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Letture Incrociate - Racconti : Il manoscritto
Inviato da Rebiran il 21/1/2004 17:34:06 (1714 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

La vanga scese sulla cassa con un colpo violento e il legno, mezzo marcio, si spaccò con uno schianto. Altri due colpi decisi scoperchiarono completamente la bara.
Kamil arricciò involontariamente il naso. Detestava quel lavoro dal primo giorno in cui aveva iniziato a svolgerlo. Non che avesse mai nutrito illusioni sul proprio destino, da quando era arrivato in Italia. Aveva accettato quell’impiego, nonostante la laurea che gli era costata tanta fatica, perché non aveva trovato di meglio. Doveva pur mangiare, doveva pagare i suoi debiti e doveva inviare alla sua famiglia quello che gli sarebbe servito per sopravvivere. Kamil aveva molti fratelli e molte sorelle. Nessuno di loro lavorava e la paga di suo padre consisteva in una cifra tanto ridicola che sarebbe bastata appena a garantire il pane a tutti.

La laurea l’aveva ottenuta solo grazie a borse di studio del governo. Era stato sempre bravo a scuola, sempre il migliore della sua classe, qualunque classe avesse frequentato. Era stato la speranza della famiglia e ora si trovava a fare il becchino in Italia. Guadagnava abbastanza, secondo i canoni del suo paese, ma in Italia la vita era cara e Kamil si rendeva dolorosamente conto di vivere in modo miserabile, senza diritti e senza rispetto. Era difficile ingoiare l’orgoglio e accettare tutto questo con pazienza, ma lui non aveva molte alternative.
Il lavoro che svolgeva non era mai piacevole, ma a volte era anche peggio del solito. Come in quel momento. L’esumazione dei cadaveri era una delle mansioni che trovava più ripugnanti. A distanza di un po’ di anni dalla sepoltura, i corpi dovevano essere tolti dalla tomba e spostati nell’ossario comune. Si augurò almeno che non ve ne fossero di ancora intatti. Sperava di trovare solo le ossa. Il lavoro in quel caso sarebbe stato più pulito, meno ripugnante.
Misteriosamente, alcuni cadaveri si conservavano meglio e più a lungo di altri. Orazio, il becchino capo, li chiamava sarcasticamente “i Santi”. Kamil trovava sgradevole questo umorismo macabro e irrispettoso, ma non poteva protestare. Detestava Orazio e tutto ciò che rappresentava. Lo considerava un uomo di un’ignoranza assoluta. I suoi pensieri arrivavano fino alla pancia o forse ai testicoli, ma non oltre. Orazio era anche un prepotente e sfruttava la sua posizione per far lavorare Kamil al posto suo. Per il solo fatto di essere italiano, si sentiva migliore di lui e lo trattava con superiorità, nonostante i modi rozzi e la totale assenza di cultura o di altre qualità.

Quella volta, nella bara, Kamil non trovò delle ossa, come aveva sperato. Trovò, invece, un cadavere quasi intatto. Aveva l’aspetto rinsecchito di una mummia e la pelle si era scurita, fino a raggiungere il colore bruno del cuoio, ma a parte questo era in condizioni estremamente buone. Quella non era l’unica sopresa che la tomba nascondeva, perché il “santo” teneva stretto a sé qualcosa.
Kamil si chinò con attenzione per osservare meglio. Si accorse che il morto reggeva un manoscritto, rilegato in modo molto grezzo. Lo raccolse e lo osservò alla luce. I fogli, resi fragili e macchiati dal tempo, erano coperti di una fitta battitura a macchina.
“Che fai Kamil? Ti dai alla letteratura? Bravo! Fai bene a farti una cultura, così magari potrai aspirare a un bel lavoro come lavacessi!” Sghignazzò Orazio, mostrando oscenamente i denti guasti.
Kamil non gli prestò attenzione. Era abituato ai suoi scherni, ma soprattutto aveva iniziato a leggere le prime righe del manoscritto. A quanto pareva, narrava della vita di un uomo, forse di colui che era stato seppellito. Le parole erano ancora perfettamente distinguibili. Tutto sommato, il manoscritto si era conservato in modo sorprendentemente buono.
Senza dire una parola, Kamil si allontanò. Voleva mettere l’oggetto che aveva trovato nella sua sacca, per portarlo a casa dopo il lavoro. Non desiderava che finisse buttato via come immondizia. Prima voleva leggerlo, poi forse lo avrebbe persino conservato. In fondo, il corpo dell’uomo che lo aveva tenuto fra le braccia aveva resistito per decenni, sotto terra, senza corrompersi. Forse questo aveva un significato particolare, pensò, con un brivido superstizioso. Forse era un segno. Il manoscritto, ragionò, era stato scritto chissà quando, era rimasto seppellito per molti anni e alla fine era giunto proprio nelle sue mani. Questo poteva essere un caso, ma poteva anche non esserlo. In ogni modo, lui, il manoscritto, lo avrebbe letto e conservato.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
giosp
Inviato: 21/1/2004 19:41  Aggiornato: 21/1/2004 19:41
Home away from home
Iscritto: 21/10/2003
Da: Veneto
Inviati: 2896
 Re: Il manoscritto
È una storia che mi ha indubbiamente preso. Bravo, Rebiran. È scivolata via tranquillamente senza mai pesare.
Solo alla fine, quando vedevo che mancavano una decina di righe, mi stavo chiedendo se "Il manoscritto" fosse il titolo + adatto a questa storia, o meglio, se il fulcro del racconto fosse il manoscritto oppure il rapporto fra Orazio e Kamil. Alla fine mi hai quasi sorpreso con una frase cruda quale "Non vedeva l’ora di leggerlo e adesso avrebbe potuto tornare a casa", che mi è molto piaciuta, e hai finalmente reso partecipe anche il buon manoscritto.
Io insisterei un attimo sul fatto (se ho interpretato bene) che il manoscritto ha qualcosa di particolare, di mistico, xché si è conservato così bene, come anche il corpo; avrei anche dibattuto di più fra i due dopo che Kamil fa l'offeso, avrei aggiunto un paio di battute a testa.
Cmq bravo, mi è piaciuta.
Shelly
Inviato: 21/1/2004 20:18  Aggiornato: 21/1/2004 20:18
Home away from home
Iscritto: 3/1/2004
Da: ancona
Inviati: 1618
 Re: Il manoscritto
Mi piace molto soprattutto il finale che non finisce...scorre bene ed è originale, l' unica cosa è che secondo me non era necessaria tutta la lunga descrizione su Kamil, io l' avrei fatta un pò più corta perchè l' altra parte si legge molto più velocemente. Comunque è anche vero che così si crea più attesa in chi legge. Questione di gusti, ma è molto carino.
Shelly
Rebiran
Inviato: 22/1/2004 8:24  Aggiornato: 22/1/2004 8:24
Not too shy to talk
Iscritto: 13/1/2004
Da:
Inviati: 53
 Re: Il manoscritto
Ho scritto questo racconto per divertimento. Come è facile intuire, mi è stato ispirato da un argomento del forum (quello sul manoscritto sepolto insieme al tizio che non riusciva a farsi pubblicare). Mi rendo conto, rileggendolo, che è un po' splatter. Di solito non scrivo roba del genere, ma questa storia è uscita così.
Rebiran
Inviato: 26/1/2004 12:19  Aggiornato: 26/1/2004 12:19
Not too shy to talk
Iscritto: 13/1/2004
Da:
Inviati: 53
 Re: Il manoscritto
Per Giosp e Shelly. Per cominciare, grazie per i commenti. Poi.

Per Giosp. Anche a me piace in modo particolare il finale. Decidendo all'improvviso di uccidere il suo capo, Kamil, per così dire, pensa di prendere due piccioni con una fava. E' come se dicesse, tra sè e sè, qualcosa del tipo: "Idea! E se gli sbattessi la pala in testa? Mi libererei di lui e dei suoi insulti e potrei andare subito casa a leggere!"
Come dicevo, ho scritto questa storia con un certo divertimento e una sorta di humour nero.

Per Shelly. Hai maledettamente ragione! All'inizio avrei dovuto farla un po' più breve con la descrizione di Kamil. Mi sono incartato su quella faccenda della famiglia povera. Allora ho dovuto giustificare la laurea con una borsa di studio e la borsa di studio con quello che faceva a scuola... Diamine, ancora un po' e cominciavo a raccontare della nonna di Kamil!!!
Quanto al fatto che il racconto non finisce sul serio, sono d'accordo anche su questo. In effetti uno potrebbe cominciare a chiedersi che cosa c'è scritto alla fine su quel benedetto manoscritto. Le possibilità, è ovvio, sono infinite.
xamav
Inviato: 27/1/2004 23:57  Aggiornato: 27/1/2004 23:57
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 6/11/2003
Da: Pescara - Roma
Inviati: 1328
 Re: Il manoscritto
Sai una cosa? Almeno per il momento non mi ero soffermato più di tanto sui racconti, il tuo l'ho iniziato tanto per...poi però mi ha coinvolto e mentre leggevo sai cosa mi è successo? E' arrivato uno con la pala e ho fatto la fine di Orazio! No scherzo! D'altronde sono qui a scrivere...mentre leggevo invece mi è capitato di "figurarmi" un racconto nella mente, come se il tuo scritto mi stesse ispirando...tra le varie letture mi interessa anche quella nera, vedi Poe, ed è stato un buon segnale secondo me che il tuo mi dicesse un qualcosa che andava addirittura fuori mentre in parallelo seguitavo a leggere, credo sia una nota positiva, non trovi? Poi mi verrebbe da chiederti come andrebbe a finire, quale sarebbe il seguito, questo significa che ha acceso interesse e se fosse stato il primo capitoletto di un libro sarei subito passato al secondo e poi al terzo e così via. Bravo, i miei complimenti, non ho trovato punti da contraddire. Massimo.
Rebiran
Inviato: 28/1/2004 16:15  Aggiornato: 28/1/2004 16:15
Not too shy to talk
Iscritto: 13/1/2004
Da:
Inviati: 53
 Re: Il manoscritto
Grazie Massimo. Sono contento che ti sia piaciuto. Uno scrittore (Zelazny? Vance? Non ricordo), tempo fa, disse in un'intervista che per lui in un romanzo la parola d'ordine doveva essere "tensione". Credo che intendesse riferirsi a quella caratteristica di una storia che ti fa venire voglia di leggere una pagina dopo l'altra fino alla conclusione. Secondo lui, questa caratteristica non doveva applicarsi solo ai thriller, ma a racconti di qualsiasi genere.
Io condivido questa concezione e cerco di metterla in pratica quando scrivo. Per questo il tuo commento mi ha fatto particolarmente piacere.
Quanto al fatto che il racconto possa diventare un capitolo di un libro, in effetti ci stavo pensando. Ho già un paio di idee. Pensavo, per esempio, che ad attrarre tanto l'interesse di Kamil fosse il fatto che il manoscritto, in qualche modo, parlasse di lui.
In questo momento sto iniziando a scrivere un nuovo libro e forse collegherò questa faccenda del manoscritto con le altre cose che ho buttato giù. Il manoscritto potrebbe essere la chiave per risolvere un mistero sviluppato altrove. Comunque, vedremo.
xamav
Inviato: 29/1/2004 0:00  Aggiornato: 29/1/2004 0:00
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 6/11/2003
Da: Pescara - Roma
Inviati: 1328
 Re: Il manoscritto
Caro Rebiran, in un mio post di risposta a fiorderica ho citato te e AR...Si trova nella mia "Ciao...", spero non ti disturbi questo intreccio di post e rimandi di scritti da un punto all'altro. Ho mandato un messaggio molto simile anche ad Ar rispondendo nella sua "Gente come me"...e non a caso in quella sua poesia e non a caso in questo tuo racconto. Volevo avvisarvi entrambi e come ho scritto anche ad AR è perchè mi sentivo di farlo, semplicemente, Massimo.
xamav
Inviato: 29/1/2004 0:22  Aggiornato: 29/1/2004 0:22
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 6/11/2003
Da: Pescara - Roma
Inviati: 1328
 Re: Il manoscritto
Ti cedo i diritti di quel che ho pensato e ti scrivo l'idea che mi hai fatto venire in mente mentre lo leggevo...se poi la usi e sbanchi però almeno ricordati di me! Vedo la cosa sotto una prospettiva in una qual sorta di trascendentale eternità. Pensa se fosse quella la fine e lo scopo del libro ogni volta, ovvero essere scoperto in svariate circostanze e poi giacere con l'ultimo che l'ha ritrovato, il quale lo scopre, se ne appassiona e lo custodisce gelosamente arrivando fino alla morte per non abbandonarlo e finendo quindi ancora, anch'egli, nella sua bara con il "suo" manoscritto stretto fra le sue braccia; manoscritto che poi un giorno, in un'altra occasione, passerà nuovamente nelle mani di un altro personaggio: stessa evoluzione, stessa fine, stessa eternità. Una specie di ciclo infinito e lo sconforto del lettore per il tuo Kamil che altro non è stato che un anello di una catena interminabile e inspiegabile. In tutto ciò una chiave potrebbe essere uno scritto assoluto che invero attrae a sè chiunque lo possegga e lo legga, facendolo credere di essere il soggetto stesso di un manoscritto nato ancor prima di lui, di indeterminabile antichità, in realtà una specie di archetipo universale e unico presente dall'alba dei tempi. Spero di aver reso l'idea. Che ne dici? A te la palla adesso. Massimo.
Rebiran
Inviato: 29/1/2004 8:16  Aggiornato: 29/1/2004 8:16
Not too shy to talk
Iscritto: 13/1/2004
Da:
Inviati: 53
 Re: Il manoscritto
Dico che l'idea mi ha preso e che non posso accettarne i diritti. Sviluppa la storia tu stesso e, se vuoi, dopo fammela leggere perchè mi interessa molto! Mi sembra che ne potrebbe venire fuori un eccellente romanzo nello stile "ai confini della realtà".
xamav
Inviato: 29/1/2004 11:56  Aggiornato: 29/1/2004 11:56
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 6/11/2003
Da: Pescara - Roma
Inviati: 1328
 Re: Il manoscritto
Lancio una contaminazione finalizzata ad un patto qui alla luce del sole...buttiamo giù un romanzo a due mani? Non mi permetterai mai e poi mai di farlo da solo visto che è tuo e non mio, senza fretta...se poi un giorno lo facciamo partecipare a qualcosa...beh, auguri a noi stessi allora! Massimo.
Eagle
Inviato: 24/3/2004 13:57  Aggiornato: 24/3/2004 13:57
il pennuto di OZoz
Iscritto: 27/12/2003
Da:
Inviati: 977
 Re: Il manoscritto
Povero Orazio o povero Kamil?
Grandiosa e originale l´intenzione letteraria, anche se vedo in cio´un certo parallelismo con "Dellamorte Dellamore" alla dylandoghiana.
Il titolo fa onore all´oggetto della contemplazione, del tanto irrisoluto mistero che sopraggiunge quando meno se lo aspetta il lettore e quanto meno il suo segreto non viene svelato. Se credi che non sia abbastanza originale, a me l´originalita´vista da questo lato mi piace. Potra´trattarsi di poliedrismo, ma non credo.
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