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Letture Incrociate - Racconti : Incantesimo d'aprile
Inviato da xantia il 22/2/2009 16:41:38 (1023 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

A Varese piove da giorni, senza tregua. I varesini sopportano a fatica i capricci del maltempo e si sfogano giurando che questa gelida pioggia d’aprile l’hanno trasportata qui le carovane del Luna Park. Quell’accampamento rumoroso di ottovolanti, autoscontri e labirinti popolati di streghe e vampiri che ogni anno approda al piazzale della fiera, sul lungolago della Schiranna.

Anche se non credo alle chiacchiere dei miei concittadini, oggi di sicuro non potrò andare al lavoro in bicicletta. Poco male, per una volta prenderò l’autobus, scordandomi che fino a pochi mesi fa abitavo in centro e mi sarebbe bastato deviare la mia passeggiata sotto i portici di Via Matteotti. Ma cos’altro fare? Purtroppo, dopo il fallimento del mio matrimonio, ho dovuto trasferirmi in un appartamentino di periferia, sperando di ripescare nella bonaccia della solitudine uno scampolo di fiducia nel mio prossimo e con essa recuperare la voglia di vivere che avevo un tempo.
Non salgo su un autobus dagli anni della scuola. Come allora lo trovo pieno all’inverosimile, ma io non sono più allenata a districarmi nella confusione, tra persone indecise che si urtano imbarazzate, ombrelli fradici addossati alle gambe del malcapitato vicino e la solita signora di una certa età che si fa largo, spingendo e sbraitando, tra i mugugni di decine di passeggeri infastiditi. Non ricordavo che fosse così complicato utilizzare i mezzi pubblici in questa città!
Alla fermata successiva si libera un posto e per fortuna riesco a sedermi. Attraverso i vetri appannati contemplo, disorientata, il paesaggio: le facciate dei palazzi, le vie alberate, la marea di esseri umani pigiati sui marciapiedi, le automobili bloccate in lunghe code irrequiete... da qui la città appare distante, ovattata, irreale.
Mi riporta al presente una brusca frenata, seguita dal coro di protesta dei viaggiatori e dalla voce un po’ irritata dell’autista che risponde scusandosi.

C’è un uomo seduto di fronte a me. Strano, ma non l’avevo notato fino ad ora. Mantiene lo sguardo basso, il viso rivolto verso il finestrino, quasi volesse nascondersi agli occhi degli altri.
Avrà una quarantina d’anni, forse meno, è magro e piuttosto alto, a giudicare dalla lunghezza delle sue gambe. Ha un aspetto elegante. Indossa un paio di pantaloni neri e anche la camicia è di colore scuro, per il poco che intravedo sotto l’impermeabile color ruggine. Porta i capelli corti, leggermente brizzolati sulle tempie. Il viso sembra abbronzato, ma, osservandolo meglio, si rivela turbato, sofferente, affaticato.
Mi sento imbarazzata. Malgrado ciò non sono capace di allontanare lo sguardo dai suoi lineamenti garbati. C’è qualcosa d’insolito in lui, lo percepisco. Forse tra persone fragili e infelici è più facile intendersi. E’ come se la sua tranquillità esteriore stia lanciando un grido disperato d’aiuto che solo io riesco a cogliere, mentre il mondo che lo circonda è diventato all'improvviso estraneo, arido, incapace di distoglierlo dai suoi cupi pensieri.
Stringe nervosamente una valigetta di pelle scura e mi accorgo che porta all’anulare sinistro due anelli d’oro.
Alzo lo sguardo e incrocio il suo. Lo vedo affranto, impaurito, solo, rannicchiato in fondo a due grandi occhi verdi.
“Che grande amore dev’essere stato!” - mi sorprendo a pensare. Chissà com’era lei, com’era il suono della sua voce, il colore dei suoi occhi, l’allegria del suo sorriso, la dolcezza delle sue carezze... che dolore immenso dev’essere stato perderla e com’è amara quella sensazione di vuoto assoluto che ti resta dentro, quando, in un baleno, il destino malvagio ti strappa dalle mani un amore, il tuo amore. A volte tutto accade in un lampo e non si ha nemmeno il tempo di dirsi addio, di stringersi per un’ultima volta!

Piove ancora, sempre più forte. Per un breve momento sono distratta dall’agitarsi scomposto di alcuni passeggeri e quando riprendo la mia posizione l’uomo non è più seduto di fronte a me. Lo cerco tra la gente in piedi, davanti all’uscita. Lo vedo. Ritrovo per un istante i suoi occhi fissi nei miei.
“Quanto vorrei poterti abbracciare, offrirti quel calore che tanto ti manca! Ma non c’è tempo...”.
Le porte si aprono. Lui mi guarda ancora una volta, per un attimo, un breve attimo che per me è un’eternità. Poi mi sorride, con inaspettata dolcezza, e scompare tra la folla, sotto la pioggia.
Resto lì, sola, con il cuore gonfio di malinconia, eppure ora sento che la mia tristezza lentamente svanirà.
“Quel tuo sorriso, caro sconosciuto, è un raggio di luce che come d’incanto mi fatto capire quanto la vita sia sempre degna d’essere vissuta”.




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Squid
Inviato: 22/2/2009 19:14  Aggiornato: 22/2/2009 19:16
Just popping in
Iscritto: 26/11/2008
Da: Roma
Inviati: 43
 Re: Incantesimo d'aprile
In tempi in cui si deve per forza stupire per essere originali, questo racconto semplice, che canta dell'empatia di due anime ferite, è una carezza calda. Confesso che per le ragioni sopra descritte ho pensato, mentre leggevo, che l'uomo triste fosse un kamikaze con una bomba nella 24ore. Invece ha sfoderato un sorriso dolce e sincero. E forse il più bel colpo di scena è proprio questo. Brava
travel-v
Inviato: 22/2/2009 19:46  Aggiornato: 22/2/2009 19:46
Just popping in
Iscritto: 8/8/2007
Da: lanzarote - canarie
Inviati: 43
 Re: Incantesimo d'aprile
Il mio commento è un pò di parte visto che essendo nata e cresciuta a varese mi sono vista sia al luna park, sia sull'autobus (nel mio caso la C bustecche sacro monte!!), sia avvolta in quella malinconia di cui parli che per me ora è un vecchio ricordo, doloroso e piacevole allo stesso tempo. Grazie all'immedesimazione inevitabile sono riuscita a cogliere sfumature e dettagli che forse altri non coglieranno, anche se indipendentemente da ciò la scrittura è senza dubbio scorrevole, delicata, come piace a me. Per questo non posso fare altro che dirti che il tuo racconto mi è piaciuto, l'ho letto molto volentieri. Come mai scrivi al femminile? La sensibilità e l'inquietudine, l'empatia, la malinconia e il fantasticare riguardo la vita di uno sconosciuto isu un autobus in effetti è qualcosa che ritengo abbastanza femminile, ma forse perchè gli uomini lo fanno e non si azzardano a dirlo.. comunque, secondo me sarebbe stato interessante anche se la nostra passeggera fosse stata un passeggero. E' un racconto semplice come dice squid, ma senza dubbio carico di sensazioni.
cesaremimmi
Inviato: 22/2/2009 23:02  Aggiornato: 22/2/2009 23:02
Quite a regular
Iscritto: 23/6/2008
Da:
Inviati: 128
 Re: Incantesimo d'aprile
Racconto con pochi difetti, che si legge con facilità, e di cui si apprezza la cura dei dettagli. Ricorda l'atmosfera di La suora giovane, di Giovanni Arpino. Forse per via dell'autobus? Muterei "stia " con "stesse" nella frase che inizia E' come se la sua tranquillità, etc. e poi forse farei a meno dell'ultima riga (quasi un pensiero pensato ad alta voce) , di cui - come lettore - non sento la necessità.
strammaio
Inviato: 23/2/2009 12:04  Aggiornato: 23/2/2009 12:04
Home away from home
Iscritto: 21/10/2004
Da: Roma
Inviati: 882
 Re: Incantesimo d'aprile
Questo raccontino è una carezza...


Anch'io eliminerei la frase finale, pleonastica.
A rileggerti
Panzer
Inviato: 23/2/2009 13:40  Aggiornato: 23/2/2009 13:40
Home away from home
Iscritto: 5/1/2009
Da: Bologna e dintorni
Inviati: 960
 Re: Incantesimo d'aprile
Lo trovo molto buono... l'unica cosa è che mi sarei aspettato un finale differente. Un finale in cui magari l'uomo scendeva e alla fermata trovava la moglie con un figlio ad attenderlo. Si smaterializzavano improvvisamente tutte le impressioni della protagonista. Alle volte succede (mi è capitato), si crede di percepire un sentimento uno stato d'animo di una persona scrutandone semplicemente l'espressione del volto e poi magari questa persona non ha nessun pensiero per la testa. Perché siamo noi che proiettiamo i nostri sentimenti, i nostri bisogni sui volti degli altri.
Complimenti lo stesso per quello che hai scritto.
suncity
Inviato: 23/2/2009 15:04  Aggiornato: 23/2/2009 15:04
Quite a regular
Iscritto: 24/7/2007
Da: Terni
Inviati: 122
 Re: Incantesimo d'aprile
Non sarà che siete diventati tutti più buoni, devo approfittare del momento per postare un racconto.....

Il racconto, Xantia, mi è piaciuto, mi è capitato spesso di scrutare il volto di qualcuno sull'autobus e credere di sentire i suoi tormenti e le sue preoccupazioni, quindi il tema mi è piaciuto, ma se vuoi descrivere un sentimento gli devi dare più forza avrei approfondito le caratteristiche che ti fanno credere in empatia con l'uomo e accorciato la prima parte, perché il capello non è collegato così bene alla parte centrale, sembra, infatti, che quell'inizio non voglia portare a quell'incontro, ma al racconto di qualcosa di più fisico. Il finale come ti hanno già detto è ridondante, devi avere più fiducia nel lettore e lasciargli trarre da sé le sue conclusioni.

A rileggerti...
bellocks
Inviato: 24/2/2009 15:59  Aggiornato: 24/2/2009 15:59
Just popping in
Iscritto: 22/2/2009
Da:
Inviati: 2
 Re: Incantesimo d'aprile
bello, delicato, scorrevole. Mi piace molto l'incipit, la descrizione essenziale che fai del contesto; un po' meno le riflessioni intime sullo sconosciuto, quando "ti sorprendi a pensare". In ogni caso il tuo racconto mi ha fatto vedere Varese...e non è poco.
meddix
Inviato: 25/2/2009 9:12  Aggiornato: 25/2/2009 9:12
Just popping in
Iscritto: 4/1/2009
Da: montesarchio (BN)
Inviati: 18
 Re: Incantesimo d'aprile
Varese, città dall'architettura leggermente asburgica, è lo scenario ideale per una storia che si rivela garbata, come i lineamenti del protagonista maschile. Quante cose in più vediamo quando i nostri occhi sono velati di lacrime. Forse, e sottolineo il forse, questo occasionale incontro e le empatie che da esso scaturiscono aveva bisogno di qualche ulteriore dettaglio. Confesso che anche così mi ha fatto battere il cuore. Oggi sentiamo tutti il bisogno di un "sorriso con inaspettata dolcezza", anche quando poi scompare subito tra la folla e sotto la pioggia. Grazie per la piccola emozione che hai donato.
doxa
Inviato: 1/3/2009 14:44  Aggiornato: 1/3/2009 14:44
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: Incantesimo d'aprile
Racconto bello, con qualche piccola caduta, molto lieve e solo a parer mio.
Avrei alleggerito l'autocompatimento della protagonista, anche se mi rendo conto che, scrivendo tra l'altro in prima persona, è difficile dare notizie sugli antefatti nel corto e tu avevi bisogno di motivare la sua tristezza. Il resto è molto buono, tranne la chiusa che, come è già stato detto è assolutamente superflua. Tra l'altro sbuca l'autore con il pistolotto finale e dimentichi, ripeto, che sei in prima.
Insomma: bene, molto bene. Basterebbe un piccolo taglio. gloria
xantia
Inviato: 1/3/2009 20:06  Aggiornato: 1/3/2009 20:09
Not too shy to talk
Iscritto: 14/11/2005
Da: Milano
Inviati: 62
 Re: Incantesimo d'aprile
Grazie a tutti per i commenti che ho gradito e soprattutto ho trovato molto utili per me, che sono un "anziano" autore alle prime armi (o quasi!). Ringrazio anche la gentile signora che si presta a rivedere i miei scritti: temo che senza di lei i vostri giudizi sarebbero stati molto meno lusinghieri.
Concordo sul taglio della frase finale, in effetti, per questo breve racconto avevo scritto vari finali e questo temo sia il meno riuscito, quindi meglio eliminarlo. Grazie anche per il cambio del verbo suggerito da "cesaremimmi".
A presto con altri racconti.
taichi
Inviato: 4/3/2009 11:01  Aggiornato: 4/3/2009 11:18
Not too shy to talk
Iscritto: 8/8/2007
Da: sicilia
Inviati: 58
 Re: Incantesimo d'aprile
Per me il verbo è al presente "Stia lanciando". Lo sta lanciando il quel momento. (Non che "stesse" sia sbagliato, comunque)
taichi
Inviato: 4/3/2009 11:18  Aggiornato: 4/3/2009 11:18
Not too shy to talk
Iscritto: 8/8/2007
Da: sicilia
Inviati: 58
 Re: Incantesimo d'aprile
Congiuntivo presente, naturalmente.
LeonardoC
Inviato: 15/3/2009 10:21  Aggiornato: 15/3/2009 10:21
Not too shy to talk
Iscritto: 1/12/2005
Da: Trebaseleghe (PD)
Inviati: 95
 Re: Incantesimo d'aprile
Ciao, ho letto con piacere questo tuo racconto. Semplice, lineare, che sa di buono per i sentimenti che suscita. Credo che il suo punto di forza stia nella quotidianità di quanto descritto e nella descrizione di una situazione in cui, bene o male, ci si riesce ad immedesimare.
Reale o meno che sia l'esperienza vissuta, la tristezza della vicenda rimane il silenzio: ci sarà pure empatia ma non si è stabilito un dialogo, un contatto vero.
A rileggerti comunque
lcasc
Inviato: 26/4/2009 11:25  Aggiornato: 26/4/2009 11:25
Quite a regular
Iscritto: 5/4/2009
Da:
Inviati: 175
 Re: Incantesimo d'aprile
Ben scritto. Il racconto nasce e scorre facile, semplice,diretto, con quella semplicità ch'è cosi' difficile da raggiungere. Si è subito immersi nel particolare momento ambientale e psicologico. " Stia" sta bene, giustificato da quel "lo pecepisco" detto prima. Tuttavia, come è stato detto, il pensiero finale guasta l'effetto complessivo, ma non c'è da scoraggiarsi. Complimenti.
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