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Letture Incrociate - Poesie : Donne o fantasmi?
Inviato da Jurgen il 18/1/2010 18:09:01 (1030 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie

Il velo, al corpo niente aderenza,
abiti svasati, delle sinuosità senza,
dei passi celati anche le orme,
della vita private le donne.


Forse di invidia un meccanismo,
forse la donna un difficile sofismo,
per menti mediocri e pragmatiche,
della bellezza solo vacuità fisiche.
Che tentazione, l'intolleranza,
per sempliciotti capaci di demenza,
ma no, rispetto... millenaria cultura,
sì, sì... ormai solo segatura.
Dove la cultura dell'esistenza?
dove della vita la vera essenza?
dove le donne col loro universo?
Tra veli e occhi bassi... tutto perso.
A che pro due occhi coperti?
A che pro dei cieli inerti?
A che pro la sensibilità azzerata?
A che pro l'unico significato nella cucciolata?
E si... e si... ma anche noi, ma anche noi...
ragion per cui, ragazzo, solo i fatti tuoi!!
Tu alle donne il massimo del rispetto?
Che fa che loro ne danno importanza solo a letto?
Nell'infinito firmamento dell'amore,
persino il possesso – reciproco - un vero colore,
ma nel rigido antro della sopraffazione,
il possesso – unilaterale – solo prigione.
Donne o fantasmi, ombre o luci?
Occhi vivi o occhi truci?
Vita vera o vera condanna?
Morte nera o dolce manna?
Cultura o stupidità?
Segatura o beltà?




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
doxa
Inviato: 23/1/2010 15:59  Aggiornato: 23/1/2010 15:59
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: Donne o fantasmi?
Caro Jurgen, faccio da battistrada ai commenti alla tua poesia. Ebbene, non me ne volere, ma sono perplessa. Non tanto dall'argomento: tu ami le cause perse, ma dallo stile che hai scelto.
L'emancipazione femminile è un tema molto dibattuto, dalle molte sfaccettature, che si presta a recriminazioni e a invettive. Ora la tua lirica da per scontato che tutte le donne velate subiscano l'amore come una sopraffazione. Io mi auguro che, pur nel loro paludamento, alcune possano ancora amare ed essere riamate come accade in tutta l'umanità. Non ne ho le prove, ma è statisticamente impossibile che non accada.
D'accordo: è troppo poco, una mera supposizione consolatoria.
Passiamo allora allo stile. Usi delle rime baciate a metro variabile. Liberissimo, ma le rime baciate vanno bene in una filastrocca o una ballata.
Una ballata sarebbe meglio, una cosa alla De Andrè, anche per l'argomento che è impegnativo.
Ma qui non ci siamo. La tua condanna non ha i ritmi di un'invettiva, qualcosa stride all'orecchio e toglie forza al tuo pensiero. Che, espresso in questa forma, assume un tono più assertorio che sdegnato.
Vado a ruota libera, non mi prendere sul serio, dato che non sono persona da giudizi, ma solo di sensazioni.
lcasc
Inviato: 23/1/2010 22:15  Aggiornato: 23/1/2010 22:34
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Donne o fantasmi?
Se ti puo' far piacere, Jurgen, in Francia sta per essere promulgata una legge che proibisce la "burka". Ma, pensa un po', sono proprio le donne che la indossano a protestare contro questa nuova legge, voluta tra l'altro da Carla Bruni. Il problema è complesso; ma per quanto riguarda la questione letteraria in oggetto, sono completamente d'accordo con Doxa, che da qui colgo l'occasione per salutare. Non puo' essere solo la rima ad assumere tutto il peso della poesia, né si puo' affidare il compito ad una chiosa ritmata su un argomento disperato e controverso, che ha fatto già scorrere fiumi d'inchiostro. Il mio giudizio, un po' sportivo, è che il tiro era da rigore, ma non è stata centrata bene la porta, intendo dire in ambito letterario. Hai voluto solo spuntare una freccia contro una certa inciviltà di un mondo sepolto nel fanatismo religioso e tradizionalista.
Ma Doxa ha ragione, non è la Burka che reprime la sessualità, tuttalpiù la puo' anche scatenare. Io ho un po' viaggiato, Jurgen, ed ho visto un bel po' di cose. Ti potrei parlare di quel giovane saudita che venne con me da Gedda fino a Roma, senza mai essere uscito prima dal suo paese, e giunto nell'aereoporto di fiumicino rimase talmente colpito e affascinato dal volto nudo e dagli abiti estivi succinti delle donne, cosa che non aveva mai visto, che nella notte gli venne la febbre.
E che dire delle donne velate, coperte dalle larghe stoffe bianche, che amavano indugiare in città sugli ampi portoni dei negozi o delle botteghe, dove in controluce si poteva chiaramente vedere la linea più intima ed eccitante dei loro corpi. Esse sapevano dell'effetto che suscitavano negli sguardi febbrili degli uomini che stavano a guardare dall'interno, masticando mugolii di apprezzamento, ma nei loro veli fluttuanti si sentivano perfettamente innocenti e giustificate.
Alle donne è proibito uscire da sole, ma solo in compagnia di altre donne; cosi' si stringe tra di loro una complicità che supera molte barriere sessuali, a volte con amanti comuni. La burka spesso serve per non farsi riconoscere in giro nemmeno dal proprio marito. Certo, non dappertutto è cosi'. In Pakistan, Afganistan, molto spesso le donne impazziscono, segregate nelle loro case, senza mai poter uscire. Ma anche in quei paesi sta avvenendo man mano una certa emancipazione.
Jurgen
Inviato: 25/1/2010 6:59  Aggiornato: 25/1/2010 7:58
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Donne o fantasmi?
Ciao Doxa. Ciao Lcasc.
Lieto di ritrovarvi e di poter avere l'onore di ricevere i vostri commenti.
Dunque... comincio dalla forma. La scelta della rima baciata vuole dare solo una parvenza di poeticità che in realtà risulta completamente svuotata e prosaicizzata - vi prego, passatemi il neologismo!!- dall'argomento in questione. E' stato un tentativo, naturalmente. Può darsi che strida. Se è così, l'autore ha raggiunto il suo scopo. Ma può essere benissimo che ci siano aspetti che vadano migliorati.
Per quanto riguarda l'argomento scelto... Non me la prendo certo col burka o con l'islam. Ciò che scrivo si rivolge, piuttosto, sull'utilizzo che viene fatto di certi abiti e comunque, sulla possibilità di queste donne di non poter scegliere, diventando quindi fantasmi. L'abito che non aderisce rende loro fantasmi, ma non per l'abito in sè, ma semplicemente perchè esso diventa simbolo di una libertà personale che risulta completamente azzerata. Attenzione... mi riferisco al momento in cui queste donne non hanno la possibilità di scegliere e l'abito diventa uno strato superiore di una cultura personale che viene completamente cancellata. Ora... Io non ho la fortuna di vivere in africa - e sono serio, quando lo dico -, ma ho conosciuto ragazze pakistane o di altre culture. Non le ho conosciute dall'alto della mia immensa cultura sentendomi superiore a loro. Tutt'altro. Credo di avere imparato molto più di me stesso da quando le ho conosciute. In ogni caso... ho conosciuto queste ragazze. Ho potuto rendermi conto della loro intelligenza e di quanto sia, quindi, ingiusto che loro siano costrette - e lo sottolineo - ad indossare certi tipi di abiti. Ma non solo. Devono avere sempre gli occhi bassi. Rivolgersi con Lei se parlano a qualunque uomo della loro famiglia. Parlare sempre a bassa voce. Sposare gente decisa dai loro genitori che non vedranno prima del matrimonio ma che avranno il diritto di vedere loro in foto per poterle giudicare o rifiutare. Questo tipo di famiglie, perfettamente inserite nella società italiana, credono che il dovere di una donna sia solo procreare. Questo tipo di famiglie - e lo so per certo, giacchè ho parlato con qualcuno di queste persone - pensano che un padre abbia diritto di uccidere la figlia se ritiene che lei, con la propria libertà, offenda la famiglia secondo postulati e consuetudini che non fanno certamente parte dell'Islam stesso, ma che sono parte di un retaggio culturale o pseudo tale. Io non me la prendo con l'abito, ma con ciò che esso PUÒ simbolizzare e cioè la MANCANZA di scelta.
Il tono usato, sebbene le apparenze - ma noi siamo poeti e non ci fermiamo alle apparenze - dicano il contrario, non è una critica di una persona che si sente superiore.
In realtà, pur ammettendo l'imperfezione della mia natura e il mio desiderio di imparare, cerco di focalizzare l'attenzione - ma forse, non ci sarò riuscito in maniera sufficientemente chiara - sulla mancanza di scelta delle donne di certe culture, prendendomela non con gli abiti di per sè, o con la cultura che ho preso in considerazione, ma semplicemente con la mancanza di scelte.
Questa precisazione, forse, avrei dovuto farla prima dei commenti. Un'altra bravissima poetessa - mi perdonerà se la cito - che mi pare fosse Senza mi disse, una volta, che la vera poesia non dovrebbe avere bisogno di precisazioni, specie quando queste diventano chilometriche. Faccio così tesoro di questa critica che ogni volta che rispondo ai commenti o commento io stesso faccio sempre ammenda per il mio essere sempre prolisso.
In questo caso, comunque, essendo l'argomento spinoso - ma io amo le cause perse - era d'obbligo aggiungere qualcosa di più.
Perdonatemi se mi sono dilungato ancora.
Grazie ancora del vostro commento.
Alex
Jurgen
Inviato: 25/1/2010 8:08  Aggiornato: 25/1/2010 8:08
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Donne o fantasmi?
Aggiungo un'altra cosa, se posso. Differentemente da altre liriche che ho inviato, questa non si inquadra sulla sessualità. E certo nell'abito non vi è semplicemente una compressione della sessualità. Anzi... guardando certi costumi orientali, a volte, ne ho apprezzato la fantasia delle forme che vengono appena suggerite e la vivacità dei colori adoperati.
Parlo di "Cieli inerti" di donna considerata come un "difficile sofismo". C'è un accenno alla sessualità ma solo per decostruire il processo di possesso sul quale si basa gran parte della giustificazione che si dà alla volontà di impedire a certe donne di decidere della propria vita, a partire dall'abito che possono indossare fino ad arrivare alla loro funzione nella società, che si chiude nell'essere animali prigionieri della propria "cucciolata" e importanti solo per questo.
Non so... forse avrò dato una pessima immagine di me con la mia precedente lirica, ma certamente non contrappongo - semplicemente - l'immagine di una donna che vive la propria sessualità a pieno, con una donna che prigioniera del burqa. La contrapposizione è tra la donna che può scegliere chi essere e come esserlo, e la donna che NON può scegliere.
Panzer
Inviato: 10/2/2010 13:06  Aggiornato: 10/2/2010 13:06
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Donne o fantasmi?
Ciao Alex e bentrovato.
Devo confessarti che questa tua poesia (che forse poesia non è, ma rientra obbligatoriamente in una delle due sezioni di LI) non mi convince. Non parlo del tema su cui si sono soffermati altri prima di me, ma sul ritmo che dai a questa tua composizione.
Rime baciate.
Ti ho già detto altrove che non mi convincevano e ancora è così, ma stavolta fanno assumere il tutto a un pezzo rap. Infatti non sono riuscito a leggere normalmente, ma quelle rime (alle volte forzate) mi hanno ricordato un qualche rap delle banlieu parigine.
Non so quanto tempo tu ci sia stato su a scrivere, ma quelle rime sono molto hip hop.
Jurgen
Inviato: 12/2/2010 9:31  Aggiornato: 12/2/2010 9:31
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Donne o fantasmi?
Ciao Gianluca. Sono lieto anch'io di ritrovarti.
Immaginavo che "Donne o fantasmi?" non ti sarebbe piaciuto, e immaginavo che una delle ragioni sarebbero state le rime baciate che, in altri contesti, mi hai già detto di praticare e gradire molto poco.
Sono rimasto un attimo stupito da quel paragone alla musica hip hop. In realtà m'inorgoglisce molto, sebbene suppongo che il paragone sia stato mosso per muovere una critica. Conosco discretamente la realtà dei rappers - o rappeurs - parigini. I rappers che conosco sono Sinik e McSolaar. Ho sentito anche qualcuna delle loro composizioni. Non sono semplicissime da comprendere ma hanno una certa musicalità ugualmente. Certo non è il mio genere di musica, in ogni caso, pur non trovandoli sgradevoli.
Comunque sia, il paragone con mostri sacri di quel genere mi sembra ingeneroso nei loro riguardi. Nei rap, di regola, più che in altri generi musicali, c'è una versificazione piuttosto rigida. Sì, sarà musica in libertà, ma ne so abbastanza per poter sostenere che non si limitano solo a scrivere un seguito di parole contornato da volgarità. E' un genere.
Ora... "Donne e fantasmi?" si arroga di appartenere alla categoria dei "pamphlets", sebbene naturalmente debba ancora migliorarmi.
Mi rendo conto, comunque, che raggiungo migliori risultati quando non utilizzo rime baciate e mi avvalgo, semplicemente, di assonanze.
Ci sono volte in cui, quando scrivo liriche, mi preoccupo che esse nella forma siano funzionali al tema che affronto. Ma questo, ormai, dovrebbe essere molto chiaro visto che lo ripeto indefessamente.
Ciò, comunque, non significa che trascuri la forma, ma solo che la rendo armonica - o per lo meno ci provo (e attraverso le critiche tue e quelle degli altri so che devo ancora migliorare)- rispetto all'argomento che intendo affrontare.
Il dubbio che mi pongo sempre più spesso è se occorra intrappolare l'argomento della lirica nella forma o la forma nella lirica.... O ancora, cercare di dare ad entrambe la loro giusta dimensione. Il problema è che, quando scrivo, lascio che la poesia stessa parli, attraverso la sua forma, di ciò che comunque esprimo mediante i versi. Rendere la forma semplicemente una coloritura lo trovo piuttosto riduttivo. Il problema è che, alla volte, non si riesce a imprimere alla forma poetica quella direzione funzionale che si vorrebbe dargli. In realtà, quindi, sebbene il dubbio resti, continuo a lavorare in questa direzione.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.
A rileggerti. Jurgen.

P.S.: Chi volesse commentare è libero di farlo, se la mie liriche non sono giudicate troppo idiote. Preferisco una critica acerba che il silenzio. Anche perchè - forse avrò dato l'impressione contraria - non mangio nessuno e cerco sempre di far tesoro delle critiche avvalendomi di essere per costruirmi e costruire.
Panzer
Inviato: 14/3/2010 10:34  Aggiornato: 14/3/2010 10:34
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Donne o fantasmi?
Jurgen:
"Il dubbio che mi pongo sempre più spesso è se occorra intrappolare l'argomento della lirica nella forma o la forma nella lirica.... O ancora, cercare di dare ad entrambe la loro giusta dimensione. Il problema è che, quando scrivo, lascio che la poesia stessa parli, attraverso la sua forma, di ciò che comunque esprimo mediante i versi. Rendere la forma semplicemente una coloritura lo trovo piuttosto riduttivo. Il problema è che, alla volte, non si riesce a imprimere alla forma poetica quella direzione funzionale che si vorrebbe dargli. In realtà, quindi, sebbene il dubbio resti, continuo a lavorare in questa direzione.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi."

Come te io lascio che la poesia stessa parli, la lascio andare, fluire liberamente a briglia sciolta. A volte mi sono posto anch'io il problema della forma, che questa mia libertà dei versi, il loro ritmo innato non sia un qualcosa da costringere all'interno di una virtuale gabbia. A volte vedo la poesia come una sorta di cavallo selvaggio da cavalcare, e io che non lo voglio addomesticare, mi lascio condurre dove lui vuole, anche per strade e vie a me sconosciute. Lascio che essa viva di vita propria.
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