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Letture Incrociate - Racconti : L'attesa
Inviato da _alessandro_ il 10/8/2010 11:10:00 (1144 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Venerdì 12 Febbraio, ore 11:50.

Apro la porta e la vedo, in piedi, abbracciata al suo sconforto preannunciatomi prima al telefono.

La sala d'aspetto è glaciale. Noto una scrivania e una sedia che mi ricordano la scuola. Di fronte, una poltrona in finta pelle sciupata. A sinistra c'è un armadio metallico mezzo aperto che lascia intravedere delle carpette probabilmente dimenticate, un bicchiere di plastica, un paio di vecchie ciabatte da infermiere. In realtà non mi sembra una sala d'attesa ma la sala di questa attesa, considerando le decine di altri familiari che ho incontrato in piedi nel corridoio qua fuori.

Mia madre mi spiega che una dottoressa l'aveva portata qua per comunicarle quanto doveva e poi c'era rimasta. Questa sorta di privilegio sta però inevitabilmente accentuando l'ansia.
Che fine avrà fatto mia sorella?
L'anestesista poteva evitare di parlare in quel modo preoccupato e preoccupante alla mamma quando non ero ancora arrivato. E' la prassi per interventi delicati, credo, ma adesso lei è scoraggiata, lo avverto. Se ne sta seduta in quella sedia scomoda assorta nei suoi pensieri, le mani in tasca. Per un attimo vedo papà impresso nei suoi occhi gonfi e rossi, sdraiato, bianchi i capelli, bianche le lenzuola, bianco tutto il resto, in attesa di essere addormentato. Ha paura? Non credo, non è da lui, anche se per fortuna non mi è mai capitato di osservarlo in una situazione simile.
Si alza, mi abbraccia. La sento fragile. Io, impotente.
Si svincola dalle mie braccia e si avvicina alla piccola finestra d'alluminio. La immagino guardare le macchine arrancare sulla strada che sale verso il parcheggio e poi volgere lo sguardo sul fondo di quella cartolina. L'azzurro del cielo e il blu del mare si accarezzano. La giornata è inutilmente splendida.
Luciana a questo punto sarà rimasta bloccata nel traffico.
La osservo dirigersi di nuovo verso la sedia.
"Mettiti qua!" le indico la vecchia poltrona marrone all'angolo della stanza.
Esprime un no secco con la testa e va a sedersi sommessamente.
"Dai, ma'... vieni qua!"
Mi penetra col suo sguardo impaurito e mi fa male.
"Non voglio stare comoda!" mi gela.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
doxa
Inviato: 12/8/2010 8:36  Aggiornato: 12/8/2010 8:36
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: L'attesa
Era già bello nella versino ridotta, adesso ancora di più!
senza
Inviato: 12/8/2010 10:22  Aggiornato: 12/8/2010 10:22
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: L'attesa
molto bello, davvero, sei riuscito a coinvolgermi e deprimermi, sarà cho avuto brutte esperienze con gli ospedali di recente però devo dire che hai ben descritto la scena, e il tutto tralasciando i soliti vocaboli che si usano per gli ospedali ( sterile asettico ecc ) redendo lo stesso ben riconoscibile più vivo
però 1) non si capisce cosavrebbbe succedere ecc ecc
2) leva quel "preannunciatomi prima al telefono."

comunque visto che già Apnea mi era piaciuta molto, e un altro racconto lo avevo apprezzato, devo dire che prometti bene, occhio alle ricadute!
_alessandro_
Inviato: 13/8/2010 8:46  Aggiornato: 13/8/2010 8:46
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: L'attesa
grazie doxa, come hai potuto notare ho apportato quelle piccole modifiche che mi avevi suggerito sulla versione corta

senza, avevi fretta? stavi perdendo il treno? nel punto 1, che intendi con ecc ecc ?
sul punto 2, sono d'accordo
comunque se penso ad un ospedale le ultime parole che mi vengono in mente sono proprio "asettico" e "sterile"
grazie anche a te
Neobaumuth
Inviato: 23/8/2010 12:18  Aggiornato: 23/8/2010 12:18
Just popping in
Iscritto: 12/5/2010
Da: Castelnuovo Magra (SP)
Inviati: 31
 Re: L'attesa
Come sempre una bella prova. Quell'inutilmente splendida" riferito alla giornata è fortissimo in questo contesto, e la voglia di non arrendersi, di non mettersi comoda della madre lascia intendere molto sul carattere di quel personaggio senza dilungarsi inutilmente.
Bravo.
_alessandro_
Inviato: 25/8/2010 9:29  Aggiornato: 25/8/2010 9:29
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: L'attesa
Beh, grazie Neobaumuth!

Comunque, se un giorno deciderò di inviare una mia creazione a qualcuno per una valutazione, prima la farò visionare a Doxa. E' stata lei infatti l'autrice della frase "inutilmente splendida". Nella stesura iniziale (corto di 900 caratteri) io avevo scritto "splendida, ma fine a se stessa", indubbiamente molto meno diretto ed efficace.
doxa
Inviato: 25/8/2010 13:41  Aggiornato: 25/8/2010 13:41
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: L'attesa
Ma grazie! Me ne ero completamente dimenticata!
_alessandro_
Inviato: 25/8/2010 13:55  Aggiornato: 25/8/2010 13:55
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: L'attesa
Mannaggia! Potevo starmene zitto!!!
strammaio
Inviato: 31/8/2010 17:16  Aggiornato: 31/8/2010 17:16
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: L'attesa
Il racconto è un buon racconto. L'avevo letto nella versione breve e leggendo me ne ricordavo... cioè ricordavo di aver letto un racconto simile, ma non avevo collegato che anche quello fosse tuo... vabbè, l'età! capiscimi!
Ci sono però delle cose che secondo me stonano. Alcuni verbi, in particolare. In generale apprezzo molto lo sforzo di chi scrive cercando sinonimi ai verbi dire e fare. Tu qui lo hai fatto, ma non so come mai mi pare che il testo quasi ne perda. Mi spiego: tu scrivi “osservare” quando ti riferisci alla fragilità di tuo padre nel letto d’ospedale. Ma un padre fragile non lo osservi, lo vedi per la prima volta nella sua fragilità e la visione ti investe. Non puoi essere freddo e osservare "l'impossibile", resti ghiacciato, non connetti, ti senti tradito, quasi, questo sì, ma non osservi, non fai l’entomologo della fragilità di tuo padre e della tua contemporanea impotenza.
Ecco spero di essermi spiegata. Tra l'altro la stessa sensazione la provo in altri punti del racconto, con altri verbi. Es. NOTO una scrivania e una sedia. ESPRIME un no secco con la testa.
Poi ci sono delle parole che mi convincono poco: es:
Si svincola… o si divincola?
Io, impotente… non sarebbe meglio senza virgola?
Le decine di altri familiari. Sono i tuoi familiari. Forse va detto.
carpette mi fa pensare all’inglese carpet e perdo il filo per un attimo, ma è colpa mia.
Il finale lo lascerei senza la tua sensazione di gelo, ma enfatizzando – nella semplicità – le parole della madre. Sono abbastanza forti da camminare Da sole, sulle loro gambe, fino alla sensibilità del lettore, credimi!
Tre frasi danno luce al racconto: questa finale, quella suggeritati da doxa e quella in cui immagini tuo padre bianco, in lenzuola bianche, bianco tutto. Bravo!
_alessandro_
Inviato: 1/9/2010 8:49  Aggiornato: 1/9/2010 8:49
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: L'attesa
tu scrivi “osservare” quando ti riferisci alla fragilità di tuo padre:
io uso "vedo" quando vedo appunto per un attimo papà negli occhi di mamma; poi uso "osservare", è vero, ma secondo me è un termine opportuno perché, se ci fosse stato un precedente, lo avrei riportato alla memoria con l'obiettivo di capire se mio padre potesse aver paura in quella situazione o meno e per capire una cosa la osservi, non so se mi sono spiegato...

noto... esprime...:
qui ti do un po' di ragione

svincola… o divincola:
svincolarsi v. rifl. liberarsi da qualcosa che trattiene, che impedisce il movimento
divincolarsi v. rifl. contorcersi, dimenarsi, spec. per liberarsi da una stretta.
è indubbiamente più adatto svincolarsi

io, impotente:
la lettura resta quanto basta sospesa su "io", sollevandomi leggermente per farmi subito tracollare nell'impotenza

le decine di altri familiari:
no, non sono i miei familiari, sono i familiari degli altri pazienti che si trovano nelle altre sale operatorie

il finale: questo lo sapevo! ero convinto che non andasse svelato il mio gelo, non mi piaceva proprio, solo che temevo che potesse non arrivare, ed essendo la parte cruciale, rappresentando per me la spina dorsale del racconto, non volevo che accadesse... ma il tuo "credimi!" mi conforta

grazie davvero
strammaio
Inviato: 1/9/2010 12:57  Aggiornato: 1/9/2010 12:59
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: L'attesa



ps: anche alla luce della tua spiegazione vocabolario alla mano, continuo a preferire "divincolarsi" ma tu sei il padre di questo racconto e alzo le mani
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