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Letture Incrociate - Racconti : L'amore ai tempi della dentiera
Inviato da doxa il 4/11/2010 13:13:52 (1418 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Dopo cena aspettò che finisse lo sceneggiato e che sua moglie si ritirasse in camera da letto. Filò a sua volta nel bagno, si rasò, sciacquò diligentemente l’apparecchio mobile superiore e lo riassestò con cura. Si spruzzò di profumo, forse eccessivo, indossò un pigiama pulito.
Amalia era già a letto. Leggeva dandogli le spalle.
Enrico gettò sul paralume un foulard di chiffon trovato in un cassetto, come aveva visto fare in un film. La luce si fece azzurrina. Si infilò sotto le lenzuola.

All’ondata di Drakkar Nero giuntole alle narici, sua moglie si voltò stupita.
Lui le sorrise in un bagliore di porcellana ed allungò una mano.
Lo sguardo della donna si fece perplesso.
Il viagra preso un’ora prima cominciava a funzionare. Non le aveva detto nulla: voleva farle una sorpresa. Era lui stesso molto sorpreso.
Amalia, più giovane di lui e ancora soda e piacente, si lasciò avvicinare cedendo alle carezze. Era tanto che non accadeva.

Ai preliminari, un po’ frettolosi, ma Enrico aveva paura che la pillola lo mollasse sul più bello, seguì il rapporto. E questo fu lungo. Enrico, che non aveva mai avuto una simile resistenza, non riusciva a capacitarsene: forse aveva assunto un dosaggio troppo forte?
La moglie, sotto di lui, ansimava un po’. Vuoi per il peso, la posizione non proprio comoda, ma, soprattutto, per la mancata consuetudine a quella ginnastica scatenata che andava avanti…da quanto? Non riusciva a vedere l’orologio.
Quello che vide, dopo un altro quarto d’ora circa, fu una voluta di fumo azzurro. Strano: Enrico non aveva mai fumato in camera da letto.

In effetti il fumo era sprigionato dal foulard venuto a contatto della lampadina. Ma il Drakkar Nero sovrastava l’odore di bruciato.
Il marito continuava nella sua performance del tutto ignaro di ciò che lo circondava. Amalia cercò di girare la testa, ma Enrico la bloccò sul cuscino con un bacio.
Il foulard aveva ormai preso fuoco. Al di là delle spalle del marito, Amalia lo percepì con terrore e lanciò un grido.
Enrico la fraintese e, continuando a trapanare con entusiasmo, cominciò a gridare a sua volta:”Sì…Sì…”
Amalia si divincolò disperatamente allungando un braccio verso l’incendio. Con un colpo di reni riuscì ad invertire le loro posizioni ma, annaspando verso il lume lo fece cadere sul copriletto scalciato a terra dalla foga dell’amplesso. Anche quello cominciò a fumare.


Enrico si accorse finalmente che qualcosa non andava. Si fermò. Amalia fuggì alla ricerca di acqua. Enrico si alzò e la seguì ostentando un ridicolo priapismo, effetto del miracolo che non accennava a smontare neanche in preda al panico.
Amalia tornò con un pentolone colmo che, nella foga, andò a bagnare solo il marito, senza spegnere neanche il di lui ardore. Gettarono sul fuoco una coperta tentando di soffocarlo, ma, essendo questa di un morbidissimo pile sintetico, quello divampò più forte.

Fu giocoforza chiamare i pompieri e pure i vicini per formare una catena d’acqua.
Enrico, che non aveva potuto accedere alla sua vestaglia, trovò per coprisi solo un grembiulino della moglie appeso in cucina. Il vezzoso indumento, però, non riusciva a mascherare né la sua situazione, né il suo imbarazzo. Amalia si era avvolta in un copridivano.
I vicini li guardarono incuriositi, ma si diedero da fare.
Il rogo fu ben presto domato. L’arrivo dei pompieri servì solo ad aumentare la confusione, dato che si sentirono in dovere di spruzzare ovunque e comunque la spuma antincendio.
Quando tutti furono andati via rientrarono nella loro stanza. Annerita dal fumo, il
materasso allagato, un acre odore di bruciato, era ormai impraticabile.
Migrarono tristemente nella stanza del figlio, ormai deserta da quando s’era sposato.

Amalia si raggomitolò sul letto singolo esausta. Enrico, ancora in grembiulino, si guardò intorno stravolto, poi la pregò di fargli un po’ di posto.
Lo sbirciò dal letto e, scorgendo la protuberanza minacciosa che puntava verso di lei come l’ago di una bussola verso il nord, scosse la testa inorridita.
Poi esclamò con fermezza: “Eh nooo! Non vorrai mica ricominciare?”.




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Autore Albero
strammaio
Inviato: 7/2/2011 16:45  Aggiornato: 7/2/2011 16:45
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: L'amore ai tempi della dentiera
Ah ah ah! Doxa, tu non mi deludi mai!!!
Il raccontino è molto carino, simpatico e ben scritto. Forse il finale è un pò pleonastico - intendo proprio l'ultimo capoverso- forse farebbe più effetto se lui si coricasse guardando la tenda indiana che si innalzava all'altezza del suo basso ventre. e magari ci avrei anche aggiunto uno scintillio di porcellana, a quel punto!
Comunque dico giusto per dire. Il racconto è divertente e arriva dritto al punto
Compliments!!!
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