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Letture Incrociate - Racconti : Se il padre vuole
Inviato da lcasc il 7/7/2010 19:08:46 (1165 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

C'era già stato il caso del doganiere Yaku, che avrebbe voluto appiopparmi le sue due figlie, una di quattordici e l'altra di sedici anni, se avessi acconsentito a prendermele in casa, con la sola clausola di sostentarle e mandarle a scuola per studiare.

Poi c'era stata la magnanima generosità del mio contabile, Koné, che mi aveva offerto anche lui la figlia di sedici anni, grassa come una balenottera, se avessi voluto provvedermi di una donna in casa. E c'erano state ben altre occasioni di questo tipo, in Africa, se ne avessi avuto il ben che minimo interesse; e, guarda caso, mi sono venute principalmente da gente che vestiva l'uniforme, poliziotti e guardie municipali, forse giustificati dal fatto che, dovendo sorvegliare la comunità, non avevano il tempo di sorvegliare anche le loro figlie; o forse perché trovavano interesse ad accasarle, ancora con la dote della giovane età, con gente creduta un po' più facoltosa di loro.
Ma fu l'appuntato Yobué, agente di polizia, quello che mi sorprese maggiormente con la sua strampalata richiesta. Prestava servizio al posto di blocco permanente all'uscita della città, proprio nelle vicinanze della mia azienda, adiacente alla quale avevo anche la mia casa d'abitazione. Era un uomo piccolo, nero come un lucignolo, ma sorridente e gioviale. Ogni tanto, veniva da noi a chiedere acqua fresca per gli agenti che si alternavano notte e giorno in servizio al posto di controllo. Riempiva i bidoncini di plastica, rimaneva qualche minuto, a lamentarsi di tutto della sua vita, e poi ripartiva sulla sua motoretta, dopo aver lottato a lungo per metterla in moto.
Una di quelle volte, che mi aveva visto seduto sotto il portico di casa, lascio' i bidoncini e venne, più sorridente del solito, a salutarmi; e senza troppi preamboli, mi fece una richiesta, che a lui dovette sembrare la cosa più banale di questo mondo, ma a me, preso cosi' alla sprovvista, fece accapponare la pelle.
" Vorrei un favore" disse. "Non immaginate quanto ci tengo. Vorrei che mi regalate un nipote!"
"Un nipote?" esclamai, cadendo dalle nuvole. "Ma di che cosa stai parlando?"
"Si', un nipote, un nipote meticcio. Lo vorrei proprio tanto. E lo vorrei da voi."
Lo guardai molto attentamente. "Non riesco a capirvi, spiegatevi meglio" dissi in tono incredulo per quello che udivo.
"Ho due bellissime figlie, ve ne scegliete una e mi fate un nipote!"
Guardandolo pensai che forse dovevano rassomigliare di più alla moglie che non a lui, se erano belle come diceva. "State scherzando? Che sciocchezza è mai questa?" Mi venne da sorridere.
"Non sto scherzando. Voglio proprio avere un bel nipotino meticcio, con la pelle chiara. In famiglia siamo tutti neri come il carbone, voglio schiarire la razza."
"Ma vi rendete conto conto? E' la cosa più assurda che abbia mai sentito. Credete che i figli si possano piantare come le patate?"
"Non vi preoccupate, non vi chiedo di riconoscerlo, resterà a casa mia, me ne occupero' io. Sono io che lo voglio. E' un favore che mi fate e la cosa rimane tra di noi."
"E le ragazze che cosa ne pensano?"
"Una ha ventitré anni, l'altra venticinque e non hanno ancora marito. Con una persona come voi saranno felicissime. Qui da noi, per una ragazza non sta bene arrivare a una certa età e non avere ancora figli."
"Bah, ci pensero' sù, Yobué, non mi sembra una cosa tanto semplice."
"Perché non è semplice? Non avreste nessun obbligo. Un giorno venite a casa mia e vi presento le ragazze."
"Non c'è fretta, Yobué, all'occasione si vedrà."
Parti', inseguito dal fumo del suo scoppiettante motorino, e lo salutai da lontano. Torno' altre volte, ma non parlammo più dell'affare, sebbene nei suoi occhi notassi un rassegnato rimprovero, l'attesa, forse, di una risposta che non osava più sollecitare; e non ho mai saputo se avesse poi trovato un bianco che gli facesse quel piccolo e banalissimo favore.




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Autore Albero
senza
Inviato: 7/7/2010 22:24  Aggiornato: 7/7/2010 22:24
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Se il padre vuole
che dire, una richiesta un po' strampalata! storia di vita vissura immagino, uno spaccato significativo ed un po' triste. magari avresti dovuto rispondere che per un italiano non è cosa così, fare un figlio ( mi auguro che tuu lo sottintendessi ). non che sia un vero racconto comunque la lettura è gradevole e mi sei parso più genuino in prosa rispetto alla poesia. l'errore fondamentale è il modo in cui spezzi le frasi con le virgole le quali diventano meccaniche e monotonisssssssssssime
esempio: "Una di quelle volte, che mi aveva visto seduto sotto il portico di casa, lascio' i bidoncini e venne, più sorridente del solito, a salutarmi; e senza troppi preamboli, mi fece una richiesta, che a lui dovette sembrare la cosa più banale di questo mondo, ma a me, preso cosi' alla sprovvista, fece accapponare la pelle."
continamo le parole per ogni virgola: 4 10 5 4 2 4 4 12 3 4 4 ti consiglio di riivedere questa cosa, per il resto va abbastanza bene
lcasc
Inviato: 8/7/2010 16:45  Aggiornato: 8/7/2010 16:45
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Se il padre vuole
Come sei stata dolce, questa volta, Senza. Almeno, se non altro, non mi hai come al solito stracciato. Vedo che il mio costante amore comincia fare effetto. Oppure non ti senti bene e il pungiglione s'è un po' spuntato? Questa volta non hai cercato il pelo nell'uovo e ti sei attaccata solo alle virgole. Meno male, sono salvo. Per farti piacere vedro' di fare come Giuseppe Berto che scrisse il "Male oscuro", quattrocento pagine senza una virgola; ma non potro' fare come te che hai soppresso anche le maiuscole. Come hai capito, scherzo, naturalmente, e ti rispondero' seriamente fra qualche giorno, quando ti diro' qualcosa in più su questo testo che ho pubblicato. Ciao, bella e cara!
senza
Inviato: 8/7/2010 17:03  Aggiornato: 8/7/2010 17:03
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Se il padre vuole
è quando uno mi chiama "cara" o "dolce" che mi fa incazzare. lo so, né tu ne Berto siete avanti quanto me. pecà!
lcasc
Inviato: 8/7/2010 17:41  Aggiornato: 8/7/2010 17:41
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Se il padre vuole
Volevo farti venire un sorriso e invece ti sei incazzata. pecà!
Nebridio
Inviato: 12/7/2010 10:29  Aggiornato: 12/7/2010 11:37
Quite a regular
Iscritto: 11/11/2009
Da: Napoli
Inviati: 110
 Re: Se il padre vuole
lcasc ho trovato molto insolita e curiosa questa storia, probabilmente attinta dal tuo vissuto personale, ma quel che importa d'ogni storia non è che sia vera, quanto invece che sia credibile, perchè talvolta raccontare ciò che è vero può risultare meno credibile di ciò che viene raccontato come incredibile, e in effetti non è la stessa incredibilità, presupposto paradossale, a muovere l'incipit di ogni racconto e soprattutto a fondarne la credibilità? Raccontare non è forse un atto demiurgico di creazione di un mondo, con i suoi paradigmi, divieti, eccezioni, leggi che richiede al lettore, in un tacito patto, una preventiva e incondizionata accettazione della famosa <<clausola>> di sospensione dell'incredulità, perchè tutto ciò che dice l'autore gli appaia credibile? Certo a volte può capitare che la realtà risulti ancora più incredibile di un racconto, come forse accade nel caso di questa tua storia, che ho trovato ben scritta, caratterizzata da uno stile scabro, misurato, sobrio.
lcasc
Inviato: 12/7/2010 14:25  Aggiornato: 12/7/2010 17:38
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Se il padre vuole
Mi fa sempre piacere, Nebridio, leggerti nei tuoi interventi cosi' equilibrati e articolati, ed è naturale che, in questo caso, tu proponga un discorso sulla relazione tra la credibilità e l'incredibilità. Quando sono in Italia e mi chiedono (molto spesso) della vita in Africa non rispondo mai in modo approfondito, ma sempre evasivo, proprio perché è difficile far credere alla semplice realtà che qui si vive in modo naturale. Oppure bisogna rispondere parlando del solito cliché abusato e ritrito dell'Africa. Lo sai perché fu più facile ai nazisti far passare lo sterminio degli ebrei e di altre popolazioni davanti agli occhi del loro popolo e degli altri innumerevoli popoli, senza che ci fosse un immediato rifiuto e sollevamento? proprio perché era difficile credere a una realtà cosi' poco immaginabile e credibile. Cosi' è stato anche in Ruanda. Non tutto è umanamente prevedibile e giustificabile. Alcuni amici che vengono a visitarmi in Africa, quando si trovano in modo più ravvicinato di fronte a certe pieghe e sfaccettature della vita locale, di questo modo di vivere, la parola che più pronunciano è proprio quella che tu hai evocato: "incredibile". E mi pregano di scriverle queste cose, senza lasciarle passare nella disattenzione, ma cercando di sollevarle e sottolinearle.
E allora alcune cose le ho scritte, senza dare ancora una forma ben precisa. Ma ancora non so a che cosa possano servire, se è soltanto per deliziare la curiosità di qualche "incredulo", oppure per comprendere meglio un mondo che si affaccia a una nuova morale, pur conservandone una sua più antica e profonda, difficile da incidere e cambiare, perché va di pari passo con le esigenze materiali della vita. Ozoz permettendo, cerchero' di pubblicare qualche altro pezzo, altri scorci di questo mondo "incredibile" eppur cosi' vero. Aspetto, tuttavia, anche dai lettori un contributo di critica e di opinione. E intanto, Nebridio, ti saluto e ti ringrazio.
Nebridio
Inviato: 13/7/2010 16:52  Aggiornato: 13/7/2010 16:52
Quite a regular
Iscritto: 11/11/2009
Da: Napoli
Inviati: 110
 Re: Se il padre vuole
lcasc a proposito dello sterminio degli ebrei, mi hai fatto venire in mente, quando Primo Levi nella Tregua raccontava d'essere ossessionato da un incubo ricorrente: sognava di tornare nella sua casa di Torino, d'essere accolto nell'intimità domestica e familiare come se nulla fosse accaduto, finchè non decideva di provarsi a dire ai parenti l'indicibile che aveva patito nei campi di concentramento. Ebbene la sua più grande angoscia consisteva proprio nel temere di non poter essere creduto, d'altronde chi avrebbe avuto orecchi per intendere quell' esperienza? Mentre Levi così ragionava, guardava un suo compagno di sventura, che invece che dar di cozzo ai fantasmi cartesiani della ragione, poteva raggiungere e distruggere con sicurezza il suo nemico: si trattava delle cimici.
fiorderica
Inviato: 16/7/2010 9:16  Aggiornato: 16/7/2010 9:16
Vincitore I OzTorneoZen
Iscritto: 8/1/2004
Da:
Inviati: 879
 Re: Se il padre vuole
Ciao Icasc,entro dopo moltissimo tempo e leggo volentieri il tuo racconto.
Non indago se sia autobiografico o no, questo è affar tuo non del lettore, quel che per me rileva è che hai reso molto bene la cultura di un popolo lontana mille miglia da quella europea.
Il racconto è scritto molto bene; la struttura della narrazione è semplice e mantiene viva l'attenzione. Trovo, se permetti, che qualche inciso possa essere evitato così da assegnare alla lettura maggiore fluidità.
Questa volta 'senza' mi trova concorde

Narraci ancora qualcosa, dai! Bravo.

fior
lcasc
Inviato: 20/7/2010 17:31  Aggiornato: 20/7/2010 17:31
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Se il padre vuole
Ciao, fiorderica, che bel nome ti sei messo! Pensa che l'erica è una pianta molto diffusa in Africa, ne ho alcune intorno al terreno di casa molto belle. Mi fa piacere ora averne il fiore anche nel computer. Ti ringrazio del commento che non è stato pungente come a volte sono gli aghi di erica. Ho gradito l'apprezzamento. Ti rispondo con ritardo, perché non sempre ho il tempo di sedermi davanti al computer. Ciao, fatti viva più spesso.
ka_vins
Inviato: 8/9/2010 8:34  Aggiornato: 8/9/2010 8:34
Just popping in
Iscritto: 6/9/2007
Da: venezia
Inviati: 38
 Re: Se il padre vuole
Questo racconto ha una grande autenticità. Il fatto che non ci sia una particolare ricerca lessicale o un qualche esperimento stlistico è in questo caso un valore aggiunto. Si legge bene, non si fa fatica ed il contenuto è interessante.
Lo stile sobrio è molto da "blogger" e dato che racconti un'esperienza di vita così diversa (reale o inventata non importa) ci sta.
Bravo.
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