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Letture Incrociate - Poesie : Ella più non posa lo sguardo
Inviato da Panzer il 25/1/2010 20:19:12 (1430 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie

Ella più non posa lo sguardo,
semmai lo avesse posato
per un solo, timido istante.


Ella non ha più l'ardire
di credere di farmi volare,
di credere di farmi amare
come il più meschino e fortunato
di tutti i miei pari.
Ella è morta e io con lei,
ma pur respira, è viva
e io non ho il coraggio
di farmi leva dal sepolcro
in cui sono nato.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
doxa
Inviato: 27/1/2010 15:44  Aggiornato: 27/1/2010 15:44
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: Ella più non posa lo sguardo
E lanciamo la prima pietra! Non perché sia senza colpe, ma solo per smuovere le acque.
L'inizio con Ella mi piace molto. Ha qualcosa dello Stil Novo, è musicale e sognante. Anzi altero e pudico.
I versi seguenti sono di rinuncia o di sconfitta.
La chiusa mi dà da pensare. E' funerea e non sono sicura di saperla interpretare. Panzer?
Un uomo nato morto è un morto vivente, un automa privo di sentimenti. Ergo incapace di amare. Ma ha anche ucciso il di lei amore?
lcasc
Inviato: 27/1/2010 21:02  Aggiornato: 27/1/2010 21:02
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Non ho alcuna intenzione di formulare una critica alla presente poesia, ma sento il bisogno di porre preventivamente a chi voglia interessarsene alcune semplici domande d'interesse generale, per confrontare qualche mia idea con le loro. Le pubblicazioni di Panzer mi stimolano sempre a suscitare qualche dibattito, approfittando della sua ospitalità. Vorrei domandare se basta scrivere alcune frasi un po' sibilline e misteriose per sollevare l'aura della poesia; se basta non far capire più o meno esattamente cio' di cui si vuol parlare per alimentare il fascino della scoperta. Se è meglio lasciare al lettore il compito di alambiccarsi ad attribuire ipotetici significati poetici a frasi smozzicate e sconnesse, per creare un pathos subliminale, oppure essere chiari e semplici e comunicare non in codice le sensazioni e le immagini che premono nel cuore e nella mente. Desiderei sapere quale rotta sarebbe meglio prendere per solcare il mare della contemporaneità poetica. Panzer, Doxa, Nebridio, Senza, Jurgen, naviganti dell'universo poetico, se potete, venitemi in aiuto.
Sarebbe una malinconica conclusione, e anche spiacevole, dedurre da solo, quando si consideri la serietà della persona e la sua assidua fatica consacrata all'arte e alla poesia, che questa non vuol saperne di lui, malgrado gli sforzi e le stravaganze di originalità. Mi darebbe fastidio scrivere quello che un critico francese scrisse del Taine, che nonostante questi avesse dedicato all'arte e alla poesia tutta la vita, non avesse mai compreso che cosa fosse un verso, e non avesse mai avuto alcun sentore della poeticità della poesia.
Se c'è un nuovo "credo" a cui ancora non credo, cercate di convincermi e vi prometto la mia intera conversione.
Panzer
Inviato: 27/1/2010 21:04  Aggiornato: 27/1/2010 21:07
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Doxa, tutto giustissimo quello che hai detto. Di ogni mia poesia tu hai la straordinaria facoltà di assumere i panni di chi l'ha scritta. Non so se è un mio merito o una tua innata sensibilità...
Rispetto alla tua domanda, la risposta sta nel titolo.
Panzer
Inviato: 27/1/2010 21:28  Aggiornato: 27/1/2010 21:28
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Icasc,
stai forse sostenendo che esista un solo modo di fare poesia?
stai forse sostenendo che esista una poesia giusta e una sbagliata?
stai forse sostenendo che esista soltanto ciò che è bianco e ciò che è nero?
doxa
Inviato: 28/1/2010 6:57  Aggiornato: 28/1/2010 6:57
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Col permesso di Panzer provo a dare la mia interpretazione alla questione della poesia. Assolutamente da profana.
Il poeta dice le cose in maniera diversa dallo scrittore, prendendo scorciatoie, saltando passaggi, permettondosi licenze, per arrivare dritto al cuore. In un esordiente questo non sempre viene raggiunto o condiviso, ma la difficoltà è spesso nella modernità dei versi. Venendo tutti da letture classiche, di fronte a cose destrutturate, come la pittura moderna, ci troviamo in difficoltà senza nessuno che ci spieghi o commenti. Io stessa non sono in grado di apprezzare Ungaretti o Montale, mai letto Quasimodo, perchè a scuola o all'università nessuno ne ha fatto l'oggetto di una lezione. E, da sola, ho molte difficoltà a confrontarmici.
Prescindendo dalla mia personale ignoranza, una lirica dovrebbe comunicare un sentimento, o per lo meno una sensazione precisa. Il come è la scelta dell'autore, ma deve farla arrivare distillando i concetti, le invettive, il dolore, l'esaltazione, il sogno. E le parole.
Tutto questo è assolutamente una mia opinione personale, non un dictat, e aspetto che voi mi diate delle dritte in proposito.
Jurgen
Inviato: 28/1/2010 10:27  Aggiornato: 28/1/2010 10:27
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Ella più non posa lo sguardo
La poesia appare come una riflessione piuttosto disillusa. Concordo con doxa sull'alone di stilnovismo della lirica. Come hai già fatto in altre occasioni, Gianluca, anche stavolta hai condensato in pochi versi uno scrigno di emozioni e di sensazioni enormi. La storia stessa che sembra leggersi tra le righe è inserita con i tuoi tocchi da artista leggeri e pudici. Mi sono chiesto come mai hai usato quel "Ella" e perchè, peraltro, esso abbia sempre la E in stampatello. Al secondo quesito si potrebbe rispondere facilmente dicendo che comunque quel "Ella" comincia tre strofe diverse e quindi, dopo un punto, è più che normale che si ricominci con la prima lettera in stampatello. Ma non convince. No. Secondo me, Gianluca, hai voluto che quel "Ella" cominciasse ogni periodo. Non solo perchè si tratta della protagonista della lirica, ma anche perchè - a mio parere, ovviamente - trasparisse l'idea di un pensiero ricorrente qui pudicamente condensato in questa lirica. Si tratterà di un'"Ella" fisica oppure di un'"Ella" metaforica? Difficile poterlo desumere con certezza e, probabilmente, il pregio della lirica è anche in quest'ambivalenza - più che ambiguità. Posso supporre che si tratti di una persona fisica giacchè ci dai troppi dettagli di funzioni corporee per non poterlo credere. Questa "Ella più non posa lo sguardo" o "pur respira". Nell'"ardire di credere di farmi volare" c'è l'immagine dell'amore. Questa "Ella" ha fatto sì che tu potessi imparare ad amare. Lo chiarisci, d'altronde nel verso successivo. Ad "Ella" concedi quindi un valore assai elevato cui contrapponi il tuo ("il più meschino e fortunato di tutti i miei pari"). Sei stato fortunato, perchè hai avuto "Ella", ma anche "meschino" giacchè non eri abituato a volare. "Ella", però, non c'è più e quella parte migliore di te che era venuta fuori se n'è andata con lei. In quel "pur respira, è viva" leggo una contraddizione col verso precedente. Ma non è una critica, giacchè credo che quella contraddizione non sia altro che una forma di reazione contro una realtà che stenti ad accettare. In effetti, "Ella", per te, è ancora viva, cioè può ancora farti volare. La situazione attuale ti vede, però, da solo, senza quel volo che "Ella" ti aveva concesso elevandoti da quella dimensione meschina ("di farmi leva dal sepolcro\ in cui sono nato") da cui ti eri distaccato grazie a lei.
Vivissimi complimenti, Gianluca
Nebridio
Inviato: 28/1/2010 11:53  Aggiornato: 28/1/2010 11:56
Quite a regular
Iscritto: 11/11/2009
Da: Napoli
Inviati: 110
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Panzer debbo dirti che ho trovato poco coinvolgente questo testo, e personalmente quest'ella più che di stilnovistico mi sa di anacronistico. Anche questa sequela di verbi che reiteri -credere di farmi -l'ho trovata poco eufonica con un che di sforzato e forzato. Devo anche dire però che il verso conclusivo riscatta e risolleva in parte la fiacchezza di quelli precedenti, perchè in fondo i nostri ricordi ci appartengono così nel profondo da ritirarci talvolta in questi sepolcri di cui siamo gli unici custodi, e forse solo nei ricordi siamo nell'unico paese da cui non potremo mai essere esiliati nè sentirci stranieri. Quel che dice Icasc lo condivido nel senso che quando l'interpretazione per insufficienza del testo si sostituisce allo stesso, cercando di divinare quel che l'autore voleva dire ma non è riuscito a dire, allora di poetico restano solo le intenzioni che l'autore stesso non è riuscito a esprimere.
Panzer
Inviato: 28/1/2010 13:13  Aggiornato: 28/1/2010 13:14
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Ringrazio Jurgen per le belle parole espresse e Nebridio per la sua franchezza.

P.S. Se le mie poesie dovessero piacere a tutti, la cosa mi preoccuperebbe non poco.
lcasc
Inviato: 29/1/2010 0:39  Aggiornato: 29/1/2010 0:39
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Mio caro Jurgen, hai una tale capacità di arricchimento analitico e immaginativo dei testi che leggi che mi lascia ammirato. Ma spesso la tua tendenza elogiativa e il tuo buonismo ti possono spingere a perdere di obiettività e di severo senso critico. Mi sembra straordinario che quel "Ella" che non fa più volare Panzer e anzi lo fa morire, arrivi a portare te cosi' in alto, più che ai vertici del volo poetico. Concedimi la battuta scherzosa.
Tuttavia il tuo commento elogiativo è molto bene controbilanciato dalle poche e profonde righe che ha scritto più in giù Nebridio, che con estrema sintesi ci dà una "lectio magistralis": "Lcasc lo condivido nel senso che quando l'interpretazione per insufficienza del testo si sostituisce allo stesso, cercando di divinare quel che l'autore voleva dire ma non è riuscito a dire, allora di poetico restano solo le intenzioni che l'autore stesso non è riuscito ad esprimere". Esattamente quello che tu Jurgen hai fatto col tuo meraviglioso e fuorviante commento.
Qui non si tratta di vivisezionare o condannare la poesia di Panzer, che per mio conto posso dire una discreta e onesta lirica migliorabile; non si tratta di agitare una questione di merito, ma di asserire una questione di metodo, per contribuire in qualche modo ad affinare e rafforzare gli strumenti dell'arte, che usati male potrebbero ingenerare cattive assuefazioni e rigetto.
Anche Doxa, in modo leggero e delicato, come le è naturale, ci ha dato il suo contributo, incidendo nello stesso solco che abbiamo delineato, con segni inequivocabili per chi li sa leggere: " Una lirica dovrebbe comunicare un sentimento, o per lo meno una sensazione precisa. Il come è una scelta dell'autore, ma deve farla arrivare DISTILLANDO i concetti, le invettive, il dolore, l'esaltazione, il sogno. E LE PAROLE."
MI pare evidente che ci sia una innegabile convergenza di idee sul metodo del poetare, per rifuggire da certe aberrazioni che sempre più capita di riscontrare. Ma il mestiere del poeta è uno dei più difficili in cui si possa riuscire, una strada lunghissima, lastricata di errori, cammino di espiazione e di dolore per anime anelanti alla luce.
Panzer
Inviato: 29/1/2010 8:33  Aggiornato: 29/1/2010 8:33
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Scrive Icasc:
"Una lirica dovrebbe comunicare un sentimento, o per lo meno una sensazione precisa..."

Evidentemente quelle mie parole hanno comunicato qualcosa a doxa e Jurgen, ma non a te e Nebridio. Tutto qui.
Jurgen
Inviato: 29/1/2010 15:22  Aggiornato: 29/1/2010 15:25
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Ella più non posa lo sguardo
La poesia è secondo me un canale diretto con quello che non può essere visibile dagli individui che non hanno la fortuna di possedere il dono di poter veleggiare la fantasia attraverso l'uso della parola.
La poesia è - sempre secondo me - qualcosa di irriducibile, qualcosa che può essere compreso e migliorabile - anche se detesto accostare questa parola alla poesia, come se si trattasse di un esercizio ginnico - solo ed esclusivamente dall'autore stesso. Non posso accostarmi ad un'opera e credere di saperne più dell'autore stesso.
Detto questo, debbo segnalare la mia sincera irritazione per una parola che tu hai usato Lcasc: "fuorviante". C'è già un giudizio in quella parola, un giudizio gratuito e totalizzante. E cioè: chi non la pensa in un certo punto, non la pensa correttamente FUOR-VIA, cioè esce dai binari giusti. E chi dovrebbe stabilirli questi binari giusti? Siamo forse davvero nella lirica-provenzale (cioè in pieno medioevo), che si poteva poetare solo seguendo rigidamente certe regole che i poeti e giullari di corte avevano appena inventato? O magari siamo all'epoca della Francia di metà ottocento, in cui ancora si moriva di fame, ma si aveva il tempo per censurare "Les fleurs du mal" e "Mme Bovary" solo perchè erano scritti senza filtri e raccontavano ciò che davvero raccontavano i due artisti? Certo, è vero che l'Italia è al 54 posto nel mondo per la libertà d'espressione, dopo la Bolivia - con tutto il rispetto per i boliviani -, ma suppongo che filtrare la libertà d'espressione in una fantastica dimensione di scoperta poetica come può essere questo sito, sia una gaffe colossale.
Abbiamo l'occasione di far incontrare le nostre diverse esperienze poetiche - e personali -. Perchè arroccarci nelle nostre ARROGANZE e credere di essere tanto bravi da poter giudicare se non come si scrive una poesia, COME SI POSSA SCRIVERE UN COMMENTO?
Il fantastico universo virtuale in cui ci troviamo è una possibilità fantastica di arricchimento vicendevole. L'invito che tu hai Lcasc sul comprendere il senso poetico mi trova assolutamente disponibile nell'inerpicarmi come su di una montagna in quest'avventura. Ma etichettare un commento - che è libero come tutti quanti qui - equivale contraddire quella ricerca. Poetare non è seguire filtri o regole. Poetare è immergersi di invisibile e cercare di trasmetterlo agli altri. Se hai letto i miei commenti, non sempre sono elogiativi. Ma quando mi trovo davanti ad una lirica, mi sento sempre davanti ad un mondo che chiede solo di essere scoperto. Certo, non elimino lo sguardo dalle regole, ma mi interessa altresì un'analisa precisa - ci provo - di ciò che mi trovo davanti. Se qualcuno di noi si è immerso nell'ispirazione e ha tirato fuori un risultato da esso, io sono obbligato a provare a capire ciò che ha provato a creare.
Poi... può piacermi, come può non piacermi. Ma certo non criticherò MAI chi ha avuto un'idea. L'avrò scritto perlomeno un centinaio di volte e sono francamente seccato di doverlo ancora scrivere. Ti interessa capire davvero la poesia, Lcasc? Perfetto.... Abbandona i FUORVIANTI a chi di poesia non ne capisce, leviamoci la tonaca rocca da Dante Alighieri e immergiamoci realmente in ciò che arriva ai nostri occhi attraverso la poesia.
Un saluto.
PS: Rinnovo i miei complimenti a Gianluca per "Ella". A me è sinceramente piaciuta. Naturalmente potrei sbagliarmi ed essere stato solo FUORVIANTE. Ognuno è libero di pensarla come gli pare.
doxa
Inviato: 29/1/2010 18:46  Aggiornato: 29/1/2010 18:46
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: Ella più non posa lo sguardo
"I commenti vengono automaticamente approvati" è solo un modo di dire.
Se la polemica è il sale del forum, teniamo conto che qui siamo tutti "aspiranti". Nessuno è poeta laureato o critico di professione. LI è fatto per questo.Chi pubblica si espone e anche chi replica. Se ne può discutere, ma credo che nessuno di noi sia in grado di dare lezioni.
A volte le cose arrivano, a volte non siamo in grado di recepirle e, a volte, non sono ben espresse. Il tutto è molto soggettivo.
Con questo non critico nessuno: né Icasc, né Jurgen, né Panzer: sto solo riflettendo
Quando studiavo mi veniva detto che la poesia , quella conclamata, è universale. Ossia viene percepita da tutti.
Ed è subito sera. Chi non conosce questo verso?
Magari ignoriamo il seguito e l'autore, ma le parole suggeriscono un mondo, una situazione, un rimpianto.
Ecco: a quei livelli si arriva o non si arriva. Comunque è bene provarci, e è anche bene chiarire con chi ci legge cosa riusciamo a comunicare. Con calma e serenità.
Jurgen
Inviato: 30/1/2010 9:18  Aggiornato: 30/1/2010 9:18
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Concordo con te, doxa. Siamo un po' tutti aspiranti, io per primo. Non mi sento in grado di dare giudizi assoluti sulla poesia. Ció che mi ha dato fastidio - ma si tratta di qualcosa che resta all'interno delle mura letterarie virtuali di questo sito - è stata la presa di posizione su una considerazione altrui con un giudizio che è parso più un pregiudizio che altro. Poi... per il resto, è logico che ci vuole anche una certa dose di serenità ed è in tutta serenità che io ho scritto e scrivo. Se non sono sereno non riesco neppure ad avvicinarmo alla tastiera.
Ripeto che sono quindi perfettamente d'accordo con te. Siamo qui - ma è un mio pensiero - per confrontarci sulla poesia in piena umiltà e non per tentare di prevaricarci vicendevolmente.
Questo non è poesia. È prosa. Ma realtà di vita nella sua accezione più amara...
ladymelania
Inviato: 4/2/2010 14:41  Aggiornato: 4/2/2010 14:41
Just popping in
Iscritto: 28/1/2010
Da:
Inviati: 27
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Mi permetto di dire la mia opinione con un po' di soggezione, visto che autore e commentatori sono fra i più apprezzati di ozoz. La poesia mi ha subito comunicato la sensazione di un amore finito quasi
prima di iniziare. L'ho trovata più dettata dall'amarezza che dall'infelicità, come di chi si senta inadeguato per vivere quel rapporto, più che triste per essere stato lasciato. Mi ha ricordato le poesie di Pavese della raccolta" Verrà la morte e avrà i suoi occhi", come quelle intrisa di rassegnazione venata da rimpianto. Leggendo le critiche ho poi provato a sostituire Ella con Lei e a vedere se eliminando uno dei due credere la poesia guadagnasse qualcosa.. Ma, tutto sommato, mi sono sembrati particolari irrilevanti. A me l'impressione, il sentimento, erano arrivati subito ed indipendentemente da piccoli dettagli stilistici. Per quel che può valere la mia opinione mi è piaciuta molto..
Panzer
Inviato: 4/2/2010 20:16  Aggiornato: 4/2/2010 20:16
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Grazie lady, mi fa piacere che tu abbia apprezzato. Altri invece... hanno mosso un tale putiferio. Penso di non fare niente di male a scrivere poesie, ma a sentire qualcuno queste non si avvicinano nemmeno alla parola "Poesia".
ladymelania
Inviato: 4/2/2010 21:06  Aggiornato: 4/2/2010 21:06
Just popping in
Iscritto: 28/1/2010
Da:
Inviati: 27
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Che le tue non siano poesie proprio non mi sembra sia sostenibile. Ho letto tutte quelle che hai messo su LI e mi sono piaciute veramente. Poi, per carità, ognuno ha la sua sensibilità ed i suoi gusti e non è detto che altri le sentano come le ho sentite io, ma sono poesie e BELLE poesie. Per quanto sia nuova su oz sono un'accanita lettrice sia di prosa che di poesia e sia pure con umiltà, penso di esprmere un giudizio consapevole. Inoltre non penso che una lirica possa essere così meticolosamente sezionata e analizzata come un cadavere durante un'autopsia, come forse hanno fatto alcuni tuoi commentatori. In questo modo se ne perde lo spirito, quella capacità di suscitare un'emozione, una condivisione del sentimento che l'ha ispirata. e secondo me le tue poesie questa qualità ce l'hanno eccome..
senza
Inviato: 5/2/2010 12:43  Aggiornato: 5/2/2010 12:43
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Ella più non posa lo sguardo
scelta audace quell' ella, anche se non mi convince ti premio per il coraggio. altre parole dal sapore più vecchio mi piacciono ( sepolcro pari ardire ) mentre non trovo belle le ripetizioni "di credere di farmi", fanno sembrare la poesia qualcosa di più simile ad una canzone di un cantautore italiano scadente ( non so perché, questa è la mia impressione ). Del resto trovo che parole come ‘amare’ e ‘volare’ siano piuttosto abusate, messe in rima e all’interno di due versi identici le trovo veramente brutte, banali, mentre tu probabilmente volevi accentuare la somiglianza tra i due verbi, che però secondo me vengono sminuiti dal contesto. Allora, se troverai una soluzione a quei versi lì credo che non ci siano tanti altri problemi a far una bella poesia, infatti trovo bella questa chiusura
“e io non ho il coraggio
di farmi leva dal sepolcro
in cui sono nato.”
Panzer
Inviato: 5/2/2010 13:08  Aggiornato: 5/2/2010 13:09
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Ella più non posa lo sguardo
Grazie senza dei consigli.
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