logo
 
OzBlogOz

Pubblicizza un corso o un concorso Vuoi pubblicizzare un corso di scrittura o di editoria o un concorso letterario su OZoz.it? Clicca qui!

Concorsi Letterari

Writers' Rooms



Pagina (1) 2 3 4 »
Letture Incrociate - Racconti : Un segreto agrodolce
Inviato da Malatesta il 27/5/2008 9:23:39 (1572 letture) Notizie dallo stesso autore


newsletter
Letture Incrociate - Racconti

Erano giorni freddi, di vento. Giorni in cui la neve cadeva a spruzzi. Giorni di metà marzo.
Io me ne andavo a scuola con un piumino mezzo impolverato. Tanto non avevo mai dato troppo peso al vestiario.

Quella mattina l’aria era particolarmente pungente ed io camminavo a passi svelti per la strada più per riscaldarmi che per non fare tardi.
Di fare tardi in fondo non me n’è mai importato molto.
Quel giorno però ero stranamente puntuale forse perché da un po’ di tempo non dormivo particolarmente bene, a causa d’un pensiero che seppur bellissimo mi teneva sveglio. Il pensiero di una ragazzetta che faceva il liceo con me. Un ragazza che mi aveva rubato l’anima.
Entrai in classe e lei ancora non c’era.
Era fin troppo presto e poi si sa come sono quelle donne che aspettiamo: non arrivano mai.
Intanto mi sedei al mio posto con le braccia conserte e chiusi gli occhi come se volessi farmi una pennichella. Lei ancora non arrivava.
Arrivò Jessica, la sua migliore amica. Mi sorrise ma non disse niente d’importante. Niente su di lei.
Disse solo cazzate tipo: mamma che freddo, si gela, ecc…. roba di cui sinceramente non me ne fregava granché.
E di sicuro non potevo domandarle di Anna, della mia dolce Anna. Anche perché ero stato tutto il tempo a nascondermi per non far sospettare nemmeno minimamente i miei sentimenti ad anima viva. E certo dovevo continuare a farlo: non avevo il coraggio di espormi, di gridare il mio amore al pubblico incanto. Ero un coniglio saccente, per questo non meritavo di stare con lei.
I minuti passavano lenti, pesanti, nell’ansia di veder comparire la sua piccola sagoma all’ingresso. La immaginavo in mille piccoli pericoli in cui la vedevo imbattersi senza che io potessi essere lì a proteggerla e un po’ tiravo anche un sospiro di sollievo: in fondo io non ci sarei mai riuscito. A proteggerla.
Neppure il prof di educazione fisica arrivava, ma in fondo questa non era più una gran novità. Da troppo tempo la sua ora era diventata una nostra ora auto-gestita, e nessuno poteva preoccuparsi se lui tardava o se non si presentava affatto.
Io, quella benedetta prima ora del mercoledì mattina, me la cullavo nella mente come se dovesse essere per forza la migliore di tutta la mia settimana. E lo era! Perché mi illudevo che magari, trovando il pretesto giusto avrei potuto parlare per tutto il tempo con Anna, o anche solo ascoltarla magari guardandola negli occhi o sfiorandole le guance rosee.
Solo questo sarebbe stato già un sogno per me, un sogno che non si avverava mai nel modo in cui l’avevo sognato.
A volte quell’ora s’avvicinava al mio sogno, ma altre, invece, me ne restavo per tutto il tempo lontano da lei e dagli altri a pensare al modo per andare da Anna senza infastidirla e senza insospettire i miei compagni.
Erano questi i mercoledì peggiori. Passavano nel rammarico di quella prima ora gettata a pensare a come avvicinarmi all’oggetto del mio amore.
Non avrei potuto pensarci tutti gli altri giorni? Prepararmi?
Me lo dicevo sempre mentre battevo la testa al muro per punirmi della mia dabbenaggine. Ma non potevo essere troppo severo con me, che sapevo benissimo d’averci pensato tanto per tutta la settimana anche immaginando possibili scenari. Purtroppo però quando era il momento di mettere in pratica il mio piano, c’era sempre un qualche aspetto che non ero riuscito a prevedere e che faceva saltare tutta la mia fantomatica costruzione.
Aprii il mio zaino. Non mi serviva nulla di quel che c’era dentro. Lo zaino era un diversivo, un modo per ingannare l’attesa, un pretesto per affaccendarmi in qualcosa che potesse distogliermi dal dispiacere che certamente m’avrebbe dato l’elaborare che la mia dolce Anna non sarebbe mai arrivata.
Proprio in quel momento entrò. Stravolta. Quasi non sembrava lei. Il volto annerito dal rimmel che le colava giù dagli occhi, le labbra strette in un fremito con cui cercava di reprimere la rabbia e il dolore che il suo piccolo corpo non riusciva a contenere.
Rimasi intontito, fermo, immobile.




newslettertwittercalendarioforumpubblicità
Pagina (1) 2 3 4 »
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.

Autore Albero
doxa
Inviato: 31/5/2008 17:25  Aggiornato: 31/5/2008 17:25
Home away from home
Iscritto: 5/5/2008
Da: roma
Inviati: 529
 Re: Un segreto agrodolce
Il racconto ha una scrittura altalenante, inizia lirico e decade immediatamente col termine:ragazzetta. Tutto il linguaggio è pieno di espressioni da fotoromanzo: vortice di pensieri, piegò il bel volto, statua di marmo, cuore di ghiaccio, per non parlare delle 'distanze corporali' . L'amo da tempo immemore suona bene in un'opera lirica, non nella bocca di un liceale. Ma che liceale è? E' inoltre troppo lungo, senza ritmo, abolirei molte parti senza senso come la stellina, il manto scuro....
Mi dispiace , ma lo trovo un ibrido mal riuscito. Se voleva essere ironico non l'ho capito. .

Autore Albero
Closure
Inviato: 3/6/2008 2:50  Aggiornato: 3/6/2008 2:50
Just popping in
Iscritto: 3/6/2008
Da:
Inviati: 1
 Re: Un segreto agrodolce
Mi spiace per l'autore, ma concordo pienamente con il commento precedente. Lo stile è banale, manieristico, di chi non è riuscito ancora a maturare un tratto del tutto personale e inconfondibile. Per non parlare poi delle frasi costruite attorno ad uno o più termini ricercati (o in disuso da secoli). Decisamente fuori luogo. La tematica, la scelta delle scene, l'intreccio. Roba troppo abusata, trita e ritrita, indegna anche per riviste di brufolosi teenager.
Dovrai impegnarti un po' di più. E sforzarti di scrivere con la tua, di mano.

Autore Albero
Malatesta
Inviato: 4/6/2008 14:41  Aggiornato: 4/6/2008 14:41
Just popping in
Iscritto: 19/11/2006
Da:
Inviati: 36
 Re: Un segreto agrodolce
IL LETTORE HA SEMPRE RAGIONE
Precisato questo mi sento in dovere di dover rispondere a questi meri esercizi dissacratori. Il racconto può essere anche un cattivo racconto ma sulla base di cosa? Di un "ragazzetta" di un "stellina" ecc.. insomma posso anche concordare col fatto che questo racconto possa non piacere ma quale è la motivazione di fondo e totale? forse il fatto che un liceale così come io l'ho descritto non possa esistere perchè usa un linguaggio troppo forbito o a tratti troppo smielato? ebbene è più corretto dire non usa, o meglio ancora non può usare, proprio per la ragione che hai espresso tu scrivendo: ma che razza di liceale è? vedi è un liceale come io lo sono stato fino a poco tempo fa. Credo sia molto più trita ritrita e abusata l'idea del liceale mi scazza mi spalla, a bella ecc.. insomma creder che un liceale possa esprimersi solo a bisillabi. Sottolineando ancora, forse per aiutarti in una maggior comprensione del testo, che quei virgolettati restano silenti e quindi il liceale che dici tu sa di non poterli "recitare" nel contesto. chissà forse il racconto ruota tutto intorno a questo! Ruota tutto intorno alla paura di manifestarsi per ciò che si è realmente, uscendo da quegli schemi a te tanto cari che fanno di un liceale solo un mezzo ignorante, che si esprime alla meno peggio e che non sa dare un nome ai suoi sentimenti. infine per quanto riguarda le distanze corporali accompagnate da risatina ebete e da te virgolettate è un espressione che io non ho usato, perché corporale mi ricorda di più le funzioni corporali e in particolar modo la merda che si adatta molto di più al tuo commento. d'altronde devo dire che le tue capacità critiche non sono granchè visto che usi il termine lirico per un racconto che è scritto in modo semplicissimo. il pecorone che ti viene dietro col commento successivo, perchè probabilmente non ha una sua capacità critica, ritiene addirittura che i termini siano ricercati. allora io consiglio ad entrambi di leggere qualche pagina di D'annunzio, ad esempio del romanzo "il Fuoco" o simili e forse così scoprirete cosa vuol dire lirismo. i commenti sensati li accetto le stronzate francamente no o credi che l'esser doxa e non alétheia ti consenta di poter dire qualsiasi cosa?

Rispondi Autore Inviato
 Re: Un segreto agrodolce doxa 4/6/2008 17:45

Autore Albero
travel-v
Inviato: 6/6/2008 23:53  Aggiornato: 6/6/2008 23:53
Just popping in
Iscritto: 8/8/2007
Da: lanzarote - canarie
Inviati: 43
 Re: Un segreto agrodolce
Peccato vedere che i commenti arrivino ad assumere questi toni...sinceramente caro Malatesta secondo me hai un pò esagerato...ma vabè, non sta a me sentenziare! Quindi passo al testo che presenta sia punti positivi sia debolezze che secondo me potrebbero essere migliorate. Per esempio, a me aveva ben incuriosito il motivo del dolore di lei, hai creato molto bene un senso di anticipazione...leggevo leggevo curiosa di sapere cosa le fosse mai successo a questa ragazza e poi la delusione, non ho capito se davvero le sia morto il gatto e ti assicuro, per quanto io adori gli animali e ho vissuto la più buia disperazione per la perdita di uno, mi ha lasciato un pò con l'amaro in bocca, non so bene il perchè, ma continuo a chiedermi se sia davvero così, forse ho interpretato male. Belle le riflessioni che lui fa tra se e se, senza mai il coraggio di esprimerle. A parer mio però ripeti troppe volte questa suo sentirsi codardo e ciò rallenta un pò la lettura. Per il resto mi hai riportato un pò ai tempi delle superiori quando l'innamoramento sembrava davvero una questione di vita o di morte e assorbiva tutte le nostre energie...non che poi crescendo cambi molto, ma un pò si! Di certo è vero che anche un quindicenne innamorato può dar vita a pensieri ed espressioni che forse non ci si aspetta da lui vista la giovane età...assurdo no? Ma va bene così, in questo modo il ragazzo incompreso sfogherà la sua frustrazione attraverso la scrittura. Spero di non aver suscitato la tua ira, eventualmente accetterò i tuoi insulti! Da una parte è bello vedere come difendi la tua scrittura, attento però alle cadute di stile...ciao!

Autore Albero
Malatesta
Inviato: 8/6/2008 22:43  Aggiornato: 8/6/2008 22:43
Just popping in
Iscritto: 19/11/2006
Da:
Inviati: 36
 Re: Un segreto agrodolce
prima il dovere e poi il piacere. comincio con doxa: è vero ho scritto distanze corporali. come vedi non voglio avere sempre ragione. MA ogni parola fa parte di una frase ed ogni frase fa parte d'un periodo e ogni periodo è inserito in una sequenza la quale insieme alle altre compone il racconto. questo può esserti utile ogni volta che ti ritrovi a leggere qualcosa così magari piuttosto di sindacare subito sul modo in cui è scritta ti fermi anche un po' sul contenuto. questo per dire che distanza corporali là dove è scritto ha un senso anche ironico se vuoi perchè lei s'era chiusa in bagno ed era per lui inaccessibile. a parte questo come si può giudicare uno stile e giudicare una struttura narrativa senza dare una propria interpretazione circa il significato unitario del brano? comunque puoi dire ciò che più ti piace, contenta tu...per quanto rigurda d'annunzio più di una maestrina frustrata avrei bisogno di qualcuno che mi schiaccia il maiuscolo...grazie
Travel hai ragione a dire che ho esagerato, ma non ne hai se nutri il timore di aver causato la mia ira col tuo commento. il tuo almeno si ferma sul significato. dal tuo capisco che il racconto è stato letto con un minimo d'attenzione. andando nel merito certamente il racconto avrà delle lacune, forse non è neanche granchè, ma fin quando qui non scrivono i vari baricco ammaniti, veronesi, niffoi ecc... credo che si possa accettare anche questo mio inverecondo insieme a tanti altri. per quanto riguarda quel "ti è morto il gatto" è un modo di dire (almeno dalle mie parti) per quando una persona ha il broncio apparentemente senza alcun motivo. in realtà il morto c'è ma non è un gatto ed è per questo che quel tentativo di consolazione risulta goffo e a dir poco scortese, almeno è questo quello che intendevo mettere in scena, (anche se non è il significato principale del racconto) e se non ci sono riuscito pazienza andrò al patibolo come vuole doxa e closure col quale mi scuso sempre che i due non siano la stessa persona.... ciao gloria

Rispondi Autore Inviato
 Re: Un segreto agrodolce doxa 9/6/2008 12:01

Autore Albero
travel-v
Inviato: 9/6/2008 11:17  Aggiornato: 9/6/2008 11:17
Just popping in
Iscritto: 8/8/2007
Da: lanzarote - canarie
Inviati: 43
 Re: Un segreto agrodolce
Infatti immaginavo non fosse un felino la causa...è che quel "ti è morto il gatto" trae un pò in inganno. Ti spiego, è un'espressione comune penso in tutta Italia quello lo avevo capito, però il fatto che lei dica alla sua amica "non lo sapeva" etc..ti fa proprio venire il dubbio, non le sarà mica morto davvero il gatto? Ripeto, è solo un dubbio, però in fondo non si capisce il motivo del dolore, non si capisce che lei sta male per la morte di qualcuno. Secondo me sarebbe più chiaro ed efficace invece dell'espressione ti è morto il gatto qualcosa del tipo "Che cos'hai? E' morto qualcuno per caso?!", nella stessa forma "sdrammatizzante" che utilizza lui infelicemente viste le conseguenze. Oppure un'altra espressione che faccia sempre capire che lei sta male perchè è morto qualcuno, del tipo "dai non piangere che sarà mai, non è mica morto nessuno...". Spero ti sia utile il consiglio. Ciao! travel

Autore Albero
ciommo82
Inviato: 18/6/2008 20:53  Aggiornato: 18/6/2008 20:53
Just popping in
Iscritto: 18/6/2008
Da:
Inviati: 2
 Re: Un segreto agrodolce
una buona forma, una scrittura scorrevole e senza molti fronzoli, ma il contenuto è qualcosa che già ho sentito o visto o letto altre volte. impegnati ch si può fare molto di più

Autore Albero
Flamio
Inviato: 20/6/2008 2:08  Aggiornato: 20/6/2008 2:08
Not too shy to talk
Iscritto: 6/6/2004
Da: Roma
Inviati: 79
 Re: Un segreto agrodolce
Da una parte provo una certa emozione nel ripensare ai tempi in cui ero un pelo simile al liceale del racconto, con l'amore idealizzato in testa e quel soffrire quasi piacevole nello stomaco. Poi però c'è l'altra parte, che è quella del ragazzotto che quei tempi li vede ben lontani (porca miseria, quasi dieci anni fa... sob)e indi cui non resce più a rapportarsi con quel tipo di emotività, perchè detto fra noi, le donne diventano una gran rottura di p... QUEST'ULTIMA FRASE NON E' STATA MAI SCRITTA, CI SCUSIAMO PER L'INCONVENIENTE.
Dicevo che non potendomi più rapportare a quelle sensazioni, del racconto mi rimane poco e niente. Si, riesco ancora a sentire l'eco dell'amore (o della rabbia) che in quell'età si tende ad estremizzare, ma la sensazione è troppo diluita. Per quanto riguarda la forma, a mio avviso ci sarebbero dei miglioramenti che potresti apportare: ad esmpio tagliuzzare dei concetti che risultano rindondanti, magari alleggerendo un pò il corpo del testo, poi evitare qualche ripetizione di troppo che ho notato soprattutto nelle prime due pagine. Ed infine, spiegare perchè la ragazza era così affezzionata a 'sto gatto (scherzo).

Autore Albero
alex87
Inviato: 30/8/2008 14:18  Aggiornato: 30/8/2008 14:18
Just popping in
Iscritto: 6/7/2008
Da: basilicata, abruzzo
Inviati: 41
 Re: Un segreto agrodolce
quello che il racconto trasmette è molto romantico e sembra in un certo senso autobiografico..in un certo senso, perchè la storia probabilmente non è inventata, ma ci sono degli echi da film drammatico o da romanzo ottocentesco (il che in se per se va bene, solo che farlo piacere al lettore è molto più difficile di quanto sembri)..ad esempio il finale non è brutto, anzi, ma se il protagonista ha sempre voluto nascondere il suo sentimento è difficile che una ragazza se ne accorga da un abbraccio..forse volevi far intendere che lei se ne fosse accorta dagli atteggiamenti, però non lo dici..comunque la storia mi ha incuriosito e stimolato mentre l'ho letto..per quanto riguarda lo stile ci sono alcuni termini che contrastano con l'andamento generale: per esempio se usi un linguaggio "aulico" (nel senso di non popolare, cioè diverso da quello che la gente in generale usa nei dialoghi di tutti i giorni) come nei pensieri del protagonista, quando dici che entra l'amica di anna in classe e usi le parole "cazzate" e "fregava" si avverte una differenza nell'impostazione del linguaggio, come se diventasse più in linea col linguaggio giovanile..una parola come dabbenaggine invece lo porta ad un'impronta meno liceale (magari ingenuità andava meglio, oppure al posto di cazzate e fregare potevi usare altri termini più altisonanti)..uno stile "altalenante" non va male, solo che si rischia di fare il passo più lungo della gamba..credo (ma non so precisamente) che vada meglio "nell'atrio" piuttosto che "all'atrio"..in "d'amico", che sta per "da amico", sarebbe stato meglio lasciare la a...per il resto non è male come racconto, anzi si nota la forza espressiva che ci metti e che sa rendere al lettore l'idea dell'amore sofferto, che credo sia tua intenzione..a rileggerti..ciao..Alessandro

Autore Albero
cesaremimmi
Inviato: 2/9/2008 19:26  Aggiornato: 2/9/2008 20:44
Quite a regular
Iscritto: 23/6/2008
Da:
Inviati: 128
 Re: Un segreto agrodolce
Nell'estate del 1912 Proust preparò una copia dattiloscritta di quello che sarebbe dovuto diventare il primo volume del suo romanzo. Ad ottobre, su suggerimento di Gaston Calmette, all'epoca direttore di Le Figaro, mandò il dattiloscritto a Fasquelle, editore tra gli altri di Émile Zola e di Edmond Rostand.
L'incaricato alla lettura dette parere negativo di fronte ad un'opera così sconcertante per l'epoca. In questo rapporto si legge:

«Dopo settecentododici pagine di questo manoscritto - dopo infinite desolazioni per gli sviluppi insondabili in cui ci si deve sprofondare ed esasperanti momenti d'impazienza per l'impossibilità di risalire alla superficie - non si ha nessuna idea di quello di cui si tratta. Che scopo ha tutto questo? Che cosa significa? Dove ci vuole condurre? - Impossibile saperne e dirne nulla».

non so se apprendere tutto ciò ti consola, forse no. Scrivere ohimé è anche questo: correre il riscio di non venire compresi.

Autore Albero
danne
Inviato: 17/9/2008 16:51  Aggiornato: 17/9/2008 16:51
Just popping in
Iscritto: 17/9/2008
Da: Roma
Inviati: 3
 Re: Un segreto agrodolce
Inverosimile. Nel senso, non che un racconto debba essere verosimile per poter essere giudicato positivamente, ma partendo da un contesto realistico e dando l'impressione che si voglia mantenere un certo stile per tutto il racconto, alcune digressioni stonano e non poco. Alcune metafore mi hanno fatto ridere, nel senso, sono divertenti: impazzirei se incontrassi un ragazzo del genere. A monte delle sue espressioni dev'esserci qualche serio problema di relazione con se stesso e gli altri. Non apporta nulla di creativo e non è molto scorrevole. La stucchevolezza a volte è piacevole, in alcuni contesti ed espressa con determinate parole, ma qui si rasenta la melassa.
Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Newsletter

Se vuoi ricevere la segnalazione di 1.000 bandi di concorsi letterari l'anno, iscriviti alle nostre newsletter Corsi&Concorsi!


Novità
  O  I  S 
Iscritti1753648
Oggi · Ieri · Settimana

Utenti Online 61 utente(i) online (6 utente(i) in Notizie)

Iscritti: 0
Utenti anonimi: 61

Altro...

Membri Membri:
Oggi: 175
Ieri: 69
Totale: 6320
Ultimi: BrandiWadd

Utenti Online:
Ospiti : 61
Membri : 0
Totale: 61
Lista Utenti [Popup]

Link sponsorizzati

© 1999-2017 OZoz.it