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Letture Incrociate - Racconti : Dov'è il Paradiso?
Inviato da lcasc il 5/6/2012 15:07:23 (947 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Eravamo cresciuti insieme, compagni inseparabili da sempre. Stessa età, stessi insegnanti, stesse scuole. Abitavamo persino sulla stessa strada, la sua casa accanto alla mia con le terrazze comunicanti, per cui era facile incontrarci lassù, dove passavamo interi pomeriggi a chiacchierare, a studiare e giocare, fino al tramontare del sole. La sua compagnia mi era dolce, come credo fosse la mia per lui. Aveva un modo di comunicare che trovavo simpatico, sempre scherzoso e cordiale, e sapeva ascoltare solidale con attenzione e partecipazione le confidenze dei compagni.

Naturalmente, adolescenti come ancora eravamo, parlavamo anche di ragazze, soprattutto delle nostre compagne di scuola e del desiderio di averle. Non c'erano segreti tra di noi, almeno lo credevo, leggevo facilmente nel suo cuore, come lui leggeva certamente nel mio. Non ci sfiorava assolutamente l'idea che la vita un giorno potesse separarci, anche nei corsi scolastici.
Ma finita la terza media, quando si doveva decidere che indirizzo di studi prendere, mentre io volevo iscrivermi al liceo scientifico, lui disse con sorpresa che sarebbe entrato in seminario a studiare da prete. Al principio pensai che volesse scherzare e cominciai a prendermi giuoco di lui chiamandolo don Nené (diminutivo del suo vero nome Renato), ma poi vedendo che il suo proposito si confermava piuttosto serio cominciai a preoccuparmi per lui. Mi domandavo come avesse potuto maturare una tale vocazione senza che io ne avessi avuto sentore prima. È vero che la madre era molto praticante e non perdeva una sera dall'andare in chiesa, ma da lì ad inflenzare talmente il figlio mi sembrava veramente troppo.
"Ma ci hai pensato veramente bene, Nené?" domandavo sempre un po' perplesso. "Non me ne hai mai parlato prima, mi sembra una cosa assurda."
"Non ne ho mai parlato con nessuno perché volevo decidere da solo con me stesso."
"Ma che cosa ti ha fatto decidere?"
"Molte cose. La lettura del Vangelo soprattutto."
"Non ti ho mai visto leggerlo."
"Lo leggo quando sono solo."
"Nené, pensaci bene. Non mi fare stare in pensiero. Non puoi immaginare quanto mi dispiace. Mi fai sentire in un certo senso come tradito."
"Ma che cosa ci sarà mai in questo Vangelo che riesce a traviare così la gente?" pensavo. A scuola il professore di religione, ch'era anche il parroco del paese ce ne aveva parlato di sfuggita senza nessun approfondimento. Andai alla biblioteca comunale per prendere il libro in prestito, ma non ce l'avevano. Chiesi allora i soldi a mia madre per comprarmelo e lei fu insperatamente ben felice di darmeli, poiché non si trattava stavolta di spenderli per i soliti giornaletti a fumetti di cui ancora costantemente nutrivo il mio intelletto.
Dissi a Nené dell'acquisto che avevo fatto e il suo volto s'illuminò di piacere. "Bada," mi avvertì " i Vangeli non sono di facile comprensione, solo la Chiesa può dare il senso giusto."
Cominciai comunque a leggerli con un misto di timore che mettessero anche me sulla stessa strada di Nené. Ma mi tranquillizzai subito: le inverosimili storielle che i Vangeli raccontavano non avrebbero mai potuto conquistare il mio spirito. Cominciai così a provare un po' di pena per Nené che s'era lasciato imbrigliare da racconti tanto fantasiosi ad uso di pastori primitivi e ignoranti, pieni di superstizioni e di paure.
Ne parlai con Nené, ma mi scongiurò subito di smettere di leggerli: "Non li stai interpretando nel modo giusto" disse. "Devi essere guidato, devi leggerli con fede." Ma io, che non avevo mai avuto problemi religiosi, supponendomi normalmente cristiano per quelle poche cose che al catechismo e in casa mi avevano superficialmente insegnato, percorrendo quegli scritti con attenzione non riuscivo proprio a prestarvi fede. Più andavo avanti e più il mio senso critico si acuiva, più s'irrobustiva il mio rigetto.
"Il demonio sta giocando con te" si allarmava Nené. "Smetti di leggere e vedrai che più avanti sarai illuminato in modo giusto."




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Autore Albero
silspin89
Inviato: 9/9/2012 10:55  Aggiornato: 9/9/2012 10:55
Just popping in
Iscritto: 9/9/2012
Da:
Inviati: 4
 Re: Dov'è il Paradiso?
ciao icasc, il tuo racconto è un ottimo sviluppo di diverse semplici idee che combinate tra di loro risultano originali e piacevoli.Io ho percepito un'amore, forse il vero unico amore dell'infanzia-pubertà che possa esistere! Quello tra due amici, la complicità nel dividere qualsiasi cosa e poi il duro impatto con la realtà che sotto forma di destino ti fa percorrere cammini diversi e ti lascia una sola certezza: di aver perso l'anima gemella .Forse è anche la nostalgia di un passato ,sempre presente, che amplifica le emozioni.
Lu^^
Inviato: 22/10/2012 21:57  Aggiornato: 22/10/2012 21:57
Just can't stay away
Iscritto: 17/8/2003
Da:
Inviati: 402
 Re: Dov'è il Paradiso?
ciao Icasc.. il tuo racconto è scritto bene, senza particolari errori grammaticali.. ma mi sembra che il finale sia un po' troppo frettoloso.. invece mi è scappato un sorriso quando parlavi delle "bravate" dello Spirito Santo.. direi che è quello che si dicono tutte le persone con un minimo di ironia, a volte certe storie sembrano più Beautiful che altro, pure nelle sacre scritture
lcasc
Inviato: 26/10/2012 21:19  Aggiornato: 26/10/2012 21:19
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Dov'è il Paradiso?
Ciao LU^^, ti ringrazio del commento, arrivato in un momento quando credevo il sito abbandonato. Per conoscerti meglio sono andato a leggermi alcune delle vecchie tue cose, che mi sono sembrate molto buone.
Lo Spirito Santo ti ha fatto sorridere? Ma sapessi quante altre ne ha combinate in passato e ne combina anche al presente. Solo che ora abbiamo l'aborto legalizzato ed è difficile che si lasci venir fuori un nuovo Cristo. E poi abbiamo l'esame del DNA per riconoscere l'origine divina. I tempi cambiano. Un saluto.
Enzino
Inviato: 4/3/2013 15:40  Aggiornato: 4/3/2013 15:40
Just popping in
Iscritto: 25/9/2011
Da:
Inviati: 46
 Re: Dov'è il Paradiso?
Una storia in cui hai esibito una vena comica (ed ironica). Bene!
Leggendo non mi sono "incagliato" in qualche espresssione o periodo "paludosi" e "pesanti", mi sembra che tutto scorra.
Enzo
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