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Letture Incrociate - Racconti : Il foglio
Inviato da _alessandro_ il 15/3/2011 18:10:00 (1297 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Arrivai presto all'ex Cassa Mutua e a quell'ora fu facile trovare parcheggio. Salii le scale esterne, aprii la porta a vetri, entrai. La sala era deserta e notai un uomo di mezz’età seduto su una panchina. Aveva una matita in mano e un foglio su una carpetta a mo' di piano d'appoggio. Fissava l'ingresso e mi vide entrare. Mi misi a sedere, sentendomi osservato. L'uomo teneva il gomito destro sulla spalliera, la matita appoggiata alle labbra e dondolava la gamba sinistra, accavallata sull'altra, tamburellando con le dita sul foglio. Passarono alcuni secondi e annotò qualcosa sul foglio. Poi si rimise in posizione continuando a dondolare, tamburellare e fissare l'ingresso. In seguito, solo di tanto in tanto il suo sguardo indagatore giunse fino a me.

L'orologio alla parete segnò le otto e nove minuti, quando entrarono due signore sulla sessantina, probabilmente sorelle o amiche, che abbassarono il volume della loro voce non appena si resero conto che il vuoto di quell'ambiente stava amplificando notevolmente le parole dei loro pettegolezzi.
L'uomo le seguì per tutto il loro tragitto, dalla porta alle sedie. Lasciò che si accomodassero e annotò di nuovo qualcosa sul quel foglio, ma stavolta in due tempi, e in quell'indugio, durato giusto un attimo, portò la matita alla bocca e sollevò di nuovo gli occhi verso le due donne cercando di mettere a fuoco la loro immagine. Non pareva curarsi minimamente del fatto che il suo comportamento potesse essere quantomeno inopportuno.
Immaginai che stesse elaborando qualche indagine statistica. Magari annotava l'età approssimativa degli avventori o la loro estrazione sociale o il tipo di prestazione per la quale si trovavano in quel posto. Diverse ipotesi si fecero largo dentro di me, ma mai nessuna che prendesse il sopravvento sulle altre.
Sarei stato il primo a entrare in ambulatorio, se una delle due signore non si fosse avvicinata chiedendomi gentilmente di cederle il turno perché, disse, sua sorella era dovuta andar lì con lei necessariamente, ma non si sentiva molto bene. Mezz'ora in più, mezz'ora in meno, non mi avrebbe certo cambiato la vita. Non c'era alcun problema.
L'uomo continuò a scrutare e annotare per una buona oretta, poi si diresse verso il bagno lasciando carpetta, foglio e matita sulla panchina, accanto al cappotto e al cappello. Fu più forte di me, mi alzai e camminai fin lì, svelto ma disinvolto. Lasciai scivolare l'occhio sul foglio, ma il suo lato interessante era rivolto verso il basso. Tornai indietro, stavolta passando più vicino alla panchina, e col ginocchio urtai la carpetta che sporgeva un po', facendola cadere. Preoccupato, mi abbassai e raccolsi il foglio che però mi guardava sempre dal lato sbagliato, bianco. Proprio in quel momento l'uomo aprì la porta. Teneva la testa bassa mentre si asciugava le mani con della carta. Ebbi così il tempo di rimettere tutto al proprio posto e per fortuna non si accorse di niente, o almeno così credetti. Rimasi in zona per non destare sospetti e azzardai anche un sorriso di circostanza guardandolo dritto negli occhi. Ricambiò il gesto, ma non sorrise. Si limitò a fare un cenno con la testa e andò subito a sedersi, esattamente nella posizione di prima.
Lo vidi passare al setaccio tutta la sala, volgendo ripetutamente lo sguardo dal foglio agli astanti e viceversa. Che stesse architettando un’azione terroristica non era molto plausibile, non avrebbe lasciato il foglio incustodito. Tuttavia, al momento nessuna pista era da scartare.
Quando il suo scanner arrivò al mio posto vuoto, io stavo passeggiando proprio davanti a lui. Sentii la sua occhiata accusatrice addosso, ci mancava solo che mi sgridasse intimandomi di tornare al mio posto. Lo guardai timidamente e mi fulminò, fu come se volesse entrarmi in testa passando per gli occhi.




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Autore Albero
lcasc
Inviato: 20/3/2011 18:21  Aggiornato: 20/3/2011 18:43
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Il foglio
Ciao Alessandro, questa è una prova. Ho tentato due volte di mandarti il mio commento, ma ogni volta Ozoz non ha funzionato come si deve e il mio testo è andato perduto. Questo è un tentativo per vedere se il blog è tornato a funzionare. Il commento cominciava così: Il racconto è di agevole lettura...

Sì, questa volta ha funzionato, ma con tempi di attesa assurdi. Non mi fido. A presto. Un saluto.
lcasc
Inviato: 23/3/2011 21:06  Aggiornato: 23/3/2011 21:06
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Il foglio
Io provo ancora, Alessandro. Può darsi che anche stavolta rimarrò fregato. La prima volta avevo mandato un commento più articolato. Adesso cercherò di essere veramente stringato. Mi dispiace della pigrizia dei commentatori. Bene, ti ripeto che ho trovato la lettura agevole, ma un tantino appesantita dalla minuzia dei particolari e dell'azione, che avvincono comunque la curiosità del lettore. Ma la fine mi ha lasciato di stucco, con le pive nel sacco, come si dice. Penso, Alessandro, che la tua penna sarebbe degna di miglior causa. Esercitarsi, d'accordo, ma poi occorrerebbe rimpinguare il linguaggio con una storia che valga la pena di raccontare, con la verità della vita. Un saluto. A rileggerti.
_alessandro_
Inviato: 25/3/2011 14:20  Aggiornato: 25/3/2011 14:20
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Il foglio
Caro Lcasc, tu mi parli di verità della vita, ma io rimango senza parole dinnanzi a questo: la verità della vita? Ma esiste la verità? Beh, sì che esiste: una cosa vera, e ti assicuro che è vera, guarda... ti ci puoi giocare un braccio, è che mi piace la nutella, ma mi piace davvero tanto e non so resistere!

A parte gli scherzi, è ovvio che ti riferisci alle verità della vita privata di ognuno di noi, e in questo caso potrei raccontare della grande pena che mi porto nel cuore in contrapposizione all'amore immenso di cui è pregna la mia famiglia, un amore incondizionato, assoluto e corrisposto, una verità assoluta, l'unica forse, ma questo tipo di realtà mi è ardua da descrivere nero su bianco, ci ho provato, però non sono riuscito a trasmettere le mie sensazioni come avrei voluto, e anzi ho subito anche qualche mazzata, e in questi casi, su questi temi, ci soffro, quindi prima di pubblicare qualcosa ci penso.

Oppure ti riferisci a quelle verità oggettive che si possono sperimentare sul campo (vedi ad esempio zone di guerra o guerriglie, dove si vive la morte, la disperazione per un po' d'acqua o un pezzo di pane o semplicemente per un abbraccio della mamma che non c'è più) e non per sentito dire o per averlo visto in TV, ma questo tipo di realtà mi è impossibile, purtroppo (e dico purtroppo con cognizione di causa), soprattutto in questo periodo della mia vita, da visitare e quindi analizzare, imparare ed essere in grado di raccontarla in modo corretto e libero da pregiudizi.

No, dunque, non sono in grado di parlare di verità. Quello che mi piace fare è scrivere e non per esercitarmi, proprio per la scrittura in sè. Mi fa stare bene, mi sfogo: c'è chi fa spinning, chi kick-boxing... io scrivo cose fini a se stesse. Senza alcuna intenzione o ambizione: nè di insegnare, nè di far riflettere, nè tantomeno di parlare di verità. Così è. Ovvio che se incontro qualcuno che si avvicina al mio modo di vedere le cose e riesce a cogliervi un senso, lo stesso che io ho cercato di darvi, ben venga... per me sarà il Successo.

Grazie, comunque, per l'elogio alla mia penna.

ps. i commenti io prima li scrivo in un file di testo o word e poi li invio, così se qualcosa va storto non perdo niente e riprovo a inviare... questa è un'altra cosa "vera"!
Jack88
Inviato: 26/3/2011 13:53  Aggiornato: 26/3/2011 13:53
Just popping in
Iscritto: 8/5/2005
Da: Lecce
Inviati: 42
 Re: Il foglio
Ciao alessandro,
ho appena finito di leggere il tuo racconto e devo dire che sono un po' perplesso.
La lettura è agevole, coinvolgente, a volte incalzante ed è un ottimo punto di partenza. Nel senso che ho provato piacere a leggere il testo.
Non so perchè ma la storia non regge. Almeno, per quanto mi riguarda, andare a fare una visita in ospedale è una tragedia, sapere di dover star lì ad aspettare, a perdere intere giornate senza far nulla. Per questo trovo pressochè strano che il protagonista rifiuti al suo "tanto agognato" turno per scoprire un qualcosa che lui si è immaginato nella mente.
Una grande curiosità domina la scena, con una conseguente mente distorta che immagina attentati e via dicendo. Non sono aspetti negativi, ma a volte esagerati e irreali.
Per il resto, oltre alcuni errori (tipo: Cercai di immaginarmi quel foglio, sarebbe meglio dire cercai di immaginare) è un punto di partenza molto buono, ma deve essere affinato nello stile (eviterei parolacce) a volte troppo frenetico a superficiale ;)
ottimo lavoro
jack
_alessandro_
Inviato: 26/3/2011 18:25  Aggiornato: 26/3/2011 18:25
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Il foglio
jack, per essere precisi, mi trovavo lì per rinnovare la patente...
riguardo al fatto che trovi strano che il protagonista decida di perdere il suo turno, ti rispondi da solo quando riconosci in lui la mente paranoica
grazie del commento
un saluto
lcasc
Inviato: 27/3/2011 13:33  Aggiornato: 27/3/2011 13:33
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Il foglio
Caro Alessandro, dato che mi hai risposto scherzosamente (almeno mi sembra), voglio farlo anch'io. Ma lo sai come si fabbrica la nutella? Con farina di arachidi mischiata con scarti nauseabondi di grassi animali e l'aggiunta di qualche aroma chimico assuefacente, propizio per lo sviluppo del cancro. Questa sì ch'è una cosa"vera". Medita meglio e indaga questa realtà. Sì, scrivere è divertente, soprattutto quando si tratta dei commenti su Ozoz; ma in altri casi si può unire l'utile al dilettevole, ch'è forse meglio.

P.s. Come tu faccia a inviare più volte i testi già scritti attraverso la finestrella obbligatoria di Ozoz, senza doverli ribattere, mi resta un mistero, che ti sarei grato se tu me lo volessi chiarire. Spero che anche questa sia una cosa davvero "vera". A rileggerti. Un saluto
_alessandro_
Inviato: 27/3/2011 20:25  Aggiornato: 27/3/2011 20:25
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Il foglio
beh... se ci mettessimo ad indagare su tutte le schifezze che mangiamo, finiremmo morti di fame... tuttavia, sulla nutella: era solo un esempio, è vero che mi piace, ma non ne mangio praticamente mai, evito proprio di comprarla proprio perché è come una droga...

la tua richiesta di chiarimento mi sembra un po' strana, comunque questo è quello che faccio quando devo scrivere qualcosa che sia un po' articolato (non è il caso ad esempio di questa risposta, che anche se la perdo non è niente di tanto ragionato): apro word o applicazione simile, comincio a scrivere e salvo il file da qualche parte sul disco; alla fine seleziono tutto il testo, copio, apro la finestrella di ozoz e incollo... voilà, il gioco è fatto! se ozoz fa i capricci, mi basta ricopiare e incollare di nuovo...
senza
Inviato: 22/4/2011 21:04  Aggiornato: 22/4/2011 21:04
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Il foglio
a dire il vero la prima cosa a cui ho pensato è che il tipo potesse star facendo proprio delle caricature, anche perché ogni tanto mi capita di schizzare il volto degli sconosciuti ( Leonardo anzi lo consigliava! ). quindi niente finale a sorpresa.
il racconto non è scritto con molta cura, sembra riletto un'unica volta, comunque l'idea è carina, anzi potresti insistere ancora di più sul fatto che l'uomo si infastidisca per la paranoia e l'interesse che suscita nel preotagonista
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