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Letture Incrociate - Poesie : Catene
Inviato da Jurgen il 4/9/2008 11:08:26 (1079 letture) Notizie dallo stesso autore


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Letture Incrociate - Poesie

Rozzo onore,
grezza confusione
olezzo orrendo,
la contraddizione.


Grasso appiccicoso,
masso portentoso,
sasso ferroso,
la contraddizione.
Dell'appartenenza l'esistenza,
o solo un'illusione,
della fiducia totale in una persona,
solo una vaga parvenza?
Perché queste catene su di me,
perché così affossanti,
perché tanti pensieri,
perché tanto egoismo,
perché tanti squallidi scrupoli,
perché solo un uomo, io?
Nessun perdono per me,
nessun perdono per l'errante ominicchio,
nessuna considerazione
per uno schiavo della propria contraddizione.
Perché nella pattumeria?
Perché se comunque vita vera?
Forse... un passaggio.
Ma nessuna sicurezza,
solo sgomento,
solo ossessione,
solo movimento,
solo paura.
Perché questa mia natura insicura,
perché questo totale trasporto,
perché questa mancata resistenza,
perché questo mancato senso di responsabilità?
Paura. La mia.
Paura. Tanta.
La fuga dalla contraddizione?
Più facile la fuga dalla vita?
Ma una contraddizione la medesima esistenza...




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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
suncity
Inviato: 17/9/2008 12:33  Aggiornato: 17/9/2008 12:33
Quite a regular
Iscritto: 24/7/2007
Da: Terni
Inviati: 122
 Re: Catene
Ciao Jurgen, commento la tua poesia perchè non ha commenti e non volermene se non sarò tanto gentile. Quello che mi domando è: che cosa c'è di contraddittorio in "grezza confusione", "olezzo orrendo", "grasso appiccicoso", "masso portentoso", "sasso ferroso"? Sono tutte immagini che non si escludono affatto anzi sono affini. Mi sembra che siano solo belle parole che suonano e rimano bene, senza però esprimere quello che poi affermi di voler esprimere, inoltre hanno assonanze e rime talmente vistose che stonano terribilmente. Tutte quelle ripetizioni a quale scopo? Forse per dare ritmo? Ti voglio dare un consiglio: la poesia è qualcosa di trascente direi quasi di soprannaturale, è passione e sgomento, se vuoi scrivere poesie lascia libere sul foglio bianco quelle sensazioni poetiche che ispirano e non cercare di condizionarle a schemi che non sai padroneggiare... Mi dispiace davvero tanto di averti commentato in questo modo, ma spero che la critica sia costruttiva, quindi aspetto di leggerti ancora.
Jurgen
Inviato: 18/9/2008 7:58  Aggiornato: 18/9/2008 7:58
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Catene
Ciao Suncity, ti ringrazio anticipatamente del tuo commento perché, rispondendoti, posso altresì spiegare alcuni dettagli che forse non sono apparsi palesi.
Ritengo anch'io che la poesia sia qualcosa di soprannaturale. Se consulti qualcun'altra delle mie poesie ne troverai una intitolata "L'aria" che si riferisce proprio alla mia personale idea di poesia.
Non credo di essere un poeta nel senso canonico del termine nel senso che, per quanto conosca - o perlomeno di arroghi di conoscere - molte delle figure poetiche utilizzate tradizionalmente, detesto l'idea di lasciarmi intrappolare da esse.
Dunque, in quelle parole che tu rilevi essere dei mancati ossimori, ti rispondo dicendoti che io non avevo assolutamente intenzione di crearne, ma semplicemente di trovare delle immagini istintive e personali con cui provare a descrivere la mia personale contraddizione che poi diventa la causa principale delle mie catene.
Quindi il mio intento non è cercare rime o assonanze particolari con cui dare musicalità alla lirica. L'intento è esattamente il contrario. Nelle parole ripetute, nello stridio di certe immagini, nello stridio della musicalità poetica c'è quel tentativo vano di liberarmi dalle pesanti catene, da quelle contraddizioni personali di cui parlo nella poesia.
La poesia non l'ho scritta di getto, certamente, ma non ho nemmeno passato una vita per elaborarla. Questo cosa significa? Che ho lasciato correre libera l'ispirazione e che certe immagini e certe situazioni stridenti sono sorte quasi da sè come quadratura del cerchio.
Sono contentissimo del tuo commento, perché comunque ho avuto modo di chiarire alcuni aspetti che forse, non conoscendomi, potevano restare abbastanza oscuri.
Sottolineo di me stesso che non posso arrogarmi il diritto di definirmi un poeta nel senso canonico del termine. A me piace navigare nel mare della poesia lasciando, con pochi paletti, che essa possa portarmi ad esplorare porti sempre nuovi.
Spero in altri tuoi commenti e spero di leggerti al più presto.
Ciao, Jurgen.
suncity
Inviato: 19/9/2008 5:52  Aggiornato: 19/9/2008 5:52
Quite a regular
Iscritto: 24/7/2007
Da: Terni
Inviati: 122
 Re: Catene
Ciao Jurgen sono molto contenta della tua risposta, perchè avevo paura che avresti preso male il mio giudizio. Tra non molto dovrebbero essere visibili sia una mia poesia che un mio racconto, spero che mi leggerai e che con sincerità mi darai cosa te ne pare. A rileggerti presto. Ciao...
gooding
Inviato: 19/9/2008 7:06  Aggiornato: 19/9/2008 7:06
Just popping in
Iscritto: 13/3/2006
Da:
Inviati: 48
 Re: Catene
Ciao Jurgen. Che posso dire di questa poesia? Sarò onesto: non mi è piaciuta. Ma ti dirò: mi sarebbe potuta piacere! Mi spiego.

La sensazione che ho avuto leggendoti è che la poesia sia troppo carica, troppo piena di figure retoriche, di immagini forti e, citandoti, "stridenti". Questo in parte raggiunge l'obiettivo di far percepire il peso delle catene. Ma rende la lettura terribilmente stancante.

La prima strofa a mio parere è ottima. Buon ritmo, termini scelti molto bene. Allora mi chiedevo...partendo da questo si potrebbe comprimere un pò ciò che hai scritto?? Faccio un esempio giusto per essere più chiaro. Io ho provato a rimescolare un pochettino i versi, ne ho eliminati la maggioranza ed ho provato a rimanere in tema. E' uscito qualcosa del genere:

Rozzo onore,
grezza confusione
olezzo orrendo,
la contraddizione.

Nessun perdono per me,
solo sgomento.
nessun perdono per uno schiavo,
solo paura.

Forse... un passaggio.
Ma nessuna sicurezza.
Paura. La mia.
Paura. Tanta.


Spero non ti dispiaccia questo puro esercizio, per me didattico. E spero che tu possa trovare nel commento qualcosa di utile.

A rileggerti presto.
Gooding.
Jurgen
Inviato: 23/9/2008 7:58  Aggiornato: 23/9/2008 7:58
Quite a regular
Iscritto: 17/11/2005
Da: Bolzano
Inviati: 117
 Re: Catene
Complimenti, Gooding. Trovo spassosissimo il tuo esercizio letterario. Sul serio. Fare il riassunto di una poesia. Ho sempre ritenuto che fosse praticamente impossibile farlo e peraltro in versi. Ho sempre ritenuto che l'irriducibilità poetica fosse un principio basilare di ogni lirica e che ogni tentativo di riassumerla senza la benchè minima conoscenza e consapevolezza del messaggio che viene veicolato attraverso di essa fosse uno sforzo assurdo e controproducente. Ho sempre ritenuto, in tal senso, ogni lirica qualcosa di ben più complesso di un esercizio didattico. Ma se sei riuscito a fare un riassunto di una poesia pur ignorando sostanzialmente che la ricchezza di qualunque lirica sta nella propria irriducibilità, allora sono consapevole che potrei anche cambiare idea.
D'altronde hanno inventato i cibi precotti. Anche la poesia precotta potrebbe andar bene, anche se personalmente ho sempre preferito cucinarmeli i cibi, piuttosto che andarne a comprare di già fatti. Rispetto le ditte amorevoli che si adoperano in tal senso, ma suppongo che il ghiaccio delle celle frigorifere bruci gran parte della bontà dei cibi lasciando solo una parvenza... Una semplice parvenza.
Torno a ripetere qualcosa di molto personale. Potrei arrogarmi del titolo di poeta solo se poesia significasse, al di là dell'esercizio didattico, riuscire a comunicare il proprio io più incomunicabile, far fluire liberamente la propria ispirazione.
Naturalmente, posso sbagliarmi. Ho l'abitudine di cogliere sempre ogni consiglio come costruttivo.
Nel merito della lirica. Essa è così lunga e carica perché deve esserlo. Si parla di catene, e l'immagine è di una persona che cerca di dibattersi. Lo stridio, la cadenza quasi ridondante è giustificata dal tentativo, vano, di liberarsi dalle catene..
A presto
leobloom
Inviato: 23/9/2008 9:25  Aggiornato: 23/9/2008 9:25
Home away from home
Iscritto: 18/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 509
 Re: Catene
cominciamo, ecco si, l'inizio è strano e troppo pesante. certo, tu dirai che la pesantezza è voluta per richiamare il peso delle catene, ma a mio avviso l'oppressione può essere ricreata anche senza mortificare la musicalità. se la prima strofa poteva avere, anche nella sua rudezza, un proprio ritmo ascoltabile, quanto segue no. l'uso non solo di rime a fine verso, ma anche interne, in versi così brevi è una stacca, è una stonatura. comprendo la necessità di voler ricreare nell'ascoltatore il gravoso peso che ti affligge, ma non condivido il modo con cui hai provato a farlo. anche le canzoni, quelle belle intendo, se vengono stonate non sono più ascoltabili e inevitabilmente perdono il loro potenziale fascino. a mio avviso la poesia è una fusione tra significato e musicalità: il senso si schiude ed entra dentro anche grazie alla musica. invece nel tuo inizio, per tentare di ricreare una sensazione, si è smarrita la musicalità.

Dopo il ritmo prende una piega totalmente dissimile da quello ascoltato in precedenza e questo crea un distacco assurdo tra l'inizio e il resto. la seconda parte ha quello che la prima non ha: ritmo. e con grande onestà ho apprezzato molto di più.

il senso della poesia, ciò che volevi trasmettere è abbastanza chiaro. in ciò che scrivi si capisce distintamente il messaggio di disagio che provi per le tue contraddizioni. messaggio rafforzato dagli ultimi tre versi (che a mio avviso sono la parte più interessante di tutta la poesia, sia per intensità espressiva, sia per musicalità).

per concludere, ciò che hai scritto non può piacermi (non piace a me e chi se ne frega, se non me stesso?). a rileggerti
notteblu
Inviato: 7/10/2008 18:48  Aggiornato: 7/10/2008 18:48
Just popping in
Iscritto: 29/3/2005
Da: Sesto Calende
Inviati: 39
 Re: Catene
Titolo azzeccato e poesia riuscita.

In effetti le parole che scrivi sono concatenate tra loro come una successione di emozioni, strane e gelide emozioni.

Tanti perchè, tanti sono i pensieri, tante le parole, tanta la paura che trapela dai tuoi versi, poteva anche intitolarsi "Angoscia" questa poesia e non avrebbe fatto una grinza.
O forse avrebbe potuto intitolarsi "Amore che vai", ma il titolo più bello è quello che sceglie l'autore e se hai scelto "Catene" è perche è una metafora per molte cose e forse anche per tutta quella successione di sentimenti che rappresenta il tuo testo... L'impatto emotivo è chiaro, la forma scorrevole come una catena che scivola fra le mani...

Complimenti!
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