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Letture Incrociate - Racconti : Dove danzano le anime
Inviato da arbogast il 25/2/2011 10:30:00 (1936 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Io so che esiste un luogo dove danzano le anime, liberate dalle incombenze della vita, che giocano e si fondono e si accendono come fuochi fatui, e come loro svaniscono. E’ luogo di luci e di penombra, di colori tenui, voci sussurrate come sospiri, baci bagnati e svaniti, solletico e carezze.
E mentre osservo i detriti del mondo che ci resta, intasandomi di ossigeno sporco ed esaurendo a poco a poco i miei respiri, la mia anima, in quella dimensione sì lontana, si agita entusiasta come fumo al vento, e si perde come goccia di pioggia nell’oceano.


Sono seduto alla mia piccola scrivania bianca, e La vedo. Sì vicina, sì lontana. Un brivido di occhi nocciola che mi sale sulla schiena. Le sue dita sottili e senza unghie tamburellano la tastiera, dolci. Ora Lei è di spalle, non mi guarda. Ma le nostre anime, altrove, stanno già facendo l’amore.
Quale anelabile speranza poter scrutare l’altra dimensione, sia pure per un solo istante! Tornare carichi della certezza che qualcos’altro esiste, e in tal certezza dare un senso alle cose. A volte, mentre scivolo nell’oblio del sonno, prego di poter scorgere l’interminabile festa che si nasconde al nostro sguardo, e al contempo ne ho paura: come fare poi a tornare nel mio mondo, a ricordarmi di esser uomo dopo tale incanto? Al bimbo goloso non si può offrire un singolo biscotto; ma la tentazione è forte, lui accetterà lo stesso, perché i patti possono essere infranti. E’ dunque lecito illudersi di essere anima, quando ci si accorge di rubare spazio al mondo, grotteschi contenitori di sangue e carne e sperma?

Oggi Lei mi ha parlato. Poche parole, ma non importa; per me i suoi fonemi sono le note su cui danzano le anime. Parla di bilanci e resoconti fiscali, e io rispondo aliquote e tasse statali. E’ un codice criptato per l’accesso a un altro mondo, Lei mi ama, lo so, e la sua anima sta pungolando la mia come una salamandra ancora insicura della sua preda. Piacevole è il morso dell’amata, quando i denti nella carne s’illudono di raggiungere l’anima. Alla fine si siede, come sempre di spalle, ma altrove le danze sono appena iniziate.
Com’è duro mantenere la parvenza di uomo in un mondo di uomini, com’è triste cercare sicurezza nei contorni degli oggetti. A volte percorro chilometri a vuoto e sono triste, dov’è la mia casa? Non sono quattro pareti ingiallite la mia meta. Casa mia è altrove; mi siedo su una panchina, e d’improvviso la vedo.
C’è una festa silenziosa, pallidi damerini col codino reggono piramidi di cristallo, fragile, è pericoloso avvicinarsi, non fate rumore vi prego! Sul riflesso del cristallo scorgo le anime, sono tutte lì a guardare, e il mio viso si curva, sorrido. C’è l’ho fatta, dunque, finalmente casa mia! Ma il rombo di un motore in corsa e il fischio di un passante poco educato e io sono già in piedi, cammino a passo rigido. Era solo fantasia.

Scatole e fiocchi, plastica e alluminio, zucchero e carta; le mie mani e le mani degli altri afferrano e riempiono i carrelli, ferrose gabbie per questi mostri. E nel finto biancore delle luci al neon La vedo, vicino alla cassa, in fila. Il suo carrello è pieno, più del mio. Mi avvicino e mi vede. Sorride, io anche; altro codice per oggi, si parla di bollette e supermercati, di prezzi e di cene e di pranzi. E mentre mi perdo nel rosso delle Sue labbra, altrove le nostre anime si svegliano e si attorcigliano come murene eccitate. Coraggioso e vispo è l’agitarsi del mio sguardo su di Lei, sensuale la sua lingua che sbatte sul palato, protetta dalla candida muraglia dei suoi denti, irraggiungibile. La fila è finita, Lei se ne va, di nuovo sparisco nel lerciume delle strade.

Finalmente è successo. Ci sono stato. Questa notte. Mentre smarrivo la cognizione di me ho sentito un brivido sulla spalla. Era una lastra di granito, freddo è il contatto con la pelle. Mi giro e di granito vedo intere pareti, ruvide allo sguardo. E’ un tintinnio di note dolci, come campanelli di vetro mossi dal vento di tramontana. Vedo neonati rotolarsi ridendo sulla sabbia umida del bagnasciuga; la loro pelle diviene crespa come carta vetrata, ma rapida l’onda che giunge ne recupera la salata dolcezza. Sulla stessa spiagga vedo due anziane donne, capelli bianchi al vento, sfiorarsi l’una con l’altra i solchi che l’età ha scavato sul viso; i loro volti sono vicini, gli occhi sorpresi come quelli di due bimbe; ora si stanno baciando. Vedo un ragazzo alto, forte, che corre e ride e afferra le due donne per il braccio e le porta via. Rapido come il vento, le due anziane stanno volando, sono ormai due puntini nell’orizzonte, tra il giallo della sabbia scaldata dal sole e la vertigine dell’azzurro. Vedo due uomini e due donne sdraiati, in fila, ognuno stringe la mano dell’altro. Serrati i loro occhi, secche le labbra di salsedine. Respirano. Forte è la tentazione di sdraiarmi tra loro.
E infine c’è Lei. Certo. Non poteva non esserci. Di spalle, i lunghi capelli neri al vento. Il mare davanti . Ora non siamo in ufficio. Mi avvicino. Le sfioro il collo con due dita, Lei ha un sussulto e fa per girarsi. Ma io chiudo gli occhi. E sono di nuovo tra le anime.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.

Autore Albero
lcasc
Inviato: 1/3/2011 19:15  Aggiornato: 3/3/2011 21:22
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Dove danzano le anime
È un pezzo perfetto, arbogast. L'ho letto più volte per cercare qualche piccolo neo, come si usa su ozoz, ma ho perso il mio tempo. Mi riservo di ritornarci sopra per apportare un commento più adeguato. Complimenti.

*****

Eccomi per l'aggiunta che avevo promesso. Ho letto le tue altre cose, dopo aver apprezzato l'ottima prova di questo scritto. Era necessario per accertare se fosse una costante della tua scrittura la seducente padronanza stilistica che la sostiene. Complimenti.
Ho trovato che ti piace cimentarti con i soggetti più diversi, anche se accomunati dalla curiosa ispirazione, non dico dell'incredibile, ma del bizzarro, sulla soglia dell'invalicabile e dell'inconoscibile. Ma è un modo di mettere alla prova fino al limite le proprie possibilità.
Ho trovato divertente e ben scritta, anche se spiazzante, la storiella di "Finché trovò la soluzione". I sintomi non avrebbero consigliato una cura tanto drastica e disappropriata, anche perché, ad avvenuta guarigione, non ci sono più pezzi di ricambio. Sarebbe bastato un po' di bromuro, come si usava ai vecchi tempi, quando non si aveva tanta facilità come oggi di usare l'aggeggio, per cui diventava per molti un ingombro vistoso e inutile. Un saluto.

Autore Albero
giudil
Inviato: 25/3/2011 17:31  Aggiornato: 25/3/2011 17:31
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 16/7/2004
Da:
Inviati: 201
 Re: Dove danzano le anime
Lo so che i commenti entusiastici, per ironico contrappasso, sono quelli che meno danno, ma così è per questo racconto: è semplicemente perfetto. Trabocca di immagini, di significati oggettivi e di spunti per proprie affabulazioni ed ipotesi ed assonanze. Poesia immaginifica e saldo, razionale interrogarsi, con un'ironia strana, di chi sa certamente di più di quanto riusciamo a cogliere. Complimenti davvero e grazie per la bella lettura.
Giu

Autore Albero
senza
Inviato: 27/3/2011 22:48  Aggiornato: 27/3/2011 22:48
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Dove danzano le anime
non ti voglio offendere, ma ho trovato questo racconto assolutamente smelenso e privo di contenuto, mi ha ricordato quelle cose che potevo leggere in terza media quando l'idea dell'amore e del cavaliere azzurro non avevano ancora cozzato contro il principio di realtà.
le pecche principali sono 2:
1 sembra troppo una donna a parlare ( credo invece sia un uomo, giusto? ) e per di più a parlare per un pubblico di adolescenti o pre adolescenti.
2 la ripetizione continua della parola anima/e ( che contribuisce non poco all'impressione di sopra ) rende più noiosa e ripetitiva una lettura che in fin dei conti potrebbe essere piacevole dato che, non c'è nulla di dire, scrivi abbastanza bene

Rispondi Autore Inviato
 Re: Dove danzano le anime giudil 28/3/2011 9:51
    Re: Dove danzano le anime senza 29/3/2011 10:30

Autore Albero
arbogast
Inviato: 13/4/2011 20:33  Aggiornato: 13/4/2011 20:33
Just popping in
Iscritto: 16/10/2010
Da:
Inviati: 34
 Re: Dove danzano le anime
Esatto, a scrivere è un uomo. A dire il vero ho scritto questo racconto quasi sei anni fa, abbastanza di getto, e l'ho ripescato per caso dagli anfratti del mio hard disk.
E' nato tutto dall'incipit, "Io so che esiste un luogo dove danzano le anime", poi il racconto si è praticamente scritto da solo.
Ammetto che possa suonare un po' "inconsistente", ma sono felice che molti lo abbiano trovato così interessante. Non scrivo di professione, anzi nella vita faccio tutt'altro, ma i vostri commenti mi incoraggiano a coltivare questa passione che a volte dimentico di seguire per pura indolenza.
Ancora grazie di cuore per i commenti, sia positivi che negativi.

Autore Albero
alesce
Inviato: 12/12/2011 16:19  Aggiornato: 12/12/2011 16:19
Just popping in
Iscritto: 12/12/2011
Da:
Inviati: 5
 Re: Dove danzano le anime
Leggere é come guardare un quadro, una scultura o ascoltare una musica, deve darti delle sensazioni. E questo racconto mi ha riempito di sensazioni. I passaggi fra sogno e realtà, spirito e materia conditi con la contraddizione sempre presente fra quello che si é quello che si vorrebbe essere prendono il lettore per mano e lo trasportano in un mondo onirico senza mai fargli perdere la consapevolezza che tutto avviene in un mondo virtuale e che basta aprire gli occhi perché questo svanisca. Un racconto dove la parola crea l'immagine e l'immagine va al di là della parola. E' sorpendente come nello spazio di poche battute l'autore riesca a creare l'atmosfera giusta perché il lettore possa evadere, partire da questo mondo e rimanere "dove danzano le anime" anche dopo che ha finito di leggere. Incantevole, e anche molto umano, il modo in cui la sorpresa di essere riusciti a raggiungere una nuova dimensione sia mitigata dalla paura di non riuscire a rimanerci. Insomma, questo racconto dimostra, se ce fosse bisogno, che il sogno é necessario e viaggiare con la fantasia non solo é possibile ma é anche indispensabile per sopravvivere e rimanere umani.
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