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Letture Incrociate - Racconti : Incontri forse
Inviato da arbogast il 26/5/2012 18:00:30 (717 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Un’unica stanza illuminata nella griglia di finestre quadrate del palazzo di fronte. E’ il suo ufficio, Lui lo sa. Lei è sola e evidentemente ha un sacco di lavoro da sbrigare. Nessun altro a rompere le scatole, un’occasione perfetta. Dalla sua posizione privilegiata può osservare quando Lei smetterà di lavorare. La stanza tornerà buia e Lei scenderà le due rampe di scale e si dirigerà a passo rapido alla fermata dell’autobus.

Sa bene che Lei prende il suo stesso autobus, e Lui farà in modo di essere lì. E’ capitato più volte che si incontrassero alla fermata, ma ognuno era con i propri colleghi e non erano riusciti a scambiare altro che un sorriso o un impacciato ciao. Ma adesso sono le sette passate, tutti i colleghi rompiscatole sono andati via da un pezzo. Solo Lui e Lei. Alla fermata, Lui le rivolgerà la parola, poi saliranno sull’autobus e si siederanno vicini. L’occasione che aspetta da mesi. Volge lo sguardo allo schermo del computer, ma le caselle rettangolari dei fogli excel non gli dicono assolutamente nulla. Chiude il programma, torna a guardare la finestra illuminata del palazzo di fronte, poi il suo orologio. Sono quasi le sette e venti. Ma quando si muove?

Lei ticchetta con la sua penna rossa sul documento rilegato a spirale che illustra il bilancio dell’ultimo semestre, ma poi torna ad osservare lo schermo del suo laptop, aperto sul sito web della compagnia di trasporti cittadina. C’è un autobus ogni quindici minuti, fino alle otto. Poi nessun autobus fino alla mattina presto. Non è mai rimasta così tardi in ufficio. Certo, avrebbe potuto portare a casa il documento da revisionare, e mezz'ora fa si era infatti alzata dalla scrivania e infilata il suo Barbour, quando aveva scorto nel palazzo di fronte un’unica stanza illuminata, la seconda del terzo piano, e il respiro le si era fatto improvvisamente più intenso. Non avrebbe mai potuto confondersi: era il suo ufficio. Lui era ancora lì, da solo. Adesso getta lo sguardo su quella luce arancione che emerge dai contorni sfumati dal nero della sera invernale, e un brivido le risale la schiena quando pensa che forse, quasi sicuramente, le uniche persone in quel complesso di edifici interconnessi sono Lei e Lui. L'occasione che aspetta da mesi. Non si è tolta il cappotto. Appena il palazzo di fronte tornerà completamente buio, Lei sgattaiolerà via e lo incontrerà alla fermata dell'autobus.

Giornata pesante, eh? No, troppo banale, sembra uscito dai dialoghi di un telefilm americano. Come mai ancora in ufficio? Mah, troppo da impiccioni. Forse semplicemente Vedo che non sono il solo a lavorare fino a tardi. Lui si tormenta con ostinazione i riccioli che gli ricadono sull'orecchio sinistro mentre cerca di elaborare un modo semplice ed efficace di rompere il ghiaccio con Lei quando presto, molto presto, si ritroveranno soli alla fermata dell’autobus. Sbuffa e facendo leva sulla scrivania spinge all’indietro la sedia girevole su cui è seduto. Quasi sbatte contro la parete alle sue spalle. Sei un idiota, dice tra se e sè. Le dirà quel che gli verrà in mente, non ha senso pianificare. O forse le parole gli moriranno in gola? Spera che lo sguardo di Lei gli sia amico, che silenziosamente inviti le sue parole a venir su come fiori di loto su una superficie lacustre.
Lui chiude gli occhi e si concentra sul rumore della ventola del computer, cerca di rilassarsi alla regolarità di quel suono. Tira di nuovo la sedia verso la scrivania, fissa con intensità le icone sullo schermo finché diventano sfocate e deve sbattere le palpebre, prende alcuni fogli con vecchi appunti, li accartoccia e prova a lanciarli nel cestino di fronte, il moto parabolico è perfetto ma la palla di carta finisce a terra, poco male. La stanza di fronte è ancora illuminata. Lei non vuole andarsene e Lui non sa cosa fare per alleggerire l’attesa.

L’angolo destro dello schermo del laptop la informa che sono le sette e trentotto. Lei tira su dalla sua borsa Mandarina Duck un piccolo beatycase foderato in raso e smuove la chiusura magnetica. Ne estrae uno specchietto rotondo, vede il suo viso riflesso e pensa sono un disastro. Occhiaie pesanti e capelli inguardabili. Con due dita cerca di distendere le borse sotto gli occhi, poi si sistema il ciuffo sparpagliando i capelli sulla fronte. Adesso è un po’ rincuorata. No, dai, non sono così male, è colpa della luce al neon se si vedono le rughe. Tira su il rimmel ma lo rimette subito dentro. Cretina, dice tra sé e sé. Che penserà Lui se vede che ti trucchi per andare in ufficio? Torna a guardare fuori. La luce nel palazzo di fronte è ancora una fredda casella arancione indifferente all’ansia che le monta nel petto ad ogni istante. Maledizione. Ma quando si muove?




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
lcasc
Inviato: 29/5/2012 20:33  Aggiornato: 29/5/2012 20:33
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Incontri forse
Caro Arbogast, spero che anche stavolta il mio non rimanga il solo commento. Credo che i tuoi scritti meritino una maggiore attenzione da parte dei critici e lettori. Tuttavia questa tua ultima prova non mi convince molto, prima di tutto per la povertà del soggetto, ma anche perché la minuzia dei particolari lascia intuire abbondantemente in anticipo il finale un po' banale. Penso che le tue capacità espressive sarebbero meglio ricompensate se fossero messe al servizio di temi più interessanti.
arbogast
Inviato: 1/6/2012 18:13  Aggiornato: 1/6/2012 18:13
Just popping in
Iscritto: 16/10/2010
Da:
Inviati: 34
 Re: Incontri forse
Caro Lcasc, volevo ringraziarti di cuore per l'interesse che provi per i miei testi e per i tuoi commenti. Per quanto riguarda, di certo scrivo non solo per me stesso ma pensando ai possibili lettori, e per questo credo sia estremamente importante ricevere feedback da loro.
Ho cercato di impostare questo racconto in modo diverso dalle mie tipiche storie surreali/iperboliche, focalizzandomi su qualcosa di più minimalista, i piccoli grandi equivoci che ci impediscono di vivere una quotidianità serena.
Ho capito come sia difficile autovalutarsi, per questo ti sono davvero grato del tuo commento, che mi spinge a spronare la mia vena più fantasiosa e grottesca piuttosto che cercare di addentrarmi nelle pieghe della pura ricerca del reale. Grazie davvero.
Ti invito a visitare il mio blog La Notte Le Vongole.
Lu^^
Inviato: 23/10/2012 0:23  Aggiornato: 23/10/2012 0:23
Just can't stay away
Iscritto: 17/8/2003
Da:
Inviati: 402
 Re: Incontri forse
a me è piaciuto, e mi piace ancora di più quando si scandaglia nella psicologia dei personaggi, Lui e Lei, con la L maiuscola. E poi scrivi bene, le descrizioni ben fatte sono quelle che ti coinvolgono nel soggetto e te lo fanno immaginare. Io me li sono proprio visti, e mi sono pure vista lo scenario. Più di tanto non possiamo essere prolissi, sono racconti brevi ed è giusto che rimangano così. Ogni tanto il lieto fine si può evitare, non sempre dev'essere d'obbligo.
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