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Letture Incrociate - Poesie : Acqua passata
Inviato da smoje il 18/9/2009 14:48:59 (1306 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie

Mi scorre intorno
tra i riflessi
ed un canto di schiuma.


come odore di fresco
e struggente richiamo.
a portata di mano
o un poco più in là.
Tranne l’oggi, la vita
è una finestra al sole.
In un angolo, a terra,
lo straccio è invecchiato
per le troppe passate.
Impugno il sorriso
e ingoio le sbarre
di questa piccola casa assetata
in mezzo al fiume




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.

Autore Albero
Enrirex
Inviato: 28/9/2009 16:56  Aggiornato: 28/9/2009 17:04
Quite a regular
Iscritto: 25/3/2005
Da: Roma
Inviati: 190
 Re: Acqua passata
Ciao carissimo,

sono molto contento di commentarti, è un lavoro valido, ma allo stesso tempo ti confesso due cose. La prima è che, pur avendone parlato bene (con qualche... molte perplessità), temo di non averlo capito e di essere partito da premesse sbagliate.
La seconda, è che mi sono arreso nel cercare un senso ai punti che chiudono i vv. 3 e 5: e qui, comincia la mia critica. Sono sicuro di non trovarmi davanti a degli errori di battitura, visto che almeno intuitivamente leggo una motivazione: non cominci con le lettere maiuscole perché il pensiero non è concluso, ma nemmeno inserisci le virgole perché non desideri che la progressione sia rapida quanto quella che richiederebbe il periodo senza punti.
Proprio perché leggo una volontà comunicativa dietro questa punteggiatura, mi trovo in aporia sulle ragioni che ti hanno spinto ad usarla. Da una parte potrebbe suggerire una modalità esecutiva: so che sei attore, per cui potresti aver indicato delle sospensioni per la lettura ad alta voce. Dall’altra potrebbe influire il significato della composizione; ma in che modo e quale scarto essa produca, mi sfugge.
Ora che ho condiviso con te la mia pochezza, procederò al testo in questo modo. Ti dirò qualcosa a proposito dell’andamento generale (1, buono), una valutazione del tuo uso sul tempo (2, positivo) ed una sulle figure retoriche (3, negativo).

(1) – L’andamento, in sé per sé, è sapiente. Ti focalizzi su un elemento alla volta e li combini senza creare confusione e restituire subito ogni dettaglio (i «riflessi» si capiscono quando citi il sole). È tutto molto concreto e la “vicenda” (un uomo dentro una casa, tra le varie faccende domestiche, aspira ad uscire) che racconti è limpida e leggibile.
L’unica perplessità è sull’incipit. Almeno per come lo leggo io, «mi scorre intorno» allude all’acqua passata del titolo, non al fiume che hai giustamente nominato nel finale. Ora, se questo è vero, per ragioni squisitamente tecniche non puoi usare il titolo come se facesse parte integrante del materiale della poesia, perché esso serve solo a dare un’indicazione di lettura; per cui o riscrivi il primo verso, o citi l’acqua una seconda volta, questa volta dentro la tessitura testuale.

(2) – Mi piace molto l’uso insolito che fai del tempo e come lo armonizzi nei suoi correlativi oggettivi. Il più raffinato in assoluto, lo straccio «invecchiato», che secondo me è quello che dà il titolo alla poesia: l’acqua passata non è l’acqua che è appena corsa via, ma quella assorbita. Se mi perdoni il gioco di parole, è invecchiato per le troppe «passate» dell’acqua passata.
È ovvio che a questo punto tanto l’asciugatura quanto il gettarlo via alludono a qualcos’altro. Per come l’ho interpretato io, rinvii al problema di come concepire e quindi usare il presente. Comunichi che esso non è vissuto secondo una linearità, ma in modo simultaneo, visto che l’uomo della casa contemporaneamente aspira al fiume (il canto della schiuma lo attrae fuori) e lo contrasta (è costretto a restare dentro per evitare che l’acqua che filtra ristagni). Per questa sua contraddittorietà, non siamo in grado di godere del presente, se non quando una necessità superiore ci costringe a farlo. Difatti non trovo casuale che l’uomo decida di liberarsi solo quando lo straccio è ormai inservibile.
Motivo questa idea con i versi centrali, che secondo me sono i più felici e densi: «Tranne l’oggi, la vita / è una finestra al sole». Sia nel senso letterale di una constatazione negativa di esser stati trattenuti e distolti dalla felicità (“tranne oggi, il giorno del riscatto, in cui il mio straccio è inservibile, mi rendo conto di aver vissuto accanto una finestra”), che nel senso allegorico di averla raggiunta (“tranne lo oggi in cui combatto con l’acqua, la vita è una finestra che dà sul sole, dunque felice”).
Pur trovando la mia lettura persuasiva, temo – come tutti i critici estetici, ed in piena coerenza con quanto confessatoti nell’esordio – di non aver capito il testo e di averlo forzato. Oppure, come direbbe Campanile, di aver dato a me stesso «come suol dirsi, una impiombatura».

(3) – Nonostante la leggerezza della dimensione allusiva ed il discorso sul tempo, trovo purtroppo che i mezzi che raggiungono questi due scopi creino contemporaneamente un sovraccarico di immagini e di lirismo. Va bene cercare la poesia (senza questa ricerca, non ha senso scrivere) però c’è anche la necessità pratica di dare l’equilibrio all’insieme, magari anche creando delle dissonanze.
Il mio discorso investe le figure retoriche. Alcune sono valide e belle, soprattutto «impugno il sorriso», il sorridere come arma e forma di riscatto. Altre mi sembrano ricercate non per una reale necessità poetica, ma “per darti un tono”: mi riferisco a «ingoio le sbarre», che è oscura (a quale azione rimandi dietro questo accostamento? il sollevare le sbarre della finestra o cos'altro?) e seguendo a quella del sorriso crea uno sbilanciamento eccessivo nel figurato.
Quella più ridondante è la sineddoche della «casa assetata» (almeno credo sia una sineddoche, visto che è chi la abita che ha sete). È chiaro che in questo tuo lavoro l’acqua sia centrale, dando il titolo e simboleggiando tante cose e tutte pertinenti: scorre, s’impantana, è «a portata di mano» ma lontana, filtra all’interno e si deve asciugare. Ma il senso di sete l’avevi secondo me espresso in modo implicito dovunque, in modo quasi-esplicito e con maggiore raffinatezza con lo straccio bagnato (l’acqua che è a terra ovviamente non si può bere), per cui la «casa assetata» è inutile e pure abbastanza rozza. Oltretutto, l’endecasillabo stona con l’andamento degli altri versi, è come una nota tenuta troppo a lungo.
Per riassumere il punto 3 con un’immagine, la tua tendenza è quella di voler accendere un fuoco in piena luce.

In conclusione, la poesia sviluppa un tema interessante ed è ricca di sfumature. Ma secondo me andrebbe alleggerita e pulita in alcuni punti da ridondanze o ripetizioni un po’ fastidiose.
Sempre, ovviamente, che la mia critica non sia una fantasmagoria.

Rispondi Autore Inviato
 Re: Acqua passata smoje 29/9/2009 7:19
    Re: Acqua passata Enrirex 29/9/2009 9:00
      Re: Acqua passata smoje 29/9/2009 10:44

Autore Albero
Jurgen
Inviato: 6/10/2009 8:06  Aggiornato: 6/10/2009 8:06
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Acqua passata
Ciao.
Ho letto e riletto la tua lirica e debbo confessarti che provoca un effetto di straniamento. Appare all'inizio piuttosto criptica, giacché quando inizi con "Mi scorre intorno", non si intuisce immediatamente a cosa ti riferisci di preciso. Suppongo tu ti riferisca alla vita come, in effetti, sembra venir fuori dopo quando poi dici "Tranne l'oggi, la vita\ è una finestra al sole.". Ho trovato molto suggestiva l'immagine del "canto di schiuma" con cui fai riferimento evidentemente al mare che, come la vita, ti scorre intorno accompagnato dai suoi riflessi.
Mi sono interrogato sulla ragione che ti ha condotto ad iniziare la seconda ed ultima strofa con un "come" scritto con la c minuscola. Ad uno sguardo superficiale, apparirebbe come una forzatura inutile se non, addirittura come un vero e proprio errore grammaticale.
Uno sguardo più attento mi ha portato a concludere che, secondo me, quel periodo che inizia quasi a metà altro non è che la parte conclusiva di un periodo assai più lunga. E' stato come se tu avessi voluto scrivere semplicemente il termine di un lungo percorso - la vita, appunto - sottolineando semplicemente la parte finale "come odore di fresco\ e struggente richiamo", esperienze di vita che hanno in sè particolare bellezza e il cui richiama ancora sentimenti di rilevante importanza. Di nuovo, la frase successiva inizia con una minuscola. Appare evidente il riferimento ad una dimensione prettamente esperienziale della tua esistenza, forse a qualche episodio in particolare, o ad un periodo. Quel "a portata di mano\ o poco più in là", mi lascia intendere che tu senti ancora molto presente questo periodo che ricordi in maniera particolarmente sentita.
C'è un richiamo esplicito al presente, con "Tranne l'oggi", che segna un distacco dalla "finestra al sole" che è stato questo tuo periodo "struggente".
Le parti successive delle poesie sembrano segnate da un atteggiamento che ha delle venature marcatamente realiste con una punta di realismo e pessimismo. Rifletto, in particolar modo, sull'idea dello "straccio" invecchiato a causa delle "troppe passate". Lo straccio è evidentemente un riferimento alla persona del poeta. Si ritrova per terra, cioè ad affrontare la vita odierna nella sua quotidianità. "E' invecchiato", cioè ha vissuto tanto.
L'esperienza maturata vien fuori perfettamente con l'idea di un sorriso che viene "impugnato", come di uno strumento da utilizzare per sopravvivere più che per gioire davvero. Quel "Ingoio le sbarre" appare il verso più realista e stoico dell'intera lirica. Appare, infatti, simile all'idea di ingoiare il rospo... o i rospi.
I due versi finali sembrano avere una connotazione letterale ma rivelano, probabilmente, anche un intento metaforico. "La piccola casa assetata" è forse il cuore del poeta e la sete che egli prova è una sete di vita che scorre "in mezzo al fiume.
In conclusione, debbo confessarti che, sebbene tanti significati appaiono abbastanza criptici, ho gradito molto la tua lirica. Hai avuto la capacità di concentrare esperienze "ermetizzandole" al punto da farle scomparire sulla pagina lasciando che fosse il lettore a cercare di tradurle attraverso i tuoi silenzi". Splendida sperimentazione! A rileggerti.

Rispondi Autore Inviato
 Re: Acqua passata fiordispina 7/10/2009 15:43
    Re: Acqua passata smoje 8/10/2009 7:53
      Re: Acqua passata Panzer 16/10/2009 20:13
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