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Letture Incrociate - Poesie : C’en est le demon, c’en est l’amour (nel limbo ove briganti giocano a carte, bevono rum e di dama non san far Senza)
Inviato da arzy il 26/4/2010 11:37:13 (2010 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie

Mangia l’anima mostro impietoso

divora viscere, raschia budella,

nessuna pietà, ferocia e crudeltà

demone orrendo strazia con empietà





C’en est l’amour, amore senza età,

che di dolcezza tutti ponti travolgerà

c’en est l’amour, pirata è la passione,

gorgoglia brigante rum nella faringe



Amor giovanili, amori senili,

amor non di qua, amor non di là,

su, giù, da Honolulu a Timbuctù,

amori di fede, amori in malafede



Onda d’oceano di schiuma imperiosa

vento in vortice spazzati i fiori,

circolo arterioso trafitto di picche

quadri e cuori, le diable non ha pietà




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
lcasc
Inviato: 26/4/2010 16:49  Aggiornato: 26/4/2010 16:52
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: C’en est le demon, c’en est l’amour (nel limbo ove br...
Restituisco la visita, venendo a trovarti nel tuo antro malefico, Arzy. Dio mio, è un rischio entrare per primi, senza una mappa, senza una torcia, in un mondo cosi' oscuro, mostruoso, impietoso, crudele, malefico, popolato di demoni orrendi, dove si fa l'amore dappertutto, ma non di qua né di là, piuttosto, su e giù; speriamo di non essere aggrediti da dietro da qualche satiro disoccupato. Scusa, Arzy, sono entrato da solo, senza bussare, fidando nella tua ospitalità, ma ora ho paura, non ci sto capendo niente, dammi una guida, qualche spiegazione. Di che cosa si tratta? A vedere quanto è orrenda la cosa, non si tratta certamente di poesia, che è purezza, elevazione, ma di farfugliamenti satanici, aberranti. Spiegami per favore a quale poetica viscerale appartengono, dov'è il loro germe e la storica culturale, che da qualche tuo verso mi sembra di capire che possano provenire dalle budella, come l'aria che si respira qua dentro. Mi dichiaro ignorante. Se nel tuo antro è lecita la luce, accendila un po' per me e fammi vedere e capire qualcosa, tu che conosci dov'è l'interruttore.
senza
Inviato: 26/4/2010 16:51  Aggiornato: 26/4/2010 16:51
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: C’en est le demon, c’en est l’amour (nel limbo ove br...
oh quale magnifico componimento, quale ispirazione sentita, letta e vista anche da me, si percepisce perfettamente la passione travolgene che ti ha obbligato, se m'è lecito usar il termine, a scrivere, a rovesciare la tua abilità anche su qesto foglio virtuale trasformandolo così in autentica opera d'arte! e quale meravigliosa creatura più avert ispirato tutto questo? l'amour l'amour!

bene, dopo questa piccola introduzione, lode al poeta e all'ispirazione, torniamo seri, è sempre un piacere leggere i capitoli del limbo, nel frattempo mi sono persa anch'io lì tra nubi cirri e nebbia. molto belle queste frasi
"Onda d’oceano di schiuma imperiosa
vento in vortice spazzati i fiori,
circolo arterioso trafitto di picche"
io avrei forse tralasciato di scrivere anche quadri, tanto il riferimentoalle carte è chiaro, e così, come dico io, faresti sentir ancora di più la trascendenza del gioco, il fato che indica cose che esuano dall'aspetto ludico e possono diventare qualcosa di serio, di poetico. basta guardare il bar di qualsiasi paesino per capire come i vecchi mettono impegno nelle carte, che sono un che di sociale, un intrattenimento, un modo per aspettare la vecchiaia, qualcosa di amaro nell'immagine che lascia soprtutto a chi come me è giovane e ride dell'impegno che i vecchi ci mettono.
in secondo luogo: ah il francese! c'est la langue que je prefere! perché non mettere qualche frase in più? sembra fatta apposta per parlare d'amore, ed in più, è anche un cliché
certo, di amore si potrebbe ragionaere per sempre, quindi non condivido le poche cose che hai detto, perché sono troppe poche.
inoltre caro amico non si sente il rum, e questo mi pare un errore dato che è citato anche nel titolo
inoltre uno si aspetta che questa passione spaventosa e terribile, che questo rum, che questo amore non finiscano in una partita a carte, anche se ha il suo aspetto interessante, barattarsi così il cuore per un altro sorso ( ma in questo caso andrebbe precisato ): forse tutto dovrebbe iniziare con le carte, passare per il rum, e finire in una cammera matrimoniale. o vuoi direforse che non ci aspetta altro che quel tipo di vecchiaia lì?
Arzy Arzy, ma quante porte apri alla riflessione con uno scritto così breve?
beh, è una cosa positiva
la poesiola mi è piaciuta
a rileggerti e grazie
doxa
Inviato: 26/4/2010 17:26  Aggiornato: 26/4/2010 17:26
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: C’en est le demon, c’en est l’amour (nel limbo ove br...
Scusa Arzy: non capisco il costrutto del titolo in francese. E' una citazione?
Scusa l'ignoranza, ma in francese conosco: ce n'est... Oppure S'en... C'en non mi torna.
lcasc
Inviato: 29/4/2010 10:09  Aggiornato: 29/4/2010 10:09
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: C’en est le demon, c’en est l’amour (nel limbo ove br...
Vedo, Doxa, che non hai ancora ricevuto risposta alla tua domanda, sebbene avrebbe interessato anche me. Anch'io avevo chiesto lumi, per altro verso, per capire, ma non sono venuti. Mi ero interrogato anch'io su quello che mi sembrava uno strafalcione, ma ho pensato che si trattasse di una sigla, di un codice per iniziati, del gergo di una setta sconosciuta satanico-letteraria, a cui anche la nostra amica Senza potesse appartenere, dato che il titolo della "poesia" riporta anche il suo nome, e che lei nel suo commento si è dimostrata cosi' giubilante, avendo capito tutto. Ho immaginato anche, dato lo stravolgimento poetico che vedo operare nei nuovi autori, che si volesse allargare questa strana rivoluzione "culturale", sovvertendo anche contemporaneamente l'ignara e tradizionale lingua francese.
arzy
Inviato: 29/4/2010 23:11  Aggiornato: 29/4/2010 23:11
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 10/12/2003
Da: Piacenza
Inviati: 1917
 Re: C’en est le demon, c’en est l’amour (nel limbo ove br...
Non nego che ero abituato a qualche commento in più per cui aspettavo per un contro commento più completo. Ma indubbiamente i tempi son cambiati per cui, s’alzi il sipario sulla rispostazione.

C’en est. Strafalcione? Boh, può anche essere. Ma a me suona bene, rende il tutto più musicale e tanto mi basta. Il mio scrivere è ritmo per cui posso anche inventar parole, se mi suona bene. In ogni caso comunque se apro google e propongo c’en est trovo diverse citazioni per cui devo dedurre che siamo in diversi a strafalciare. In verità non so se grammaticalmente sia ammissibile ma credo proprio che almeno l’uso parlato sia consentito. Per concludere: ricordo in una mia poesia il verbo “tabaccando” (avveniva ad un incrocio ed era tabaccando olandese da pipa). Non l’ho trovato sul vocabolario con un uso simile al mio ma ci stava da Dio, perché trasmetteva la sensazione. Che cos’è la poesia se non trasmissione di un’emozione, di una sensazione? Tabaccando olandese da pipa trasmetteva e, per quanto mi riguarda, anche C’en est trasmette. Se poi grammaticalmente non è corretto, nel caso di specie poco importa.

Sul satanismo … beh, adesso, non esageriamo. Quanto a capire non c’è proprio nulla da spiegare. La poesia è trasparente, un inno alla forza dirompente ed inarrestabile dell’amore, qualsiasi amore, amore senza limiti purchè sia amore. Che non è angelico, è un diavolo che più o meno dolcemente ti strazia. Inarrestabile. Come diceva Zucchero Fornaciari col suo rock italico? Accendi un diavolo in me. Certo però se si ritiene la poesia purezza ed elevazione, siamo su un pianeta diverso e allora capisco che non si capisca. Ma questo non può essere commentato, sono diversi i fondamenti, talmente lontani da non presentare alcun punto d’incontro comune. La poesia, per me, affonda le sue radici nel vivere quotidiano. Con annessi e connessi. La poesia e il poeta si sporcano le mani, affondano come lama tagliente nella banalità del quotidiano, alla ricerca della chiave che gli permette di rifiutare, di denunciare o di modificare quella realtà.

Qual è la genesi culturale di codesti aberranti farfugliamenti satanici? Cito, aprendo un liberculo in mio possesso (edizioni BUR, mica SatanaPress): “Nei collegi governati / dai famosi Ignorantelli / gravi scandali son nati, / ne è mestier ch’io ne favelli. // Se alle falde del Cenisio / si applicassero costoro, senza spese e senza macchine / comprirebbesi il traforo.” Antonio Ghislanzoni, Scandali clericali, fine ‘800, poesia d’indignazione e denuncia per episodi di pedofilia di cui si sono resi responsabili membri del clero (per i quali si postula la condanna ai lavori forzati).

Ma esagero: “Preda dei vermi languidi, / sarà vendetta mia, / per entro all’ossa putride / studiando anatomia, // nuda veder l’origine / d’ogni mia pena, il cor! / E la ragion richiedergli / di tanto e tanto amor… // Poi, bardo estinto, un ultimo / sospiro accoglierò, / per ringraziar l’artefice / che la cassa inchiodò, // e alla chiesa cattolica / perdonar, nella quiete, il puzzo delle esequie / e il brontolio del prete.” (Nella tomba, di Emilio Praga, 1839-1875).

La poesia scapigliata. Sicuramente influisce sul mio poetare anche se, a dire il vero, ancor più mi sento aggrovigliato al successivo Crepuscolo, con qualche spruzzatina, tanto per modernizzare, di beat generation, Gregory Corso in primis.

Chiaro allora, carissimo Isacs, che non puoi capire. O meglio, non puoi condividere poiché, come ho già avuto modo di scrivere, la tua poetica ha ispirazioni e basi cultural-letterarie completamente assolutissimamente diverse. Non meglio. Non peggio. Diverse. Punto. E bada bene, nessuna critica al tuo poetare. Semplicemente diverso, recupero di antiche forme e antiche tradizioni. Arte pre-rafaellita, cura della forma, ricerca della bellezza estetica, recupero dei grandi modelli classici. Fino all’arcadia. Poesia che trascende, che illumina il mondo d’una visione di bellezza estatica. Fuor dal vero.

Ecco, la mia poetica vuol essere rappresentazione del vero. Naturalmente attraverso il filtro della visione poetica (altrimenti sarebbe semplice fotografia).

Quanto infine a Senza, sentendomi vicino alla sua espressione letteraria basata sull’istinto, sulla fiammata improvvisa, sull’immediatezza, prendo nota delle osservazioni e quanto a “quadri e cuori, le diable non ha pietà”, non posso togliere quadri perché avrei un calo di ritmo nel verso ma potrei cogliere il tuo suggerimento, uscir dalla partita a carte e sostituire quadri con fato. Vedremo se mai verrà il giorno che pubblicherò questi versi.

Grazie a tutti, comunque, per l’accoglienza a questo mio ritorno.


lcasc
Inviato: 1/5/2010 1:24  Aggiornato: 1/5/2010 1:24
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: C’en est le demon, c’en est l’amour (nel limbo ove br...
Caro Arzy, ti avevo chiesto di premere l'interruttore per far luce al tuo scritto, e adesso che l'hai fatto, mi sto orientando meglio. Per cui credo opportuno e interessante ritornare all'esame della tua poesia, e della tua risposta, cosa che faro' appena avro' un tantino di tempo. Penso che mi hai dato materia per disquisire in modo edificante ancora a lungo. Un saluto.
doxa
Inviato: 1/5/2010 6:05  Aggiornato: 1/5/2010 6:05
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: C’en est le demon, c’en est l’amour (nel limbo ove br...
Caro Arzy, google l'avevo aperto anch'io: nel dubbio. Riporta la frase come tu l'hai scritta solo riferendosi al tuo testo. Che a te suoni musicale è giusto, però la scrivi nel modo sbagliato. Non è pignoleria la mia, ma trovo che gli strafalcioni, come li evitiamo in italiano, vadano evitati anche nelle altre lingue, quando uno si cimenta in una citazione. Altrimenti è errore blu.
Detto questo niente da eccepire sul testo o sulle tue argomentazioni... insomma niente di personale.
Tutto sommato rispetto le faq di Ozoz nel segnalare errori di ortografia
lcasc
Inviato: 1/5/2010 12:16  Aggiornato: 1/5/2010 12:16
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: C’en est le demon, c’en est l’amour (nel limbo ove br...
Caro Arzy, adesso si', dopo che hai fatto un po' di luce, si puo' camminare più spediti, sapendo dove mettere i piedi. Dunque, si tratta semplicemente di un inno all'amore,"l'amour"! Ed io che avevo pensato a chissà che.
Sai che ti dico? che si sarebbe capito tutto subito, o almeno in parte, se tu non avessi scritto in modo errato "ça c'est l'amour!", che del resto è un gaio motivetto da rivista di tant'anni fa, di una canzoncina molto spesso cantata con sfoggio di piume al "Lido" di Parigi e al "Moulin Rouge". Niente di nuovo e di esaltante, quindi, a mio parere, né di rivoluzionario e innovativo rispetto al mio "classico" e "arcadico procedere; il linguaggio usato è quello ordinario e frequente di sempre. In che consiste, dunque, l'impostazione moderna e rivoluzionaria?
Io penso che è velleitario, molto spesso, voler cambiare arbitrariamente i presupposti della poesia, dove ogni rinnovamento è frutto di profonda ed esercitata cultura, di scavo e di paziente costruzione. La poesia non si lascia facilmente sedurre dall'istinto e dall'improvvisazione, dalla faciloneria e dall'insufficienza espressiva. L'espressione poetica è comunicazione: d'immagini, di emozioni, come tu hai ben detto, ma non di sensazioni, ahimé, perché anche una sculacciata dà molte sensazioni, non so quanto poetiche.
E' limitativo, d'altra parte, per un testo poetico, dover ricorrere a spiegazioni successive per capirne il significato. La poesia esprime interamente, autonomamente, le proprie ragioni e il proprio fine. Tra l'uomo che invecchia e le mode che passano la poesia resta eternamente scolpita nella pietra del tempo. Non è detto che le forme non debbano cambiare, ma la sostanza deve sempre riflettere la natura umana.
Poi c'è un'altra cosa, Arzy, che devo dire: Perché questa infatuazione, tua e di Senza, per il francese? Vi sembra forse più bello dell'italiano? Leopardi considerava il francese la lingua più impoetica. Io che sono costreto a servirmene costantemente, la considero una lingua rimasta ancora barbara, primitiva, imprecisa, rozza. Ma lo sai, per esempio, che il francese non conosce i numeri più del sessanta? Solo gli svizzeri, per influenza degli italiani, l'hanno fatto avanzare fino al "nonante".
Sarebbe stato più bello e più facile, Arzy, se tu avessi esclamato "E' l'amore!". E mi avresti fatto capire tutto prima. Ma l'amore di qua, di là, di su di giù, mi ricorda troppo il Figaro di Rossini.
Ti chiedo perdono di queste noterelle, che mi vengono spontanee, soprattuto scherzose. L'importante è non prendersi troppo sul serio.
E tu, Senza, anima mia, cerca di usare l'italiano nella poesia e nell'amore, se non è più dolce del francese, ti assicuro ch'è più eccitante.
arzy
Inviato: 3/5/2010 0:05  Aggiornato: 3/5/2010 0:05
Sostenitore di OZoz
Iscritto: 10/12/2003
Da: Piacenza
Inviati: 1917
 Re: C’en est le demon, c’en est l’amour (nel limbo ove br...
Doxa, come ho detto ritengo che il fattore musicalità superi tutto, però nel caso di specie devo ribadire che, scrivendo in google 'c'en est le' non trovo solo il rimando alla mia composizione, ma addirittura dieci pagine di rimandi.

Non solo. Usando il traduttore e scrivendo il titolo della mia poesia nel 'mio' francese, ecco uscire 'è piuttosto il demonio, è tutto amore'

Vero che la forma corretta semplice sarebbe 'c'est le demon, c'est l'amour' ovvero questo è il demonio, questo è l'amore, ma ribadisco di ritenere possibile l'utilizzo di c'en est come rafforzativo che peraltro da un senso più compiuto al mio titolo

Dunque, ripeto, per me nessun strafalcione anche se riconsco non sono un cultore della lingua francese e se sono caduto in errore ... è giusto correggermi

Mi devi però spiegare il fatto del traduttore di google che accetta la composizione

Ciao e ... non ho mai pensato a nulla di personale, figurati

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