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Letture Incrociate - Poesie : L'ultima notte
Inviato da smoje il 28/8/2009 20:08:54 (1200 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie

In un lampo
tra i tuoni
due occhi nei miei
increduli
di un sogno spezzato a metà,
di dolce impotenza.


Occhi grandi a chiedermi appiglio.
Poi ci ha aggredito il buio.
e un fiato. infinito.
E veloce freddezza
di gesti. e di piedi
nudi
su pezzi di vita alla deriva.
Io e te
due barchette
sbattute
in mezzo ai muri.
Tra memorie di fretta
e quel cieco tremare,
tutto il nostro silenzio.
Poi il primo respiro,
di fuori,
è di polvere




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Panzer
Inviato: 1/9/2009 14:36  Aggiornato: 1/9/2009 14:42
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: L'ultima notte
Se non erro questa poesia prosegue sullo stesso tema di "Frantumi di tempo"? Perché sul momento non avevo capito, poi ad una seconda lettura...
Devo dirti che ad ogni verso mi è comparsa innanzi un'immagine della scena e quindi penso che tu abbia utilizzato le parole più giuste ed efficaci.
Una tragedia che si fa poesia.
il_corvo
Inviato: 1/9/2009 16:20  Aggiornato: 1/9/2009 16:20
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: L'ultima notte
Leggendo queste poche righe e sapendo chi le ha scritte, come dice giustamente Panzer, non si può non pensare che l'autore lì in mezzo c'era per davvero! La realtà, la consapevolezza di cose reali, accadute veramente, gettano una luce del tutto diversa anche per chi deve, se non proprio giudicare, anche solamente commentare.
Isolando lo scritto dall'emotività della realtà devo purtroppo dire che, invece, la poesia non mi piace granchè. La prima parte termina con "dolce impotenza" dove l'aggettivo dolce mi stona parecchio.
La seconda parte da: "occhi grandi.." e fino a "...sbattute in mezzo ai muri" la trovo molto, troppo, descrittiva, quasi una prosa.
Il finale è bello e lo terrei tutta la vita.

E' soltanto un'opinione personale. Un abbraccio a Smoje!

Ciao
smoje
Inviato: 2/9/2009 12:03  Aggiornato: 2/9/2009 12:03
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: L'ultima notte
grazie a entrambi per l'attenta lettura ed i commenti. devo riconoscere che probabilmente l'essere partecipe diretto di un evento può far si che lo scritto relativo non sia del tutto scevro di soggettività. solo due "spiegazione": guardando la mia donzella che mi guardava negli occhi ho provato, per un decimo di secondo, prima di essere sbattuto contro il muro, un infinito senso di dolcezza, che ha però immediatamente fatto attrito con la consapevolezza di non poter far niente per proteggerlo, quello sguardo. la seconda parte (sai che non mi piace essere descrittivo, grrr) voleva rendere il senso di fretta, di confusione, di immagini passate davanti come un incredibile film, di silenziosa e lucida velocità.
terrò conto ovviamente delle osservazioni
CIAO, QUATRA'
il_corvo
Inviato: 2/9/2009 12:56  Aggiornato: 2/9/2009 12:56
Home away from home
Iscritto: 30/11/2004
Da: Carpi (mo)
Inviati: 949
 Re: L'ultima notte
Ho letto attentamente (che bello poter chiedere spiegazione agli autori!) le motivazioni che ti hanno suggerito il perchè di quelle parole.
In effetti, forse, il pezzo che più assomiglia alla prosa è solo questo: "Io e te due barchette sbattute in mezzo ai muri". Anche come forma e come punteggiatura pare un corpo estraneo nel resto della poesia.
E' anche vero, però, che è l'unico barlume che possa in qualche modo indirizzare il lettore ignaro di quale sia la causa di tale sgomento, altrimenti incomprensibile.
Credendo di conoscerti almeno un po' direi però che a te che il lettore riesca a capire è l'ultimo dei tuoi intendimenti; per questo io toglierei del tutto quel pezzo.

Smo' mi sono permesso di esprimere ad alta voce il mio pensiero ma tu sai benissimo quel che può valere: niente!

Ciao, continua così.
smoje
Inviato: 2/9/2009 16:24  Aggiornato: 2/9/2009 16:24
Autore dell'anno 2008
Iscritto: 19/4/2005
Da: L'Aquila
Inviati: 648
 Re: L'ultima notte
siiiiiiii (che bello avere certi lettori), per la prima volta ho messo una citazione in un mio scritto, consapevole che è estranea, che non è nel mio "stile", che non mi appartiene, spezza il ritmo, ecc, però (premettendo che "barchette" è una parola che non userei MAI) mi è tornato in mente qualche frammento: l’essere stato sbalzato dal letto, sbattuto contro una parete, poi, mentre il pavimento sotto ai miei piedi si alzava e si abbassava, come un'onda, cercare di andare verso la porta e venire scaraventato verso l'altra parete. la sensazione era di stare in un mare in tempesta. Poi mi sono venuti in mente i versi di una canzone meravigliosa di de gregori ("la ragazza e la miniera") "Meno male che c'è sempre qualcuno che canta e la tristezza ce la fa passare, se no la nostra vita sarebbe come una barchetta in mezzo al mare". Sai secondo me qual è il succo del discorso? che di de gregori ce ne sono pochi. Però il fatto che “te ne sei reso conto” è bello. veramente.
grazie
(però, di essere esplicito e descrittivo, o didascalico, questo no, ma di essere capito un po' m'interessa... )
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