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Letture Incrociate - Racconti : Storia d'amore coi germi
Inviato da arbogast il 18/10/2010 11:08:17 (1782 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Sulla tovaglia un’enorme busta di patatine al formaggio.
Marco decide che per nessuna ragione al mondo l’aprirebbe.
Marco apre la busta di patatine, ne afferra una manata e se la porta in bocca.
Come le pale di un tritarifiuti i suoi denti massacrano quelle sfoglie dorate trasformandole in pochi istanti in una pappa giallastra e salata.

La bocca sbatte, la masticata è meccanica e rumorosa. Rabbia, sonno, rancore, noia, frustrazione. Nessun appetito.
Ha lo stomaco rigirato come una frittata per la solita ricetta salcicce e dessert con panna cui viene sottoposto da zia Palmira a cadenza settimanale. E ha deciso di farsi del male.
Mentre si lascia cadere esausto con la bocca piena sul divano, si accorge che dagli occhi scivola più di una lacrima. Cazzo, di nuovo il raffreddore estivo, pensa.
I raffreddori estivi sono i peggiori, ti attanagliano la faccia e i sensi in una morsa; e non c’è palliativo immediato come il calduccio del fuoco d’inverno.
Silvia è una stronza, lo ha lasciato per Richie Cunningham. E Marco è solo a casa di zia Palmira, gettato sul divano come uno straccio usato sul pavimento, bocca piena e mani sporche d’olio e faccia gonfia e lacrime da raffreddore.
Fa proprio schifo a guardarlo, ma non ditelo, c’è il rischio che ritrovi fiducia in sé stesso. Silvia glielo diceva sempre, fai schifo Marco, sei un vero cesso, con quella pappagorgia e quei capelli unti e quei denti storti. Con la tua voce che sembra uscire da un pozzo di catarro e quello sguardo da triglia in catalessi.
Ma due secondi dopo lo baciava sulla fronte perennemente sudata e gli diceva che era fortunata ad aver trovato un uomo meravigliosamente disgustoso come lui. Marco ne era felice, finalmente una donna che lo apprezza per ciò che è davvero, senza essere costretto a pulirsi la faccia e radersi e farsi la doccia per avventurarsi in quella giungla di false promesse che chiamano mondo civile.

Lui e Silvia si erano conosciuti al Corridore, vale a dire nel più romantico dei luoghi.
Il Corridore è il ristorante preferito di Marco, c’è il proprietario che va in giro in canottiera con i tovaglioli sotto l’ascella sudata, e ti serve la minestra con il pollice infilato dentro a insaporire l’intruglio. Quando è fuori di galera, c’è il Guercio che suona la fisarmonica per ore filate senza pausa.
Marco era a cena con i soliti compagni di sbronze. Gianni gli aveva versato un bicchiere di rosso, lui l’aveva tracannato in un sorso; dopodiché aveva ruttato soddisfatto.
Era un rutto che sembrava uscire dalle viscere della terra, una rapsodia a molteplice cambio di tonalità. Un vero assolo da maestro.
I suoi amici si sbellicarono dalle risate come se non fossero abituati a quelle performance. Persino il Guercio smise di suonare per qualche secondo.
“C’è una che ti guarda”, gli disse Tonino sgomitando, e indicò un tavolo alla sua destra. Marco si girò e i suoi occhi incontrarono quelli di Silvia, che cenava assieme ad altre ragazze. Le amiche sembravano non essersi accorte dello spettacolo di Marco, e continuavano il loro chiacchericcio a schiena curva sul tavolo. Silvia, invece, lo osservava con quella che gli parve infinita sorpresa e ammirazione. Da lì a conoscersi era un soffio, e Marco lo sapeva. Dimenticando le inibizioni che spesso aveva con le donne – quelle non giuste- si alzò dal tavolo.
“Perché non vieni a bere qualcosa qui da noi?”
Cazzo, pensò, sto sbagliando tutto, sono troppo precipitoso, adesso mi dirà “no, grazie” e nei suoi occhi leggerò invece “coglione, non così presto, avresti potuto dirmi qualcosa a fine serata ma in questo modo ti sei giocato la tua grande occasione…”
“Come no, magari!”
Ed era già in piedi vicino Marco. Sergio schioccò le dita e il proprietario sapeva già che doveva portare una sedia al loro tavolo. Quando Silvia si sedette Sergio le aveva già riempito un bicchiere fino all’orlo. La ragazza lo afferrò di scatto versando alcune gocce sulla tovaglia, che era un vero collage di macchie di sugo e unto, con annesse montagnole di cibo rinsecchito. Si portò una mano alla bocca.
“Cavolo…versare il vino è peccato…”
Non finì di dirlo che era lì con la faccia sulla tovaglia, che leccava come se avesse davanti la parete caramellata di Willy Wonka.
Se fino a quel momento l’interesse di Marco era stato solo da semplice approccio per una bella ragazza, con quel gesto qualcosa era successo. Dura da ammettere, ma leccare quella tovaglia che non conosceva lavaggio dall’anteguerra avrebbe fatto schifo persino a lui. Marco era scosso, incredibile ma vero, era innamorato.
L’ultima volta che si era innamorato aveva quattro anni, quando all’asilo aveva visto una bimba sollevarsi la gonna, sfilarsi le mutandine e fare pipì sopra ai giocattoli, con infinita costernazione delle maestre e ammirazione degli altri mocciosi.
Da allora erano trascorsi più di trent’anni, e mentre vedeva Silvia leccare la tovaglia e tracannare tre bicchieri di fila e ruttare soddisfatta, quell’episodio che aveva tanto segnato la sua vita tornò a far capolino tra i suoi pensieri con assoluta nitidità. E non era un caso. Silvia era la donna della sua vita, non doveva farsela sfuggire.
Dopo la cena, si offrì di riaccompagnarla a casa e lei accettò con l’entusiasmo di chi aspetta quella proposta dal primo istante. Durante il tragitto sulla sua Citroen gli aveva parlato di lei, studiava all’università, era prossima alla laurea in antropologia, era single. Marco non aveva mai messo piede in un’università, e soprattutto non aveva mai sentito pronunciare la parola antropologia; questa ragazza è troppo sofisticata per me, pensò con profondo sconforto, mi sono illuso.




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Autore Albero
strammaio
Inviato: 20/10/2010 20:44  Aggiornato: 20/10/2010 20:44
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Storia d'amore coi germi
Eh no, doxa cara, non riporto il passo perchè sto già dormendo con un occhio e mezzo, ma la confusione c'è tra una serie di trapassati e un paio di improvvisi passati remoti...
e adesso
buonanotte!

Rispondi Autore Inviato
 Re: Storia d'amore coi germi doxa 21/10/2010 7:59
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