ha già capito tutto ciò che sta accadendo, che già si è resa conto di essere trapassata, di aver abbandonato il corpo.

Ho voluto invece creare l'immagine di una ricerca della verità, di una presa di coscienza graduale.
Infatti l'anima capisce veramente tutto solo quando si riconosce nella foto della lapide.

Ciò che vede non è così chiaro...
i suoi sensi, quasi offuscati dal trapasso, colgono solo i minimi particolari.
L'anima non riconosce nessuno, non è sicura di trovarsi a casa sua...non sa nemmeno di essere un' anima...
tutto è CONFUSO.

Anche il passaggio dalla casa al cimitero non avviene meccanicamente come nel tuo esempio del bar...
tutto è come un sogno, la situazione cambia con uno sbattere di palpebre..
l'anima non sa di trovarsi in un cimitero....ci arriva lentamente a capirlo...

è sola e sperduta tanto che si rincuora con la fioca luce dei lumi...in un "nuovo mondo"...
fino a rendersi conto, poi, davanti la sua tomba...del fattaccio.

Non so se ho reso bene l'ìdea dei sensi annebbiati...
e come se mettessi del collirio per dilatare le pupille e fumassi crack per ore...infine vai a farti un giro in cimitero al tramonto con dei tappi nelle orecchie...
diciamo che è così che vedo il mio trapasso...
fino a rendermi conto che il mio vecchio corpo è andato a far da pasto ai vermi.


Grazie a tutti voi per i commenti!!!
Alla prossima ragazzi!

AR
robo13
Inviato: 21/11/2004 19:57  Aggiornato: 21/11/2004 19:57
Not too shy to talk
Iscritto: 15/11/2004
Da: brescia
Inviati: 65
 Re: Apro Gli Occhi
riuscita la prima parte dove descrivi lo smarrimento e lo stato precedente al passaggio dalla vita alla morte, il momento del passaggio invece non mi è piaciuto molto poichè:
Un lungo viale, alti pioppi
è troppo esplicito e toglie la curiosità per il proseguo del componimento che poi mi è sembrato un po' banale, scusa ma è solo il mio commento.
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