logo
 
OzBlogOz

Pubblicizza un corso o un concorso Vuoi pubblicizzare un corso di scrittura o di editoria o un concorso letterario su OZoz.it? Clicca qui!

Concorsi Letterari

Writers' Rooms



Letture Incrociate - Racconti : Come in uno specchio
Inviato da Nebridio il 19/7/2010 13:59:18 (972 letture) Notizie dallo stesso autore


newsletter
Letture Incrociate - Racconti

Tornava a casa, dopo aver trascorso la serata con gli amici in un locale. Ondeggiava , un po’ febbricitante, con passo da ubriaco, lungo il canale, inghiottito dalla notte.

Vomitò nell’amara gora, che in nulla si distingueva da tutto il resto. Così nella profondità sporca e fangosa di quel fiumiciattolo mal arginato, andava e si componeva alla superficie il riflesso d’un volto. Qualcuno lo guardava, sdentato e pelato, con le orbite cerchiate: una imago mortis a tutti gli effetti. In quel preciso momento sulla tela livida di quelle acque stagnanti, riconobbe se stesso. Si risollevò allora bruscamente, ma a causa della fanghiglia scivolò, dileguando assieme a quell’ immagine, che si andava scomponendo, nelle acque torbide del canale.




newslettertwittercalendarioforumpubblicità
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
doxa
Inviato: 21/7/2010 5:02  Aggiornato: 21/7/2010 5:02
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: Come in uno specchio
mi sembra un corto perfetto!
scrittura accuratissima, complimenti
Gloria
Nebridio
Inviato: 21/7/2010 15:11  Aggiornato: 21/7/2010 15:11
Quite a regular
Iscritto: 11/11/2009
Da: Napoli
Inviati: 110
 Re: Come in uno specchio
Grazie Gloria .
senza
Inviato: 25/7/2010 15:03  Aggiornato: 25/7/2010 15:03
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Come in uno specchio
Rischio di fare un commento ancora più lungo dello scritto.
Anzitutto è scritto bene e si vede che hai misurato le parole, e data la brevità del racconto posso anche soffermarmi a qualche analisi più dettagliata: vomitò nell’amara gora è uguale a dire che nella gola c’è un sapore amaro, come amaro è l’atto di vomitare, è la botta che tu descrivi. Su questo punto in particolare tornerò tra breve.
Il passo è da ubriaco, ma è chiaro che è di un ubriaco, forse sarebbe meglio scrivere “con passo ubriaco” e basta. Ometterei anche quel “un po’” posto vicino a febbricitante: è chiaro che se uno sta per vomitare o è una delle prime volte che beve o deve aver bevuto proprio tanto. E in questo caso ci si chiede che fine abbiano fatto i suoi amici, perché non l’abbiano accompagnato a casa se era in quegli stati. l’immagine di quest’uomo che barcolla ai lati di un fossato si accorda meglio a quella di un barbone o di un ragazzo ( il quale però non è di certo sdentato e pelato ). Quello che mi sembra è che tu abbia pensato bene alle parole, ma non abbastanza alla situazione. Benché ci siano mille possibili spiegazioni perché un uomo se ne vada in giro da solo per la campagna a piedi dopo aver lasciato gli amici nel locale ( che non hai nemmeno chiamato bar ), non si presentano immediatamente le più ovvie. ( per esempio potrebbe essere a Venezia, ma non credo lo sia )
E poi, da cosa sono provocate quelle sensazioni? La serata non è stata piacevole? È la sbronza a provocarle? O il vomito? E perché così abbruttito da spaventarsene? Il tuo giudizio sull’alcool sembra del tutto negativo a leggere queste poche righe, e detta così mi pare ingiustificata.
Queste critiche non vogliono essere affatto un modo per bloccarti o deprimerti, ma tutt’al contrario vogliono spronarti a scrivere qualcosina in più.

Mi permetto di aggiungere qualche frase per farti un esempio:

Tornava a casa, dopo aver trascorso la serata con gli amici in un locale vicino. Ondeggiava con passo ubriaco, lungo il canale, inghiottito dalla notte veneziana.
Un passo fradicio,indispettito da come si era conclusa l’uscita: era stato un cretino, l’alcool lo aveva cambiato.

Queste precisazioni possono meglio chiarire la situazione. Magari puoi pensare che non ce ne sia bisogno, ma a mio avviso se no rimane ingiustificato. Puoi scegliere questa come mille altre opzioni. Naturalmente io sono una grande apologeta dell’alcool e a mio avviso è fin troppo banale l’idea che sia una cosa negativa che non ti fa riconoscere ecc ecc. grandi filosofi del passato ne hanno tessuto le lodi: quello che è cambiato rispetto all’antica Grecia, dove tutti si ubriacavano ogni giorno, è l’atteggiamento con cui la gente beve, e naturalmente la paura per uno stato di coscienza alterato.

L’ultimo consiglio è di dire che ‘cade’, perché così non è chiarissimo.

Comunque ripeto hai misurato bene le parole e non è venuto male, mi è piaciuto, ti consiglio solo di aggiungere poche parole ancora.
A rileggerti
senza
Inviato: 25/7/2010 15:03  Aggiornato: 25/7/2010 15:06
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Come in uno specchio
dimenticavo: sipuò dare per scontato che lo specchio sa il canal, ma non è piuttosto l'alcool o le sensazioni interne ( le quali sono piuttosto tautologiche in effetti ) ?
Nebridio
Inviato: 26/7/2010 8:23  Aggiornato: 9/8/2010 17:24
Quite a regular
Iscritto: 11/11/2009
Da: Napoli
Inviati: 110
 Re: Come in uno specchio
Ti ringrazio Senza del commento così articolato, in questa analisi del testo condotta quasi parola per parola. Concordo su alcune osservazioni iniziali, tranne che sull'amara gora. Nel complesso poi il testo andrebbe letto non in senso letterale, quanto in chiave simbolica, ed è proprio per questo che alcuni dettagli che bene si sarebbero attagliati per la descrizione di una situazione precisa deficitano e sfumano invece nell'indistinto, al limite suggerendo più che indicando.
P.s. Nella mia regione in Campania si produce il vino Greco di tufo, figurati se c'è un intento denigratorio o dissuasivo nei confronti dei fedeli di Bacco, tra i quali sono compreso anch'io, meno entusiasta sono invece dell'alcool assunto a certi scopi giusto per, questo si.
lcasc
Inviato: 8/8/2010 9:56  Aggiornato: 8/8/2010 9:56
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Come in uno specchio
Ave, Nebridio, ho aspettato di leggere altri commenti, prima di mandarti il mio. Credo non bastino solo poche pennellate, anche se date con mano ferma e sapiente, per fare un quadro. Occorrono lo sfondo, la prospettiva, la caratterizzazione, il colore, e qualcos'altro. A meno che non si voglia entrare anche in letteratura nel frammentarismo, nell'indeterminismo, nell'astrattismo e nell'astrazione, o nell'ammiccamento, in cui basta mettere solo un puntino sulla tela, o solo la firma, per fare opera d'arte. Da te mi aspetterei una prova più complessa ed impegnativa, che abbia l'ossatura di un vero racconto, non solo tentativi e ritagli che cadono dal tavolo di lavoro. Oppure tu, come me, non hai proprio il tempo? Ave, Nebridio, stammi bene.
Nebridio
Inviato: 9/8/2010 17:15  Aggiornato: 9/8/2010 21:15
Quite a regular
Iscritto: 11/11/2009
Da: Napoli
Inviati: 110
 Re: Come in uno specchio
Ciao Icasc! In buona parte condivido le ragioni della tua critica. In effetti il mio era un tentativo, evidentemente non riuscito, di raggiungere il diapason espressivo insito nel potenziale di alcune parole, attorno cui lasciar gravitare e coagulare il grumo non dico d'una storia, ma di un momento esistenziale della vita di un uomo. é vero, mi sono lasciato ammaliare dalla fascinazione delle parole concertate in una affabulazione oziosa, mantenendo se non in via molto sfumata il riferimento al fatto, ma quando il linguaggio perde il suo ancoraggio alla realtà, smette di significare, col rischio di non dire nulla, paradossalmente di annullarsi parlandosi addosso, in una ecolalia parossistica e inconcludente. Ammetto d'aver costruito questo testo attorno ad alcune parole che avevo scelto per le suggestioni che mi evocavano, ma certo, ne convengo, ho dipinto sulla tela poco più di un abbozzo forse, sicuramente molto meno di un quadro. Ti ringrazio ancora per il commento.
ka_vins
Inviato: 7/9/2010 15:14  Aggiornato: 7/9/2010 15:14
Just popping in
Iscritto: 6/9/2007
Da: venezia
Inviati: 38
 Re: Come in uno specchio
Per me è ben riuscito. Regala un'immagine poco chiara ma efficace. Quello che mi è piaciuto di più è che l'effetto del racconto non è tanto dato dalle immagini ma dalla parola in sè. Merito del fatto che la parte narrativa è minima e quindi nel poco spazio che hai deciso di riservarti ti sei potuto "divertire" con il linguaggio. Difatti qui non ha senso porsi domande sul personaggio, su cosa accade realmente o nella sua testa. L'immagine che dai è evocativa e a mio avviso marcatamente autoreferenziale.

Un consiglio migliorante? Se proprio devo ti suggerirei, quando opti per un racconto così breve, di usare una sintassi ancora più frammentaria, di viaggiare al limite tra prosa e poesia. Lo dico perchè la cosa mi sembra connaturata al tuo stile in questo racconto.

Bene, un buon lavoro.

A rileggerti...
Nebridio
Inviato: 8/9/2010 7:58  Aggiornato: 8/9/2010 7:58
Quite a regular
Iscritto: 11/11/2009
Da: Napoli
Inviati: 110
 Re: Come in uno specchio
Ti ringrazio del commento ka_vins, prendo nota del suggerimento.
Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Newsletter

Se vuoi ricevere la segnalazione di 1.000 bandi di concorsi letterari l'anno, iscriviti alle nostre newsletter Corsi&Concorsi!


Novità
  O  I  S 
Iscritti3816330
Oggi · Ieri · Settimana

Utenti Online 54 utente(i) online (5 utente(i) in Notizie)

Iscritti: 0
Utenti anonimi: 54

Altro...

Membri Membri:
Oggi: 38
Ieri: 56
Totale: 5920
Ultimi: NicoleRetz

Utenti Online:
Ospiti : 54
Membri : 0
Totale: 54
Lista Utenti [Popup]

Link sponsorizzati

© 1999-2017 OZoz.it