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Letture Incrociate - Racconti : Conversazione in Paradiso
Inviato da lcasc il 28/1/2014 16:51:02 (1181 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Dio in Paradiso si svegliava sempre di buon umore la mattina. Amava rimanere qualche ora in più a poltrire nel suo morbidissimo letto di nuvole mentre gli angeli gli preparavano la colazione. Era tranquillo, perché lo Spirito Santo rimaneva a fare la guardia e non chiudeva occhio, sorvegliando tutto mentre lui si riposava. Gli piaceva farsi servire il caffé a letto da quell’angelo che aveva imparato a farlo a Napoli.

Lo gustava canticchiando la famosa canzone di Modugno: “O che bello caffè, solo a Napule ‘o sanno fà...” Amava alzarsi tardi. Da quando aveva creato il mondo non aveva più granché da fare, salvo che dare una sbirciatina di tanto in tanto ai pianeti abitati che aveva disseminato qui e là nei miliardi di galassie, per vedere se le cose andassero per il verso giusto come Lui aveva disposto. A dire il vero, si annoiava un po’ perché il tempo gli passava troppo lentamente senza far niente. Quando pensava ai miliardi di anni che aveva già passato e ai vari miliardi di miliardi che ancora gli rimanevano per arrivare all’eternità gli venivano i brividi e lo prendeva lo sbadiglio. Cominciava a pensare, per passare meglio il tempo, di creare ancora un nuovo mondo, ma non sapeva dove metterlo, poiché tutto lo spazio era già occupato.
Ma una mattina, qualche tempo fa, si svegliò un po’ accigliato. Aveva dormito male tutta la notte pensando a quello che aveva visto sulla Terra il giorno prima nella sbirciatina che vi aveva dato. Nulla aveva riscontrato di tutto quello che avrebbe desiderato vedere e che aveva tanto raccomandato. Mandò così un angelo a chiamare Gesù.
Gesù mise un bel po’ prima d’arrivare, sofferente com’era, e il Padreterno si era già un tantino spazientito.
“Figlio mio, dov’eri?” gli disse “Ti fai vedere così poco. Tu che dovresti essere sempre al mio fianco, ti tieni invece così in disparte. È proprio vero che siamo due persone uguali e distinte: tanto distinte che non ci facciamo quasi mai vedere insieme.”
“È vero, Padre. L’ultima volta che ci siamo visti fu quando mi mandasti sulla Terra, a fare il Messia e lasciasti che mi massacrassero e m’ichiodassero sulla croce, senza intervenire. Non per farti un rimprovero, ma quale padre può mandare così il proprio figlio allo sbaraglio e fargli bere un calice così amaro? Non è che hai dato un bell’esempio di padre. Come puoi chiedermi ora di starti vicino?”
“I giovani non possono capire le ragioni dei padri. È stato per necessità, figlio mio.”
“Necessità di che? Non è che ti mancavano i mezzi per fare diversamente, onnipotente come sei. Guarda qui come sono ridotto: pieno di ferite in tutto il corpo, con le mani bucate dai chiodi che non riesco più a muoverle, con i piedi sfragellati che non mi fanno più camminare.”
“Cerca di perdonarmi, figlio mio, in quel momento non ho trovato altre soluzioni.”
“Beh, lasciamo perdere. Perché mi hai chiamato?”
“Volevo vederti, sentire come stai, dove passi tutto il tempo.”
“Sto con mia madre per tenerle compagnia, e con la mia Maria Maddalena.”
“Eh, eh! Te la sei proprio presa la cotta per quella lì; te la sei portata fin qui in Paradiso!”
“Non potevo lasciarla, dopo tutta la devozione che mi ha dimostrato. Dopo la sua giovinezza di peccatrice, con me è stata sempre fedele. E poi chi vuoi che s’interessi più a uno storpio come sono diventato?”
“Cosa mi racconti? I conventi sono pieni di tue spose che non aspettano che te: tutte ti adorano. Vuoi dire che ogni tanto non ne vai a visitare qualcuna di nascosto? La verità è che le donne ti sono sempre piaciute. Non per niente sei il mio degno figlio. Ma dimmi un po’, tua madre come sta?”
“Sempre in casa, non esce mai; lo stesso come faceva giù sulla terra. Si vergognava che la gente la additasse per essere stata messa incinta, mentre era promessa, da uno che non era suo marito.”
“Ma quello ero io! Cosa c’era da vergognarsi?”




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Autore Albero
fiorderica
Inviato: 11/3/2014 12:21  Aggiornato: 11/3/2014 12:21
Vincitore I OzTorneoZen
Iscritto: 8/1/2004
Da:
Inviati: 879
 Re: Conversazione in Paradiso
Erano anni che non entravo in OzblogOz, mi hai fornito una bella occasione Icasc.

Ho trovato il tuo racconto molto divertente nella sua "umanità" di contenuti. Credo che anche il Buon Dio si sia fatto delle sane risate.

Non mi soffermo molto sulla forma espositiva, che trovo dia fluidità al racconto anche se alcuni aggettivi mi sembrano accompagnati da accrescitivi che, a mio avviso appaiono superati "...immani incendi" e in contraddizione con quanto riferito dopo sui tramonti "...la luce soffusa e morbida del tramonto".

Ti segnalo invece che trovo la conclusione della narrazione un pochino "loffia", sembra quasi che non avevi più nulla da dire sulle conversazioni paradisiache e quindi le hai chiuse in tutta fretta.

Mi piacerà tornare a rileggerti.

fiorderica
lcasc
Inviato: 14/3/2014 22:12  Aggiornato: 14/3/2014 22:12
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Conversazione in Paradiso
Ciao fiorderica, ti ringrazio molto del tuo commento positivo e torno a ringraziarti anche dell'altro che mi facesti per il racconto "Se il padre vuole" pubblicato molto tempo fa. Sai, sono andato a leggere le tue poesie, che ho molto apprezzato per la sottile vena poetica e per la limpidità formale. Una cosa non sono riuscito a individuare esattamente: di quale dialetto si tratti: barese, calabrese, abruzzese? Perché hai abbandonato il blog che è il migliore che io conosca sul web?
Mi fa piacere che il mio racconto ti sia piaciuto. Io avevo molti dubbi nel pubblicarlo. Temevo che il lettore, trattandosi di materia sacra, l'avrebbe rigettato.
Per quanto riguarda la chiusa che hai trovato un po' debole devo dire che non sono venuti gli argomenti a mancare, poiché viste così dall'alto, tutta la vita e la storia dell'uomo sulla terra possono essere oggetto di "conversazione" in Paradiso. Ci sarebbero molte altre cose da dire. Ma ogni cosa va collocata nella giusta assegnata dimensione.
Con molta stima. A rileggerti.
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