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Letture Incrociate - Poesie : A Ian
Inviato da senza il 29/6/2010 15:25:16 (1160 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie

L’impeto gioviale del cuore
non bastava
a scandire negl’arti
il sospingersi al domani

che inavvertito sopravveniva
ai miei giorni in trapasso
-lo senti ancora dirigersi
all’eterno? o muta la tomba
risuona greve di terra?-
con crudele vuota mestizia
che chiede perdono che al tempo
non basta l’impulso.
L’unico gesto
dondola incredulo:
l’hai fatto alla fine.
Domani rincorrerò i miei sogni di ieri
come un gambero
avvelenerò il futuro
senza riuscire a colpire l’istante
e la sua volontà concreta
di ora
ma solo alla carta è dedicato
quell’amaro sospiro di fumo
che come cappa funesta
opprime il congiungersi al cielo
ed io, ancora ricordo
parole non rivolte a me
ma al postumo costituirsi del sole
nel riverbero sincopato
di una giovinezza passata
che pare la mia
a sbiadirsi in quest’angolo
come un castigo il rifugio alla luce
che svela il nostro passare
ancora fanciullo.




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Autore Albero
lcasc
Inviato: 30/6/2010 19:59  Aggiornato: 30/6/2010 19:59
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: A Ian
L'impeto gioviale del cuore...
che inavvertito sopravveniva
ai miei giorni in trapasso...
...o muta la tomba
risuona greve di terra?-
con crudele vuota mestizia...
Domani rincorrero' i sogni di ieri...
quell'amaro sospiro di fumo
che come cappa funesta
opprime il congiungersi al cielo...
parole non rivolte a me
ma al postumo costituirsi del sole
nel riverbero sincopato
di una giovinezza passata
che pare la mia...


Ecco, ho fatto una cernita di parole, di frasi, o brandelli di frasi, di aspirazione e pulsione poetica. Dico aspirazione, non efficacia e realizzazione poetica: perché non vedo il nesso logico, il significato, la rappresentazione. Sarà una mia lacuna? Credo poco. All'autrice di venirmi, casomai, in soccorso con qualche provvidenziale spiegazione. Ma quale validità puo' avere una poesia, un'opera d'arte, che non si lasci apprezzare e valutare nel suo significato e nella sua interezza al primo sguardo, "d'emblé", come si dice, ed abbia bisogno di commenti aggiuntivi per esprimersi pienamente? Sarà un divario culturale generazionale che ha creato un baratro cosi' profondo d'incomprensione e d'incomunicabilità? Ma la poesia non parla alla stessa umanità di sempre? Negli ultimi dieci o vent'anni il computer ha cambiato cosi' profondamente l'uomo e la sua concezione dell'arte? Dovremo fare ricorso ai robot o ai traduttori elettronici, alla cibernetica, per capire la nuova poesia? Vorrei sapere a quale corso dovrei iscrivermi per capire questa "nuova" e "fantasiosa" moda poetica.

Rispondi Autore Inviato
 Re: A Ian senza 30/6/2010 22:28
    Re: A Ian lcasc 30/6/2010 23:24
      Re: A Ian senza 1/7/2010 11:49

Autore Albero
Jurgen
Inviato: 23/7/2010 9:38  Aggiornato: 23/7/2010 9:40
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: A Ian
Sarò onesto, Senza. Mi occorrerà una lettura più attenta per commentare questa lirica. Non si tratta, però assolutamente di una tua mancanza. Sarei assolutamente un'idiota totale se, non riuscendo a comprendere a livello immediato il senso globale di questa lirica, decidessi di stroncarla. Ed io, l'idiozia, preferisco combatterla che accettarla stancamente e mestamente nella mia vita.
Una cosa però, voglio dirla. La lirica si presenta abbastanza corposa - sebbene, quanto a corposità io, in passato, in passato, mi sia divertito di più -. Mi sale un moto di disgusto e disprezzo quando si prova a riassumere una poesia. Forse quest'operazione è possibile con un testo in prosa, ma le liriche sono ispirazione primordiale lasciate libere di correre con le briglie lente, e cercare di razionalizzarle alla Pino il commercialista - con tutto il rispetto per tutti i commercialisti del mondo (d'altronde, dovrei avere anch'io un diploma di ragioniere, sebbene preso una vita fa) - è un gesto di violenza contro la lirica e, di conseguenza, contro il poeta stessa che tra quelle righe ci mette parte della sua anima.
Ci risiamo... Considerare più la forma, un bel sonetto cinquecentesco ed ipocrita, o poesia che parla dell'anima e che parte dall'anima?
Mi riprometto di aggiungere qualcos'altro in un altro momento.
Complimenti, comunque.

Rispondi Autore Inviato
 Re: A Ian senza 12/8/2010 10:26
    Re: A Ian fra87na 25/8/2010 9:33
      Re: A Ian _alessandro_ 25/8/2010 12:48
        Re: A Ian senza 26/8/2010 19:10
          Re: A Ian _alessandro_ 11/3/2011 13:25
            Re: A Ian senza 14/3/2011 12:48
              Re: A Ian _alessandro_ 14/3/2011 13:35
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