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Letture Incrociate - Racconti : Il tempo delle altalene
Inviato da Eagle il 11/1/2004 19:38:20 (1828 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Cento minuti di viaggio in automobile e la stanchezza mi suggerisce di fermarmi.
Attendo il luogo giusto dove sostare, lungo la strada panoramica che mi conduce in cima alla montagna, e uscito dal piccolo villaggio, stoppo la macchina davanti un deserto parco giochi per bambini.

Le carezze del vento, gelide, devastanti, mi ricordano l´inverno inglese e la morte sotto forma di vedova nera.
L´altalena rumoreggia anch´essa, sospinta dall´eterna brezza, citando storie di un lontano passato, storie che a prima vista, raccontano della gioia infantile violentata e massacrata dallo scorrere dei mesi verso l´età adulta.
Quanti anni sono passati dall´ultima volta che ho rivisto la Sardegna non so, venti, forse ventidue, e tanto mi sembra cambiata fin da allora, tanto grigio e oscuro ora mi appare alle pupille, senza il paio di scarpine e la palla cui rincorrere fra il fresco profumo di alberi eucaliptus e aquiloni che volano via come cortometraggi senza ritorno.
Attrice principale dei miei ricordi di giovinezza è Masin, che ho perso di vista per trasferirmi coi miei in Inghilterra e da allora non ho più rivisto. Osservo più intensamente l´altalena e chiudendo gli occhi cerco il bambino che era in me.
Il mio capo casca sul volante e senza accorgermene mi addormento.
Ho sette anni, Masin uno di meno.
Lei siede sull´altalena e mi invoglia a spingerla nei piacevoli dondolii.
Masin come bambola innamorata, scende dall´altalena e scatta verso di me.
Un innocente bacio sulle labbra.
Molti erano i giochi che io e Masin inventavamo, e non ci annoiavamo mai, cosa che in quei tempi non esisteva, ricordo fra le altre cose, quando si correva scalzi nel ruscello vicino e ci lanciavamo schizzi d´acqua in continuazione.
Cosa dire di quando giocavamo a marito e moglie, e Masin, mettendosi un cuscino sotto la pancia, fingeva di essere incinta e di aspettare una bella femminuccia?
La lunga chioma nera con riflessi di cobalto, il completo di camicetta e gonnellino, erano gli elementi che la rendevano inconfondibile, poi, quando indossava la maglietta a striscie bianche e rosse orizzontali ed i jeans rossi, appariva come l´unicità anche esteriormente.
Se il suo carattere avesse preso una qualche forma fisica, Masin si noterebbe anche a parecchie centinaia di metri di distanza, e molti la avrebbero scambiata per un arcobaleno in terra.
Quando all´esterno il freddo diventava insopportabile, io e Masin ci rintanavamo nella cucina di casa sua, accanto alla stufa, luogo di culto per noi, culto della passione dei nostri giochi, culto dei momenti più intimi e teneri vissuti.
Fra la cucina e la sua camera, che condivideva con la sorella maggiore sempre assente, cantavamo spesso canzoni d´amore e le personalizzavamo con le nostre situazioni personali e cambiavamo spesso i nomi di persona citati in Masin o Daniel.
E spesso erano abbracci e schizzi di penna qua e la con fogli attaccati alle pareti, in cui si scrivevano frasi del tipo: "Masin, sei fantastica!" "Daniel, dedicami un altra canzone"e via dicendo".
Per una canzone veniva ai miei piedi supplicandomi e io mi buttavo giù con lei, rotolando nel soffice pavimento, come due matti.
Il ricordo continua e si sofferma nei momenti in cui Masin imbrogliava dolcemente al gioco delle carte, in cui casualmente vinceva sempre, e per penitenza, io Daniel, dovevo implorarla che non mi massacrasse in altre partitine, poi, quando il sole spuntava nuovamente, io e Masin tornavamo al parco riniziando il fanciullesco suo dondolare nell´altalena da me sospinta.
Quelle immagini vive si manifestano nel mio magazzino mentale, ma solo per pochi istanti, difatti, lentamente, la visione perde chiarore e si accosta a sfumature sempre più scure, fino a trasformarsi in un nero assoluto.
Tengo gli occhi chiusi e sono in fase di appisolamento, ma un bussare al finestrino della macchina mi agita cuore e pensieri, spaventati e sussultanti.
Che può essere.
Apro gli occhi e volto lo sguardo in direzione dell´altalena nel freddo parco inondato dal vento.
Vedo il lieve spettro di Masin bambina dondolarsi nell´altalena, e ora, vedo frapposta, la figura di una bella donna sui trent´anni che tenta di accennarmi qualcosa.
Abbasso il finestrino e lei decisa: "Ciao, sono Masin, posso fare amicizia con te"?




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Autore Albero
Shelly
Inviato: 11/1/2004 20:53  Aggiornato: 11/1/2004 20:53
Home away from home
Iscritto: 3/1/2004
Da: ancona
Inviati: 1618
 Re: Il tempo delle altalene
Ho i brividi. Personalmente, hai descritto una di quelle situazioni un pò come la madleine di Proust in cui io sono solita affogare.
Mi è piaciuto molto e rispetto all' altro componimento che ho commentato, mi sembra più scorrevole. Infatti è stato meno difficile seguire il filo del tuo andare. Sembra di stare in una vecchia fotografia. Ci sono alcuni periodi un tantino contorti ancora, mi ha dato la sensazione che in alcuni punti tentassi un pò di nascondere il sentimento dietro la penna, mentre la tenerezza che traspare dal racconto è l' aspetto migliore. C' è qualcosa di non risolto comunque nel legame dei due personaggi che intriga ma allo stesso tempo disorienta. Insomma, se fosse una storia vera, direi che ancora sei cotto!!!Ciò che la rende così intrigante può essere ricondotto al fatto che è una via di mezzo fra poesia e racconto, questa può essere una strada molto interessante da battere, ma a quel punto ti consiglierei di usare poche parole e un pochino più connotative per dare un ritmo adatto. Ribadisco: qualora quello sopra citato sia il tuo intento.
A presto Shelly
fiorderica
Inviato: 19/2/2004 15:39  Aggiornato: 19/2/2004 15:39
Vincitore I OzTorneoZen
Iscritto: 8/1/2004
Da:
Inviati: 879
 Re: Il tempo delle altalene
Accidentiiiiiiiiiiiiiiiiii !!!!!!! ma perché m'è sfuggito questo racconto bellissimo?
Il contenuto è caldo nella descrizione dei ricordi; azzeccate le metafore; fresco nell'esposizione, per aver usato un linguaggio corrente e giovanile. I periodo un po' lunghi, ricchi di incisi, affaticano un po' la lettura.
Evvaiiii, Eagle!!! Avrai tempo per raffinare la forma!
Bravo,

erica
vexia
Inviato: 13/4/2004 16:05  Aggiornato: 13/4/2004 16:05
Home away from home
Iscritto: 26/1/2004
Da: Spello
Inviati: 873
 Re: Il tempo delle altalene
ogni promessa è debito.. è stato molto piacevole leggerlo, è una bella storia, fatta di passato e presente che si intrecciano, come accade nelle riflessioni... e nei sogni.
mi è piaciuto, perchè inizialmente c'è un contrasto molto forte, fra i due aspetti del tempo, mentre poi questi si fondono, e non si capisce più se parli di sogno o realtà.
la forma in certi punti non è proprio ok, dovresti riguardare i tempi dei verbi che a volte non filano.
però il racconto è bello, il ritratto di masin è veramente riuscito bene, mi sembra di vederla, ho la sua immagine davanti agli occhi...
nei ritratti sei proprio bravo, mi ricordo la virginia di blue...
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