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Letture Incrociate - Racconti : Tra ruote e rotaie
Inviato da strammaio il 19/12/2008 10:44:00 (1236 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Racconti

Ti racconto com’è andata.
È molto semplice, una storia incredibilmente semplice, giuro.
Allora io ero sul vagone, giusto? E leggevo.

L’ultimo di Carver, quando racconta della donna cicciona che precipita dalla montagnola di ghiaia. E ridevo sotto i baffi, sì, insomma, mi trattenevo per non sembrare pazzo agli occhi degli altri passeggeri. Beh, a un certo punto, proprio mentre la cicciona rotola giù, il treno rallenta e frena. Mi aspetto di sentire la voce strascicata che dall’altoparlante recita la solita litania: “Prossima fermata: Termini. Collegamento con Metro linea B, Aeroporto Leonardo da VVinci, eccetera eccetera”, ma niente! Non riesco a sentire un bel niente, perché dalla banchina arrivano urla e schiamazzi incredibili. “È marzo. – penso – Ragazzini in gita!”
La cicciona si ferma a gambe larghe alla fine della montagnola: non s’è fatta niente, ma non riesce a rialzarsi.
Colpo secco, proprio dentro il mio timpano sinistro - apertura delle porte: i passeggeri a gomitate guadagnano l’uscita; nessuno entra. Mi fa strano, ma non mi preoccupo: ho la mia cicciona che cerca di raccapezzarsi e mi volto appena a guardare fuori dal finestrino per vedere cosa succede.
Proprio in quell’istante l’altoparlante – ben udibile stavolta – gracchiando ci prega con insistenza di uscire, ma io non mi faccio fregare, ché come al solito annunciano un guasto, tu lasci il tuo prezioso posto a sedere convinto che l’unica soluzione sia escogitare un piano alternativo, che ti porterà via ore e ore per arrivare dove devi, e in quello stesso istante quello stesso altoparlante annuncia la ripresa della corsa, solo che ormai il tuo posto è occupato da qualcun altro e a quel punto tu, anche se non vuoi, resti, per principio, a roderti il fegato finché non arrivi a destinazione.

Stavolta però il controannuncio tarda ad arrivare.
Decido di chiudere il libro e cacciare fuori la testa dalle porte aperte, continuando a sorvegliare il mio prezioso posto con occhio sbilenco; vengo immediatamente intercettato da un poliziotto col berretto, gli stivaloni e l’antiproiettile - come si conviene all’ambiente - che mi fa cenno di allontanarmi, tanto il servizio per la giornata è sospeso per cause di forza maggiore.

Intorno c’è una grande attività ma io non riesco a capire cosa succede.
Eppure è chiaro che c’è qualcosa di strano, mi segui? Solo che io fatico a fare click, a mettermi in contatto con la situazione. Rendo l'idea?
Poi una donna, o meglio una bocca enorme e truccatissima, una bocca rossa come le ciliegie mature, s’allarga per dire ad alta voce verso nessuno: “Quest’imbecille proprio oggi doveva farla finita?” e se ne va, ciondolando sui suoi tacchi da sette.
Capisci? Una bocca enorme e rossissima se ne va ballonzolando su un paio di tacchi da sette e io resto lì a seguire i suoi passi… per un po’, un nanosecondo, un soffio, ma quel tanto che basta per darmi una chiara sensazione di errore; alla fine mi riapproprio di me stesso e balzo fuori dal vagone. Spinto da non so nemmeno io cosa.
Salto, mi catapulto letteralmente fuori, mi segui?
Qualcuno si è ammazzato buttandosi sotto la metro. Proprio sotto il vagone dove mi trovavo io, continuo a ripetermi.
E le ruote lo hanno dilaniato proprio sotto il mio culo, anzi anche il peso del mio culo, della mia ventiquattrore stipata di documenti e della cicciona di Carver con la sua montagna di ghiaia hanno contribuito a dilaniarlo.
In un certo senso mi sento in colpa. Capisci che intendo? Mi sento responsabile.
Lo stomaco mi si chiude e mi precipito fuori dalla stazione più in fretta che posso.

Aria!
Provo a rilassarmi.
Ho messo spazio tra un corpo dilaniato e me. Adesso devo mettere distanza tra me e questa sensazione.
In fondo so benissimo che non è stato il mio peso a schiacciarlo; e lo so anch’io che forse voleva farla finita da un pezzo. Lo so soprattutto quando ascolto un gruppo di persone che ha assistito al suo salto, una specie di tuffo dai faraglioni, una capriola verso il nulla... Parlottano tra loro e congetturano sull’età del tipo. Tra i settanta e gli ottanta, convengono. Ben portati, pare.

Lo so che io non c’entro niente; magari c’entra la pensione bassa, c’entra la solitudine o una malattia incurabile, certo, però ecco, vedi, mentre quello si faceva squartare tra le ruote e le rotaie sotto al mio culo, io sogghignavo alle spalle della cicciona, preoccupato di non darlo a vedere agli altri passeggeri. Tutto qui.
Te l’avevo detto che era una storia estremamente semplice, non fare quella faccia!
Quanto a me, il mal di stomaco mi è passato solo quattro ore dopo.
Quattro ore ci ho messo…




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.

Autore Albero
doxa
Inviato: 19/12/2008 13:33  Aggiornato: 19/12/2008 13:33
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: Tra ruote e rotaie
Fantastico, cattivo, perfetto! Gloria

Autore Albero
cesaremimmi
Inviato: 20/12/2008 10:09  Aggiornato: 20/12/2008 12:02
Quite a regular
Iscritto: 23/6/2008
Da:
Inviati: 128
 Re: Tra ruote e rotaie
Un tributo a Carver da parte di una sua fan? E va bene. Quel che più mi piace: uno: che tra il libro e realtà vi sia questa specie di commistione iniziale; due: la scena della donna truccatissima sui tacchi da sette ( può essere che un uomo riconosca i tacchi da sette? ) l'unico appunto che ho da farti è che farei parlare una lei - una donna. Sarebbe tutto più verosimile. Comunque, leggerti è sempre un piacere.

Rispondi Autore Inviato
 Re: Tra ruote e rotaie strammaio 22/12/2008 15:04
    Re: Tra ruote e rotaie doxa 22/12/2008 15:35

Autore Albero
senza
Inviato: 24/12/2008 13:39  Aggiornato: 24/12/2008 13:39
Home away from home
Iscritto: 4/4/2004
Da: venezia
Inviati: 3123
 Re: Tra ruote e rotaie
buona prova: sembra porprio un dialogo ( anche se tutti quei 'mi spiego?' 'rendo l'idea?' 'capisci' forse sono eccessivi ) o meglio un monologo, il tipo sembra piuttosto nervoso, in ansia, e quindi c'è un buon ritmo, nonchè si riesce a vedere il carattere del tipo ( che tra l'altro sembra proprio un uomo )

Rispondi Autore Inviato
 Re: Tra ruote e rotaie strammaio 29/12/2008 12:54
    Re: Tra ruote e rotaie boriosi 30/12/2008 22:17

Autore Albero
suncity
Inviato: 31/12/2008 14:58  Aggiornato: 31/12/2008 14:58
Quite a regular
Iscritto: 24/7/2007
Da: Terni
Inviati: 122
 Re: Tra ruote e rotaie
Ciao Strammaio, beh il commento spietato non verrà neanche da me, mi sei piaciuta, solo sono convinta che doveva essere una donna, proprio!!! poi la storia è un pochino povera l'arricchirei un po', però ti ho letto con piacere...

Ciao ciao Buon anno, comunque è vero in questi giorni è davvero spopolato LI....

Autore Albero
gighen
Inviato: 15/1/2009 15:50  Aggiornato: 15/1/2009 15:50
Not too shy to talk
Iscritto: 15/12/2008
Da:
Inviati: 81
 Re: Tra ruote e rotaie
Ciao Strammaio, eccomi qui. Finalmente ce l'ho fatta. Come ti dicevo non ti darò un giudizio sull'opera (non sono nessuno per giudicare!), bensì, per quello che posso, e se tu vuoi, qualche consiglio (ad ogni modo, questo raccontino, tra gli altri tuoi che ho letto, è quello che mi convince di più per le intenzioni di stile). E proprio perchè lo stile deve essere sempre coerente, possibilmente originale, ti dirò che un editore noterebbe senz'altro cose come: "voce strascicata": non appropriato, puoi fare meglio. "Schiamazzi incredibili": ok, incredibili vuol dire tutto e niente, facci sapere con esattezza come sono questi schiamazzi. "Mi fa strano, ma non mi..", a parte la ripetizione del "Mi", la frase, anche se capisco l'intenzione di slang, non suona felice. Stessa cosa per "Cacciare fuori la testa". Le parole del parlato comune vanno parodiate, non utilizzate come sinonimi. Nella maggioranza dei casi impoveriscono lo stile. "...intercettato": le metafore devono avere una loro coerenza, non si intercettano persone. Puoi fare molto meglio. "...l'antiproiettile": non avere paura di specificare "giubbotto", la scorrevolezza non si ottiene eliminando i soggetti.
Beh, questo è il tono in cui un editore (almeno il mio) farebbe l'editing. Pensa che in fase di lavorazione del mio libro, nelle prime 100 pagine c'erano più di 200 note della redazione, tutte più o meno su questo tono...
Spero di essere stato utile e di averti reso l'idea.
A presto.

Autore Albero
picchia
Inviato: 17/1/2009 15:26  Aggiornato: 17/1/2009 15:26
Just popping in
Iscritto: 15/1/2009
Da:
Inviati: 2
 Re: Tra ruote e rotaie
davvero bello, soprattutto all'inizio, quando il protagonista è in bilico tra la realtà quotidiana e la cicciona che si vuole buttare, in quel momento si ha davvero l'impressione di essere il protagonista. ci si immedesima perfettamente nel racconto ed è stato davvero divertente leggerlo

Autore Albero
meddix
Inviato: 17/1/2009 19:01  Aggiornato: 17/1/2009 19:01
Just popping in
Iscritto: 4/1/2009
Da: montesarchio (BN)
Inviati: 18
 Re: Tra ruote e rotaie
Ciao,
io non so come si fa effettivamente un commento professionale. Non saprei sottolineare correzioni o editing. Ti posso dire che leggendo il racconto sono salito sul vagone della metro. Ho visto qualche viaggiatore ed ho sentito la stretta allo stomaco quando la "bocca rossa", con la estraneità che a volte ci appartiene, ha apostrofato il suicida con un insulto. Viviamo tutti stretti nel "brunettismo" imperante. Arrivare in orario è un imperativo categorico, a volte ci fa dimenticare che quel pizzico di sensibilità che ci colpisce, di tanto in tanto, allo stomaco rappresenta la parte più importante di noi stessi. Hanna Arent, studiando l'indifferenza dei capi nazisti di fronte alle loro responsabilità, coniò una teoria: la banalità del male.
Siamo tutti complici.
Brava, in genere si paga per ricevere emozioni.

Autore Albero
travel-v
Inviato: 19/1/2009 14:57  Aggiornato: 19/1/2009 14:57
Just popping in
Iscritto: 8/8/2007
Da: lanzarote - canarie
Inviati: 43
 Re: Tra ruote e rotaie
Io non vedo la cattiveria di cui si è parlato in altri commenti. Ho immaginato il protagonista come una persona sensibile che di fronte ad una tragedia del genere si allontana e per evitare di lasciarsi suggestionare troppo da un immagine terribile, e preferisce scappare, in tutti i sensi. Non capisco perchè ci si immaginerebbe una donna al posto di un uomo. A me sembra abbastanza maschile il modo in cui reagisce il passeggero, tendendo ad estranearsi da una situazione invece di viverla a fondo e rischiare di farsi travolgere da sensazioni forti, che vanno al di là di un semplice maldistomaco! Comunque, il racconto mi è piaciuto molto, a parte qualche sbavatura che ti hanno già fatto notare attraverso aggettivi troppo generici e poco effettivi.

Autore Albero
Squid
Inviato: 19/1/2009 18:26  Aggiornato: 19/1/2009 18:26
Just popping in
Iscritto: 26/11/2008
Da: Roma
Inviati: 43
 Re: Tra ruote e rotaie
Non avevo mai letto nulla di Strammaio. Debbo riconoscere che in questo corto lo stile veloce e informale mi piace molto. Unico neo: sono d'accordo con chi ha detto che le domande del narratore al suo ipotetico ascoltatore sono un pochino eccessive. Poi una piccola riflessione sessista. Se un racconto cinico lo scrive una donna riceve i complimenti. Se lo scrive un uomo, solo critiche. Dovremmo superare questo tipo di influenza.

Autore Albero
Heraklone
Inviato: 22/1/2009 22:10  Aggiornato: 22/1/2009 22:10
Just popping in
Iscritto: 1/7/2008
Da:
Inviati: 2
 Re: Tra ruote e rotaie
Mi ha colpito molto il tuo stile, hai descritto con gli occhi di chi è pendolare il viaggio fino a Roma Termini viaggio che ben conosco. E hai descritto con forza ciò che è la realtà quotidiana di una delle metropoli più belle ma allo stesso tempo più dure posso assicurarti che l'indifferenza della gente a Roma è identica di fronte a tutto o quasi. Il tuo racconto ha una grande forza può ridestare la coscienza sopita della capitale e richiamarla ai doveri umani e sociali a cui siamo tutti obbligati in quanto ricordiamo che lo stato è l'insieme di tre fattori: Territorio, Sovranità e Popolo..........Dove per popolo si intende l'insieme di tutte quelle persone che godono della cittadinanza italiana ovvero hanno la facoltà di esercitare la su detta sovranità tramite il mezzo del diritto dovere al voto. Questo su carta non dovrebbe esserlo anche nella realtà?

Autore Albero
shouRix
Inviato: 22/2/2009 14:39  Aggiornato: 22/2/2009 14:39
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Iscritto: 22/2/2009
Da:
Inviati: 5
 Re: Tra ruote e rotaie
Bella idea. Una scrittura immaginifica. Un ritmo serrato. Bel racconto. Probabilmente si potrebbe lavorare sulla lingua, la scelta dell'oralità non implica scivolamenti del tipo "cacciare fuori la testa", "mi fa strano", e affini.
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