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Letture Incrociate - Racconti : Un piccolo uomo come tanti, una mattina come tante. Ieri, 24 anni dopo Chernobyl, a Caorso, non più nucleare e una tua poesia
Inviato da arzy il 29/4/2010 11:42:17 (1227 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

27 aprile 2010. Come ogni mattina ti svegli, almeno si fa per dire. A passo lento, strascicato, ti dirigi verso il bagno pensando con rabbia a quanti anni ti mancano alla pensione.

Fa’ ‘n culo. Sei stanco di assistere allo scempio dell’etica. Da parte dei tuoi stessi compagni. Dagli amministratori che in Emilia s’ammantano di sinistra, di giustizia, di equità e intanto prendono scorciatoie, assumono fuor di concorso e inondano di quattrini le mogli dei funzionari fedeli. Come meravigliarsi poi se la Lega ottiene consensi anche tra la tua gente? Ti guardi allo specchio, quel tuo viso invecchiato, affaticato dal tempo e dai tuoi errori, dalle tue illusioni soffocate dalle ragioni di chi detiene il potere e se lo vuole conservare costi quel che costi. Operazione uno, lavi i denti superstiti, se tu ci pensavi in gioventù ora ne avresti molti di più. Una bella rima di prima mattina in ù. Tua moglie, la tua compagna di vita, è già a lavorare, la sua sveglia suona poco dopo le cinque. Qualifica operaia, nessun regalo, nessuna facilitazione, nessuna raccomandazione. C0erenza. Pagando tutti i prezzi annessi e connessi. I tuoi figli dormono. Quello giovane due sere lavora in pizzeria e col ricavato, 50 euro brevi manu, vuole pagarsi la scuola di fumetto. Quello grande, laureato, per ora sputa sangue, dura la vita se alle spalle non hai padroni e men che meno padrini, di destra e di pseudo sinistra. Operazione due, col Gillette ti fai la barba, nessuna vergogna nel guardarti allo specchio, sull’ingresso del bagno s’affaccia il muso del tuo cane, espressione interrogativa, sarebbe l’ora della passeggiata mattutina amico uomo mi scappa la pipì. Merde, ti stava fuggendo via il tempo, sei in ritardo, anche per te vale la legge dell’orologio marcatempo. Squilla il cellulare. Lidia. Dovete chiudere entro la mattinata la relazione su quel fatto del laboratorio. Ma Valeria ha la febbre, niente asilo e Lidia resterà a casa, a Caorso. Lidia. Fa la mamma e il lavoro arriva dopo. Giusto. Il lavoro al servizio del vivere individuale, non viceversa. Di nuovo, il cellulare. L’altro, quello personale, quello che hai lasciato in camera, sul comodino. E’ sempre più tardi. Akira, il tuo amico cane, ti guarda, ti supplica, non ce la fa più, limite della tolleranza superato anche se lui, al suo amico uomo, perdona tutto. Ma la pipì non la contiene più. Risquilla il cellulare. Ancora in mutande, calzette blu e maglietta della salute corri in camera, raggiungi il comodino, clicchi sul tasto verde. Ferruccio. Ieri sera la fiaccolata a Caorso. Contro la politica energetica del governo, contro il ritorno al nucleare, tecnologia superata, obsoleta, ne perde il Paese ma ne guadagna l’imprenditore Berlusconi. Ma che ci capisci tu, che ne sai della ragion di Stato e di poltrona? Credi nella forza del vento, nell’energia e nella luce del sole, era naturale, logica, la tua presenza in corteo, ieri sera, alle 20.30, a Caorso, il paese della bassa a due passi dal Grande Placido Fiume, dalla più grande centrale nucleare italiana, vecchia, obsoleta, dismessa. Per ora. 500 persone. Lo leggi in internet, mentre Ferruccio ti racconta, sulle pagine dei due quotidiani locali, ignorando gli uggiolii di Akira, steso sul pavimento. Non conosci i dati della Questura ma non te ne preoccupi, non hai mai avuto simpatia, per i questurini e men che meno fiducia nelle loro verità. Una bella serata, una fiaccolata, dalla piazza del paese della bassa lungo via Roma fino al ponte Chiavenna. Hai disertato. Era la sera del compleanno di tuo figlio, quello piccolo, quello da stamane ventiduenne. Dal ponte, ti dice Ferruccio, i bambini hanno lanciato fiori bianchi nell’acque del fiume, poi sono state lette poesie che ricordano Chernobyl, il disastro nucleare di 24 anni fa. Ad un certo punto è salito sul ponte un ragazzo pelato, non si sa chi fosse, Ferruccio non lo sa. Ma ha annunciato, dice, la lettura d’una tua poesia, di quella che racconta d’una landa lontana dove non volano più aironi bianchi, dove regna il silenzio del disastro radioattivo, 'laggiù ci stava un mare verde'. Chernobyl. E la tua poesia, scritta sette anni fa, poi pubblicata sul tuo primo libro. Ti gira un po’ la testa mentre velocemente t’infili camicia e pantaloni. Tu. Poeta. Nessuna scorciatoia, nessuna raccomandazione. Riconosciuto. Per le tue idee, per i tuoi valori. Ti gira un po’ la testa. Akira non resiste più, esci di corsa mentre lui s’affanna a tirare il guinzaglio allo spasimo, destinazione la prima pianta raggiungibile. Ancora verde, ancora viva, pianta denuclearizzata.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
_alessandro_
Inviato: 29/4/2010 12:47  Aggiornato: 29/4/2010 12:48
Home away from home
Iscritto: 15/3/2007
Da:
Inviati: 526
 Re: Un piccolo uomo come tanti, una mattina come tante. I...
Non concede pause. E' stato strutturato in modo da farsi letteralmente inspirare. Non volevo più buttarlo fuori dai miei polmoni...

Davvero un gran pezzo.
Panzer
Inviato: 1/5/2010 13:19  Aggiornato: 1/5/2010 16:45
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Un piccolo uomo come tanti, una mattina come tante. I...
Intensa riflessione da vivere tutta d'un fiato.
Bella prova arzy. Bravo, ma non avevo dubbi.

Si vive e si combatte finché si avrà fiato in gola. E' il nostro esistere. Non possiamo soccombere, altrimenti che vita sarebbe... una non-vita. E che vadano al diavolo le cassandre e gli uccellacci del malaugurio, loro sono già morti, noi no. Noi non moriremo mai, finché avremo un'ideale a farci scorrere le vene.
lcasc
Inviato: 1/5/2010 16:27  Aggiornato: 1/5/2010 16:27
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Un piccolo uomo come tanti, una mattina come tante. I...
Mi è piaciuto il tuo racconto. Per lo scrittore che ha un ideale di vita, ogni gesto ordinario, quotidiano, prende un significato universale. L'impegno civile che si deve umilmente confrontare con mille impicci e negativi esempi, è forse meno eroico? Abbiamo una vista comune, Arzy, del mondo che ci circonda e dei pericoli che ci sovrastano, soprattuto in Italia. Oggi è su questo terreno che l'intelletuale dovrebbe impegnarsi di più, per smascherare ogni tentativo di manipolazione e di nuovo oscurantismo, perché il pericolo d' involuzione civile è reale e incombente. Altro che scrivere storie oziose e leziose, come se ne leggono già troppe su questo blog. Prima le coscienze venivano manipolate dalla chiesa, ora dalla televisione. La scrittura dovrebbe essere l'acido corrosivo di questo congiunto sistema di dominio. Felicitazioni.
senza
Inviato: 2/5/2010 11:17  Aggiornato: 2/5/2010 11:17
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Un piccolo uomo come tanti, una mattina come tante. I...
non condivido l'entusiasmo generale che ho notato negli altri commenti, per cui caro Arzy vorrei rispondere a loro più che a te. Infatti conoscevo già questo testo ma rivederlo su ozoz mi ha dato un’impressione completamente diversa. Un conto è leggere un’esperienza personale, essere in ritardo con te e avere la piccola soddisfazione della poesia e un altro conto è vederlo come un racconto. Insomma non mi pare che stia bene in questa forma, infatti il motivo per cui non mi ha entusiasmata è che so che non è un racconto, non è invenzione. È facile immedesimarsi in te: la mattina vengo svegliata dal gatto che chiede cibo, e poi devo correre a lezione di francese chiedendomi perché mai debba studiare francese, e poi cercare lavoro, vedere quanti soldi restano per l’affitto, ricordarsi che quando è scoppiata Cernobyl ero in pancia della mamma. Vita più o meno dura, con i suoi ritardi e le piccole soddisfazioni. Ma non la vedo vita vissuta tutta d’un fiato. Nell’essere in ritardo, nell’essere affannato, hai appena il tempo per pensare a una cosa, ma non arrivi a formulare una riflessione bella corposa interessante. Certo è mattina e hai da fare, siamo tutti felici che il lavoro non ti abbia ancora lobotomizzato ( ho sentito dire che purtroppo succede ). Insomma secondo me avresti potuto arricchire un po’ di più la situazione, metterci qualcosa di inatteso di diverso di falso. La vita vissuta è noiosa. vorrei chiedere ad esempio a Panzer dove vede questi combattimenti, dov’è che si lotta in questo scritto? lotterà forse il vero Arzy, ma poi, dai, sono le lotte che facciamo tutti e tutti i giorni. Magari Panzer è ricco sfondato, ma non mi sembra che il protagonista di questo scritto stia lottando. La qualità quotidiana che ho trovato così carina e giusta la prima volta che ho letto questo scritto, non su ozoz, è stata completamente ribaltata da commenti come questo. A Icasc voglio dire che il significato universale questi gesti non ce l’hanno perché sono scritti o perché Arzy li ha scritti bene ma perché sono gesti che facciamo tutti, o forse tu non ti lavi i denti? Non porti fuori il cane?
Insomma Arzy, le critiche non le faccio a te ma a chi ti ha commentato, ok, hai ricevuto un sacco di complimenti, ma a me proprio non viene da dirti bravo se alla fine hai portato il cane a fare pipì… mi viene da pensare a te come persona, a volerti conoscere, ma questo a patto di non vederlo come racconto. Se invece lo intendo come racconto allora voglio qualcosa di un po’ più diverso dalla mattina dell’altro ieri.
Panzer
Inviato: 2/5/2010 13:03  Aggiornato: 2/5/2010 13:03
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Un piccolo uomo come tanti, una mattina come tante. I...
Ma scherzerai! qui non c'è soltanto vita quotidiana, tutti sono in grado di vivere il proprio orticello, il proprio tran-tran esistenziale. Qui c'è anche l'impegno, la volontà di guardare al di là del proprio cortile, di porsi delle domande per capire il perché le cose vadano in una certa maniera.
Dici che si poteva aggiungere qualcosa di falso per dare al testo qualcosa di più... ma cavolo, in Italia si lamentano tutti dicendo che gli scrittori si impegnano soltanto nel finto, nel mondo letterario e non nella realtà. Che al momento in Italia mancano scrittori degni di nota, in grado di raccontare e d'indagare il quotidiano. Forse c'è Saviano, ma dove sono i Sciascia, i Pasolini, ecc. Ahimé, probabilmente per fuggire dalla penosa realtà, siamo già stati lobotomizzati dai romanzetti di cui ci nutriamo!
senza
Inviato: 2/5/2010 13:26  Aggiornato: 2/5/2010 13:26
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Un piccolo uomo come tanti, una mattina come tante. I...
ho svolto un paio di attività di volontariato, l'impegno fa parte del mio quotidiano e credo che moltissime altre persone, altri di voi, facciano volontariato o si siano iscritti alla lista del partito x del vostro quartiere. quindi sinceramente non mi stupisco che qualcuno si impegni, è una cosa nobile e degna di essere notata detta fatta scritta ( non voglio sminuire niente e nessuno ) però mi sembra sia pur sempre qualcosa che non esce dai limiti del quotidiano.
Panzer
Inviato: 2/5/2010 13:43  Aggiornato: 2/5/2010 13:43
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Un piccolo uomo come tanti, una mattina come tante. I...
... e che dobbiamo fare per uscire dal quotidiano, delle imprese eccezionali?!
Una canzone diceva: "L'impresa eccezionale è essere normale, che oramai qui da noi non è più banale...".
Neobaumuth
Inviato: 13/5/2010 11:19  Aggiornato: 13/5/2010 11:19
Just popping in
Iscritto: 12/5/2010
Da: Castelnuovo Magra (SP)
Inviati: 31
 Re: Un piccolo uomo come tanti, una mattina come tante. I...
Al di là di quello che può essere il suo valore sociale trovo questo brano molto bello.
Scivola via senza appesantire, parla all'inconscio e fa riflettere sulla maggior consapevolezza che tutti dovremmo avere della vita che ci scorre addosso.
Bel lavoro.
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